STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 11 febbraio 2011 - ore 14:56
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità? [Negrita]
Che rumore fa il non voler tornare sui propri passi?
Non è da me fissarmi così sulle questioni di principio.
Non è da me chiedere aiuto perchè non so fare qualcosa.
Non è da me sentire il bisogno di sfogarmi e sfogarmi effettivamente con qualcuno.
Non è da me ammettere che mi manca.
Non è da me ammettere che mi manca, ma che forse sto meglio così. Non è da me non avere dubbi, avere la sicurezza della ragione. No nso che farmene di questa ragione, ma almeno ce lho.
Non è da me sapere che dovrei sentirmi sola e che però sola non mi sento.
Non è da me porre ultimatum.
Non è da me stancarmi, non sopportare più e sbottare. Si vede che questo è un periodo in cui devo vivere tutto al contrario.
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giovedì 10 febbraio 2011 - ore 20:28
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Baby è un mondo super.
Anche se mi sento distrutta dalla logica del karma. Tutto torna indietro. Eccome se torna!
E allora eccomi qui, in un laboratorio informatico circondata da soli uomini a sentirmi la deficiente di turno. Deficiente nel senso che sono mancante in qualcosa. Insomma sono ignorante.
E tutti questi bei ragazzoni, alti e grossi (al fianco dei quali sembro ancora più tappa) così gentili e pieni di attenzioni, non fanno che ricordarmi che in quel posto sono l’unica ragazza, che in quel posto ogni mio tentativo di conversazione verrà valutato e si chiederanno "ma ci sta provando con me?". Almeno uno di questi ragazzoni, il mio gentile (e anche, a onor del vero, il più carino) di sicuro se lo chiede se ci sto provando con lui. Ma è l’unico che mi rivolge parola e con la quale siamo andati al di là dei rispettivi lavori che stiamo facendo.
Fatto sta che nei loro discorsi da nerd io... Io non ci capisco nulla. Mi limito a fissare le loro bocche con sguardo vacuo. Ecco, là dentro ho sempre un’aria da deficiente perchè non sorrido mai: non c’è mai niente di cui sorridere!!
Però non è che mi possa lamentare: sono tutti veramente disponibili con me. Anche troppo. Il brutto è che sono pienamente consapevole che la loro gentilezza è dovuta principalmente al fatto che sono femmina. Non perchè sono carina o ho le tette grosse, ma perchè sono femmina e quindi automaticamente imbranata ai pc. In effetti imbranata coi computer e coi programmi di cui loro invece sono esperti lo sono, ma non in quanto donna, in quanto finora non ci ho mai avuto a che fare. E’ fastidiosa questa differenza dovuta al sesso: loro mi considerano meno perchè donna e quindi più ignorante in queste cose... Ed io con la mia ignoranza non faccio che confermarne l’idea.
Bah, probabilmente per essere alla loro altezza dovrei riuscire almeno il doppio di quello che riescono loro.
E poi io in laboratorio ci entro con l’ansia, già nervosa di mio e così non faccio altro che peggiorare le cose: stamattina il ragazzo gentile avrà pensato che fossi cerebrolesa dato che non mi davo pace perchè l’alimentatore non entrava nella presa. (Mi ha fatto prontamente notare che sarebbe stato utile e conveniente togliere l’adattore).
Io lo so, lo so che presto o tardi scoppierò a piangere là dentro come la peggiore delle femminucce!
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PERMALINK
martedì 8 febbraio 2011 - ore 20:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non mi piace essere sempre intrappolato, quantizzato, controllato, visto e poi firmato [Alex Britti]
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PERMALINK
martedì 8 febbraio 2011 - ore 20:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ la dura legge del goal
fai un gran bel gioco però
se non hai difesa gli altri segnano
e poi vincono
Loro stanno chiusi ma
alla prima opportunità
salgon subito e la buttan dentro a noi
la buttan dentro a noi [883]
Il mio blog è stato strumentalizzato.
Mi spiego un pò meglio: sono poche le persone della mia vita reale (quattro in tutto) che hanno l’accesso a questo blog (nel senso che oltre a saperne l’esistenza, lo leggono con regolarità.)
Una di queste quattro persone, mi ha fatto goal. Non semplicemente in porta, mi ha tirato una pallonata dritta nel naso e dentro la porta ci sono finita anche io.
Praticamente è successo che ha letto i miei ultimi post, gli ultimi,quelli più tristi e più tetri e immotivatamente ha pensato parlassi di lei. Non si è basata sul mio comportamento, sui miei atteggiamenti che per lei non erano minimamente cambiati: aveva le palle girate, ha letto quei post e ha pensato bene che fossero rivolti a lei.
Tralasciando il fatto che, deve davvero considerarmi una sfigata se pensa che tratterei eventuali problemi con lei in un blog che so benissimo che legge senza prima affrontarli con lei, sono davvero basita.
Ora, nonostante le abbia chiesto esplicitamente di non entrare più qui dentro, mi sento comunque a disagio a scrivere qui. Mi dico "e se lei leggesse di nuovo qualche post che con lei non c’entra nulla, e se la prendesse ancora?". Insomma, fatto sta che mi sento in qualche modo "controllata" e mi viene naturale l’istinto di censurarmi un pò.
La qual cosa mi fa imbestialire perchè in questo spazio sono sempre riuscita a a esorcizzare le mie paure, esasperandole, ingigantendole, ma riuscendoa esprimere davvero ciò che provavo.
Ora sto valutando l’idea di rendere il tutto privato. Ciò però andrebbe a discapito di Lupo che mi legge come "ospite". Non lo so, perchè non mi è mai piaciuta l’idea di privatizzare questo spazio: a me non dispiace che sia letto da tutti, quello che mi dispiace è che le mie parole siano utilizzate al fine di giustificare paranoie e manie di persecuzione di altri.
Vi assicuro che non è bella questa cosa, per quanto magari possa sembrare superficiale e di poca importanza. Mi sento ferita in profondità. Anche lasciando da parte la fiducia tradita, resta comunque il fatto che ora questo spazio lo sento come invaso, come meno mio
però mi aiutato a chiedermi
se era giusto essere trattato così
da una persona che diceva di
amarmi e protegermi [883]
PS: volevi un post su di te? Eccotelo!
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venerdì 4 febbraio 2011 - ore 11:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
e ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei. Ligabue gira in testa e nello stereo e mette in circolo pensieri confusi e disordinati.
Ho messo apposto i libri: voglia di fare ordine?
Taglierò di nuovo i capelli: voglia di tagliare...Che cosa?; voglia di accorciare...Che cosa?
Trucco decisamente più pesante: voglia di nascondere?
Gennaio e febbraio sono in assoluto i mesi che più detesto dell’anno. Con i propositi delle cose da fare ancora troppo vicini e le possibilità di metterli in atto ancora troppo lontane.
Ma la voglia di cambiare c’è. Il problema è capire COSA ho voglia di cambiare. Per il momento basta e avanza il capire che qualcosa va cambiato. Capire che COSA avverà in seguito presumo.
Comunque oggi scade il mio esser neopatentata. A nessuno gliene importa, evidentemente sono solo io quella che vuole celebrare i tre anni passati dalla patente. Forse sono anche quella che dovrebbe celebrare di meno visto che sono settimane che non guido e che mi tocca farmi scarrozzare in giro a destra e a manca: la macchina che usavamo in tre è diventata monopolio di uno.. E quell’uno non sono io a quanto pare.
Ma vabbè tutto si sistema. Frase che per altro ripeto continuamente in questi giorni: ci credo davvero o semplicemente voglio convicermi che sia così?
Domande inutili come il tempo che spreco invano. Ma a volte ho bisogno di guardare un pò oltre, di guardare un pò fuori. Ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa,
dovevo dire cose
cose che sai,
che ti dovevo
che ti dovrei.
Ho perso le parole
può darsi che abbia perso solo le mie bugie,
si son nascoste bene
forse però,
semplicemente
non eran mie.
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giovedì 3 febbraio 2011 - ore 14:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Filastrocca impertinente
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà [Gianni Rodari]
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giovedì 3 febbraio 2011 - ore 13:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
la verita’ sta dentro a un nylon
dimenticata in qualche oceano
sotto la buccia debole
di diecimila regole
Ti capisco
quando dici che
rivorresti
le tue bambole
E mi hanno sempre fatto credere (che)
nell’incertezza e’ meglio prendere
ma se io prendo chi e’ che da’?
Se io prendo chi e’ che da’?
[Negrita]
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mercoledì 2 febbraio 2011 - ore 18:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...there’s a shortage in the switch?!..
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PERMALINK
mercoledì 2 febbraio 2011 - ore 09:47
(categoria: " Vita Quotidiana ")
amor c’ha nullo amato amar perdona [Dante Alighieri]
...svegliarsi e pensare come prima cosa a Paolo e Francesca può essere sinonimo di qualche problema non indifferente...
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martedì 1 febbraio 2011 - ore 20:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho un sacco di consapevolezza. Ne ho addirittura da vendere... Ne vuoi forse un pò?
Sai cosa ti dico? Che adesso prendo un rotolo industriale di cellophane e mi impacchetto alla bell’e meglio questa mia cavolo di consapevolezza.
Riesci a immaginare quale sarà il passo successivo? Suvvia, impegnati, non è difficile, dai! Credo proprio che il mio bel malloppo di consapevolezza finirà dritto dritto nel cesso.
Il brutto è che, quando tirerò il mio sospiro di sollievo per aver azionato lo sciacquone, mi renderò conto che la mia consapevolezza è talmente ingombrante da intasare tutto, perfino il gabinetto.
Sarà in quel momento che una nuova -maledetta- consapevolezza mi investirà con tutta la sua violenza. E mentre infilerò il braccio nella mia stessa m**** (perchè è di quella in fondo che si tratta) mi costringerò a superare gli inevitabili conati di vomito cercando di rimuovere la mia roba dalla tazza del water.
Forse a quel punto diventerò consapevole che non era poi una così grande idea arrotolare qualcosa nel cellophane: non avevo considerato infatti che esso ci mette anni a disintegrarsi e nel frattempo mantiene perfettamente intatti gli oggetti in lui imballati.
Alla fine mi sa che mi toccherà tenermi il mio bel bagaglio di consapevolezza.
Quante cose che non so.
Quante cose che non vorrei sapere.
Quante cose vorrei smettessero -semplicemente smettessero- di urlarmi in testa.
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