Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 9 novembre 2009 - ore 10:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...quante cose per le mani in questo inspiegabile groviglio di intenti...
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venerdì 6 novembre 2009 - ore 18:06
in our family portrait we look pretty happy
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...lei ha la foto di sua madre
un giorno o l’altro la guarderà
CHE COSI’ NON VUOL DIVENTARE
CHE COSI’ GIURA MAI NN SARA’
la foto di suo padre l’ha dentro
impressa a fuoco nell’anima
impressa ad alcool, botte, insulti...
andiamo via,
andiamo dai,
andiamo va
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venerdì 6 novembre 2009 - ore 12:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
SODDISFAZIONI 1) Bruciarsi la maglieta sul fornello (a me ha fatto ridere un sacco

)
2) il compagno di corso sfigato e antipatico che sbaglia le risposte (lo so che sono cattiva!)
3) avere accanto persone speciali come Mau, Lup, Cat (effettivamente non si può abbrevviare tutti i nomi a tre lettere... devo smetterla!)
4) la conquista di coppia di non addormentarsi davanti al divano (ma passare la serata a guardare i miei disegni)
5) la scrittura della mail di reclamo a Trenitalia (dopo un mese che mi proponevo di inviarla)
PARANOIE 1) Le compagne di corso più belle
2) La mia incapacità cronica di capire la psicometria
3) L’ansia di non riuscire a saper tutto in tempo per l’esame
4) Come eliminare le mie orecchie a sventola dalle foto
5) Cosa mettermi stasera (perchè ho l’armadio pieno di vestiti ma non ho mai nulla da indossare!)
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giovedì 5 novembre 2009 - ore 11:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli uomini hanno il dono della parola non per nascondere i pensieri, ma per nascondere il fatto che non li hanno. Sören Kierkegaard
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mercoledì 4 novembre 2009 - ore 19:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
la libertà è un dovere. prima che un diritto è un dovere Oriana Fallacci
Credo che anche qui la Fallacci abbia ragione. La libertà è un dovere prima che un diritto.
Va lottata, conquistata, agognata.
Non ci si può limitarsi a reclamarla con qualche lamentela.
No, bisogna agire per averla.
E io voglio essere libera.
Libera da quei fraterni abbracci che si confondono con le catene.
Libera al punto di deciderlo io se legarmi o meno a una persona.
Libera di scegliere io le persone che possono entrare o uscire dalla mia vita.
Libera di mettere dei paletti in me oltre cui si arriva solo tramite autorizzazione.
Libera di impedire che mi venga fatto del male.
Libera di lasciarmi andare se, quando e come voglio.
Libera.
Libera.
Libera!
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mercoledì 4 novembre 2009 - ore 18:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...per ogni schiaffo avuto e da avere che non ti restano più guance da offrire...
...e quella mano sempre troppo uguale che non sai evitare...
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mercoledì 4 novembre 2009 - ore 18:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")

...sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore...
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martedì 3 novembre 2009 - ore 21:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io non ci credo più alle famiglie perfette. A quelle in cui il papà e la mamma si amano e amano i figli e fanno di tutto per essere tutti felici.
Piuttosto credo alle famiglie imperfetta, quelle in cui un pèò tutti sbagliano. E il padre, e la madre, e i figli. Ma in cui comunque il volersi bene rimane il sentimento più importante e le spinte sono rivolte a venirsi incontro.
E infine credo anche alle famiglie deleterie. Quelle in cui i componenti sono un coktail infernale se messi assieme. Non dico che presi singolarmente non possano essere individui positivi, dico semplicemente che determinate persone messe nella stessa stanza danno il peggio di sè.
Sono talmente dannose le une per le altre che si distruggono a vicenda e l’unica spinta diventa il fare ed evitare di farsi fare del male.
Vivono tutte lo stesso identico desiderio di fuga che ciononostante non riescono a realizzare.
Di qui conflitti ulteriori anche intrapersonali.
Gran sballo.
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martedì 3 novembre 2009 - ore 20:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per quanto tempo possiamo continuare a far finta di niente di fronte alle cose che vanno male?
Che poi non è detto che debbano far soffrire per forza perchè le cose possono andar male anche senza fare rumore. E tuttavia è quasi impossibile non udire il bisbilio, lo scricchiolio tipico delle situazioni in bilico, dei rapporti che pian piano si sgretolano.
Eppure si può ignorare i segnali, far finta di non vedere le macerie di un legame che sparisce lentamente, di dialoghi che si fanno via via sempre più stridenti, di gesti sbagliati, di noncuranze e reciproche indifferenze.
Accade però che a un certo punto la testa si alza di scatto e lodore del marciume diventa insostenibile.
A questo punto esistono due soluzioni: mettersi una molletta sul naso o prendere una pala e iniziare a spalare m***a per trovarne una via di uscita.
Ecco, sto iniziando a cercare la via di uscita da una situazione che purtroppo ho lasciato scorrere troppo a lungo, a cui purtroppo ho sempre cercato di trovare rimedi temporanei e fondamentalmente palliativi.
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venerdì 30 ottobre 2009 - ore 17:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La cosa peggiore non è portare addosso i segni dellamore.
E non riuscire a lasciarne.
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