Spritz.it - Stalida's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: Stalida
SESSO: w
ETA': xx
CITTA': Taormina
COSA COMBINO: promozione turistica... online
STATUS: sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO


HO VISTO
Oltre la maschera che mostri al mondo


STO ASCOLTANDO
Le mie sensazioni


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Il diario di bordo...


OGGI IL MIO UMORE E'...
Non pervenuto


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)





“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.

(questo BLOG è stato visitato 2533 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


martedì 22 novembre 2005
ore 09:51
(categoria: "Vita Quotidiana")




Non avere paura del mio silenzio
Non ti voglio mai rinchiudere
In una gabbia di parole
Ma incontrarti ogni volta come per caso
E fare un po’ di strada insieme
Per condividere un sorso di vita
Con chi ha la borraccia più piena
E magari sederci sotto un albero
Ai bordi di quella che chiamano realtà
Sul nostro cammino verso l’Infinito.



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 18 novembre 2005
ore 11:37
(categoria: "Fotografia e arte..")


Come Liquido Amniotico

Stalida


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 18 novembre 2005
ore 11:07
(categoria: "Pensieri")





Domani,
continuerò ad essere.
Ma dovrai essere molto attento per vedermi.

Sarò un fiore o una foglia.
Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto.
Se sarai abbastanza consapevole,
mi riconoscerai,
e potrai sorridermi.

Ne sarò molto felice.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 18 novembre 2005
ore 10:51
(categoria: "Vita Quotidiana")





COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 30 settembre 2005
ore 18:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



„Dammi la tua mano, ti prego“
Pochi metri lo separavano ormai da quella piccola creatura dissennata che forse un tempo aveva sentito anche sua. Lei non si muoveva, non sembrava aver intenzione di cedere al richiamo. Infatti i suoi occhi non sapevano risolversi, se guardarlo o voltarsi indietro e farsi rapire dal non ritorno. Ma lui era così vicino che poteva afferrarla in un soffio. Una frazione di secondo e la sua mano si serrò attorno a quel polso sottile. Giù tra gli scogli il mare ruggiva e soffiava azzuffandosi col vento freddo di ottobre. Se in quel tardo pomeriggio ci fosse stato un sole...
Com’è strano che a volte tutta un’esistenza, magari anche più d’una possa giocarsi in un solo secondo. Quelle dita strette sulle sue ossa fecero schizzare il sangue al cervello e in un baleno lei ripercorse i giorni e i mesi. „No“, disse e sgusciò via dalla morsa. Le bastò avanzare d’un passo verso la voce del mare, per precipitare giù. All’impatto con gli scogli, il corpo picchiò con la schiena e fu scosso da un curioso singulto, poi un’ondata violenta la sommerse per abbatterla nuovamente sulla roccia. Se ci fosse stato il sole in quel tardo pomeriggio...la chiazza scura ed enorme che si allargava da quella testa in pezzi, avrebbe contrastato d’un rosso vermiglio la schiuma bianca delle onde. La testa in pezzi: ma quando davvero, prima d’allora, quella testa era andata in pezzi? Se lo chiedeva lui che ora guardava quel corpo scomparso in mare? No, non avrebbe saputo rispondersi. Perchè chi vuole morire, muore e basta, prima o poi, scegliendo il pretesto giusto al momento giusto. Perchè chi sceglie di morire conosce lo stupore della vita e vorrebbe vivere per sempre e baratta la più pulita delle schiavitù con la più sudicia delle morti. Così adesso quella testa si era spaccata davvero, per svuotarsi di tutti i pensieri che cercavano una via di fuga da quel labirinto angusto di solitudine, senza riuscirci, girovagando in un vortice continuo come i dannati di una bolgia infernale che scavavano dentro di lei un inferno sempre più profondo. Com’era cominciato? Papà? Papà non c’era o forse c’era, non si capiva bene. L’aveva abbracciata una volta da piccola, per giocare ai grandi che ballano un ballo lento. I primi pensieri glieli aveva venduti lui a prezzo scontato ma poi non era più riuscito a pilotarli, neppure con le botte. Allora aveva provato a schiacciarla come si fa con una valigia piena di indumenti in disordine che fuoriescono quà e là. A forza di pigiare, la valigia s’era richiusa, ma il disordine restava pur non vedendosi. Papà le aveva insegnato a nuotare, ad arrivare al largo per poi riportarla a riva a nuoto sulle spalle, ma poi era cresciuta e lui non andava più al largo, così nessuno poteva più riportarla a riva. Papà faceva paura quando serrava i denti e le metteva i pugni sotto il mento. Faceva male quando era indifferente. E poi che altro? La solitudine di chi guarda il mondo dall’orlo di un baratro, mentre gli altri da lontano salutano senza tendere la mano. Ma quel giorno lui l’aveva fatto. Troppo tardi, troppo dolore. Erano stati i ricordi a corroderla, perchè lo struggimento di una fiamma che si spegne oscurando sogni appena accennati, come un disegno a carboncino, è acido urticante. Lei era morta: negli occhi aveva gli occhi di un bambino e la vergogna d’essere stata il suo primo dolore. Il rimorso di non aver saputo gioire. Da quel dolore doveva proteggerlo. E lui...lui che aveva cercato di strapparla via dal mare? Di quel mare s’erano fatti una promessa, ma entrambi sapevano ciò che sarebbe stato. L’ultima gioia, quella a cui si chiede invano pietà, le si urla con la voce impastata di lacrime di non frantumare il colore degli occhi e l’anima di vetro. Lui era sparito in un silenzio delirante, senza dirle „Non ti voglio“, perchè di mentire non era capace. Senza dirle „Ti voglio ancora“, perchè di mentire non aveva bisogno. Le urlava in faccia quel silenzio, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il silenzio urlava così forte che d’un sol colpo tutte le suture d’ogni ferita, dalla più piccola alla più profonda, erano saltate via, lasciandola a sgorgare tutta fuori dai tagli e lei non aveva saputo più raccogliersi. Aveva vinto sè stessa ed anche lui, che non aveva saputo scegliere d’amarla subito e pensando che domani è sempre il giorno migliore per vivere la vita, aveva scelto di rimpiangerla tra un secolo. „Buonanotte amore“, le disse piano, perchè lei potesse sentirlo e voltando le spalle a tutto quello che non aveva compreso, la lasciò per sempre.



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 30 agosto 2005
ore 17:53
(categoria: "Vita Quotidiana")


01 Giugno 2005
Skrotty & Stalida



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 17 maggio 2005
ore 10:41
(categoria: "Riflessioni")



La felicita' sarebbe impossibile
se non fossimo capaci di trasformare il dolore dentro di noi..
Molti cercano la felicità al di fuori di se', ma la vera felicita' deve e puo' nascere solo dal nostro dentro.

(Thich Nhat Hahn-
"Il segreto della pace")



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 22 marzo 2005
ore 09:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



Per non lasciarmi dei dubbi su di sé, mi rispose: "Quello che lei ha detto suona bene.
Ma mi dica: se lei è tanto scettico, da dove prende tutta questa certezza di saper
distinguere un fondale da un muro? Non ha mai dubitato che le illusioni delle quali
si prende gioco siano davvero soltanto illusioni? E se si sbagliasse?
E se fossero invece dei valori e lei un distruttore di valori?".
E poi disse: "Un valore sminuito e un'illusione smascherata hanno gli stessi miseri corpi,
si rassomigliano, e non c'è niente di più facile che confonderli".


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 1 marzo 2005
ore 12:09
(categoria: "Riflessioni")



Una leggenda del deserto narra la storia di un uomo che voleva andare in un’altra oasi, e cominciò a caricare il suo cammello.
Mise su le sue coperte, i suoi utensili da cucina, i suoi vestiti
- e l’animale sopportò tutto il peso. Mentre stavano per partire, l’uomo si ricordò di una stupenda piuma blu
che suo padre gli aveva regalato.
Egli la trovò e la mise sulla groppa del cammello.
Con quella, l’animale collassò e morì.
“Il mio cammello non è riuscito a sopportare il peso di una piuma,” l’uomo deve aver pensato.
A volte pensiamo lo stesso degli altri - senza capire che i nostri piccoli scherzi possono
essere stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sofferenza.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 24 febbraio 2005
ore 13:01
(categoria: "Pensieri")



Se non scali la montagna non potrai avere una visione chiara della pianura.

COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

Davidoff CHICCO// OVETTO biagione raggioverde skrotty SixtyNine XENA


BOOKMARKS

Castelmola

(da Viaggi e Turismo / Mare )

Taormina Travel Guide

(da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide )

Tradizioni in tavola

(da Tempo Libero / Ricette e Gastronomia )

L'isola nel cielo

(da Viaggi e Turismo / Mare )

UTENTI ONLINE: