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NICK: Stalida
SESSO: w
ETA': xx
CITTA': Taormina
COSA COMBINO: promozione turistica... online
STATUS: sistemato

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Oltre la maschera che mostri al mondo


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Le mie sensazioni


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ORA VORREI TANTO...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Il diario di bordo...


OGGI IL MIO UMORE E'...
Non pervenuto


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)





“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.

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lunedì 19 aprile 2004
ore 13:00
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 19 aprile 2004
ore 08:31
(categoria: "Vita Quotidiana")




Un padre stava tentando di leggere il giornale, ma il figlioletto continuava a disturbarlo.
Ormai stanco, il padre strappo' un foglio - che mostrava la mappa del mondo -,
lo fece in vari pezzi e lo consegno' al figlio.
"Ecco, adesso hai qualcosa da fare. Ti ho appena dato una mappa del mondo e voglio vedere
se riesci a montarlo esattamente com'e'."
Riprese la lettura del suo giornale, convinto che il bambino sarebbe stato occupato per il resto della giornata.
Quindici minuti dopo, pero', il ragazzino torno' con la mappa.
"La mamma ti ha insegnato la geografia?" domando' il padre, stupefatto.
"Non so che cos'e'" rispose il bambino.
Ma dall'altro lato del foglio c'era la fotografia di un uomo.
"E, una volta che sono riuscito a ricostruire l'uomo, ho ricostruito anche il mondo."
(Paulo Coelho)



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venerdì 16 aprile 2004
ore 11:44
(categoria: "Pensieri")



L’intimo nasconde l’illusione dell’anima,
con il suo effimero fardello di speranze,
desideri,sogni,dietro un fiume di parole mute.
E spegne con il tempo anche la luce del giorno
dove si ritrova solo.
Non gli restano che i ricordi
ma quelli non bastano
per lenire la sofferenza dell’abbandono.
Nessuno lo ascolta
e non gli rimane che piangere
nel silenzio degli anni che verranno
senza poter accarezzare ancora
quell’amore così grande.
Ora i ricordi appaiono lontani,
quel tempo è svanito
dietro a un tramonto triste di primavera
quando c’era ancora qualcuno
che sapeva
con un bacio e un sorriso renderti felice.


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venerdì 16 aprile 2004
ore 11:26
(categoria: "Pensieri")



- La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.


- Certe persone vivono in lotta con altre, con se stesse, con la vita.
Allora si inventano opere teatrali immaginarie
e adattano il copione alle proprie frustrazioni.




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martedì 6 aprile 2004
ore 12:28
(categoria: "Vita Quotidiana")


Amore virtuale: gioco o peccato?
La chiesa ha sentenziato: l'amore virtuale fra persone legate da vincoli reali consacrati da un Sacramento o sanciti dalla legge è adulterio, esattamente come nella "realtà vera".

Quello che per alcuni poteva rappresentare un semplice gioco di evasione assume adesso l'importanza e la gravità del peccato. Per chi invece niente sapeva di virtualità o incontri in chat ecco nascere la curiosità e la tentazione, la voglia di trasgredire protetti dall'anonimato.

Farei una distinzione fra gioco e amore, confrontando le due realtà.

Difficilmente, incrociando per strada una persona gradevole, le rivolgeremmo la parola invitandola a conversare magari seduti al tavolo di un bar centellinando una consumazione, tantomeno ne avvicineremmo alcune a caso, in vari tentativi.

Nella realtà virtuale è possibile.

Si sceglie un nick fra coloro che sono connessi nel momento, magari quello che stuzzica la curiosità per l'originalità o perché si collega a nebulose memorie: una libertà di approccio molto improbabile nella vita reale di tutti i giorni, un gioco piacevole e intrigante. Ma la vita stessa è un gioco, spesso duro, fortunatamente a volte piacevole. Anche l'amore fra due è un Grande Gioco.

A volte, dico a volte, la sintonia in chat è immediata e la conversazione si prolunga. Ci si ritrova successivamente in giorni diversi ed il tempo scorre senza nemmeno rendersene conto. Lo sguardo s'incolla alla lavagnetta magnetica, si vive l'illusione di un'attrazione fatale. E' innamoramento? E' già peccato o non ancora?

Il dialogo si approfondisce, nascono le confidenze e la fiducia e la consuetudine e ritrovarsi ad una certa ora, quasi per caso, o perfino fissando un appuntamento. Nasce un'amicizia, la sensazione di specchiarsi nell'altro. Per la verità, si va cercando se stessi o la copia di sé nell'interlocutore: sta prendendo le sembianze di una storia d'amore? Ma se tutto si mantiene in tali limiti, è infedeltà?

Forse il concetto cambia se, nella sintonia amichevole, subentra la complicità, partendo da un gioco scherzoso che si fa raffinato e intimo, diviene erotismo, perché è la mente a partorirlo. E gli amanti virtuali diventano adulteri, condannati dalla chiesa, esattamente come gli amanti nella vita reale.

Diverso è il discorso delle manie e delle perversioni: alcuni si avvicinano al nick sconosciuto chiedendo cybersex : "hai la cam?" o " vuoi fare sesso?" o le volgarità più spicciole da individui con l'impermeabile e sotto niente, che si esibiscono se passa loro accanto una donna (forse sono fatti d'altri tempi). Ma non è questo l'argomento che trattiamo.

Stiamo riflettendo di adulterio virtuale.

Se poi subentra lo scambio di telefonate (già è mezza realtà) e il desiderio di parlarsi ogni giorno...non c'è dubbio è relazione adulterina.

Qui mi fermo.

Se i due arrivano all'incontro fisicamente reale, è già storia vecchia di ordinaria realtà, già riconosciuta da tempi millenari.
(Marzia)


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lunedì 29 marzo 2004
ore 10:15
(categoria: "Fotografia e arte..")





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lunedì 29 marzo 2004
ore 09:48
(categoria: "Vita Quotidiana")


Filosofia di Vita
Era sempre di buon umore ed aveva sempre qualcosa di positivo da dire.
Quando qualcuno gli domandava come stava, rispondeva: "Se stessi meglio, scoppierei!".
Era un manager unico, con un gruppo di camerieri che lo seguivano ogni volta che prendeva la gestione di un nuovo ristorante.
Il motivo per cui i camerieri lo seguivano era che Jerry aveva un grande atteggiamento positivo.
Era un motivatore naturale, se un dipendente aveva la luna storta, Jerry era li' a piegargli come guardare al lato positivo della situazione.
Trovavo il suo stile molto strano e quindi un giorno gli dissi "Adesso basta! Spiegami come fai ad essere sempre cosi' positivo, qualunque cosa succeda!!"
Lui mi rispose "Vedi, io sono cosi', quando mi sveglio la mattina mi dico: " oggi hai una scelta da fare: puoi decidere di essere di buon umore o di cattivo umore, e scelgo di essere di buon umore ."
Tutti i giorni mi capita qualcosa di spiacevole, posso fare la vittima oppure imparare qualcosa dai problemi, io scelgo di imparare.

Ogni giorno qualcuno viene da me a lamentarsi, io posso scegliere di subire passivamente le sue lamentele o di trovare il lato positivo della cosa, ...beh, io scelgo sempre il lato positivo della vita.

Si, va beh, dissi io, "Ma non e' sempre cosi facile!"

"Si invece," disse Jerry, "...la vita è tutta fatta di scelte. A parte le necessita' piu' o meno fisiologiche in ogni situazione c'e' una scelta da fare. Sei tu a scegliere come reagire in tutte le situazioni, a decidere come la gente puo' influire sul tuo umore. Sei tu che scegli se essere di buon umore o di cattivo umore e quindi, in definitiva, come vivere la tua vita.".

Per molto tempo dopo quell'incontro, ripensai a quello che Jerry aveva detto, poi un giorno lasciai il business della ristorazione e mi dedicai ad un'altra attivita' in proprio; mi persi di vista con Jerry ma spesso ripensai a lui quando mi trovavo nella situazione di scegliere nella vita, invece che subirla.

Diversi anni dopo, venni a sapere che Jerry aveva commesso un errore imperdonabile per un gestore di ristorante: aveva lasciato la porta posteriore del ristorante aperta una mattina, ed era stato attaccato da tre rapinatori armati; mentre cercava di aprire la cassaforte, le sue mani sudate e tremanti dalla paura non riuscivano a trovare la combinazione ed i rapinatori, presi dal panico, gli avevano sparato ferendolo gravemente.

Fortunatamente Jerry era stato soccorso rapidamente e portato immediatamente al pronto soccorso.
Dopo 18 ore di intervento chirurgico ed alcune settimane di osservazione, Jerry era stato dimesso dall'ospedale con frammenti di pallottole ancora nel suo corpo.
Incontrai Jerry circa sei mesi dopo l'incidente, quando gli chiesi come andava mi disse "Se stessi meglio, scoppierei! - Vuoi dare un'occhiata alle cicatrici?"
Declinai l'invito, ma gli chiesi che cosa gli era passato per la testa durante la terribile esperienza.
"La prima cosa che pensai fu che avrei dovuto chiudere la porta posteriore del ristorante" mi disse Jerry, "...poi, quando ero gia' stato olpito e mi trovavo per terra, mi ricordai che avevo due scelte: potevo scegliere di vivere o di morire."
"Ma non avevi paura? Non sei svenuto?".
Jerry continuo': " Gli infermieri furono bravissimi. Continuavano a dirmi che andava tutto bene. Ma fu quando mi portarono sulla barella in sala operatoria e vidi le espressioni sulle facce dei dottori e degli assistenti, che mi spaventai veramente, potevo leggere nei loro occhi "quest'uomo e' gia' morto!" " ...dovevo assolutamente fare qualcosa"
"E cosa hai fatto?" gli domandai.
"C'era questa infermiera veramente grassa che continuava a farmi domande, e mi chiese se ero allergico a qualche cosa."
"Si!", io risposi, a quel punto.
Tutti dottori e le assistenti si fermarono ad aspettare che finissi la mia risposta...
Io presi un respiro profondo e con tutte le mie forze gli gridai: "Sono allergico alle pallottole!"
Mentre ancora ridevano aggiunsi "Sto' scegliendo di vivere: Operatemi come se fossi un vivo, non come fossi gia' morto".

Jerry e' sopravvissuto grazie alle capacita' dei chirurghi, anche grazie al suo atteggiamento positivo.

Ho imparato da lui che tutti i giorni abbiamo la scelta di vivere pienamente.
Un atteggiamento positivo, alla fine, vale piu' di tutto il resto.
Voi avete due scelte adesso:
1. cancellare questo messaggio.
2. spedirlo alle persone a cui tenete di piu'.

Spero che scegliate la seconda!! ... io l'ho appena fatto....con tutti voi....


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venerdì 26 marzo 2004
ore 18:08
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 26 marzo 2004
ore 09:50
(categoria: "Pensieri")



"L'anima è tinta del colore dei suoi pensieri... Pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai. La tua integrità è il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero." (Eraclito)

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venerdì 26 marzo 2004
ore 09:46
(categoria: "Riflessioni")



Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo.
Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni.
Quando piombi nella disperazione più cupa, ti si offre l’opportunità di scoprire la tua vera natura. Proprio come i sogni prendono vita quando meno te lo aspetti, così accade per le risposte ai dubbi che non riesci a risolvere.
Lascia che il tuo istinto tracci la rotta per la saggezza, e fa che le tue paure siano sconfitte dalla speranza. La maggior parte di noi non è preparata ad affrontare i fallimenti ed è per questo che non siamo capaci di compiere il nostro destino.
E’ facile sfidare quel che non comporta alcun rischio.

La scoperta di nuovi mondi non ti porterà solo felicità e saggezza, ma anche tristezza e paura:
come puoi apprezzare la felicità, senza sapere che cos’è la tristezza? come puoi raggiungere la saggezza, senza affrontare le tue paure?
alla fine, la grande sfida della vita consiste nel superare i nostri limiti, spingendoci verso luoghi in cui mai avremmo immaginato di poter arrivare. I sogni sono fatti di tanta fatica. Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie, perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più.
Se ascoltiamo la saggezza del cuore il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino.
Ricorda: “Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei. Ricorda il tuo sogno”.

(Sergio Bambarèn "Il delfino - i sentieri del sogno portano alla verità")





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