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Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.
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venerdì 11 luglio 2003
ore 11:20 (categoria:
"Riflessioni")
Quando vedi nell'altro te stesso e sei fuori da ogni giudizio. Quando vedi l'altro e nulla ti da' più fastidio, ma anzi trai un buon insegnamento dai suoi eventuali errori. Quando puoi guardare l'altro negli occhi senza fatica o imbarazzo. Quando il silenzio non si deve colmare per forza, ma diventa un momento di riflessione e di rilassamento. Allora vuol dire che hai smesso di lottare contro te stesso e puoi accettarti finalmente per quello che sei. Allora vivere con il tuo prossimo e amarlo avverra' naturalmente e sentirai la pace nel cuore e la luce negli occhi.
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martedì 8 luglio 2003
ore 13:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")

Le sale ricche di cimeli storici, chiavi di carretti siciliani, pupi di rara bellezza e centinaia di pezzi di antiquariato fanno da conrince al caratteristico locale che ospita tra gli altri strane "presenze" di dionisiaca memoria. Si dice infatti che nella mitologia greco-romana il membro virile fosse rappresentante delle divine energie, della creazione e della fecondità umana, animale ed agricola. Le leggende greche peraltro si rincorrono in questo ambito proprio come le volontà conquistatrici di questa mitologica popolazione, che come sappiamo spinse le loro genti a fondare colonie in tutto il mediterraneo; non è un caso quindi che queste "presenze" trovino posto, come per una sorta di commemorazione, presso il Bar Turrisi. Le statuette e le originali "sculture" che adornano anche i più remoti angoli del locale sono un motivo in più per entrare nell'antico caffè bar che dal 1947 ospita numerosissimi visitatori provenienti da ogni parte del mondo, anche per gustare l'esclusivo Vino alla Mandorla, gli squisiti dolci tipici, le straordinarie granite ed i saporitissimi panini. Una visita al Bar Turrisi tra curiosità e cultura è sicuramente qualcosa di cui ricordarsi. LINK
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martedì 8 luglio 2003
ore 13:39 (categoria:
"Ricette")
Budino melone e anguria
Ingredienti:
200 gr. di polpa di melone, 200 gr. di polpa di anguria, 10 gr. di gelatina in fogli, 30 gr. di yogurt magro.
Preparazione:
Lasciate la gelatina in una ciotola di acqua fredda per circa 5 minuti. Quando si è ammorbidita, strizzatela tra le dita e mettetela in un pentolino con 2 cucchiai di acqua. Passatela sul fuoco basso, fino a che non si è sciolta. Frullate separatamente la polpa dei due frutti, controllando che non vi siano semi. Diluite metà della gelatina in ognuno dei due frullati di frutta. Versate il frullato di melone in stampini di plastica o di porcellana e riponete in frigo per circa 30 minuti. Quando si è rappreso aggiungete l'altro frullato e riponete di nuovo in frigo. Al momento di servire, rovesciate i dessert su due piatti, usando la lama di un coltellino sottile fra il budino e gli stampi. Guarnite con lo yogurt.
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martedì 8 luglio 2003
ore 13:32 (categoria:
"Riflessioni")
Chi vive senza follie non è così saggio come crede.
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lunedì 7 luglio 2003
ore 13:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
UN GIORNO TI ACCADRA'
Un giorno ti accadrà... non si sa dove, non si sa quando... un'altra vita, un'altro corpo... di vedere il Principe del Nirvana, con un vera forma umana, cosicché Tu lo possa attuare, nella Tua perfetta imperfezione.
Un giorno ti accadrà... di vedere il Salvatore senza croce, una volta almeno, con il volto sorridente, affinché Tu lo possa riconoscere in facce ancora candide e vitali e non dietro a maschere sociali.
Un giorno ti accadrà... di vedere il Profeta della guerra Santa, come messaggero tenero e giocoso, in modo che tu lo possa udire ed amare senza una minima ombra di minaccia ...finalmente in una vera pace Santa.
Un giorno ti accadrà... di vedere Chi ricevette le tavole della legge, come un vecchio e caro amico, perché ciò che indica la lettera nei comandi, Tu lo possa applicare nello spirito dell'Amore e della limpida Saggezza.
Un giorno ti accadrà... di vedere il Saggio dagli occhi sottili, come cammina sulla preziosa VIA della semplice ed elusiva concretezza e rispecchiare il quotidiano Tao, per far sì che Tu possa "non fare" ciò che gia fai, in ogni atto ed ogni fatto.
Un giorno ti accadrà... di vedere il Divino danzatore dal flauto che sedusse l'India, come un moderno danzatore e musicista, perché tu possa,ed in molti come te, viverne il suo spirito in estatiche ballate.
Un giorno ti accadrà... di vedere che il SUPERUOMO é grande anche con la sua fragilità, perché Tu possa comprendere che la Forza é anche accogliere la tenera debolezza.
Un giorno ti accadrà... di vedere che la SCIENZA é Divina se non nega ciò che non può sperimentare, affinché tu possa, anche se usi la ragione, restare amante dell'inconoscibile, del Sacro Mistero Eterno.
Un giorno ti accadrà... di vedere qualche Filosofo di vita nel vicino che ti sta accanto, sicché tu possa incontrare, nei momenti di smarrimento un caldo sollievo ed ammirare la potenza della fiducia, che a volte qualcuno tradisce, ma molto spesso essa guarisce.
Un giorno ti accadrà... lo stupore nel vedere che dei MAESTRI stanno seduti sulla nuda terra; ti sarà più facile capire che ognuno potrebbe essere, almeno il maestro di se stesso.
Un giorno ti accadrà... d'incontrare PROFETI al mercato o nelle laboriose officine...in ogni luogo, e non ti sarà più impossibile intuire fatti lontani e futuri, pur pienamente immerso nei fatti terreni vicini.
Un giorno ti accadrà... di vedere i SANTI frequentare le calde spiagge e le allegre osterie, affinché tu possa gettare tanti inutili sensi di colpa ed arderli in un grande falò, liberando leggerezza ed umorismo.
Un giorno ti accadrà... di vedere che i MAGHI ammettano la loro ridicola impotenza, perché Tu possa con meraviglia riconoscere che la vera Magia risiede soltanto nel Divino Potere della creazione e distruzione che accade ogni momento, intorno e dentro di noi.
Un giorno ti accadrà... di vedere i POTENTI di ogni genere chi sono veramente quando son nudi, perché anche Tu esprima il tuo potere, che é l'imparare sempre e da tutti la base e sostanza di un autorevole guidare.
Un giorno ti accadrà... di sentire che l'unico tempo é l'ADESSO, così ché gli orologi e calendari possano servire soltanto come giocattoli, per divertire e relazionare le menti, negli spazi dei mille mondi.
Un giorno ti accadrà... di sperimentare l'AMORE... come un accarezzare e baciare le ali del compagno di strada e di tetto; per non rinchiudere in un grigio contratto ciò che é per natura il canto della vita.
Un giorno ti accadrà... di vedere che la MORTE esiste solo per il fantasma che tu credi di essere. Perché allora tu possa celebrarne la finzione con mistico rispetto.
Un giorno ti accadrà... che TU abbia un solo desiderio, non essere altro che Te stesso, per sorprenderti nel Risveglio che di fatto lo sei già.
Un giorno ti accadrà... di vedere il giusto e l'ingiusto all'istante, o almeno che TU lo possa sentire nell'innocenza del tuo cuore.
Un giorno ti accadrà... vedere che il colto e l'ignorante cantino insieme la splendida canzone... ognuno con i propri accordi e note l'intonato motivo della comprensione.
Un giorno ti accadrà... di vedere che il ricco ed il povero recitino così bene la loro commedia, farsa o tragedia, da applaudirsi a vicenda, per l'interpretazione delle loro teatrali e mondane parti, tanto è occulto il loro copione.
Un giorno ti accadrà... di amare ogni entità vivente, ogni cosa esistente e considerarle, pur fuggevoli... preziose e sacre. Per festeggiare con gratitudine il Tutto, compreso te stesso.
Un giorno ti accadrà... non si sa dove, non si sa quando... un'altra vita, un altro corpo...
Quel giorno... adesso forse, se vuoi... puoi... se non guardi o aspetti "gli altri", se non attendi un domani, per te riflesso ed aspetto DIVINO, UNO nei molti, UNO nell'UNO, se vuoi il momento é giunto! Non é niente di speciale, pur se appare straordinario: solo non credi che sia possibile essere ed accettarti per QUELLO che sei stato, per QUELLO che sei, per QUELLO che sarai. Eri Divinità dormiente ma adesso se vuoi, arreso e vivo nel Risveglio, consapevole e rilassato nella "tua" dignità, vai semplice ed umano per il mondo, o stai dove sei, crea e accetta il "tuo" universo, il NOSTRO universo.
Prajnaram
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I COMMENTI (1)
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lunedì 7 luglio 2003
ore 13:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
TUTTO E' PERFETTO
"Quando le nuvole della mente si sono dissipate, non si potrà che sorridere alla perfezione del mondo".
Dopo aver giocato con i suoi compagni, un fanciullo si sedette sotto una grande quercia. Guardò in su e vide che l’albero aveva tante piccole ghiande. Poi abbassò lo sguardo e vide che li nei paraggi c’era un campo con dei grandi cocomeri. Così pensò tra sé e sé: "Che strano è il mondo! Un albero così grande che fa dei frutti così piccoli, mentre delle piccole piante in un campo fanno dei frutti così grandi. Chissà perché mai?!". Non aveva ancora terminato quel pensiero che all’improvviso gli cadde una ghianda sulla testa. E allora tutto felice, esclamò: "Beh’. È proprio una fortuna che sull’albero non crescano cocomeri!".
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lunedì 7 luglio 2003
ore 10:45 (categoria:
"Pensieri")
"Soltanto quando apri la mano per dare, potrai ricevere..."

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venerdì 4 luglio 2003
ore 10:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
IL CLIMA DELLA SICILIA
Il racconto mitologico afferma che un giorno di primavera il Dio Plutone, re del mondo sotterraneo e fratello di Giove, sbucò in Sicilia dal lago di Pergusa e rimase colpito dalla visione che apparve ai suoi occhi: in mezzo ai prati, la giovane Proserpina, assieme alle ninfe che la accompagnavano, raccoglieva fiori variopinti e profumati. Vederla, innamorarsene e rapirla, fu tutt’uno per Plutone e se la portò giù agli inferi. Il ratto fu cosi subitaneo, che nessuno seppe dare indicazioni alla madre Cerere, che per tre giorni e tre notti ricercò Proserpina, per tutta la terra, facendosi luce di notte con un pino da lei divelto e acceso nel cratere dell’Etna. Alla fine dei tre giorni d’inutili ricerche, Cerere si adirò e cominciò a far soffrire gli uomini, provocando siccità, carestie e pestilenze. Gli uomini allora si rivolsero a Giove, supplicandolo di trovare una soluzione; Giove risolse il problema, decidendo che Proserpina stesse per otto mesi, da gennaio ad agosto, sulla terra assieme alla madre e per quattro mesi da settembre a dicembre, sotto terra col marito Plutone, determinando così l’alternanza di due sole stagioni nel clima della Sicilia.
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venerdì 4 luglio 2003
ore 10:06 (categoria:
"Riflessioni")
Massime per una vita armoniosa di R. Tagore
Quando un uomo è capace di sentire nell'anima sua il ritmico palpito di vita che è nell'anima del mondo, ha raggiunto la libertà.
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giovedì 3 luglio 2003
ore 18:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Due uomini, entrambi seriamente ammalati, erano sistemati nella stessa stanza di un ospedale. Ad uno di essi era concesso di stare seduto per un'ora ogni pomeriggio sul letto per facilitare il drenaggio dei li- quidi alle estremità del corpo. Il suo letto si trovava vicino alla sola finestra presente nella stanza. L'altro uomo invece era costretto a passare il suo tempo sdraiato sul dorso.
I due parlavano per ore ogni giorno. Discutevano delle rispettive mo- gli e del resto della propria famiglia; parlavano della loro casa e e del lavoro, del servizio di leva militare, delle ultime vacanze e via dicendo. Ma ogni pomeriggio, quando l'uomo sul letto vicino alla finestra poteva mettersi seduto, arrivava il momento tanto atteso di descrivere al compagno di stanza tutte le cose che egli poteva vedere fuori dalla finestra. L'amico sull'altro letto iniziò così a vivere per quel breve lasso di tempo in cui il suo mondo era invaso dalla vi- talità e dai colori che si trovavano fuori dalla finestra.
Essa dava su un parco con un delizioso laghetto. Papere e cigni si rincorrevano sull'acqua mentre i bambini giocavano con le barchette. Giovani innamorati passeggiavano mano nella mano tra fiori di tutti i colori dell'arcobaleno; alberi secolari abbracciavano il panorama ed una piacevole vista dell'orizzonte della città si stagliava in lon- tananza.
Quando l'uomo vicino alla finestra descriveva tutte queste cose usando dettagli raffinati ed espressivi, l'altro chiudeva gli occhi e lascia- va dipingere alla propria immaginazione l'intera scena. Un caldo pome- riggio di primavera il primo descrisse il passaggio di una parata. E benchè l'altro non riuscisse ad udire i suoni della banda, poteva lo stesso vederla con gli occhi della mente man mano che l'amico andava avanti con il racconto.
I giorni e le settimane passavano. Una mattina l'infermiera di turno che aveva il compito di portare l'acqua per la loro pulizia, arrivata di buon'ora, vide che il corpo dell'uomo vicino alla finestra era senza vita, spirato in pace durante il sonno. Colpita da profonda tristezza non potè fare altro che chiamare i barellieri affinchè levassero di lì il corpo. Non appena vide che era opportuno, l'altro uomo che con amarezza aveva assistito alla scena, chiese se poteva prendere il posto dell'amico, occupando il letto vicino alla finestra. L'infermiera non ebbe nulla da ridire riguardo alla proposta e dopo essersi assicurata che l'uomo fosse comodo, lo lasciò solo.
Lentamente, con qualche difficoltà, si alzò su un fianco per dare la sua prima occhiata al mondo esterno che tanto lo aveva affascinato nei racconti dell'altro. Stava finalmente per avere la gioia di vederlo con i propri occhi. Piano piano iniziò a sollevare il collo per poter guardare fuori dalla finestra, ma all'improvviso si trovò di fronte un muro di mattoni. All'uomo venne istintivo chiedere all'infermiera cosa poteva aver spinto il compagno di stanza deceduto a raccontargli le cose tanto meravigliose che accadevano fuori dalla finestra. Lei gli rispose che l'uomo era cieco e che non sarebbe riuscito a vedere neppure il muro; disse "forse voleva incoraggiarla".
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