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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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lunedì 16 novembre 2009 - ore 09:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La morale di questa mia canzone non esiste ed è per questo che io me ne vanto
non mi piace essere sempre intrappolato, quantizzato, controllato, visto e poi firmato

Alex Britti

E anche qui
per mesi e per chilometri
finchè qualcuno dice:
"tu dov’è che stai andando? Che siam tutti qui?
Io nopn vado da nessuna parte:
IO STO ANDANDO E BASTA"

Luciano Ligabue





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lunedì 16 novembre 2009 - ore 09:20


il buon giorno si vede dal mattino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mettiamo che mi stiano arrivando.
Mettiamo, proprio per questo , mal di pancia, tensione ai seni, gambe deboli, mal di testa e sbalzi umorali.
Mettiamo che stamattina ho cercato di spegnere la sveglia col telecvomando della tv e mettiamo che ci abbia messo un pezzo per rendermi coto che così non funzionava.
Mettiamo che mi sono alzata e avevo ancora la tosse.
Mettiamo che arrivando in stazione mi sia sforzata di fare dei pensieri positivi per rallegrarmi la giornata nonostante tutto.
Mettiamo di non venire salutata.
Mettiamo di chiedere spiegazioni.
Mettiamo di ottenere spiegazioni.
Mettiamo che le spiegazioni mi facciano star male.
Mettiamo che lo smog oggi fosse particolarmente forte.
Mettiamo che arrivata in facoltà opto per stamparmi delle dispense.
Mettiamo che giusto mentre sto per mandare in stampa il pc si resetti.

Mettiamo che forse stamattina era meglio se rimanevo direttamente a letto!



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sabato 14 novembre 2009 - ore 12:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sette mesi che non ci sei.
E sette mesi che ti vorrei raccontare.
E’ successo di tutto in questo tempo e non sai quante volte ho sentito la mancanza dei tuoi consigli. Sai quante volte avrei voluto tu fossi stato qui per chiederti di andare al solito posto a parlare? Mi manca il modo in cui sapevi mettere in crisi le mie certezze. Eri uno dei pochi che sapeva farlo. Eri uno dei pochi a cui permettevo di farlo.
E’ così strano che siano passati sette mesi. Non capisco se sono pochi o tanti.
Pochi perchè il dolore è ancora vivo e tagliente.
Tanti perchè da quando non ci sei più è successo davvero di tutto.
Ad esempio lo sai che nonostante tutto Lei continua ancora a mandarmi degli sms? Io la evito più che posso: non solo non voglio sentirla, ma non voglio nenche più vederla... Sai quanto male mi ha fatto?
Anche Lui non l’ho più visto... Anzi in realtà domenica l’abbiamo trovato. Non l’ho salutato. Non ci sono riuscita. Come sai, non ho ancora imparato l’ipocrisia di fingere che è tutto come prima. Lo so che non riguardava me, ma te. Sei tu che dovresti avercela. Ma tu non ci sei. Io sì e tiro dritta.
Che poi davvero non ci sei più? E le coincidenze? Quelle cose strane legate ai numeri e a te? Mah, ancora non mi esprimo, però un pò mi è sembrato di sentirti più vicino. Un pò è diminuito il senso di colpa che inevitabilmente ti porti dietro quando accadono queste cose.
Accidenti, ho così tante cose da dirti e non ho più te a cui riferirle.
Sai, mi sono comprata i paraorecchie. Mi sono chiesta se ti sarebbero piaciuti... Secondo me mi avresti sfottuta un mondo... Ma poi mi avresti appioppato un soprannome e alla fine avresti finito col provarteli e far lo scemo in giro. E sai cosa sarebbe successo? Che se li sarebbe presi anche Lei, così avrei avuto un’ulteriore scusa per pensare che è priva di personalità.
Sì, ce l’ho con lei.
Irrazionale.
Illogica.
Immatura.
Sì sono tutte queste cose che iniziano con la i, ma la detesto e la detesto ancora di più perchè detesto detestare.
Le cose sarebbero state diverse senza di lei. Magari tu saresti ancora qui.
Dai, a sua discolpa, ti ha reso felice. Sì, eri felice come non ti avevo mai visto con Lei. Ed ero contenta, già mi stava sulle palle, ma eri così Felice che ero contenta per te. Davvero, ero contenta. E te l’ho detto spesso. E ti avevo anche detto cosa pensavo di Lei.
Certo, addolcendo i termini e la pillola. D’altronde ti fidavi di me e mi avevi chiesto cosa ne pensavo. Ti ricordi ne abbiamo parlato anche quando siamo andati solo noi due al Center a prenderle il regalo. E ti avevo fatto capire che per me non era il massimo della simpatia, ma che quello che contava e che mi premeva è che tu fossi felice, se tu stavi bene con lei, non ti doveva importare di nient’altro.
Che strana la vita. Avete passato assieme solo un compleanno. Il suo. Lei non ha potuto vedere il tuo, nemmeno uno.
Dev’essere stata dura anche per lei. Ti avuto per pochi mesi, io ti ho avuto come amico per moltissimo tempo.
Sono stata in qualche modo più fortunata: ne abbiamo passate così tante assieme... Voi due così poche.
Già, forse non è che la detesti, nonostante tutto le volevo bene e seriamente mi dispiace che tra voi sia finita così.
Comunque devo assolutamente dirti qualcosa di quello che è successo da quando non ci sei più...
Sai, i primi giorni, anzi i primi mesi, credevo di impazzire. Tante cose così tutte su un colpo.
Ho cercato tanti modi per alleviare il dolore, per distrarmi. Ho conosciuto gente nuova, persone che porto nel cuore e persone che mi hanno fatto ulteriormente male.. Sono andata a una marea di incontri, dai comunisti fino, addirittura all’ArciGay. Ho fatto sclerare Mauro che non si sa come mi è stato vicino, a volte da lontano, altre volte da vicino. Era lui che mi teneva la testa quando vomitavo perchè ero ubriaca, era lui che mi asciugava le lacrime, era lui che sopportava i miei sbalzi d’umore, le mie paure, le mie angosce.
E dopo tutto questo a Settembre, dopo 5 mesi ho ricominciato a sorridre. Qualcosa è cambiato in Agosto, fin che Mau ed io eravamo a Riccione. Ho rischiato di perderlo, sai? E sarebbe stata solo colpa mia... Ma ti immagini me senza di lui? Che pazza sono stata. Come tra di noi le cose sono migliorate in meglio, decisamente in meglio. E siamo tornati come ai primi tempi.
Anche con Cate le cose sono migliorate, decisamente. Manchi tanto anche a lei.
A dir la verità manchi a tutti, pensa che per mesi la compagnia non è più esistita. Poi, sai che io non riesco mai a star ferma, ho fatto una cena a casa mia a Settembre. E guarda, un mese dopo, abbiamo ricominciato ad uscire. Quella sera si sentiva molto la tua mancanza, e proprio per questo ho fatto le cose in grande, un fiorellino e un bigliettino personalizzato per tutti. Quello di Giulio era quello che mi stava più a cuore. E ho smosso qualcosa.
Andare alla Stube e al Bowling (posti non scelti a caso) è strano, senza di te. C’eri sempre... All’inizio gli ingranaggi non funzionavano benissimo... Mancavi troppo, la tua assenza era pesante. Poi le cose sono tornate ad essere naturali come sempre e si può anche parlare dei ricordi di te, con cautela, ma si può.
Ogni tanto andiamo anche a trovare i tuoi genitori. Se così si può dire, si stanno riprendendo. Ero molto preoccupata per loro, soprattutto per tuo papà. Sono forti, ma dilaniati da un dolore che per loro è ancora più grande. Ti volevano tanto bene, ma sono sicura che questo già lo sapevi.
Mi sa che continuerò sempre a versare lacrime per te, come sto facendo anche ora. E un buco che non si riempie, e una voragine enorme.
Le cose definitive, come questa sono troppo grandi per chiunque. Non riesco a trovare pace e non esistono parole per consolare nessuno di noi.
E poi ti penso sempre, basta una parola, un odore, un orario, un giorno, un ricordo e mi torni in mente. Ogni tanto qualcuno dice che mi vede pensierosa... In genere sto pensando a te. Come quella volta che volevo rubare le piantine dell’iper per mettertele sulla tomba. Immaginavo quanto avresti riso. E sorridevo anche io.
Mi sto sforzando di pensarti proprio così, con il sorriso, non di gioia, ma sempre un sorriso, delicato, anche se bagnato da un pò di pianto.
Un abbraccio (e smettila di darmi della piagnona come al solito),
La Stellina a forma di Elèna

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venerdì 13 novembre 2009 - ore 12:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")




...sentimenti contrastanti fra quello che volevo e quello che farò...
mentre mi insegue l’alito della rinuncia,
mi sorprendo a versare lacrime che non credevo di avere.
Non più almeno.
E cerco nei tuoi occhi chiari
una conferma
una smentita
un segno
una risposta
che non mi vuoi dare


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venerdì 13 novembre 2009 - ore 12:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La fiducia o meglio la mancanza di fiducia è un’arma a doppio taglio



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venerdì 13 novembre 2009 - ore 12:35


due canzoni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1

Ero stanco di essere un uomo della città,
in mezzo a gabbie di cemento a vivere: come si fa?
Molti problemi inutili, troppe preoccupazioni,
è meglio andar sugli alberi e mettersi a penzoloni e fare:

Rit.
Uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, banana cocco baobab
banana banana banana banana banana
banana banana banana banana banana
banana cocco baobab

Andare sulle liane invece che col tram
e al posto del vestito la pelliccia di Pierre Tarzan
e stare in cima agli alberi a tirare le banane
in testa ai coccodrilli, ai bufali e ai cinghiali e fare:

Rit.
Uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, banana cocco baobab
banana banana banana banana banana
banana banana banana banana banana
banana cocco baobab

Stare sotto il cielo e non dormir nel letto
Invece che studiare buttarsi giù dal tetto
Correre nei sui prati e bruciare anche i canguri
E poi tutti nel vento a fischiar come i siluri e fare:

Rit.
Uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, uh,uh, ah,ah, banana cocco baobab
banana banana banana banana banana
banana banana banana banana banana
banana cocco baobab




2
Guardami negli occhi
Spogliati da ogni falsità
Quell’aura di purezza tradisce diaboliche anomalie
E sai di cosa sto parlando
di cosa ho bisogno

Eppure avrai il coraggio di chiamare l’evidenza casualità
Bramosia e doppiezza complottano con la piu efferata crudeltà
E sai di cosa sto parlando
E che mentire non e il rimedio ad un torto

Piangerai mettendo in scena l’ ennesimo dramma
mentre le lacrime corrono sulle tue guance infuocate,
Eva
e giurerai su Dio e su tua madre di non aver colpa
mentre le lacrime corrono

Guardami negli occhi
Spogliati da ogni falsità,
EVA
Quell’aura di purezza NASCONDE diaboliche anomalie
E fuggi quel mostro immondo che hai creato
Quel sonno che non concede riposo

Piangerai mettendo in scena l’ ennesimo dramma
mentre le lacrime corrono sulle tue guance infuocate,
Eva
e giurerai su Dio e su tua madre di non aver colpa
Mentre le lacrime bagnano la tua camicia di seta

Credetemi e un sortilegio
e l’opera di un incantesimo
non ero padrona delle mie facoltà

E piangerai mettendo in scena l’ ennesimo dramma
mentre le lacrime corrono sulle tue guance infuocate,
Eva
e giurerai su Dio e su tua madre di non aver colpa
mentre le lacrime corrono.


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mercoledì 11 novembre 2009 - ore 11:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"...l’amore, mi sembra di tutte la cosa principale.
Penetrare il mondo, spiegarlo, disprezzarlo, può essere l’opera dei grandi filosofi. Ma a me importa solo di poter amare il mondo, non disprezzarlo, non odiare il mondo e me; a me importa solo di poter considerare il mondo, e me, e tutti gli esseri, con amore, ammirazione e rispetto"


Hermann Hesse da "Siddharta"

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martedì 10 novembre 2009 - ore 10:06


da "Il diario di Bridget Jones"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


-“Non penso affatto che tu sia un’idiota. Oddio, è vero che c’è qualcosa di ridicolo in te, nei tuoi modi. Tua madre è piuttosto imbarazzante e devo ammettere che sei veramente pessima quando ti capita di parlare in pubblico. E tutto quello che ti passa per la testa lo fai uscire dalla bocca senza tenere tanto conto delle conseguenze. Certo mi rendo conto che quando ti ho conosciuta, al buffet di tacchino al curry di Capodanno, sono stato imperdonabilmente scortese. E avevo addosso quel maglione con la renna sopra, che mi aveva regalato mia madre il giorno prima; ma il punto è…quello che cerco di dirti …in modo molto confuso, è che in effetti…, probabilmente, malgrado le apparenze, tu mi piaci. Da morire.”

-Bridget “A parte il fatto che fumo, che bevo, che ho una madre volgare, che soffro di diarrea verbale…?”

E lui, interrompendola:- “No, tu mi piaci da morire, Bridget, così come sei!”




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martedì 10 novembre 2009 - ore 09:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bisogna sempre giocare onestamente quando si hanno le carte vincenti.


O. Wilde

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lunedì 9 novembre 2009 - ore 10:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le cose più semplici sono le più straordinarie, e soltanto il saggio riesce a vederle.

P. Coelho

...e così una domenica pomeriggio passata a letto tra coccole, baci e parole dolci...
...diventa qualcosa che lascia una traccia indelebile...
...e fa sembrare il mio letto così grande e vuoto senza te...




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