entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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martedì 10 maggio 2011 - ore 09:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Capirai che il cielo è bello perché in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime
[Cesare Cremoni] Mi sono svegliata con questa frase in testa. Con l’immagine di un cielo che fa da confine a un mondo triste tenuto insieme da un’inalienabile sofferenza. Detta così sembra molto pessimistica. In realtà ho sorriso al pensiero che basterebbe andare oltre, bucare la linea del cielo per scoprire un nuovo mondo di gioia estrema e senza limiti. Basterebbe avere degli occhiali magici o una pillola altrettanto magica. O basterebbe ricordarsi di sognare un pò di più. Ogni tanto.
LA COAZIONE A RIPETERE Il sintomo nevrotico ripetuto coattivamente, può essere portatore di autentica libertà se accolto come richiamo impellente alla necessità di decodificarne il messaggio.
necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio necessità di decodificarne il messaggio
"Sei in forma". Non ho capito se c’era o meno ironia in questa frase. La mia bassa autostima mi ha portata a dire di sì. Mi son guardata allo specchio con occhio critico. Non ipercritico come al solito, ma nemmeno troppo buono. Tutto sommato io una botta me la darei se devo essere sincera. Poi si sa, noi donne possiamo nascondere meglio i nostri difetti: trucchi, tacchi, vestiti più o meno attilati nei punti giusti, capelli, etc. Poi si sa, l’eccitazione parte dalla mente prima che dal corpo. Poi si sa, noi donne ci facciamo un sacco di paranoie, ma poi è difficile che un uomo dica di no al momento clou. Poi. Poi. Poi. Poi però voi uomini siete proprio bastardi. Proprio non riuscite a tratenervi i commenti che possono essere male interpretati. Proprio non riuscite a tenervi quella cavolo di bocca incollata, invece di sputare qualunque cosa vi passi per l’anticamera del cervello. Poi vi girate a guardare il sedere alle altre, sorridete alle cameriere, sbavate sulle donne famose. Ma voi avete in mente solo noi. Certo come no. Ci credete forse così fesse? Forse lo siamo. Forse lo sono. Basta poco a convincermi o a farmi credere che sono davvero l’unica, la più speciale. E non è poi così male.
...anche il poco diventa tutto per chi non ha niente...
Catullo, quanto ti capisco in questo momento. Odi et amo. Alle superiori non potevo immaginare quante volte mi sarei ritrovata in queste tre parole. Odi et amo. Alle superiori credevo che lamore fosse una cosa e lodio unaltra. Odi et amo. Alle superiori mi sbagliavo. Odi et amo. Odi et amo. Odi et amo. Odi et amo.
So che tu sai che io so che tu sai. E non è un gioco di parole. E’ l’agrodolce constatazione che per te sono un libro aperto, mentre per me tu rimani un punto interrogativo. Ti guardo piano piano per non bruciarmi gli occhi. Ti ascolto a metà per non graffiarmi l’anima. Mi appoggio al tuo cuore per prendere il ritmo del tuo battito -come se il mio non andasse bene così e avessi bisogno del tuo per vivere bene-. Ti lascio entrarmi dentro lentamente per dimenticarmi -almeno per quei minuti- di non essere altro che un essere solo e ferito. Ti lascio tenermi stretta per sentire le tue braccia che mi fanno da confine, scacciando quella sensazione di indefinito che mi prosciuga le energie. E tu. E tu. E tu ti lasci amare. Col sorriso sulle labbra. Con il cuore calmo. Con gli occhi sereni. Con la barba da tagliare. Con le mani intrecciate alle mie. E io. E io. E io non ho il cuore abbastanza grande per contenerti tutto. Mi scappi fuori, mi scivoli via. E non posso fare a meno di sentirmi incapace e vuota. E cerco di berti, di mangiarti, di graffiarti per sentire il tuo dolore. Per sentirti vivo. Per sentire che, nonostante tutto, ci sei ancora.
come baceresti se dovessi fare cinema scena prima ciak motore azione poi si gira
[Carmen Consoli]
E io continuo a non aver parole per dire quel che adesso penso. Ma si sta trasformando in un’inquietante sensazione quasi positiva. Un pò in bilico, ma diciamo sbilanciata di più dalla parte del star bene.
Sentirmi improvvisamente minuscola e indifesa di fronte al lupo cattivo. Una piccola Cappuccetto Rosso con gli occhi sgranati per la paura. Un sorriso nervoso stampato in faccia, le punte dei piedi rivolte verso l’interno e le mani attorcigliate fra loro. Non un grande spettacolo in effetti. Una specie di brutta copia, un’imitazione mal fatta di una giovane donna che si comporta da bambina piccola.
Il lupo cattivo mi fissava beffardo oltre i limiti della normale sopportazione. Distolsi lo sguardo, finsi di non accorgermene. Bizzarra manovra per nascondere un’attenzione minuziosa ai suoi movimenti e gesti. Dovevo sembrargli una facile preda ormai in trappola. Poi lo scatto. Un momento di infinita ed estrema incertezza. Il suo stupore. Laverlo colto di sorpresa. Questa proprio non se l’aspettava. Poi i miei occhi han smesso di sembrargli ingenui ed indifesi.
Ecco l’agnello che si trasforma a sua volta in lupo. Ecco Cappuccetto Rosso che tira fuori quella che è veramente.