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Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti.
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lunedì 15 novembre 2004
ore 09:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sulla pelle degli altri le ferite non fanno male, anche se fanno impressione.
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lunedì 15 novembre 2004
ore 09:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Forse vivere vuol dire attraversare una tale ragnatela di eventi che, alla fine, se il ragno non ti ha mangiato, sei contento comunque.
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mercoledì 10 novembre 2004
ore 12:52 (categoria:
"Vita Quotidiana")

Ogni tanto i Cuori si rompono; molto spesso vengono feriti a morte; altrettante volte vengono sbattuti, prosciugati e calpestati... vengono offesi e ingiuriati... sconfessati, banditi, rifiutati... ripudiati... I Cuori vengono schiavizzati e molestati; violentati e deturpati... vengono derubati della loro anima, della loro innocente essenza, del loro respirò di pura libertà...
...trafitti da un pesante e velenoso dardo, vengono catapultati in una landa senza nè tempo nè nome...precipitano a terra, e il loro tonfo non fa rumore, provoca un eco sordo e polveroso... per chi piange sangue non c'è speranza di redenzione... per chi perde sangue non c'è possibilità di salvezza... E questo cuore rimarra lì, triste e freddo, solo nel vuoto dei secoli, dimenticato e solo... ancora solo... sempre lì.... pieno di vaniglia e cianuro... ricoperto di glassa arrugginita... Cuore scoperto e vulnerabile, attaccabile e insicuro... per chi passerà di lì solo l'ennesimo suicidio al sapor dell'anice stellato e dell'ennesima mal celata solitudine insonne; per chi passerà di lì solo stelle morte e cieli neri, solo lamette e tristi illusioni spente... e fateci di tutto a questo povero cuore, tutto quello che non avete ancora provato a fare... tutto l'odio da sfogare, tutta la rabbia da fare male... avete ridicolizzato questo debole Cuore, l'avete calpestato, avete riso di lui e ripetutamente ne avete abusato, fino a vomitarci sopra altro sangue sporco di pena e vergogna...
tanto non tornerà più, quindi che senso ha che il Cuore batta ancora?
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lunedì 8 novembre 2004
ore 11:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Noi possiamo attraversare la vita di migliaia di persone e percepire solamente la solitudine della nostra stessa esistenza. Gli altri ci passano accanto ed alcuni di loro si stagliano nella luce più brillante, mentre il nostro angolo rimane così buio. Ma dobbiamo sapere che i trionfi chiassosi degli altri sono spesso il loro modo di affrontare i vuoti e i silenzi nella vita. Gli altri stanno lavorando sulle loro mancanze e i loro bisogni, sulla loro necessità di venire riconosciuti. Ma tutti noi possiamo essere guerrieri, tutti possiamo cucire con il rosso i nostri costumi. E se la paura può attaccare anche la fortezza più inespugnabile, la nostra difesa sarà compassione, pura e semplice comprensione.
PETALESHARO Grande Capo Pawnee
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venerdì 5 novembre 2004
ore 16:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
INFERNO E PARADISO
Racconto Zen Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: " C'è davvero un paradiso e un inferno?". " Chi sei? " volle sapere Hakuin. "Sono un samurai" rispose il guerriero. " Tu un soldato! " rispose Hakuin. " Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!". Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: "Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa". Mentre Nobushige snudava la spada, Hakuin osservò: "Qui si aprono le porte dell'inferno! ". A queste parole il samurai, comprendendo l'insegnamento del maestro, rimise la spada nel fodero e fece un inchino. "Ora si aprono le porte dei paradiso" disse Hakuin.
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venerdì 5 novembre 2004
ore 10:57 (categoria:
"Riflessioni")
Il sogno dei tre cedri del Libano
Racconta una vecchia leggenda che nelle belle foreste del Libano antico nacquero tre cedri. Come tutti sappiamo, i cedri impiegano molto tempo per crescere e questi alberi trascorsero interi secoli riflettendo sulla vita, la morte, la natura e gli uomini. Assistettero all'arrivo di una spedizione da Israele inviata da Salomone e, più tardi, videro la terra ricoprirsi di sangue durante le battaglie con gli Assiri. Conobbero Gezabele e il profeta Elia, mortali nemici. Assistettero all'invenzione dell'alfabeto e si incantarono a guardare le carovane che passavano, piene di stoffe colorate. Un bel giorno, si misero a conversare sul futuro. "Dopo tutto quello che ho visto - disse il primo albero - vorrei essere trasformato nel trono del re più potente della terra". "A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene" spiegò il secondo. "Per parte mia, vorrei che tutte le volte che mi guardano pensassero a Dio" fu la risposta del terzo. Ma dopo un po' di tempo apparvero dei boscaioli e i cedri furono abbattuti e caricati su una nave per essere trasportati lontano. Ciascuno di questi alberi aveva un suo desiderio, ma la realtà non chiede mai che cosa fare dei sogni. Il primo albero servì per costruire un ricovero per animali e il legno avanzato fu usato per contenere il fieno. Il secondo albero diventò un tavolo molto semplice, che fu venduto a un commerciante di mobili. E poiché il legno del terzo albero non trovò acquirenti, fu tagliato e depositato nel magazzino di una grande città. Infelici, gli alberi si lamentavano: "Il nostro legno era buono, ma nessuno ha trovato il modo di usarlo per costruire qualcosa di bello!". Passò il tempo e, in una notte piena di stelle, una coppia di sposi che non riusciva a trovare rifugio dovette passare la notte nella stalla costruita con il legno del primo albero. La moglie gemeva in preda ai dolori del parto e finì per dare alla luce lì stesso suo figlio, che adagiò tra il fieno, nella mangiatoia di legno. In quel momento, il primo albero capì che il suo sogno era stato esaudito: il bambino che era nato lì era il più grande di tutti i re mai apparsi sulla Terra. Anni più tardi, in una casa modesta, vari uomini si sedettero attorno ad un tavolo costruito con il legno del secondo albero. Uno di loro, prima che tutti cominciassero a mangiare, disse alcune parole sul pane e sul vino che aveva davanti a sé. E il secondo albero comprese che, in quel momento, non sosteneva solo un calice e un pezzo di pane, ma l'alleanza tra l'uomo e la Divinità. Il giorno seguente prelevarono dal magazzino due pezzi del terzo cedro e li unirono a forma di croce. Lasciarono la croce buttata in un angolo e alcune ore dopo portarono un uomo barbaramente ferito e lo inchiodarono al suo legno. Prima che fossero trascorsi tre giorni, tuttavia, il terzo albero capì il suo destino: l'uomo che era inchiodato al suo legno era ora la Luce che illuminava ogni cosa. La croce che era stata costruita con il suo legno non era più un simbolo di tortura, ma si era trasformata in un simbolo di vittoria. Come sempre avviene con i sogni, i tre cedri del Libano avevano visto compiersi il destino in cui speravano, anche se in modo diverso da come avevano immaginato.
(Paulo Coelho)
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venerdì 5 novembre 2004
ore 10:13 (categoria:
"Pensieri")
Quando le gerarchie son sovvertite anche al più indegno è concesso farsi bello dietro una maschera.
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martedì 2 novembre 2004
ore 11:22 (categoria:
"Poesia")
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano.
(Alda Merini)
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giovedì 21 ottobre 2004
ore 12:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sento un urlo nascermi dentro, lo sento rimbalzare nel mio corpo, contro le pareti polverose e sottili dei miei polmoni. Ma non oso farlo uscire... mostrarlo. E' un urlo di dolore, di costrizione, un urlo angoscioso e forte. E' un urlo che a volte si assopisce, perché fa parte di me o perché non trova appigli per esistere e mi lascia in pace. In alcuni momenti il mio corpo è pieno di emozioni o di affetti o di altre cose... e l'urlo si smorza... non trova posto... muore. In altri momenti il mio corpo si svuota ... sente freddo e il gelo genera un blocco che si trasforma in urlo... rimbomba... vive. Spesso accade che si urla più forte che si può e nessuno ascolta... e l'urlo svanisce... e la follia rimane. Spesso accade che il mondo non si fermi a sentire...
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lunedì 11 ottobre 2004
ore 12:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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