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Superedda, 31 anni
spritzina di Padova City
CHE FACCIO? Studio, lavoro e nel tempo libero..festa!
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In questo periodo nulla...mi manca il tempo!

HO VISTO

realizzare uno dei miei " Big five"

STO ASCOLTANDO

quello che sento

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Jeans e maglietta

ORA VORREI TANTO...

Vincere al superenalotto!(risolverebbe molte cose)

STO STUDIANDO...

.......

OGGI IL MIO UMORE E'...

Direi buono

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Bellissima Emozione
(Beautiful Shock)

Le favole... sì
Sono adatte ai bimbi ma non so
Se sono adatte a me
Sono un pò cresciuta io
Alle favole non credo più
Anche se poi le sognerò
Sono grande, ormai lo sai
Le favole non mi van più
Perchè... nella vita c’è di più!
Uo, Uo, voglio viver la mia vita come una favola
Uo, Uo, voglio viver la mia vita come la mia favola...
Favola...

Dimmi Che Mi Ami Teneramente
(Perike Toni Sukishite)

Nel mondo spesso non c’è chi sorriderà
La vita quindi è così per chi non ha
L’amore grande che ti dà... gran felicità
Ma solo chi lo cercherà, lo troverà.
Spesso sai, chi li cerca non sa che c’è
Un grande amore intorno a sè
E non lo vede, ahimè.
Io lo so che l’amore per me è già qua
Ma forse lui non sa
Che è me che amerà
Che amerà, che amerà, che amerà...



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giovedì 3 gennaio 2008 - ore 10:20


NEVICA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Nevica, che bello! Come vorrei ricoprisse interamente la città (prima però, vorrei arrivare con la bath mobile a casa)

Buona giornata a tutti!

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mercoledì 2 gennaio 2008 - ore 17:32


LA CURA
(categoria: " Musica e Canzoni ")




La Cura di Franco Battiato
da L’Imboscata - PolyGram 1996


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.



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lunedì 31 dicembre 2007 - ore 18:08


CHE SIA UN ANNO BUONO PER DAVVERO
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Frammenti, gemme preziose tratte dalle opere di Gibran.


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CANTO POESIA PAROLA

Se anche cantassi come gli angeli,
ma non amassi il canto,
non faresti altro che rendere sordi gli uomini
alle voci del giorno e alle voci della notte.

"Il profeta"


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La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento puo’ soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.

"Gesu’ figlio dell’uomo"


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DONO

Dai poco quando doni cio’ che hai.
Quando doni te stesso, solo allora dai veramente.

"Il profeta"


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La forza che difende il cuore dalle ferite
è la stessa che gli impedisce
di dilatarsi alla sua massima grandezza.

"A Treasury of Kahlil Gibran"


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La fede è il senso del cuore
come la vista è il senso dell’occhio.

"A Treasury of Kahlil Gibran"


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RESPIRO DI VITA

Vorrei che andaste incontro al sole e al vento
con la pelle, più che con il vestito,
perchè il respiro della vita
è nella luce solare
e la mano della vita è nel vento

"Il profeta"


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Noi stessi siamo l’infinitamente piccolo
e l’infinitamemte grande
e la vita che li unisce.

"The Wanderer"


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Dio mi guardi dall’uomo
che si proclama fiaccola
che illumina il cammino dell’umanità.
Ben venga l’uomo che cerca il suo cammino
alla luce degli altri.

"Massime Spirituali"


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IGNORANZA

Devo ancora incontrare un ignorante
le cui radici non affondino nella mia anima.

"Massime Spirituali"


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TRISTEZZA

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.

"Prose Poems"


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Nessuno puo’ rivelarvi nulla
se non cio’ che già si trova
in stato di dormiveglia
nell’albeggiare della nostra conoscenza.
L’insegnante che avanza
nell’ombra del tempio,
fra i suoi discepoli,
non trasmette la sua sapienza,
ma piuttosto la sua fede
e la sua amorevolezza.
Se è veramente saggio,
non vi introdurrà
nella casa della sua sapienza,
ma vi accompagnerà
alla soglia
della vostra mente.

"Il profeta"


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RITORNAR BAMBINI

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

"Self-Portrait"


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Ecco una parola io sono:
una parola che significa
a volte nulla
a volte un infinito.

"prose poems"


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SOGNO E REALTA’

Com’è cieco colui che immagina
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non risce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l’uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;
e capirà che l’idea è un segmento
di conoscenza
ancora ineslicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa
nello spirituale
per piegarsi al reale.

"A treasury of Kahlil Gibran"


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L’anima non vede, nella vita,
se non cio’ che è già nell’anima stessa.
Non crede se non nella propria vicenda,
e quando sperimenta qualcosa
l’esito diventa parte di essa.

"Self-Portrait"


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SOFFERENZA

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi manterener il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.

"Il Profeta"


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La tempesta è capace di disperdere i fiori
ma non è in grado di danneggiare i semi.

"Self-Portrait"


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MAGIA DELLA VITA

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innarzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?

"Gesu’ figlio dell’uomo"


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RICORDO

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

"Self-Portrait"


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Noi siamo gemelli, Notte,
perchè tu riveli lo spazio e io rivelo la mia anima.

"Il folle"


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DONARE

Spesso dite:
"Voglio donare, ma solo a chi merita".
Non così dicono
gli alberi del vostro frutteto,
né gli animali che portate al pascolo.
Danno per vivere perchè trattenere é perire.
Sicuramente l’uomo che è degno di ricevere
i suoi giorni e le sue notti
é degno di ricevere da voi qualsiasi altra cosa.

"Il Profeta"


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CANTO DEL CUORE

Il canto della voce è dolce,
ma il canto del cuore
è la pura voce dei cieli.

"A treasury of Kahlil Gibran"


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PENSIERO

Il pensiero.. è un uccello dell’immenso,
che in una gabbia di parole
puo’ anche spiegare le ali, ma non volare.

"Il Profeta"


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L’ALTRO

Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

"Gesu’ figlio dell’uomo"


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GRANDEZZA

Il dolore è troppo grande
per regnare in piccoli cuori.

"A treasury of Kahlil Gibran"


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Parole Sussurrate
Parole dette
Le ali spezzate
La voce del maestro
Kahlil Gibran
Bibliografia










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domenica 30 dicembre 2007 - ore 11:32


VORREI FERMARE IL TEMPO
(categoria: " Pensieri ")




Vorrei fermare il tempo,

Avere più tempo.

E invece i giorni di "libertà" stanno finendo, e di quel che volevo fare, progetti, buoni propositi...ancora ricoperti da ragnatele.
Ieri, ad un certo punto del pomeriggio, avrei voluto trovarmi a correre in una spiaggia al cado....esistesse una macchina spazio/temporale...ah, che viaggi (pure nelle pause 626;D).

Troppo poco il tempo che ho prima che ricominci ciò che devo ma non vorrei, o che vorrei in modo diverso.....

Ci pensate ogni tanto cosa potrebbe essere sparire di punto in bianco e crearsi una nuova vita, un’identità diversa?

Che ne sò, potrei diventare una divinità in India (tra tanti santoni e prestigiatori, magari avrei fortuna) , oppure una mandriana in texas, o una venditrice di spezie al Cairo.....

Mi lamento, a volte mi arrabbio, ma in realtà, dovrei solo ricominciare a camminare, prendere una direzione e seguirla.

Allora, un due tre e si parte!

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giovedì 27 dicembre 2007 - ore 17:24


AMANTI
(categoria: " Poesia ")




Al centro della meridiana
prendo fra le dita
le tue labbra di clessidra
e gonfio il pallone
floscio del tuo viso
sinche’ si libra in aria
e senza lanciare un grido
sfarfalla inerte al vento.

Rimbalza sulla sabbia solare,
si sfracella vessillo dei mortali
nel tragico duello
lanciando un urlo
che fa rotolare sul guscio infranto
del mio occhio
cerchi d’acqua a perdifiato.

Il tuo sguardo
piange isole d’oro
lungo la rotta ignota
dei nostri corpi.

Ti spoglio,
petalo per petalo,
al lume di una torcia di ghiaccio
che scioglie i tuoi occhi,
piu` azzurri dei miei;
a galla, nella palude
di pelle trapunta di baci,
sulla tenera carne dell’ostrica.

Giro l’occhio all’insu`,
e lo appunto alla tempesta
delle nostre ombre
sulla volta del globo,
esili strisce di stelle
per tenebre di cristalli
precipiti su uno specchio di bolle.

Mi rannicchio
dentro il palmo della tua mano,
in un taglio del crepaccio
dove scroscia schiuma feconda
di te, e urlano a perdifiato
le tue unghie acuminate.

Ora il tuo stelo, rattrappito, piange
rugiada calda; e col dito levato
mi indichi le ombre ferme,
acciambellate sul lampadario.
E il tuo sguardo,
che mi ha guidato
incontro al sole
come un volo di gabbiani,
ora lo perdo,
mi pare per sempre,
in un vento di luce,
violento e accecante,
non faro ma specchio;
in un punto dentro di te
che non vedo, ma sento,
un buco nero in cui precipito
senz’avere neppure la forza
di vederlo riflesso o ingrandito,
ma soltanto capovolta e sbiadita;
come se vivessi in un binocolo,
tra una lente e l’altra,
tra due lacrime uguali.

Da te
non ho avuto
neppure il tempo di un sorriso;
eppure e` bastato per capire
quanto devo ancora camminare,
quanto lontano e` cio` che cerco,
e quanto nascosto da tutto il resto;
quanto io sono vivo.

E finalmente
mi prenderai per mano,
lungo il piu` esile dei raggi,
perche’ questo era forse
il nostro destino,
di camminare
dove nessun altro
vedrebbe neppure
il cammino.

P. S.





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giovedì 20 dicembre 2007 - ore 20:32


BUON NATALE A TUTTI!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


















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mercoledì 19 dicembre 2007 - ore 13:43


FASTIDIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Dedicato a chi non evita di sparare cagate o aprire la bocca inutilmente e continua imperterrita ad essere come un gatto attaccato ai m****i....con l’augurio di andare a quel paese con tanto di bagaglio...

Titolo
La Mia Parte Intollerante
Autore
CapaRezza
Album
Habemus Capa
Testo canzone


3° B di un ITC Una classe di classici figli di. Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici. Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill
REPRESSI, CON FORTI LIMITI,
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi, vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone, quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

[Rit]
Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo, dice che un tipo è capace
per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi, vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi. Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai, dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi
mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.

[Rit]
Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente


Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ, chiama la strega di Blair
che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente. Io sono molto calmo ma nella mente
ho un virus latente incline ad azioni violente. Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

[Rit]
Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente




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martedì 18 dicembre 2007 - ore 17:24


EDDA POETICA E EDDA IN PROSA
(categoria: " Poesia ")




IL MITO

Con mitologia norrena o mitologia nordica ci si riferisce alle leggende e alle credenze religiose dei popoli scandinavi, in epoca pre-cristiana. E’ la versione meglio conosciuta della più antica mitologia germanica che abbraccia anche i miti anglo-sassoni.

La mitologia norrena, o motologia nordica, non è frutto di una "religione rivelata", in quanto priva di una fondazione storica individuale. Per la maggior parte dell’età vichinga venne trasmessa oralmente e le nostre conoscenze al suo riguardo sono principalmente basate su testi medievali (in particolare le due versioni dell’ Edda ), compilati successivamente all’introduzione del Cristianesimo.

La maggior parte della mitologia norrena è andata persa. Eruditi cristiani ne hanno recuperati e conservati frammenti più o meno corposi. I due nomi principali sono quelli di Snorri Sturluson, il compilatore dell’Edda e Saxo Grammaticus, autore delle Gesta Danorum. Tali autori adottano un’interpretazione evemeristica, per cui le divinità norrene sono eroi umani o sovrani divinizzati.

In queste pagine vi proponiamo un breve compendio sulla composizione dell’ Edda Poetica e dell’ Edda in prosa , a firma di Thordenfjell.

L’EDDA POETICA

L’Edda Poetica o di Saemundr (attribuzione erronea del 1643 del vescovo islandese Brynjòlfur Sveinsson), raccolta di poesie conservata in un celebre manoscritto, il Codex Regius (Sigla:R), segnatura N°2365, 4° che fu a lungo nella Biblioteca Reale di Copenaghen. La prima edizione fu curata dal danese Peter Hansen Resen, che pubblicò due carmi: l’Havamal e il Volospa.
Anonima, approdata su pergamena dopo un periodo imprecisabile di tradizione orale, consta di brevi composizioni, tra cui alcune su eventi divini, mitologici, altri umani ma permeati di soprannaturale. Il corpus è eterogeneo e non privo di mutilazioni, lacune e probabili interpolazioni postume, difficili da identificare. Si può fare una “riduttiva” divisione in due sezioni “organiche” per quanto questo termine mal si adatti ad una compilazione tanto eterogenea: dieci carmi mitologici e diciannove “eroici”.
Alcune edizioni hanno acclusi altri quattro carmi mitologici: Baldrs Draumar (sogni di Baldr), Rigsthula (catalogo di Rig), Hyndloljod (carme magico di Hyndla o piccolo Volopsa), Grattasongr (canto di Grotti), ma essi non fanno parte del Codex Regius R.
a) CARMI MITOLOGICI:
1. Volospa (profezia della veggente), del X sec., in cui si tratta della cosmogonia, della cosmologia e della fine del mondo nella profezia di una volva, una profetessa veggente. Caratteristico il continuo spostarsi della narrazione dalla prima alla terza persona che rientra nella tradizione epica nordica.
2. Havamal (canzone dell’eccelso), databile al X sec. con parti più antiche. Odino da voce alla propria saggezza ed esperienza alludendo a miti che lo riguardano. È la somma di più carmi “cuciti” insieme, massime sull’uso della birra, le donne, gli amici, la vita civile e militare.
3. Vafthrudhnismal (canzone di Vafthrudhnir), della prima metà del X sec. E’ la contesa fra l’omonimo gigante e Odino circa le origini del mondo, il suo ordinamento, il suo destino.
4. Grimnismal (canzone di Grimnir), X sec. Grimnir (“mascherato”) altri non è che il padre di tutti, Odino. Torturato tra due fuochi dal re, Geirrodhr, ignaro della sua reale identità, rivela la propria sapienza sul mondo divino. Si intrecciano al suo interno vari motivi; soprattutto la rivalità fra Odino e sua moglie Frigg e due fanciulli da essi allevati, Geirrodhr e Agnarr. Le “trame” del dio prevalgono: Geirrodhr è destituito e suo figlio Agnarr gli succede al potere.
5. Skirnismal (canzone di Skirnir), 900d.C. circa, tratta della passione del dio Freyr per la gigantessa Gerdhr, figlia di Gymir. Skirnir è incaricato di andar da lei per patteggiare e deve superare vari ostacoli.
6. Harbardhzljodh /carme magico di Harbardhr), X sec. Harbardhr è in realtà Odino che duella verbalmente col figlio Thorr, alludendo ai miti, alcuni oscuri e non pervenutici.
7. Hymiskvidha (carme di Hymir), risalente alla seconda metà dell’XI sec. Narra il viaggio di Tyr e Thorr presso il gigante Hymir, possessore di un calderone per la birra. Thorr sostiene varie prove ingannato dal gigante ma alla fine conquista il calderone e fa strage degli odiati giganti.
8. Lokasenna (insulti di Loki)della fine del X sec. Mentre Thorr è assente, il suo fratellastro e nemico giurato Loki si presenta ad un banchetto nel quale non è invitato, e lancia accuse a tutte le dee e gli dei, alludendo a vicende in cui essi si sono coperti di disonore.
9. Thrymskvidha (carme di Thrymr) della prima metà dell’XI sec. I giganti rubano Mjollnir, il martello del dio Thorr, chiedendo in cambio la dea Freya. Loki e Thorr si vestono da donne e recuperano il manufatto magico, facendo consueta strage di giganti. Uno dei carmi più comici della mitologia nordica.
10. Alvissmal (canzone del nano onnisciente), XI sec. Thorr interroga il saggio nano Alviss, enumerando per tutta la notte le diverse stirpi che popolano i nove mondi(uomini, dei, morti, giganti, nani, elfi). Giunge il sole per effetto del quale egli resta pietrificato, e il dio così scongiura il rischio di dargli in moglie la figlia.
b) CARMI EROICI:
1. Volundarkvidha (carme di Volundhr) IX sec.Fabbro e orafo abilissimo, uccide i figli di re Nidhudhr e con i crani, gli occhi e i denti fa gioielli che dona al re, per vendetta delle sevizie subite dai suoi uomini.
2. Helgakvidha Hundingsbana in Fyrri (primo carme di Helgi uccisore di Hundingr) della metà dell’XI sec.
3. Helgakvidha Hjorvardhzsonar (carme di Helgi figlio di Hjorvardhr), 900 ca.
4. Helgakvidha Hundingsbana Onnor (secondo carme di Helgi uccisore di Hundingr), metà del IX sec.
Tre carmi sull’eroe Helgi, figlio di Borghildr, eroe valoroso. Nel secondo invece è detto figlio di Hjorvardhr. Nel primo ama Sigrun e nel secondo la valkyria Svava. Nel terzo è detto “Volsungo”, figlio di Sigmundr e Borghildr.
5. Gripisspa (profezia di Gripir)della seconda metà del XII sec., da l’avvio ai carmi su Sigurdhr. Gripir “predice” gli eventi della vita dell’eroe: il suo valore ma anche la sua sfortuna.
6. Reginsmàl (canzone di Reginn)della metà del X sec. Reginn narra a Sigurdhr la storia dell’oro (similmente al mito germanico ripreso da Wagner nei Nibelunghi) rubato dal nano Andvari e tenuto dal drago Fafnir in una caverna. Reginn gli forgia la spada Gramr che ucciderà il drago.
7. Fafnismal (canzone di Fafnir), X sec.; Sigurdhr uccide il drago Fafner e il nano Reginn che in realtà voleva ingannarlo. È profetizzato ciò che avverrà dopo tali accadimenti.
8. Sigrdrifomal (canzone di Sigrdrifa) 900 ca. Sigrdrifa (Brunilde) sfida Odino che la “addormenta” in un castello di scudi circondata dal fuoco. Sigurdhr la libera, ottenendone il “segreto” delle rune.
9. Brot af Sigurdharkvidho (frammento del carme di Sigurdhr) dell’inizio del IX sec. mutilo dell’inizio. Narra il “dipanarsi” tragico che porterà, tra gelosie, odii e incomprensioni alla fine della stirpe dei Nibelunghi.
10. Gudhrunarkvidha in Fyrsta (primo carme di Gudhrun) prima metà dell’XI sec. sullo sfondo della morte di Sigurdhr, i destini di Gudhrun e Brunilde.
11. Sigurdharkvidha in Skamma ( carme breve di Sigurdhr) della fine dell’XI sec., la trama ripercorre il carme di Sigurdhr, la sua morte, la cerimonia funebre e la profezia della fine dei Nibelunghi per mano di Attila.
12. Helreidh Brynhildar (viaggio di Brunilde verso l’Hèl)XI sec., narra la morte della Valkyria e la predizione di dolori e sventure per uomini e donne.
13. Gudhrunarkvidha Onnor (secondo carme di Gudhrun) metà X sec. Le stesse vicende dei carmi precedenti raccontati da Gudhrun a Teodorico, alla corte di Attila.
14. Gudhrunarkvidha in Thridhja (terzo carme di Gudhrun), risalente alla prima metà del X sec. Herkya, concubina di Attila, accusa la sua sposa Gudhrun di adulterio. Ma il “giudizio divino” le darà torto.
15. Oddrunargratr (lamento di Oddrun), prima metà dell’XI sec., le vicende di Attila e dell’amore di sua sorella Oddrun per Gunnar che egli vorrebbe impedire. L’uccisione di Hogni, il supplizio di Gunnar che morirà. Il lamento di Borgny, curata da Oddrun.
16. Atlakvidha in Groenlenzka (carme groenlandese di Attila) XI sec., forse precedente. Legato ai carmi precedenti. Le gesta degli Unni, l’uccisione di Hogni e Gunnar, fratelli di Gudhrun, che per vendetta uccide i figli di Attila e glieli da in pasto, uccidendo gli Unni ebbri di birra e incendiandone la reggia.
17. Atlamal in Groenlenzko (canzone groenlandese di Attila)1100 ca., versione più particolareggiata del carme precedente.
18. Gudhrunarhvot (incitamento di Gudhrun), prima metà dell’XI sec. Saga di Gudhrun salvata dal suicidio e presa in sposa da re Jonakr. Essa istiga Hamdhir e Sorli, suoi figli, a vendicare Svanhildr, figlia di Sigurdhr, uccisa da Ermanarico.
19. Hamdhìsmal (canzone di Hamhdir) inizio IX sec, è l’epilogo della vicenda precedente. Hamdhir e Sorli si scontrano valorosamente contro i Goti di Ermanarico, ma devono soccombere. Muoiono da eroi.


L’EDDA IN PROSA

Appartenente al Codex Upsalensis, in prosa ma con rimandi poetici all’Edda Poetica, redatta probabilmente tra il 1222 e il 1225 dall’islandese Snorri Sturluson (1179-1241), è costituita da un prologo e tre parti.
1. Gylfaginning (l’inganno di Gylfi). Narrazione dei miti antichi; ma gli dei pagani, vengono “evemerizzati” in re e maghi. Gylfi, mitico re di Svezia, va nel paese degli Asi, maghi saggi, e interroga Odino sull’origine del mondo, il suo ordinamento, gli avvenimenti divini, il “crepuscolo degli dei”.
2. Skaldskaparmal (dialogo sull’arte poetica). Manuale per aspiranti scaldi, sull’origine e il significato di molte Kenningar, le metafore alla base della complessa poesia scandinava, o sugli “Ukend Heiti”, semplici denominazioni, ritenute però di gran rilevanza poetica.
3. Hattatal (enumerazione dei metri poetici), di carattere più marcatamente tecnico.
L’ Heimskringla (l’orbe terrestre) non fa parte dell’Edda in Prosa, ma fu un’importante composizione di Snorri. È la storia dei re norvegesi dalle origini ai giorni del dotto islandese. Ne fa parte l’ Ynglinga Saga (saga degli Ynglingar), in cui spicca ancor più la sua opera cristiana di “everizzazione” degli antichi dei in re ed eroi umani. Le interpolazioni a scopo religioso ci fanno trarre la conclusione che il corpus mitologico trattato da Snorri va preso con le pinze e, comunque, di sicuro non ritragga genuinamente il pensiero pagano degli antichi scandinavi, ma ciò non toglie valore e godibilità alle sue opere.
Bibliografia
• G. C. Isnardi – “I miti nordici” (Longanesi, 1991)
• B. Branston – “Gli dei del Nord” (Il Saggiatore, 1962 – Mondadori, 1991)
• G. Agrati/M. L. Magini – “Saghe e miti dei Vichinghi” (Mondadori, 1990)
• R. I. Page – “Miti scandinavi” (Mondatori, 1990)
• Il canzoniere eddico (P. Scarmigli) (I libri della spiga, 1982 – Garzanti, 2004)

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mercoledì 12 dicembre 2007 - ore 17:08


BENESSERE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Momento benessere...non c’é un motivo in particolare...sto semplicemente bene!



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martedì 27 novembre 2007 - ore 18:22


QUALCOSA E’ CAMBIATO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Oggi, in questo preciso momento, vivo la consapevolezza che qualcosa sta cambiando... progetti lasciati troppo tempo accantonati stanno per riprender vita, e questo mi mette in fermento!

Oggi ho scoperto che il professore a cui avevo chiesto la tesi sarà in congedo fino a settembre 2008, per cui dovrò informarmi per come laurearmi in sua assenza.

Di sicuro, non voglio più posticipare, ora sto meglio, sono più serena ed ho tanta voglia di dar spazio a tanto entusiasmo e ad un sogno..

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