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Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.
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giovedì 24 luglio 2003
ore 17:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il ricordo di quelle attese di te alle prime luci del mattino, sono dentro il mio cuore. Tra un attimo ti vedrò. Ci scorgiamo da lontano ed ecco fiorire le nostre emozioni.
Quei dolci momenti sono come rugiada sul mio cuore e somigliano alla nebbia sottile che rende i contorni del mondo velati di magia.
Nei nostri sguardi che si incontrano mille sensazioni...
Una musica nuova che componiamo ogni giorno. Questa è la semplicità del nostro grande amore. Ascoltiamo quella musica che non ha alcun spartito da seguire. Inventiamo tutto senza neanche pensare che sappiamo creare una vera armonia. Sei qui ed ogni tua emozione diventa anche la mia. Come la nebbia scompare quando arriva il sole, nel mio cuore scompare l’attesa di te e nel tuo l’attesa di me... Ora c’è il sole dentro di noi.
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giovedì 24 luglio 2003
ore 13:06 (categoria:
"Poesia")
Per un'amica
Amica mia, su quante strade ho camminato!
Tanti volti anonimi nella folla. Quanti non saprei...
Per caso ci si può scambiare anche un sorriso, un timido saluto, un gesto gentile, nulla più...
Se invece nasce un’amicizia vera ci si accorge che accade qualcosa di speciale...
Improvvisamente e inaspettatamente, così come nasce una stella nel cielo di notte, l’arcobaleno dopo un temporale, il sorriso sul volto di un bambino. I discorsi diventano l’espressione anche dell’anima e del cuore.
Si scopre che la parola di un amico è un tocco gentile e discreto, qualcosa capace di dar colore alla vita e di accendere una luce nel cuore.
Si è certi di camminare insieme per la stessa strada, di dare e ricevere forza anche quando tutto intorno vacilla e non ci sono più certezze ma solo smarrimento.
Se accogli con gioia il ricevere e il dare comprendi che l’amicizia è una pietra preziosa tra le più rare... Ricorderò per sempre quel giorno fortunato in cui la mia vita è diventata colma di allegria... perché ho incontrato te… Amica mia!
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giovedì 17 luglio 2003
ore 13:35 (categoria:
"Pensieri")
Nel tuo sonno, al limite dei sogni, aspetto guardando in silenzio il tuo viso, come la stella del mattino che appare per prima alla tua finestra. Con i miei occhi berrò il primo sorriso che, come un germoglio, sboccerà sulle tue labbra semiaperte. Il mio desiderio è solo questo.
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giovedì 17 luglio 2003
ore 12:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Abbi cura di te...
Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante.
Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.
Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.
Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.
(Susanna TAMARO)
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giovedì 17 luglio 2003
ore 11:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LettereOnLine
E' l'amore la nostra speranza di Madhavii
E' l'amore la nostra speranza, il nostro percorso primo ed ultimo. E' solo la nostra capacità di affidarsi e dare che ci consente di vivere una vita importante, che comporti qualche differenza. Riflettevo sul volontariato, sul donare agli altri gratuitamente e sentivo tutto il peso che una scelta radicale ed in favore del bene comporta. Mi sono sempre ripetuta "fa la cosa giusta", ma questo fare la cosa giusta lo sconto tutti i giorni, quando parlo coi miei amici e sento un vuoto ed una distanza che niente può colmare. Quando mi sforzo di ridere alle battute a doppio senso che trovo sciocche e banali, e vorrei dire "hai detto un'emerita cretinata!". Quando qualcuno mi parla di marche dei vestiti ed io mi sento assolutamente fuori, fuori dalle regole, dai percorsi già tracciati, dalle linee chiuse, dalla vanità. Perché? Perché se siamo nel giusto e siamo da esempio per molti non riscuotiamo il successo mondano di chi ostenta danaro, potere, bellezza e vanità? Perché i nostri discorsi annoiano, perché attrae tanto il mio carisma e ciò che dico, ma chi mi circonda preferisce parlare di abiti firmati e di tinte per capelli? Quanto dobbiamo scontare noi che ci diamo da fare per gli altri? Non scontiamo già tanto il fatto di impiegare il nostro tempo libero per gli altri, togliendolo a noi stessi? Per favore, evitate di dire "Oh, ma quanto sei brava! Oh, che belle cose che fai per gli altri!". Non mi serve un riconoscimento sociale, né di avere il mezzo busto su una colonna o intitolata una via della città. Vorrei che le persone capissero che, finché non avremo tutti un po di cuore, questo mondo girerà sempre dal verso sbagliato. Allora, non dite " Armiamoci e... partite!", ma cominciate voi a fare qualcosa, invece di idolatrare chi già si adopera per migliorare le cose.
Svegliamoci!!
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mercoledì 16 luglio 2003
ore 10:45 (categoria:
"Pensieri")
Lascia che la vita che ti gira intorno, ti attraversi l'anima
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mercoledì 16 luglio 2003
ore 09:50 (categoria:
"Riflessioni")
CUORE
C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo o, quantomeno, dell'intera vallata.
Tutti quanti erano sbalorditi per questo, e glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto.
Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio che, emergendo dalla folla disse:
"Beh, a onor del vero, il tuo cuore è molto meno bello del mio!"
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo.
Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici.
C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene. Così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi, dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, e si domandavano come egli potesse affermare che il suo cuore fosse non solo bello, ma il più bello!
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere:
"Starai scherzando!" disse. "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, Mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime". "Vero", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ogni ferita che tu vedi rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato. Spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a quel che ricevi così ho qualche bitorzolo, a cui sono molto affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte, invece, ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare, tu lo sai, è rischioso, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone... e chissà? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la vera bellezza?".
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, corse incontro al vecchio, e glielo offrì con le mani che gli tremavano.
Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane.
Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava meraviglioso come mai: perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui!
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sabato 12 luglio 2003
ore 12:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LettereOnLine
Immagina se questo succedesse a te... scapperesti?
di autore sconosciuto, lettera inviata da Teo1969
Durante un culto mattinale di una domenica, una congregazione di 2000 membri fu sorpresa di vedere due uomini entrare, tutti e due coperti di nero dalla testa ai piedi, e armati con delle armi automatiche. Uno di questi uomini disse: “chiunque è disposto a ricevere una pallottola per Cristo resti dov’è”.
Immediatamente, i coristi scapparono, i diaconi scomparvero, e la maggior parte della congregazione fuggì. Di quei 2000 ne restarono circa una ventina. L’uomo che parlò si tolse il cappuccio, guardò al predicatore e disse: “Okay, mi sono sbarazzato di tutti gl’ipocriti. Adesso puoi cominciare il tuo culto. Ti auguro buona giornata!”. I due uomini armati si girarono ed uscirono.
Questo è troppo profondo per non soffermarsi e pensare: Com’è semplice per le persone rinnegare Dio e poi stupirsi perché il mondo di oggi si trova in queste condizioni. È sorprendente come crediamo a quello che i giornali ci dicono, però dubitiamo su quello che la Bibbia dice. È incredibile come ognuno vuole andare in Paradiso, a condizione che non devono credere, pensare, dire, o fare tutte le cose che la Bibbia dice. È questo divertente oppure pauroso? È strano come qualcuno possa dire: “Io credo nel Signore” , ma segue ancora Satana.
È strano come tu possa inviare migliaia di “barzellette” via e-mail che si propagano come fuoco in un campo di paglia secca, ma quando tu cominci a mandare messaggi che riguardano il Signore, le persone ci pensano due volte prima di condividerle e farle circolare. È inquietante come le cose impudiche, il grossolano, la volgarità o l’oscenità passa liberamente nel cyberspace, ma l’insegnamento pubblico di Gesù è represso nella scuola e nel posto di lavoro. È strano vero? Strano come qualcuno possa essere così fervente per Cristo la Domenica, ma un Cristiano invisibile il resto della settimana.. Stai ridendo?
È divertente e strano come quando tu rigirerai ad altri questo messaggio, non lo manderai a molte persone del tuo indirizzario perché non sei sicuro di quello che credono, oppure di cosa penseranno se tu glielo manderai.
È strano ed imbarazzante di come io possa essere più preoccupato per quello che altre persone pensano di me che di quello che DIO pensa di me.
Stai pensando? Condividerai questo messaggio con le persone che ami? Oppure no?
Io ho scelto te.
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venerdì 11 luglio 2003
ore 18:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Piccolo figlio della vita di Amedeo
Ero nel cielo ma poi ho perso le ali, credevo di aver visto Dio ma forse non era lui, credevo anche di essere sconfitto ma ero solo vittima dell'angoscia, non avendo più certezze mi sembrò più logico fuggire. "Avrei bisogno di denaro per fuggire. Dove andrò?" Chiusi gli occhi. Ed eccolo finalmente il sollievo che solo le lacrime possono dare. Diventai fantasiosamente lacrima e provai ad affrontare i problemi, forse lottando avrei capito qualcosa di questa vita che si ostinava a non darmi spiegazioni. Scivolando sulle mie labbra imbronciate caddi nel vento e fui una lacrima libera, almeno per un pò finché la mia immaginazione non aveva più soluzioni e chiamai a raccolta tutti i ricordi, tutte le esperienze, tutto ciò che avevo imparato ma mi ritrovai nel buio di una piccola e asfissiante stanzetta sconosciuta, arredata di paure, mi si avvicinò qualcuno con due occhi grandi e incerti, ci misi poco a capire che era il Passato, posò le sue poderose mani sulle mie spalle "Non tremare più, non ti farò del male, il tuo animo grida ed io ascolto ed ascolterò sempre. Io muto ogni attimo tra gioie, affanni, ricchezze e pianti. Assimilo ciò che non sopporti e non lo posso evitare, posso solo rianimare nella tua mente i frutti raccolti nel campo della pazienza, ma so che sei triste poiché lontano dalla Conoscenza". Dietro il Passato riconobbi la Delusione, con i capelli rossi come il fuoco, occhi grandi e fascinosi ma senza luce. Iniziò a ballare attorno al mio fisico prostrato ed era pronta a distruggermi ammaliandomi e intrappolandomi con la sua bellezza ma ben presto la Verità mi salvò e gridò: "E' solo un illusione, devi essere più forte di lei" Urlavo disperato: "Che tu sia dannata maledetta Delusione, non bestemmierò quel Dio che ci sta guardando, non devi vincere, meriti il mio disprezzo, forse sei più forte di me ma non sei invincibile, non bendare la bocca dell'Ottimismo, le sue parole sono incoraggianti ed io voglio ascoltare. Sebbene fossi già ferito, sfoderai la mia spada della distorta moralità e trafissi la Delusione che non morì anzi iniziò a ridere e mi sfidò ancora. "Vieni abbracciami, ti difendo io." L'Amore luminoso aggravò la mia inquietudine, non mi fidavo, ne volevo crederle. Ormai l'aria mi bastava appena e tentai di aprire la porta di quella stanza, spinsi fortemente, provai a sfondarla, finché una voce mi interruppe "Non puoi uscire da qui, questa camera è la realtà" Il suo tono era più blando e confortevole, tornai a piangere tra le sue braccia. "Io sono la Speranza, ed è giusto che tu pianga, hai incontrato il Passato, la Delusione, la Verità, l'Amore e nessuno ti ha dato ancora spiegazioni, piccolo figlio della Vita, quanta dolcezza in queste tue lacrime, fatti accarezzare. Nulla è perso davvero poiché tutto insegna, la felicità è negli attimi che saprai apprezzare e i tuoi timori, le tue sofferenze, le tue soddisfazioni, i tuoi successi sono parte di te e ti rafforzano ed è questa l'unica vera conoscenza, continuare ad affrontare perché non tutte le lacrime sono di dolore" Le sue parole si allontanarono da me e si stamparono nel mio cuore, io tornai lacrima e riaprendo gli occhi solo una voce
"Guarda quanta luce, io sono la Vita."
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venerdì 11 luglio 2003
ore 12:24 (categoria:
"Pensieri")
"...Il primo fatto dell'esistenza è la legge del cambiamento o dell'impermanenza. Tutto ciò che esiste, da una particella ad una montagna, da un pensiero ad un impero, passa attraverso il medesimo ciclo d'esistenza - ossia nascita, crescita, declino e morte. Solo la vita in sé è perenne, in una continua ricerca per esprimersi attraverso nuove forme. «La vita è un ponte; quindi non costruite su di essa alcuna casa». La vita è un processo che fluisce, e colui che si aggrappa a qualsiasi forma, per quanto splendida, soffrirà nel resistere al flusso..."
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