"Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu/ Ma se io salgo su questa scaletta, e davanti a me / Ma se io salgo su questa scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi / Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita / Se quella tastiera è infinita, allora / Su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. ti sei seduto su un seggiolino sbagliato:quello è il pianoforte su cui suona Dio /" (tratto da Novecento, Alessandro Baricco)
Un’isola dove appoggiare i miei pensieri, dove possiamo condividere insieme un pezzo di strada.. perchè l’importante non è la mèta, ma stare in viaggio, non fermarsi mai. La Musica sarà sempre presente qui, nel mio blog, come nella vita.
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giovedì 14 settembre 2006 - ore 21:23
ricordi... di bimba
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ho amato questo film.
Ho sfogliato le pagine con Bastian.
Ho corso con Atreyu, ho lottato perchè il cavallo non morisse nelle sabbie mobili e ho pianto quando lo vedevo andar giù.
Ho volato sulle ali di Falkor amando ogni nuvola e cercando di sentire dentro di me quel vento che scompigliava i capelli.
Voglio rivederlo.. per vedere leffetto che fa
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giovedì 14 settembre 2006 - ore 20:54
un testo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
prima o poi cancello tutto
per non ricordarti più
e ritrovare il tuo rossetto
senza un brivido di più
il ricordo è come un’isola
e come naufrago sono qua
e poi si trasforma in trappola
sembra l’unica realtà
terre emerse dalla mente appaiono, mi chiamano
terre emerse all’orizzonte arrivano…
rallento,
non so più che cosa ho dentro
se questa è un alba o se è un tramonto
e se ti senti come me
e ci sto attento,
continuo a dire che sto bene
continuo a dire che conviene
continuo a dirlo sempre
fino a quando mi convinco anch’io
rallento,
non so più che cosa ho dentro
se questa è un alba o se è un tramonto
e se ti senti come me
e ci sto attento,
continuo a dire che sto bene
continuo a dire che conviene
continuo a dirlo sempre
terre emerse dalla mente appaiono,
mi chiamano
terre emerse all’orizzonte arrivano…
arrivano...
prima o poi cancello tutto
per non perderti mai più!
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giovedì 14 settembre 2006 - ore 10:19
la voce
(categoria: " Vita Quotidiana ")
le voci degli amici a volte sai
restano anonime
perchè non si riesce a entrare mai
in certe anime La frase non so perchè m’è venuta in mente.. o forse lo so

ma non era certo per te
Grazie per l’esperimento di ieri sera ni’
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martedì 12 settembre 2006 - ore 22:32
buonanotte al secchio
(categoria: " Riflessioni ")
Non riesco ad ascoltare la musica, la
mia musica: Baglioni. Zero, Zarfati, Venditti... tutti romani (che strana "coincidenza").
Certi affetti sono così radicati dentro che ti condiziona anche la loro assenza. Il semplice desiderio di averli accanto ti fa sentire la loro voce.. e così piano piano i rapporti si spostano dalla realtà all’immaginazione.. un volo che parte dall’aeroporto dei ricordi e arriva nei cieli del sogno, dove i desideri si colorano di realtà.
A volte si arriva però quasi a desiderare di non aver mai incontrato
quella persona.. vorremmo non aver mai incrociato quello sguardo.
Adesso per me è così.
Perdonami se puoi... se vuoi.. anzi, fai come ti pare.
Decidi tu anche per me.
... e come diceva mia nonna... buonanotte al secchio
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martedì 12 settembre 2006 - ore 09:33
firenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri una intera giornata a Firenze, città di cui amo gli odori, i suoni, i colori. Appena compare il cartello "FIRENZE S.M.N." già inizio ad assaporare la giornata che sarà. Ogni volta l’arrivo su quel binario 3, i passi che si avviano veloci verso una méta ormai nota ma sempre un po’ "sconosciuta", sempre col fascino del primo giorno.
Cammino fra la gente, mi diverto a osservare..
Firenze è speciale per me.. e forse non è un caso che il mio primo viaggio più lungo all’età di 3 anni fu proprio a Firenze!
Odio camminare in città... a Firenze lo faccio sempre. Potrei andare in macchina, e invece no. Adoro vivere ogni angolo della città, di questa città che ha in un certo senso cambiato la mia vita da una manciata di mesi a questa parte.
Firenze... il solo suono di questa parola mi parla dentro, non saprei dire come ciò avviene e cosa significa.
San Jacopino, Piazzale Michelangelo, il Poggio Imperiale, Via S. Matteo in Arcetri. Questo il percorso di ieri, rigorosamente da sola almeno fino all’ultima tappa, raggiunta a piedi con una bella camminata (però se ci fosse stata l’ombra sulla strada eh non sarebbe stato male visto che erano le 14

).
Tornare ad Arcetri è stato importante.
La decisione presa sul binario 4 a Pisa, ore 9. Era una di quelle volte che ti capita di prendere una decisione, e senti che dentro di te la scelta era già presente e tu non hai fatto altro che renderti consapevole di essa, con una immensa gioia.
Tornare in quel luogo, ogni volta speciale. Le mura si fanno casa accogliente attraverso l’abbraccio e l’affetto di amici veri. Ritrovarvi è stato fondamentale, ed ecco che il cerchio si chiude.
Forse il senso di quel viaggio era proprio questo: andare oltre, vedere che al di là delle preoccupazioni quotidiane, delle amicizie che (ritenevo-ritengo) essenziali, ce ne sono altre.. silenziose, oranti, affettuose, che lì aspettano pazienti e im-pazienti il mio ritorno.
Amicizia che sa farsi attesa, mai pressante, ma presente.
Amicizia che sa farsi dono.
E’ questo che avevo bisogno di riscoprire!
Grazie
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domenica 10 settembre 2006 - ore 19:31
boh
(categoria: " Vita Quotidiana ")
e ora che fai, già te ne vai?
mi sembri già invisibile
le fotografie, le nostre idee
svaniscono con te, è incredibile.
che bravi noi che siamo qui
e che riusciamo addirittura a sorridere
se poi tra noi, per sopravvivere
ci fosse il mare sarebbe utile.
e allora ovunque andrai io ci sarò
come un angelo custode invisibile
ma tu mi vedi già invisibile
è incredibile, stai diventando anche tu
invisibile
da adesso in poi sarà difficile
da adesso in poi…
.. invisibile
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venerdì 18 agosto 2006 - ore 15:08
Circo Massimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")

sdraiarsi
chiudere gli occhi
sognare
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venerdì 11 agosto 2006 - ore 15:23
A presto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Ciò che mi aspetta
è nella mia anima
e nella musica
alla quale mi abbandono come esperienza totale:
senza confine" Giuni Russo Una straordinaria persona che ho conosciuto solo da alcuni racconti di chi è stato un po con lei.
Una forza che viene dalla sua musica dellanima.
Grazie Giuni di essere così presente.
e anche senza te
cè qui
la tua assenza ormai
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mercoledì 9 agosto 2006 - ore 17:06
un incontro importante..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un impegno attivo e concreto a favore della costruzione della pace a partire dal "basso", dai piccoli, dalle persone e dalle loro necessità. Un impegno che però ha ancora bisogno di essere conosciuto da molti, perchè segno vivo di una speranza: la pace è possibile!
E forse sta già iniziando da queste piccole grandi cose.
La mia comunità dell’istituto “Servi del Cuore Immacolato di Maria” si trova a Damour, nel Sud del Libano a 15 chilometri da Beirut, nel bel mezzo dello scenario di guerra. Le immagini televisive offrono uno scorcio esauriente della situazione creatasi e ci permettono di riflettere sugli sviluppi futuri. Io sono rientrato con uno dei primi viaggi organizzati dall’ambasciata italiana. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno pregato per me. Una signora, che si trovava con me, mi scriveva in questi giorni: “quanta pena, quanta sofferenza abbiamo lasciato alle nostre spalle, persone giovani, vecchi, donne, uomini, bambini (tanti) indifesi, senza colpa tranne quella di essere poveri e non poter fuggire. Sempre e solo l’economia detta le sue regole e seleziona chi sopravvive e chi deve morire e soffrire.
Il lavoro di molti e di molti anni distrutto in pochi attimi”.
Veramente abbiamo lasciato il cuore in quella terra assistendo a questi tragici fatti.
Per noi in occidente non è sempre facile cogliere le dinamiche all’interno del mondo arabo, ma una verità appare evidente ed è quella che ha ricordato Giovanni Paolo II nel suo viaggio in Libano, alla fine del precedente conflitto, quando ha dichiarato che “il Libano più che una nazione è chiamato ad essere un messaggio di convivenza tra diverse etnie. Per questo i cristiani giocano un ruolo decisivo”. Sicuramente l’esodo obbligato dei cristiani in tutti questi anni (soprattutto per gli abitanti del Sud dove ora si combatte la guerra) e la crescente crisi economica per coloro che sono restati, hanno notevolmente indebolito le condizioni per una pacifica coesistenza, perché è venuto sempre meno la presenza di chi proponeva perdono, carità verso i poveri e rispetto per tutti. Diventa sempre più urgente ora il sostegno per i cristiani rimasti. Anche coloro che prima si occupavano dei poveri sono ora essi stessi in grave difficoltà.
Eppure mi piace molto testimoniare come anche dopo i primi bombardamenti dei ponti dell’autostrada, numerose famiglie, nel momento in cui ognuno cercava di fare scorte di viveri, visitavano altre in difficoltà donando loro qualcosa di quello che avevano messo da parte. Questi semplici gesti mi hanno molto edificato e vogliono essere un appello per tutti noi.
Chi è interessato a maggiori informazioni o a conoscere le modalità per un contributo in favore dei poveri da far giungere sul posto quando la situazione comincerà a ristabilirsi, può chiamarmi al 333/5473721 o inviare un vaglia a Puccini Daniela (mia madre) via Giuntini,1. Navacchio (PI) 56023 tel 050/775307. Un ringraziamento per la pubblicità in favore dei bisogni della nostra missione, sono sempre disponibile per incontri e testimonianze.
Pace e bene.
P. Damiano Puccini icms
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lunedì 7 agosto 2006 - ore 09:22
un incontro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte incontri persone, sguardi, ascolti le loro parole e ti senti... colpito dentro!
Ascolti con le orecchie ma tutto il tuo essere è proiettato verso quella persona... non la conosci, eppure ti cattura. Il suo racconto gli fa brillare gli occhi.. e anche i tuoi, di riflesso.
Non so spiegarlo come accade... lo sento dentro, L’ho sentito quella sera del 29 luglio e ora a poco più di una settimana di distanza ancora quelle parole risuonano in me.
Mi mettono in discussione.
Mi chiedono di mettermi in gioco.
Mi spronano a non adagiarmi ma a farmi braccia per far adagiare altri.
Mi interrogano: "Cosa cerchi? Chi stai cercando?".
Grazie padre Damiano...
facciamo qualcosa per il
nostro Paese!
elisa
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