Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

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lunedì 23 novembre 2009 - ore 19:06
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...detesto la consapevolezza di essere in mezzo a tante persone e in fondo in fondo di essere davvero sola... Anche se ogni tanto qualcuno...
Qualcuno tenta di superare quella soglia...
E così capita che un ragazzo al bar tenti di attaccare bottone...
E tu che hai ordinato quel capuccino solo perchè hai perso il treno, ti chiedi se lo sconosciuto al tuo fianco che sorride allo specchio di fronte ce labbia proprio con te. Quindi ti volti a fissarlo incuriosita: ti fissa negli occhi e sorride. Sì, non ci sono dubbi ce lha con te.
Allora torni con lo sguardo allo specchio e istintivamente sistemi la ciocca di capelli ribelli sulla fronte.
Sbuffi internamente e ti chiedi il perchè di un gesto così, in fin dei conti mica devi nulla a quello sconosciuto. Che perentorio continua a fissarti attraverso allo specchio.
Ti domandi cosa voglia e di sottecchi lo osservi pure te. Deve essere di almeno 7-8 anni più vecchio, bella giacca, bella camicia, viso carino e sorriso perenne.
A quel punto ti viene il sospeto che abia una paralisi, ma per fortuna la cameriera ti consegna la tua tazza fumante e cogli al volo loccasione per interrompere un pensiero jnutile ed inopportuno.
Decidi al volo che non ti va di consumare al banco, avere il tipo di fianco sarebbe imbarazzante, fastidioso e distraente. Prendi la tua tazzina e ti siedi in uno dei tanti tavolini liberi. Di proposito gli volti le spalle. Hai intenzione di mandargli un chiaro segnale "no, non sono interessata".
Infili il cucchiaino nella schiumetta -e tu adori la schiumetta- e già ti accingi ad aprire la bocca per assaporarla, quando lo sconosciuto si avvicina, ti sorride -di nuovo!- e si side al tavolo di fianco al tuo. Di fronte a te.
Ti scappa un sorriso, un pò in fondo sei divertita, ma continui a non voler dargli corda, in fin dei conti siete al bar della stazione, anche volendo di cosa e quanto potreste parlare? E poi alla fine magari ti chiederebbe il numero e tu non glielo vuoi dare.
Ficchi gli occhi nel tuo cappuccino decisa a non toglierli da lì per nessuna ragione. Ma ecco che si mette a canticchiare. Ti giri incuriosita. Smette. E ti sorride.
Ritorni a rigirare il cucchiaino e ricomincia a canticchiare. Ti giri incuriosita. Smette. E ti sorride.
Stessa scena insomma. Sta cercadno di attirare la tua attenzione. E tu idiota ci sei cascata per ben due volte di fila.
Sbuffi a te stessa e quasi esultante ti rendi conto che la tazza è praticamente vuota. Così te ne puoi andare subito.
Per la seconda volta nel giro di pochi minuti ti dai dellidiota: dove vai che sei da sola in stazione? Tanto vale che rimani lì al caldo, no?
Anche il tizio ha intanto finito il suo caffè. Cerca il tuo sguardo e non ricambi.
Alla fine, deluso si alza, ti passa accanto e i ferma. Lì, in piedi, vicino a te che sei ancora seduta.
Hai lo sguardo fisso davanti a te. Non lo vedi, ma lo senti.
Indugia un altro pò. E se ne va.
Che buffo, in un bar strapieno, in cui mi sentivo molto più che sola, incontrare qualcuno che voleva superare la soglia dellindifferenza e respingerlo.
Esser soli è una scelta.
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lunedì 23 novembre 2009 - ore 18:10
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico. Oscar Wilde
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sabato 21 novembre 2009 - ore 14:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perchè quello che ti spacca e ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei...
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venerdì 20 novembre 2009 - ore 11:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Assoporo con voluttuosità questa parvenza di equilibrio, consapevole dei limiti e delle incertezze che ciò comporta.
Ma sai come sono fatta e questo non ti turba minimamente.
Mi appoggi il dito sulle labbra.
Una domanda o un’affermazione?
Sorrido inebitita. E’ quello che faccio sempre quando mi guardi a fondo.
E’ indubbio, sai come prendermi, sai quali carte usare per farmi fare alla fine sempre quello che vuoi tu.
Ti alzi all’improvviso e mi prendi la mano.
E’ un attimo: inizi a correre e mi trascini con te.
Quanto ci metto a rendermi conto di quello che stai facendo? Non più di una manciata di secondi. E iniziò a correre con te.
Ecco, a volte la nostra storia mi sempre una corsa continua.
Contro il tempo, contro gli altri, contro il mondo.
Sempre irrazionali, sempre diversi, sempre nuovi, sempre pazzi.
Siamo così.
Stavolta però voglio un pò di controllo. Mi fermo di colpo e tu ti arresti con me.
Mi fissi interrogativo.
Niente, davvero, non c’è niente. Volevo sono controllare se eri ancora tu. Se ero ancora io. Se eravamo ancora noi. Ma si, ripartiamo, un piede dopo l’altro, sempre più veloce, sempre più assieme.
Quante strade, quanti asfalti, quanti sassi abbiamo calpestato? Quanti mari, quante colline, quante montagne abbiamo visto con questi occhi?
Quante cartoline mi hai regalato? Quante foto ti ho fatto in ogni luogo?
Eppure il tempo sta passando anche per noi.
E mi torna in mente una frase che ti ho detto qualche giorno fa: " che ne diresti di comprare un nuovo calendario ed inventarci finalmente un tempo NUOVO? "
E mi tornano in mente tante altre cose in questa mattina dal sapore dolciastro, dal profumo fruttato, dal colore soffuso.
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venerdì 20 novembre 2009 - ore 11:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...cospargimi di olio alle mandorle e vanità...
...ispirami...
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mercoledì 18 novembre 2009 - ore 17:14
(categoria: " Vita Quotidiana ")
cè la notte che ti tiene fra le sue tette
un pò mamma
un pò porca
comè
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mercoledì 18 novembre 2009 - ore 17:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
parlo tanto,
parlo troppo
e adesso trova il modo e
fammi stare zitta
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martedì 17 novembre 2009 - ore 11:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Amo le labbra: le amo perche sono costrette a non toccarsi se vogliono dire "Ti odio" e obbligate a unirsi se vogliono dire "Ti amo". Fabio Volo
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martedì 17 novembre 2009 - ore 11:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le fumerie d’oppio, dove si può comperare l’oblio, sono covi di orrore dove il ricordo di vecchi peccati può essere distrutto dalla follia di quelli nuovi
Oscar Wilde "Il ritratto di Dorian Gray"
Certi miei peccati che sono stati gli sbagli più belli e importanti che abbia mai fatto...
Quindi forse non erano sbagli.
Quindi forse è per questo che non ne sono pentita.
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martedì 17 novembre 2009 - ore 11:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quanti sono i sogni che si sono nascosti con il tempo e che nonostante ciò sono ancora lì?
Guardandomi in giro e confrontandomi anche con altre persone ho scoperto di non essere la sola con dei desideri che non ha il coraggio di esprimere, con qualcosa che vorrebbe, ma che non ha detto mai.
...a quanto pare, almeno in questo, sono in buona compagnia.
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