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martedì 24 giugno 2003
ore 10:21 (categoria:
"Riflessioni")
Vivo con la ragione più forte di tutte le ragioni "IL CUORE".

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lunedì 23 giugno 2003
ore 09:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a render cosi breve la vita d'un gabbiano!
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sabato 21 giugno 2003
ore 11:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il guerriero si sveglia
All'orizzonte, il limite tra Cielo e Terra si stempera. All'orizzonte, è impossibile discernere. Prima di guardare il tramonto, mi siedo su una solida pietra. Hai vissuto in uno stato irreale. La tua esistenza si è svolta in un mondo inesistente. Manchi di basi. Aleggi nell'aria. Per tutto questo tempo hai vissuto pensando che le cose andassero in un certo modo. Hai agito di conseguenza, e questo è giusto. Tuttavia, sul Cammino della Conoscenza, il Guerriero deve penetrare sempre più in profondità se stesso e la sua vita. Sul Cammino della Conoscenza il Guerriero deve morire per poter rinascere con una nuova illuminazione. E' tempo di svegliarsi. Improvvisamente ti sei accorto della fragilità delle tue convinzioni. Quelli che prima erano i tuoi pilastri adesso sono soltanto vaghe vestigia. L'Onnipotente ti ha giocato il vecchio tiro, togliendoti la sedia su cui ti apprestavi a sederti come tutti i giorni. Ti sei fatto male, hai provato dolore, e anche questo è bene. Se fossi caduto sul morbido non ci avresti neppure fatto caso. Ma la verità è che sei atterrato in un'altra realtà. Sei sconcertato, la tua coscienza è annebbiata. Non capisci nulla dell'accaduto. Hai l'impressione di aver perso tempo fino a ora, e forse ti vergogni anche per ciò che hai fatto prima. Ripensando al passato, ti vedi impegnato in attività futili. Il dolore acceca. Anche se ora non lo capisci, quello che ti è successo è meraviglioso. Non sei più lo stesso di qualche minuto fa e, se sarai abbastanza saggio, non tornerai più ad esserlo. Altre questioni ti interesseranno adesso, altre montagne ti si presenteranno da scalare. Altri demoni dovrai fronteggiare, altri fratelli ti cammineranno accanto. Vivi la tua nuova vita, guarda con occhi nuovi. Tuttavia, preparati a rinascere. Di nuovo. Soltanto così potrai raggiungere la fine del Cammino.
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sabato 21 giugno 2003
ore 10:05 (categoria:
"Pensieri")
Ognuno di noi è un Guerriero sul Cammino della Conscenza: di sé, del mondo, degli altri; un Guerriero che deve imparare molte cose ma che, se resterà fedele a se stesso, alla fine sarà vittorioso.
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venerdì 20 giugno 2003
ore 10:31 (categoria:
"Pensieri")
L'amore incondizionato
"Ti ho detto che non importa quante volte tu ti sia rifiutato d'entrare nel tempio, basta che tu bussi e la porta ti sarà aperta. Ho detto:"Chiedi e ti sarà dato" ma ti rifiuti di credermi; credi che qualcuno stia contando i tuoi peccati, i tuoi momenti di confusione e di ostinazione, ma non è così:tu sei l'unico a contare. Io ti dico, fratello,"Non contare più e non cercare altre scuse, smetti di fingere che la porta sia chiusa:io sono quì sulla soglia, prendi la mia mano, apriremo la porta e l'attraverseremo insieme." Io sono la porta dell'amore senza condizioni. Quando l'avrai attraversata, lo sarai anche tu."
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giovedì 19 giugno 2003
ore 13:00 (categoria:
"Riflessioni")
La leggenda dell'Argimosco
Cinquantuno cavalieri, rozzi nella foggia e primitivi nello stile, cavalcavano a pelo, esperti come berberi, con una unica briglia di corda leggera; affrontavano l'avventura alla ricerca di Marta, addentrandosi nel bosco che era fitto e infido.
Ai piedi degli alberi, il sottobosco di liane e di felci, di ginestre e rovetti che infittivano la macchia, non mostravano alcun segno di passaggio.
I cinquantun cavalieri avanzavano è scomponevano la compatta superficie verde cupa con bastoni lunghi e sfilati come picche, avanzavano e, di tanto in tanto si scambiavano qualche sguardo deluso. Sette ore di cavaIcata, sette ore di inutile speranza, ma c'era anche chi diceva che era meglio non incontrare alcuna traccia, per dare corpo alla speranza che Marta se ne fosse andata in un luogo più sicuro, senza le insidie del bosco inesplorato.
Il primo a ritornare allo scoperto, dopo un giorno di attenta cavalcata, fu don Olindo, era l'ora della luce tremula, quando con l'aria più rarefatta l'ora assume la trasparenza acquitrinosa dei leggeri vapori di controluce, da non sapere distinguere se sia l'alba o il tramonto.
Don Olindo usci dal bosco e si trovò davanti, a poco più di un miglio, uno spettacolo che non conosceva ,eppure, giurava d'esser certo che l'intera montagna non avesse segreti per lui , invece no, quella vista mortificava 1a sua certezza.
C'era un blocco di pietra piantato sulla crosta come un meteorite caduto all'improvviso. Non lo aveva mai Visto.
Avevano dunque ragione gli antichi a dire che era impossibile svelare tutti i misteri dell'Argimosco e del suo bosco.
Chiamò Taninu'Mbesi, il pastore cavaliere che gli era più vicino e gli disse; - guarda laggiù, Taninu. Ci sei mai stato in quel posto?
-Io' c'ero stato, - rispose, - posso giurare d'esserci già stato tante volte.
- E allora, di quella pietra che mi dici? - Io non I'ho mai vista quella pietra. - E allora non ci sei mai stato - Ma si, ci sono Stato. E c'è stato pure Giacchetta, e Manfrè, Orioles, c'è stato Sajzissu, che sono qui con noi. Giacchetta, Ninu, Manfrè, viniti, vardati.
In poco tempo i pastori cavalieri si raccolsero davanti a quella veduta, che era diventata I'oggetto del loro stupire.
-Voi dite di sapere, e invece basta una pietra e vi sconvolge la fantasia - fece Filippu Cirella, che tra tutti era il piu anziano.
Dimenticarono Marta e avanzarono curiosi e attenti per poter meglio guardare. Don Olindo si lanciò giù dal cavallo e a mezzavoce mentre si accendeva un sigaro: Ma questo è un prodigio, sbottò.
Tutti tenevano gli occhi sgranati e avevano sguardi increduli.
Allora furono scelti Micu Scoglio e Giuvanni Scrima per avvicinarsi al megalito e sincerarsi che fosse pietra vera e non visione, come tante altre allucinazioni che le leggende attribuivano a quei posti.
- O è vera, o è chimera. Ie vera.
- È Chimera.
- Andiamo e vediamo.
Così Micu e Giuvanni s'incamminarono, e una volta che furono sotto il megalito e ne tastarono con le mani l'essenza di granito, autentica, chiamarono i compagni a gran voce perché venissero a vedere.
Già spostandosi di un centinaio di metri dal punto in cui 1a truppa si era assembrata si incominciava a cogliere di quella pietra il profilo di una bellezza insolita; il profilo delicato di una donna; ecco il volto con la linea del naso e degli occhi, ecco le mani giunte sul petto; ecco la donna che prega avvolta nella linea semplice di una tunica antica.
La gente di tutta l'Elicona e non solo dell'Elicona, cominciò a giungere lassù dopo che la notizia si era sparsa ed era grande lo stupore, grande la meraviglia, perché nessuno ricordava d'averla mai vista quella pietra sicché era un vero prodigio.
Davanti al megalito dell'Orante - come il medico Cardile l'aveva battezzato -il pensiero correva a Marta sparita; quasi la terra l'avesse prima inghiottita e poi restituita in quella forma , e ognuno si segnava, aveva paura ma ne era attratto, se ne stava in silenzio e non si confidava.
Soltanto il medico Cardile al bar del Popolo,nell'ora della discussione ,ricordò una storia di miti che parlava di impossibili amori e di pietose divinità che avevano trasformato in fiumi, in fontane , in rocce e in animali , innamorati il cui dolore sulla terra sarebbe stato inguaribile, immenso più della distanza delle stelle.
Tratto da " Marta d'Elicona" romanzo di Melo Freni
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giovedì 19 giugno 2003
ore 12:00 (categoria:
"Ricette")
Granita di pesche
Ingredienti x 6 persone:
800 g di pesche lavate e tagliate a piccoli pezzi 250 g di zucchero 250 g di acqua Succo di un limone
Fate sciogliere, a fuoco lento, lo zucchero con l’acqua; quando bolle aggiungete i pezzi di pesche e fate cuocere per mezz’ora. Fate raffreddare e frullate questo composto aggiungendo il succo di limone. Prendete un recipiente rettangolare dai bordi bassi (tipo vaschette per fare il ghiaccio) e versatevi la purea di pesche. Mettete nel freezer per circa 2 ore mescolando ogni mezz’ora con l’aiuto di una spatola di legno in modo da frantumare la granita e servite poi in coppe ghiacciate.

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giovedì 19 giugno 2003
ore 11:54 (categoria:
"Pensieri")
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mercoledì 18 giugno 2003
ore 13:09 (categoria:
"Riflessioni")
LA DOCCIA E L’AMARSI
(ovvero... riflessioni)
Chi non si è mai fatto una doccia ? Eppure, ogni volta che si consuma questo comune e necessario esercizio la nostra mente si sofferma alla superficie.
Proviamo a interpretare la doccia in termini diversi…
Immaginiamo che il getto d’acqua, forte e caldo, diretto sulla testa, sia una luce bianca e densa che penetra lentamente dal cranio e si dirama in tutto il corpo…
Percorre la cervicale sino all’osso sacro e, al suo passare, rilassa tutti i muscoli e li tonifica. Guardiamoci il corpo, accarezziamolo, come una madre accarezza dolcemente e delicatamente il corpo di un bambino… vediamoci la pelle con l’occhio di una madre… sentiamo dentro il tatto del contatto, amiamoci.
Ogni movimento è armonioso e ogni contatto un sollievo. La pelle si sente gratificata, considerata… la pelle in quel momento si sente protagonista principale della persona, non è considerazione banale parlare con essa, non è da vanesi, lo sarebbe se considerassimo il corpo come strumento meramente estetico, ma il corpo è l’involucro del nostro spirito, qualunque sia e comunque si rappresenti esteriormente… è.
Come immaginiamo fare l’amore? Cosa pensiamo sia? Uno strumento di godimento, certo, ma se fine a se stesso… È come farsi la doccia senza guardarci la pelle.
L’amore è la comunione degli esseri per mezzo del corpo. Come ci vuole pazienza per parlare alla pelle… ancor più ci vuole per parlare all’essere altrui…
Ogni centimetro del corpo è parte dell’essere… una parte da non mortificare, da amare, da elevare, da comprendere, da far risplendere… non è il fare bensì l’intenzione di dare che si materializza.
Ricevere per ricevere è come restare a guardare un treno che passa e credere di esserci montati sopra… Si riceve dando, nel momento in cui si sente di dare… questo è l’amore.
L’amare è variegato, come le sfaccettature dei colori di un diamante al sole, l’amare è solo , il solo che porta direttamente all’amare, non vi sono scorciatoie.
Chi ama il sesso per il sesso… non darà mai amore… come non né riceverà, seppure, apparentemente, anche questo è amore…
Amare solo il corpo è come rosicchiare l’osso della bistecca senza accorgersi che esiste anche la carne attorno…
Per questo… facciamoci la doccia con amore … e potremo così cominciare ad amare i nostro corpo per quello che d’importante rappresenta per lo spirito.
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mercoledì 18 giugno 2003
ore 11:11 (categoria:
"Riflessioni")
Angeli viaggiatori
Due angeli viaggiatori si fermarono per passare la notte nella casa di una ricca famiglia. Era una famiglia di persone molto avare che si rifiutarono di far dormire i due angeli nella camera degli ospiti. Infatti concessero agli angeli solo un piccolo spazio fuori, nel duro e freddo pavimento del pergolato davanti alla casa. Mentre si preparavano come potevano un letto per terra il più vecchio degli angeli vide un buco nella muro e lo riparò. Quando l'angelo giovane gli chiese perché, lui rispose soltanto "le cose non sono sempre quello che sembrano".
La notte dopo la coppia di angeli cercò riparo alla casa di una famiglia molto povera ma molto ospitale , dove furono accolti da un contadino e sua moglie. Dopo aver diviso con gli angeli il seppur poco cibo che avevano i contadini cedettero agli angeli i propri letti, dove finalmente i viaggiatori si poterono riposare comodamente. Quando il sole sorse, la mattina dopo, gli angeli trovarono l'uomo e sua moglie in lacrime. La loro unica mucca, la sola loro fonte di sostentamento, giaceva morta nel campo. Il giovane angelo ne fu infuriato a chiese al più vecchio come avesse potuto lasciare accadere una cosa del genere. "Al primo uomo, che pure aveva tutto, hai fatto un favore", lo accusò "Questa famiglia seppure aveva pochissimo era pronta a dividere tutto, e tu hai lasciato morire la mucca!" "Le cose non sono sempre quello che sembrano" replicò l'angelo "quando eravamo nel cortile della villa ho notato che c'era dell'oro nascosto nel muro e che si poteva scoprire grazie a quel piccolo buco. Siccome quell'uomo era così avaro e ossessionato dal denaro io ho riparato quel buco, così non avrebbe trovato anche quella ricchezza." "Poi la notte scorsa quando dormimmo nel letto del contadino l'angelo della morte venne per sua moglie. Io invece di lei gli ho dato la mucca. Le cose non sono sempre quello che sembrano."
Qualche volta questo e' precisamente quello che succede quando le cose non sembrano andare come dovrebbero... ci sono persone che arrivano nella nostra vita e se ne vanno subito... qualche persona diventa un amico e rimane un po'... lasciando bellissime impronte nel nostro cuore... e non le perderemo mai perché avremo avuto un vero amico!!!!!!!!!! Ieri storia, domani mistero, il PRESENTE e' un regalo... io penso che sia importante, vivere e ricordare ogni momento.
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