entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole... 2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?! [M.J.W.]
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...aspirando te...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Voglio che mi ricordi. Voglio essere una cometa che lascia un segno nel buio del cielo. Non lascerò sparire la polvere di luce della mia triettoria. Sarà bello e breve. Intenso e breve. Tanto breve che neanche lo immagini. E intenso. Intenso che nemmeno te lo sogni. [Lorenzo Marini]
Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee [George Bernard Shaw]
E certo un brivido averti qui con me in volo libero sugli anni andati ormai e non è facile, dovresti credermi, sentirti qui con me perchè tu non ci sei. Mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi. Mi piacerebbe sai...
quando persi sotto tante stelle ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perdona e dimenticherai per quanto possa fare male in fondo sai che sei ancora qui e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve Ci sarà dentro e te e al di là dell’orizzonte una piccola poesia Elisa
L’utopia sta all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l’orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? A questo: serve a camminare. Eduardo Galeano
Tutto questo tempo a chiedermi Cos’è che non mi lascia in pace Tutti questi anni a chiedermi Se vado veramente bene Così Come sono Così
Elisa
Una delle più subdole forme di egoismo è quella di passare un sacco di tempo ad aggirarasi e perdersi -senza mai ritrovarsi- in questo tipo di autoanalisi. In questo modo, infatti, non solo non facciamo altro che guardare esclusivamente a noi stessi, con la testa piegata al nostro ombelico, ma soprattutto costringiamo chi ci sta accanto a sprofondare nelle nostre inutili, quanto pur acute, riflessioni. Ed è così che prima o poi ci sentiremo -forse anche giustamente- rinfacciare "non facciamo altro che paerlare di te", "trovati un altro argomento di conversazione diverso da Te". Ed è così che rischiamo di perdere le persone che ci amano, mettendoci sempre sopra di tutto, considerando i nostri problemi e le nostre debolezze come superiori a tutto, pretendendo attenzioni che molte volte non saremo in grado di ricambiare.
Perdonatemi il plurale, in realtà è semplicemente un’autocritica che procede da mesi. Eppure in questo meccanismo ogni tanto ci ricasco e non posso non sorprendermi delle mie abilità che non si esauriscono mai nel monopolizzare l’attenzione, nel cambiare argomento per portare -o riportare- il discorso su di me. Si imparare a camminare cadendo e rialzandosi: in fin dei conti non c’è altro modo.
Sono fissata con le farfalle in questi giorni. Voglia di leggerezza? Mah, più che altro voglia di volare via e di dormire. Ebbene sì, è iniziata un altro dei miei super periodi insonni; come mi faceva notare un mio amico ieri sera, in effetti non sfrutto al meglio le ore in cui non riesco ad addormentarmi: non sono assolutamente produttiva in questo senso. Oltre alla camomilla sto applicando come sempre il metodo dello sfinimento: oltre a un certo limite il mio corpo non sopporterà più di non riposarsi e allora ritornerò a dormire normalmente. E tutta questione di avere fiducia e di sapere aspettare. Nel frattempo mi appassiono a deliranti dicotomie che ossessivamente mi si affollano nel cervello e a cui cerco invano di dare spiegazione. Ad esempio:
...sesso e amore...sono davvero due cose differenti?
...amare e odiare...è possibile provare entrambi questi sentimenti per la stessa persona contemporaneamente?
....piacere e dolore...non è che in fini dei conti non siano altro che due estremi dello stesso continuum?
Quando non dormo la qualità delle mie riflessioni subisce unulteriore peggioramento, non cè che dire.