Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 29 aprile 2010 - ore 11:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...io sono un fungo...
WASH-U-WASH
...velenoso...
WASH-U-WASH
...io sono un fungo wo-wo-wo-wo-wo...
...velenoso...
WASH-U-WASH
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giovedì 29 aprile 2010 - ore 11:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Giustamente in quesa stagione io sono sempre raffeddata... Ma questo non mi limita nella scelta delle magliette scollate

Ecco, nonostante detesti il caldo e non lo possa soffrire, l’unica cosa decente che offre è la possibilità di andare in giro poco vestiti
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mercoledì 28 aprile 2010 - ore 12:39
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E in questo inestricabile casino delle nostre intenzioni, dei nostri buoni propositi, delle nostre promesse come si fa a non perdersi?
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mercoledì 28 aprile 2010 - ore 12:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se dici sono ancora indecisa lo so
Forse non sai che cosa cerchi
Se non capisci ancora cosa voglio da te
È inutile che te lo ricordi
Ve bene non ti fidi di me
Chissà che cosa c’e
Chissà che cosa pensi
Va bhè non sono degno di te
Chissà che cosa vuoi
Chissà che cosa cerchi.
[Vasco Rossi]
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martedì 27 aprile 2010 - ore 15:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho perso la spontaneità. Troppe critiche, troppe osservazioni, troppe mezze frasi. A volte ingiustificate, altre meno. Ma ciò non toglie che abbia perso davvero un pò di spontaneità.
Perchè se prima di dire qualcosa devo fermarmi a riflettere se sia il caso che la dica, se sia o meno eccessiva, perdo la spontaneità. Anche perchè dopo che ho finito di riflettere è di solito scaduto il tempo utile per dirla.
E sono stranamente silenziosa in questi giorni.
Non piaccio a tutti e questo francamente lo so e mi sta bene.
Ma scoprire che non piaccio a quelli che credevo miei amici è devastante. Chiaro, gli amici si possono cambiare, si può conoscere gente nuova, si può scoprire che le persone sono diverse da quello che si pensava... Questo a livello razionale mi è più che mai evidente, ma dentro, dentro è un casino.
Chi mi toglie l’umiliazione di ammettere che avevo accanto e mi fidavo di persone che non mi apprezzavano? Chi lo porterà il senso di abbandono che mi pesa sulle spalle come un macigno?
Non so se sono più amareggiata o desolata in questi giorni mentre ossessivamente mi chiedo come mi vedono gli altri, cosa pensano di me.
Sono solo quello che gli altri vedono, niente meno niente più... E mi sento sempre meno stella in questi giorni...
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martedì 27 aprile 2010 - ore 14:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ti sento nell’aria che è cambiata
che anticipa l’estate
e che mi strina un po’
io ti sento passarmi nella schiena
la vita non è in rima
per quello che ne so
ti sento nel mezzo di una strofa
di un pezzo che era loffio
ed ora non lo è più
io ti sento lo stomaco si chiude
il resto se la ride appena ridi tu
qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
ti sento dentro tutte le canzoni
in un posto dentro che so io
[Luciano Ligabue]
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lunedì 26 aprile 2010 - ore 13:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adoro il modo in cui sorridi felice quando ti abbraccio all’improvviso.
Quel tuo sguardo così indifeso, a volte quasi infantile mi confonde se penso che quello più grande e adulto sei te.
Le tue mani, invece, così grandi e perfette che tengono dentro senza difficoltà le mie, piccole e mangiucchiate, aiutano a riportarmi alla realtà.
Le nostre differenze, i nostri mondi a volte così distanti, i tuoi pc, i miei libri, i tuoi colleghi, i miei compagni. Ed è sempre un ritrovarsi nel nostro mondo, nelle nostre stranezze, nella fantasia tutta particolare che abbiamo solo noi. Nelle nostre abitudini, nei nostri "giri zaino in spalla" (in cui lo zaino lo porti sempre te perchè io mi lamento
), nelle frasi che concludiamo assieme, nelle intuizioni comuni e contemporanee, in noi.
E ritrovo nei tuoi occhi gli stessi miei dubbi, le stesse mie domande, la stessa incertezza sul futuro che si sta delineando.
Chè a volte credi che non ti capisca e non ti guardi a fondo. In realtà ti ascolto sempre, anche quando non parli.
E osservo con orrore le ferite che negli anni ti ho causato. E quelle che mi hai procurato tu. L’abitudine è una brutta bestia che spesso si accompagna a braccetto all’indifferenza. E con il polpastrello pizzico i punti di sutura che pazientemente abbiamo messo sulle carni lacerate. Ci sono ancora e lasceranno le cicatrici. E forse rimarranno lì per sempre a ricordarci dei nostri sbagli, delle nostre mancanze. Però non c’hanno ammazzato, non sono putrefatte nell’infezione della rinuncia. Con te è stato bello anche disinfettare lentamente e mettere cerotti su cerotti, punti su punti per ricominciare.
Sempre assieme a te.
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lunedì 26 aprile 2010 - ore 12:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Al terzo mese di gravidanza isterica
già sul viso i morbidi tratti di maternità
diceva Maddalena sarebbe un nome particolare insieme a Sofia
nel caso fosse maschio Vincenzo Maria.
[Carmen Consoli]
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venerdì 23 aprile 2010 - ore 16:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...tal volta
il conflitto
fra sacro e maligno
mi sfianca:
quel martellante pulsare di
insano piacere... [Carmen Consoli]
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giovedì 22 aprile 2010 - ore 09:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Le cose che abbiamo in comune!", ricordi
sei tu che prima l’hai detto
dicevi "ma guarda, lo stesso locale
le stesse patate , lo stesso brachetto!"
e ad ogni domanda una nuova conferma
un identico ritmo di vino e risate
e poi l’emozione di quel primo bacio
le labbra precise, perfette, incollate
Abbracciarti, studiare il tuo corpo
vedere che in viso eri già tutta rossa
e intanto scoprire stupito e commosso
che avevi le mie stesse identiche ossa
e allora ti chiedo, non è sufficiente?
cos’altro ti serve per esserne certa
con tutte le cose che abbiamo in comune
l’unione fra noi non sarebbe perfetta?
Quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi... ma...
Allora cos’è
cosa ti serve ancora, a me è bastata un’ora... [Daniele Silvestri]
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