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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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sabato 12 novembre 2011 - ore 13:54


...fissavo il soffitto, il mio letto disfatto...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ho mai avuto il coraggio di riportare per iscritto una citazione di Giulia Carcasi.
Ho ripreso in mano il libro, ma non riesco più a trovarla. Temo mi sia mancato pure il coraggio di sottolinearla, di metterla in evidenza. Eppure quella breve frase mi circola nelle vene ogni giorno. Con picchi molto alti in certi momenti.

Quando dormo faccio sogni che mi inquietano.Talmente chiari e semplici che non c’è nemmeno bisogno di perdere tempo ad analizzarli. E così dormo sempre meno.
Che è meglio vivere nella realtà, che nella fantasia.
Che poi al mattino è sempre dura svegliarsi e rendersi conto che "no, non è così che stan le cose".

Son risvegli insoddisfatti.
Un po’ perchè non fa più caldo e le coperte non posson niente contro certi freddi.
Un po’ perchè mancano le percezioni corrette delle distanze, delle giuste misure.
Un po’ perchè chi è causa del suo mal non ha che da pianger se stesso.

se questa favola ci fossi anch’io
ti vedrei una volta ancora bella come sei
vorrei lottare contro il drago
così ti accorgeresti anche di me

ma non ho visto nessun drago
allora il drago forse sono io
ti addormenterai avvolgendoti nelle nuvole
e ti cullano le onde le farfalle

[Max Gazzè]





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sabato 12 novembre 2011 - ore 12:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sarà un antidoto per questo overdose di m***a
Dicevi che il mondo va cambiato e intanto è lui che cambia te
dicevi che il mondo va colpito e intanto lui colpisce te
lui colpisce te lui capisce te
[Ligabue Luciano]

La vergogna di ventenni talmente assuefatti da tv e da un benessere dato per scontato da non aver nemmeno più occhi per sognare.
Le speranze chiuse nel cassetto della rassegnazione.
La disillusione e il cinismo che mascherano un’indifferenza colpevole e poco nobile.
Pigrizia abulica di chi, per comodità, si lascia convincere che nulla cambierà. Che non si può fare proprio nulla.
Che è vero che le manifestazioni non servono a molto. Che è vero che nella sostanza non cambia nulla.
Ma è sempre più utile che star rintanati in casa, di fronte ad uno schermo onnipresente e perennemente acceso che sputa informazioni false, ma rassicuranti. False, ma rassicuranti.
Siamo una generazione di fannulloni e inutili. Come lavoro abbiamo i genitori, come prospettiva l’auto costosa, come sogno farsi Belen. Non siamo nemmeno più capaci di fare l’amore.
Quanta amarezza.
Io comunque alle manifestazioni di trenta persone continuo ad andare. Che almeno dò fastidio un po’. Che almeno non sono ancora del tutto morta dentro. Che almeno qualche ideale è ancora in grado di scaldarmi il cuore.


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venerdì 11 novembre 2011 - ore 19:22


è uno stallo o un rifiuto crudele o cosciente del diritto alla felicità?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E c’è chi non si sbaglia mai
ti guarda e sa chi sei
e c’è chi non controlla mai dietro la foto
e c’è chi non ha avuto mai nemmeno un dubbio mai
nemmeno un dubbio mai

[Luciano Ligabue]
E poi c’abbiamo chi si sbaglia.
Chi i dubbi ce li ha.
E le foto ogni tanto le gira per rileggere i nomi.


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venerdì 11 novembre 2011 - ore 13:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esercizio per casa:
definire il proprio concetto di speranza e il suo contrario.


Svogilmento:

-SPERANZA: convinzione più o meno realistica che qualcosa avvenga o si realizzi nella maniera desiderata. Induce all’agire per cercare di raggiungere la meta agognata.

-RASSEGNAZIONE: convinzione più o meno realistica che non si possa fare alcunchè per raggiungere lo scopo che si ambisce. Induce al non agire, al raccoglimento in sè stessi, all’apatia.



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giovedì 10 novembre 2011 - ore 22:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Quella canzone.
Dissi che mi piaceva.
E mi chiedesti perchè.
Mentii. Per non dirti che mi piaceva solo perchè in quel momento la radio passava quella e perchè in quel momento ero lì con te.

Quella canzone l’ho riascoltata ancora. E ancora. E ancora. E ancora.
Non è nemmeno granchè speciale.
L’ho ascoltata fino alla nausea. Ogni volta che la sento mi prende una sensazione di fastidio allo stomaco.
E penso a te. E mi viene un po’ da vomitare.
Si chiama condizionamento classivo. L’ha descritto per primo Pavlov. Anche se non ci hai mai creduto, sono brava con queste cose io.
Sai qual è la cosa divertente? Che sono riuscita a conoscerti molto più di quanto avresti voluto.
Le ho viste le tue paure. Le ho contate le tue ansie. Ho toccato con le dita i tuoi bisogni di rassicurazione su un qualcosa che credevi perduto -e forse lo era davvero-. Ho disinfettato, senza che te ne accorgessi, ferite che non sapevi nemmeno stessero sanguinando.
E bisogna ben dire che mi hai fregata, questo è indubbio.
Hai fatto leva su ciò che pure un bambino avrebbe saputo indicare come indifeso. Un gioco fin troppo facile. Mi chiedo dove fosse il gusto.
Ma non hai vinto. Non sono io la perdente della situazione.
Come una fenice, sono ancora in tempo per rinascere dalle mie stesse ceneri.
Tu no.
Non so nemmeno se sia una consolazione. Forse si, forse no.
Ma non sono io la perdente. L’importante è questo: perchè dalle persone come te non mi farò mai pagar da bere. Perchè con le persone come te sarò sempre e comunque pari.


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giovedì 10 novembre 2011 - ore 20:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l’uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.


Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d’ azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...


Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...


Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... Parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...


Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch’io "come va?"

Non c’è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c’è ancora una città?

Se c’è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...

[Francesco Guccini]

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mercoledì 9 novembre 2011 - ore 21:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


e quindi basta tu
non mi interessa più
non mi soddisfa più
che poi ho scoperto che sei pure di sinistra tu
sei comunista tu
stakanovista
di più... di più
e mo’ basta
non è me che volevi
confessa
non è a me che pensavi
e non resta
che raccogliere i cocci
e cercarsi una vita più onesta

[Daniele Silvestri]

La maggiorparte delle persone al primo appuntamento si impegna a dare la miglior immagine possibile di sè. A volte pure a costo di mentire, di mostrarsi per quello che non è.
Io no. Metto sempre le mani avanti.
Mostro immediatamente i lati peggiori di me, estremizzando difetti ed idee polemiche. Ammetto di essere svampita, di non fare sport, di non ascoltare la musica giusta, di passare troppo tempo sui libri, di appassionarmi ad autori poco noti, si preferire tutto ciò che sta al di fuori del senso comune.
Con queste premesse è ben difficile che riesca ulteriormente a degradare l’idea che qualcuno si forma su di me: sono per i crescendo, preferisco migliorare man mano che le conversazioni procedono.
Definiamola una sorta di scrematura iniziale: richiama solo chi è davvero interessato a come sono.

Di seguito una carrellata di dialoghi tratti dalle ultime conversazioni avute con ragazzi che mi avevano invitata ad uscire.
Ammetto la tragicomicità delle stesse. Ma son talmente assurde che faccio fatica pure io a non ridere

- Ti va se andiamo a bere un caffè in quel posto?
- A me quel posto fa proprio schifo: lo odio.
- E’ il mio bar preferito.
[la verità ti fa male lo so]

- Mio papà è avvocato. E’ pure molto bravo e conosciuto. Il tuo invece che fa?
- Il mio fa l’operaio.
- Ah.
[e fu così che mi ritrovai in mano un angioletto di plastica e nelle orecchie la frase "con questo non avrai più bisogno di me, devo fare un investimento per il mio futuro: preferisco che non ci vediamo più]

- Ti prego dimmi che non l’hai visto!
- Ok, non l’ho visto. Davvero, non ho visto che ti sei quasi accecata con il bastoncino dell’oliva.
[e questo non richiamò proprio più]

- Ecco, vedi questo è proprio il genere di musica che detesto: mi sembrano suoni e grida senza senso alcuno!
- E’ il cd che abbiamo appena pubblicato io e il mio gruppo.
[suvvia, come potevo immaginare?!]


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mercoledì 9 novembre 2011 - ore 20:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[...]
Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali,
si accoppia sia con etero che con omosessuali,

davanti a cibo i bonobo, prima fanno un orgia e dopo mangiano
senza mai litigare
il bonobo non è aggressivo,
è sessualmente appagato,
non discrimina il diverso,
non va al family day

la scimmia è l’evoluzione dell’uomo
[...]
Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale
i bonobo dello zoo di Hellaburn morirono di spavento
alle altre scimmie non accadde nulla,
il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato
il bonobo è una pericolosa alternativa sociale:
dimostra che in natura esiste l’omosessualità
e che l’uomo è agressivo perchè sessualmente represso

e soprattutto che l’unico vero modo per vivere in pace è:
giocare, mangiare ed accoppiarsi

alla faccia di religiosi, intelletuali e politici ben pensanti.

[Caparezza]

Sparse:
- "Ciao Cavaliere" "E’ tutto finito!" [Spiegel]
- "Berlusconi umiliato" [Times, Telegraph, Guardian, Independent]
- "Fine dell’era Berlusconi?" [CNN]
- "Il voto mette in scena la solitudine del Cavaliere" [El Pais]
- "Le dimissioni di Berlusconi non allentano le tensioni dei mercati", "L’addio del Cavaliere, il “migliore alleato” contro la crisi", "L’eterno show” del Cavaliere” [El Mundo]
- "La Borsa festeggia la partenza del Cavaliere" [Le Figarò]
- "È finita, Silvio, non c’è bisogno di restare", "I mercati speravano nelle dimissioni di Berlusconi" [Le Monde]

[In allegato una foto di Stellarosa e del suo nuovo fidanzato.
Stellarosa spera sempre di sbagliarsi nel ritenerlo maggiormente evoluto della maggiorparte degli aventi diritto al voto italiani]

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lunedì 7 novembre 2011 - ore 20:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Siamo mondi siamo mondi paralleli

Che si attraggono e si respingono cosi

Tu non credere che io ti stia scappando

Qui tutto passa e niente si dimentica

Provo a dire cose facili per altri

Ma che mi fan paura

[Piero Pelù feat Anguun]


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