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Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.
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martedì 30 novembre 2004
ore 16:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sognare il sogno impossibile combattere il nemico invincibile sopportare il dolore insopportabile correre dove l'audace non osa andare. Correggere l'errore irreparabile amare al di là di tutto sforzandosi quando le braccia sono troppo stanche raggiungere la stella irraggiungibile. Questa è la mia ricerca. Combattere per il giusto senza domande né soste. Io so che se sarò fedele a questa ricerca il mio cuore sarà tranquillo e quando non ci sarò più io sarò felice se grazie a me il mondo sarà un pò migliore perchè un altro uomo indegno e ferito si sforzerà ancora, con la sua ultima oncia di coraggio, di raggiungere la stella irraggiungibile. (Josei Toda)
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lunedì 29 novembre 2004
ore 12:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 29 novembre 2004
ore 11:08 (categoria:
"Riflessioni")
Non crediate che colui che tenta di confortarvi, viva senza fatica in mezzo alle parole semplici e calme, che qualche volta vi fanno bene. La sua vita reca molta fatica e tristezza e resta lontana dietro a loro. Ma fosse altrimenti, egli non avrebbe potuto trovare quelle parole
(R.M.Rilke)
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venerdì 26 novembre 2004
ore 16:58 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Piccolo figlio della vita
Ero nel cielo ma poi ho perso le ali, credevo di aver visto Dio ma forse non era lui, credevo anche di essere sconfitto ma ero solo vittima dell'angoscia, non avendo più certezze mi sembrò più logico fuggire. "Avrei bisogno di denaro per fuggire. Dove andrò?" Chiusi gli occhi. Ed eccolo finalmente il sollievo che solo le lacrime possono dare. Diventai fantasiosamente lacrima e provai ad affrontare i problemi, forse lottando avrei capito qualcosa di questa vita che si ostinava a non darmi spiegazioni. Scivolando sulle mie labbra imbronciate caddi nel vento e fui una lacrima libera, almeno per un pò finché la mia immaginazione non aveva più soluzioni e chiamai a raccolta tutti i ricordi, tutte le esperienze, tutto ciò che avevo imparato ma mi ritrovai nel buio di una piccola e asfissiante stanzetta sconosciuta, arredata di paure, mi si avvicinò qualcuno con due occhi grandi e incerti, ci misi poco a capire che era il Passato, posò le sue poderose mani sulle mie spalle "Non tremare più, non ti farò del male, il tuo animo grida ed io ascolto ed ascolterò sempre. Io muto ogni attimo tra gioie, affanni, ricchezze e pianti. Assimilo ciò che non sopporti e non lo posso evitare, posso solo rianimare nella tua mente i frutti raccolti nel campo della pazienza, ma so che sei triste poiché lontano dalla Conoscenza". Dietro il Passato riconobbi la Delusione, con i capelli rossi come il fuoco, occhi grandi e fascinosi ma senza luce. Iniziò a ballare attorno al mio fisico prostrato ed era pronta a distruggermi ammaliandomi e intrappolandomi con la sua bellezza ma ben presto la Verità mi salvò e gridò: "E' solo un illusione, devi essere più forte di lei" Urlavo disperato: "Che tu sia dannata maledetta Delusione, non bestemmierò quel Dio che ci sta guardando, non devi vincere, meriti il mio disprezzo, forse sei più forte di me ma non sei invincibile, non bendare la bocca dell'Ottimismo, le sue parole sono incoraggianti ed io voglio ascoltare. Sebbene fossi già ferito, sfoderai la mia spada della distorta moralità e trafissi la Delusione che non morì anzi iniziò a ridere e mi sfidò ancora. "Vieni abbracciami, ti difendo io." L'Amore luminoso aggravò la mia inquietudine, non mi fidavo, ne volevo crederle. Ormai l'aria mi bastava appena e tentai di aprire la porta di quella stanza, spinsi fortemente, provai a sfondarla, finché una voce mi interruppe "Non puoi uscire da qui, questa camera è la realtà" Il suo tono era più blando e confortevole, tornai a piangere tra le sue braccia. "Io sono la Speranza, ed è giusto che tu pianga, hai incontrato il Passato, la Delusione, la Verità, l'Amore e nessuno ti ha dato ancora spiegazioni, piccolo figlio della Vita, quanta dolcezza in queste tue lacrime, fatti accarezzare. Nulla è perso davvero poiché tutto insegna, la felicità è negli attimi che saprai apprezzare, e i tuoi timori, le tue sofferenze, le tue soddisfazioni, i tuoi successi sono parte di te e ti rafforzano ed è questa l'unica vera conoscenza, continuare ad affrontare perché non tutte le lacrime sono di dolore" Le sue parole si allontanarono da me e si stamparono nel mio cuore, io tornai lacrima e riaprendo gli occhi solo una voce "Guarda quanta luce, io sono la Vita." (Amedeo)
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venerdì 26 novembre 2004
ore 11:38 (categoria:
"Pensieri")
Ognuno vede quello che tu sembri, pochi sentono quello che tu sei.
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giovedì 25 novembre 2004
ore 10:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 24 novembre 2004
ore 10:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
RIFLESSIONE
Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni. Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno. Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima. Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di più, ma impariamo meno. Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare. Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti. E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre. Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco. Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla. Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell'anima. Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perché un giorno quella persona non sarà più lì. Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
(George Carlin)
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martedì 23 novembre 2004
ore 12:30 (categoria:
"Pensieri")
Il male è una scorciatoia. Il bene un percorso.
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lunedì 22 novembre 2004
ore 13:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Magica, dolce creatura, chi sei? Come per incanto mi vieni in mente, ti sogno e non so dove trovarti. A volte credo di scorgerti nascosta dietro il viso d'ogni passante, altre scolpita sulla roccia o nelle nuvole disegnata. M'appari, sempre malinconica, dolorante, di sicuro per le mille vicende quotidiane, caotiche e tristi, d'un mondo tribolato e affranto. Questa tua sofferenza sprona ancor di più il mio bisogno d'esserti di aiuto. Di notte guardo il cielo e alle stelle cadenti esprimo il desiderio del tuo incontro per accarezzare i tuoi capelli vellutati e per udire dalla tua voce le pene che affliggono il tuo cuore, le tue esigenze insoddisfatte, le tue grandi e piccole aspirazioni. Io, solidale, con le tue mani tra le mie, ti parlerei delle radici del dolore e dei sentimenti umani. Questi, in fondo, in fondo nobili e buoni ma solamente in superficie degradati. Infine, con te insieme cercherei di capire, nell'intimo, il concetto Amore che, nella sua interezza, credo, rimane quasi ignoto o malamente interpretato.
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martedì 16 novembre 2004
ore 12:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il guerriero della luce, senza volerlo,fa un passo falso e sprofonda nell'abisso. I fantasmi lo spaventano, la solitudine lo tormenta. Siccome ha ricercato il Buon Combattimento, non pensava che gli sarebbe mai potuto accadere, invece è accaduto. Avvolto dall'oscurità, si mette in comunicazione con il suo maestro. "Maestro sono caduto nell'abisso" dice "Le acque sono profonde e oscure." "Ricordati di una cosa" risponde il maestro: " Ciò che fa annegare non è l'immersione, ma il fatto di rimanere sott'acqua." E il guerriero si adopera con tutte le forze per uscire dalla situazione in cui si trova.
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