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stellarosa, 22 anni
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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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giovedì 4 novembre 2010 - ore 14:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E allora bambina
C’è poco da dire
Se non che mi troverai qua
Cambiato per niente,
Ma neanche scontento
Fottuto dal dovere
Pensare di dover avere

[Ligabue]

...dimmelo ancora, ti prego...
...dimmelo ancora...e ancora...e ancora...



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giovedì 4 novembre 2010 - ore 13:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")



È buffo pensavo, desideriamo credo un po’ tutti in segreto che le nostre parole, vengano lette proprio da quelle persone dove già sappiamo, che non possono capirne il senso e lo spirito
come vorremmo.
[Alessandro Serra]


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mercoledì 3 novembre 2010 - ore 10:35


Stellarosa e gli uffici
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stellarosa arriva alla stazione del suo paese col sapore del sangue in bocca dopo la corsa regolare per prendere il treno.
10 minuti di ritardo.
Stellarosa non se la prende, cerca di usare quei minuti per riflettere sulle cose da fare e dedicare un pensiero alle persone importanti della sua vita. Chiaramente ha letto questa tecnica in un libro sul rilassamento e cerca di metterla in pratica.
Arriva il treno. Stellarosa sorride, ma apprestandosi a salire si rende conto che è completamente colmo. A fatica sale e si appiattisce contro la parete del corridoio di fronte alle porte perfettamente davanti una coppia sbaciucchiosa che incute in lei uno stato emotivo intermedio tra l’imbarazzo e l’invidia.
L’uomo di età indefinità al suo fianco, non si sposta di un centimetro, quindi Stellarosa tiene borsa e ombrello nella stessa mano per trenta minuti, senza possibilità di appoggiarli o di fare cambio braccio. Ovviamente i muscoli tirano, ma Stellarosa vuole comunque sforzarsi di essere positiva e pensa "per lo meno non ho mal di testa".
In treno fa caldo, impossibilitata a muoversi, Stellarosa non può togliersi la giacca. Le cola il naso, ma non può soffiarlo. Rassegnata tira rumorosamente su provocando l’indignazione dei passeggeri, già notavolmente irritati dalle Ferrovie dello Stato.
Finalmente il treno giunge a Padova. Stellarosa scende, ma solo dopo essere stata più e più volte spintonata.
Nonostante tutto Stellarosa è contenta: oggi per la prima volta ha la bici a Padova e non vede l’ora di provarla.
Inizia a piovere.
Stellarosa decide che non saranno certo quattro gocce a fermare il suo desiderio di pedalare.
Stellarosa arriva in facoltà bagnata fradicia e con la consapevolezza di avere una bici di m****.
Nella mente di Stellarosa si delinea il problema di dover consegnare un cavolo di modulo e di non sapere assolutamente in quale dei mille uffici.
Stellarosa chiede informazioni e viene spedita in un ufficio dove una signora dal cognome bislacco le mette un timbro. La signora non si risparmia dal lamentarsi con Stellarosa per il fatto che la professoressa ha sbagliato a firmare il modulo. Stellarosa si sente in dovere di accennare un timido sorriso che vuole essere di scusa.
Di nuovo però si trova senza saper dove andare. Richiede informazioni, ma nessuno gliele sa dare.
Stellarosa si incammina infine verso la Segreteria Studenti. Chiusa.
Stellarosa non si demoralizza e pensa "tanto non era l’ufficio che serviva a me".
Dopo aver camminato 15 minuti Stellarosa capisce di aver sbagliato strada e torna indietro.
Trova l’ufficio.
Si mette in coda.
Entra e chiede di poter consegnare il modulo.
-Ha il timbro?
Certo che ce l’ha.
-Ha la copia degli esami effettuati?
La copia degli esami? Ma non c’era scritto sul sito.
-Allora deve ritornare con quella.
Stellarosa pone timidamente una domanda riguardo a un altro modulo.
-Deve chiedere alla mia collega, ma non so se può risponderle perchè il suo turno inizia alle 9:30.
Stellarosa guarda l’orologio. Sono le 9:20. Guarda la famigerata collega, seduta di fronte al computer a leggersi le mail. Questa si sente osservata, alza la testa e dopo aver sciorinato una lamentela sul fatto che il suo ufficio non era ancora aperto risponde alla domanda.
Stellarosa scende in aula pc. Tutti occupati. Stellarosa intravede un pc spento ma occupato con vestiti. Stellarosa sposta tutto dicendo con voce grave "chi va a l’osto perde el posto". Stellarosa stampa la copia degli esami effettuati per due volte perchè la prima stampa non era uscita.
Ritorna all’ufficio . Rifà la coda. Ritocca di nuovo a lei. Consegna il tutto e si sente dire:
-Comunque la prossima volta che devi stampare qualcosa, basta che chiedi a noi e te la stampiamo.
Stellarosa trattiene un impropero, sorride ed esce. Uscendo inciampa nel piede di un ragazzo seduto. Lui si scusa. Stellarosa riacquista l’equilibrio, dice che non è niente e se ne va.
Stellarosa ha perso tutta la mattina per consegnare un modulo.


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martedì 2 novembre 2010 - ore 09:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un aereo passa veloce
e io mi fermo a pensare
a tutti quelli che partono,
scappano o sono sospesi
per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso
tra obiettivi ogni volta più grandi.

[Tiromancino]


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lunedì 1 novembre 2010 - ore 13:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Alla laurea di mio fratello (più grande di cinque anni) mi hanno scambiato per la sorella maggiore. Quindi dimostro almeno 26-27 anni.
Direi che ce n’è abbastanza per incrinare la mia psiche già piuttosto provata.
Credo proprio manderò il conto alle amiche di mio fratello: terapia arrivo!



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lunedì 1 novembre 2010 - ore 13:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E quella parte di me che continuano ad ignorare nascondendosi dietro a parole come Rispetto, Discrezione, Riservatezza, spinge e urlando chiede di essere riconosciuta. E il tempo che passa è buono solo a ferirmi ancora. E ancora. E ancora.
Non resta che masticare e mandare giù il boccone amaro di una fedeltà tradita, di un sentimento sincero calpestato.
Il problema si insunua con strisciante inesorabilità non appena si apre il primo barlume di consapevolezza. Per questo sono qui a chiedermi se non ci sia qualcosa di sbagliato in me. Non sono io quella che si fa sempre calpestare? Quella che c’è sempre, che non si tira mai indietro, che sa sempre essere comprensiva con tutti? E in fin dei conti di cosa mi lamento? La fossa me la scavo sempre da sola aspettando che gli altri s’accorgano che mi fanno soffrire, che non mi sento capita, accettata, amata. Sono sempre e solo io l’artefice dei miei guai con la mia inguaribile tendenza a non aspettarmi, nè pretendere mai nulla in cambio.
mal che si vuole non duole



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lunedì 1 novembre 2010 - ore 13:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un giorno qualcuno mi disse che... era destino.
Un giorno qualcuno mi disse che... il destino non esisteva.
Un giorno qualcuno mi disse che... dipendeva solo dal destino.
Ma allora questo destino... c’è? Non c’è? O ce fa?

[Ornella Casini]


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martedì 26 ottobre 2010 - ore 10:52


la volpe e il bramino
(categoria: " Vita Quotidiana ")



C’era una volta un bramino, un sacerdote dell’India, che celebrava cerimonie religiose in luoghi non facilmente raggiungibili. Quel giorno doveva attraversare una foresta per raggiungere un villaggio che c’era al di là. Ad un tratto trovò una gabbia nella quale era stata rinchiusa una bellissima tigre. Il bramino provò pietà per la tigre e decise di liberarla, anche se sapeva che le tigri potevano mangiare gli uomini.

La tigre gli disse: Ti giuro che non mangerei mai il mio benefattore! Il bramino la liberò ed allora l’animale disse: Come potevi pensare che giurassi il vero? Ho fame!

Il bramino le chiese: Prima di mangiarmi, sentiamo cosa ne pensa questo albero!
L’albero rispose: Gli uomini sono cattivi. Io offro loro riparo e refrigerio, e loro per tutta ricompensa mi tagliano e mi uccidono. Mangialo pure, per me!

Il bramino decise di chiedere un altro parere: poco lontano, in una radura, un asino stava brucando:ma l’asino rispose: Gli uomini? Creature perfide! Ci sfruttano tutta la vita, e quando siamo vecchi ci abbandonano. Mangialo pure!

A quel punto lì, videro che stava arrivando una volpe: Chiediamo anche a lei, disse il bramino, e se anche lei dirà di mangiarmi, potrai mangiarmi! La volpe guardò i due e disse: Voi mi state prendendo in giro: ma come faceva una tigre così grande a stare in una gabbia così piccola? La tigre disse che era la verità, e la volpe continuò: Sì, e io vi credo! Figuriamoci un po’, per me mi state prendendo in giro!

Arrabbiata, la tigre entrò nella gabbia: a quel punto la volpe la richiuse dentro e poi disse, rivolta al bramino: Certo che senza un po’ d’astuzia tu proprio non te la cavavi!



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lunedì 25 ottobre 2010 - ore 18:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono ufficialmente una laurenda... Con tanto di attestazione della mia professoressa!!!!!!!!!!!!!

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sabato 23 ottobre 2010 - ore 14:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stordiscimi, disarmami e infine colpisci
[Carmen Consoli]


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