PENSO DI ESSERE CIO’ CHE DICO:
SPERO DI FINIRE COL TRASFORMARMI
IN CIO’ CHE DICO DI ESSERE
*** Per Aspera Ad Astra ***
Il nostro albero genealogico, da un lato, è la trappola che limita
i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita...
e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.
[A. Jodorowsky]
A me occorre una vita divorante.
Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare;
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere,
un’opera da compiere.
[Simone de Beauvoir]Sono semplicemente quel che sono...complicata e contraddittoria, cinica, anticonformista, spesso sprezzante, a volte brutale, difficile, eccentrica, sincera, sempre e comunque onesta con me stessa e con gli altri, perennemente inquieta...
Volli, sempre volli, fortissimamente volli!
[V. Alfieri]
Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.
[Oscar Wilde]
AVVISO AL LETTORE: in questo blog scriverò tutto quello che mi passa per la testa... e per la testa mi passano, sempre, un sacco di riflessioni, di pensieri, di considerazioni, di connessioni, di associazioni, di frasi e di poesie della più varia e strana natura...
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martedì 13 febbraio 2007 - ore 14:22
NATURALMENTE FELICI O INFELICI
(categoria: " Riflessioni ")

Il poeta portoghese Fernando Pessoa ha scritto che è naturale essere infelici, così come è naturale essere felici: limportante è la tranquillità interiore...
Ogni tanto è necessario essere infelici
per poter essere naturali...
(...)
Perciò prendo linfelicità e la felicità
naturalmente, (...)
Limportante è essere naturali e tranquilli
nella felicità e nellinfelicità,
sentire come chi guarda,
pensare come chi cammina,
e in punto di morte, ricordarsi che il giorno muore,
che il tramonto è bello e bella è la notte che resta...
Così è e così sarà...
Non è però così semplice trovare la pace: stare bene con se stessi è condizione sfuggevole e momentanea... Si possono avere momenti di serenità, ma poi si precipita nuovamente nel caos del proprio sé... E vero però che “il giorno muore, che il tramonto è bello e bella è la notte che resta”...
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lunedì 12 febbraio 2007 - ore 16:17
LA GIUNTINA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vorrei segnalare una piccola casa editrice indipendente: La Giuntina di Firenze, di cui sono affezionata cliente da anni.
La Giuntina nasce nel 1980 quando Daniel Vogelmann decide di pubblicare La notte di Elie Wiesel che sarà il primo titolo della collana Schulim Vogelmann, dedicata da Daniel a suo padre, sopravvissuto ad Auschwitz.
La caratteristica di questa casa editrice è che La Giuntina è l’unica casa editrice europea specializzata in cultura ebraica: nel catalogo, che conta 350 titoli circa, gli argomenti spaziano dalla letteratura ai saggi di storia, dal teatro alla cucina, con una particolare attenzione per i testi e le testimonianze sulla Shoà e per la lingua ebraica (vi si può trovare una grammatica ed il dizionario ebraico-italiano).
Per altre informazioni: www.giuntina.it
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
[Elie Wiesel, La notte]
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giovedì 8 febbraio 2007 - ore 14:34
LO SPIRITO NECESSARIO PER SOPRAVVIVERE...
(categoria: " Riflessioni ")

Quando mi capitano sotto gli occhi parole come quelle scritte da S. Marai ne Le braci mi si risolleva la giornata... : “Non ho potere né armi da contrapporre alla nostra epoca e al mondo se non quelli della scrittura. Si tagliano a pezzi i paesi per poi ricucirli in maniera diversa, si violano gli accordi, si riducono in schiavitù intere generazioni per edificare le piramidi delle nuove chimere, si fanno saltare i ponti che congiungevano gli animi... Perché resisto nonostante tutto? Cosa mi infonde coraggio, in che confido? Lunica cosa che mi dà forza è la fede nellesistenza invulnerabile ed eterna di uno spirito freddo, limpido, autentico, inflessibile, che non si può negare impunemente, non si lascia contraffare e sopravviverà dimostrandosi più forte di tutto il resto”.
Cè poco da fare: solo nei libri trovo consolazione, ispirazione, risposte e uno stimolo per andare avanti... Per me risiede nei libri quello “spirito freddo, limpido, autentico, inflessibile, che non si può negare impunemente, che non si lascia contraffare e che sopravviverà dimostrandosi più forte di tutto il resto” e che mi identifica come persona, connota in modo marcato la mia individualità, mi rende vera, autentica e soprattutto unica, con i miei pregi -pochi- ed i miei difetti -moltissimi-...
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lunedì 5 febbraio 2007 - ore 16:51
ELOGIO DEL DIVERSO
(categoria: " Riflessioni ")

Non esistono verità, ma solo interpretazioni. [F. Nietzsche]La solitudine insegna la convivenza. La rabbia mostra il valore della pace. Il tedio sottolinea il valore dellavventura e dellabbandono. Il silenzio insegna la responsabilità delle parole. La stanchezza serve per comprendere il valore del risveglio. La morte mostra limportanza della vita.
Questo post vuole essere un ELOGIO DEL DIVERSO: di chi, come me, in un modo o nellaltro, non rientra nella normalità; questo è un elogio per chi, essendo dissimile da me, è distinto da me e quindi è pienamente individuo; questo è un elogio per chi è strano ed insolito, per chi ha opinioni bizzarre, atipiche, eccentriche, non comuni; questo è un elogio per chi ama, da uomo, un altro uomo o, da donna, unaltra donna; questo è un elogio per chi fa scelte di vita coraggiose e spesso controcorrente, per chi si sacrifica per laltro, per chi va sempre avanti per la propria strada; questo è un elogio per chi è diversamente abile e che nella sua differente abilità acquista enorme dignità; questo è un elogio per chi è emarginato; questo è un elogio per il molteplice, per linfinita varietà in cui si esprime la vita; questo è unelogio della tolleranza e della comprensione perché, come giustamente dice il motto europeo, in varietate concordia...
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domenica 4 febbraio 2007 - ore 21:32
LA VITA COME UNA LAVAGNA...
(categoria: " Pensieri ")

Oggi, nel tardo pomeriggio, dopo ore passate sui libri, sono uscita con unamica per laperitivo e siamo andate al solito bar pseudo-trendy in centro paese dove ci sono sempre tutti, dove tutti si conoscono e dove tutti spiano, osservano, commentano tutti... Mentre mi trovavo ad osservare, appartata e meditabonda, questa varia umanità che mi scorreva davanti agli occhi, persone che conosco più o meno da sempre, mi è balenato nella testa il pensiero che, poco o tanto, tutti quelli con cui veniamo a contatto, in maniera non proprio superficiale, lasciano un segno su di noi e sulla nostra vita... Siamo come una lavagna, che, anche se viene cancellata con cura, mantiene sempre qualche impercettibile scalfittura, tanto che, a lungo andare, poi risulta tutta graffiata... E questa sera, in quel locale superaffollato mi sono sentita proprio una lavagna, segnata e rigata dalle varie vicissitudini della vita...
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venerdì 2 febbraio 2007 - ore 17:43
AD ALBERT E.
(categoria: " Riflessioni ")
La differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti.
Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
Si potrebbe dire che l’eterno mistero del mondo sia la sua comprensibilità.
L’immaginazione è più importante della conoscenza.
La tragedia della vita è ciò che muore dentro ogni uomo col passare dei giorni.
Mi è sempre stato simpatico: fin da questo l’ho incontrato la prima volta, in quinta elementare, a 10 anni: mi sono ritrovata a sorridere al signore anziano e capelluto che mi guardava divertito dal sussidiario... E’ stato allora che ho conosciuto
Albert Einstein ed il mio
rispetto e la mia
considerazione nei suoi confronti non sono mai stati scalfiti nel corso degli anni... Ammiro la
complessità della persona (la sua è stata una vita, soprattutto a livello personale, piena di contraddizioni), il
genio, lo
spirito rivoluzionario, la
causticità e l’
ironia che lo hanno sempre contraddistinto e condivido molti dei suoi
ideali... Ho passato diverso tempo a riflettere su alcuni sui scritti e molti suoi pensieri sono stati fonte di ispirazione... Oggi mi è capitata fra le mani il suo
Come vedo il mondo ed allora ho pensato di dedicargli un post: glielo devo...
ALBERT EINSTEIN (Ulma, 14 marzo 1879–Princeton, 18 aprile 1955) è stato un fisico e matematico tedesco, naturalizzato svizzero ed in seguito divenuto cittadino statunitense.
Oltre a essere uno dei più celebri fisici e matematici della storia della scienza, fu un grande pensatore, attivo anche in ambiti come la filosofia e la politica. Per il suo complesso apporto alle scienze, e alla fisica in particolare, è considerato uno dei più importanti studiosi del XX secolo.
Conosciuto soprattutto per le sue teorie sulla relatività ristretta e sulla relatività generale, diede anche importanti contributi alla nascita della meccanica quantistica e alla meccanica statistica. Dopo la divulgazione della teoria sulla relatività generale la sua fama dilagò in tutto il mondo e nel 1921 vinse in Premio Nobel per la Fisica.
Il suo era un successo insolito per uno scienziato e, durante gli ultimi anni della sua vita, la fama di Einstein non fece che aumentare, superando quella di qualunque altro scienziato della storia, tanto che. nella cultura popolare, il suo nome divenne ben presto sinonimo di intelligenza e di grande genio. La sua faccia rimane a tutt’oggi una delle più conosciute al mondo, tanto che “Albert Einstein” è un marchio registrato.
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giovedì 1 febbraio 2007 - ore 14:32
POSSEGGO E NON SONO POSSEDUTA...
(categoria: " Riflessioni ")
“Posseggo, non sono posseduto” scriveva Aristippo nel IV sec. a.C. e Goethe (1749-1832) ha detto che “la personalità é la felicità più alta”: sono sempre me stessa, con le mie idee, le mie opinioni, le mie convinzioni; difendo quello in cui credo e, prima di parlare, penso sempre a quel che dirò, pur sapendo che spesso non mi si capisce e mi si osserva come se fossi un animale strano e raro... Posso forse apparire superba, ma non lo sono: non mi stimo eccessivamente, non sono smodatamente ambiziosa e soprattutto non disprezzo gli altri... Certamente non sono umile, perché penso che lumiltà non esista: si fa solo finta di essere sottomessi a qualcosa o, peggio, a qualcuno!

Detto tutto questo, mi fa sorridere chi mi definisce superba solo perché
odio sommamente nel genere umano lignoranza e, appunto,
la superbia: oggi lignoranza è dilagante e produce sempre più persone superbe e sprezzanti, che disprezzano la cultura e considerano “
anomalie” le persone, come me, fuori dalla norma...
Insomma, sono
una devianza, uneccezione che, si spera, non si riproduca! ... Fortunatamente per queste persone, io non voglio figli! E adesso
me ne torno ai miei libri: sono ignorante e devo acculturarmi, così da poter poi diventar, e a ragion veduta, superba!
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martedì 30 gennaio 2007 - ore 13:54
OLTRE TI CERCO...
(categoria: " Pensieri ")

In questo periodo leggo quasi esclusivamente poesia... e non so perché, visto che solitamente è nella prosa che esprimo me stessa o che trovo me stessa... Nazim Hikmet, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Pedro Salinas, Gabriele DAnnunzio, Charles Baudelaire, Dylan Thomas, Federigo Garcia Lorca, Eugenio Montale, Pablo Neruda ed altri ancora mi fanno compagnia in queste fredde sere di gennaio... I versi mi scorrono di fronte agli occhi e attraverso lenigma delle parole scopro echi e suggestioni misteriosi... ed universi nuovi e sconosciuti si aprono di fronte alla mia mente...
Sì, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.
Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
e nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.
Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando
con sangue mio nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.
E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sullaltra sponda di tutto
-per trovarti-
come fosse morire.
[Pedro Salinas, La voce a te dovuta]
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sabato 27 gennaio 2007 - ore 15:49
GIORNATA DELLA MEMORIA
(categoria: " Riflessioni ")
Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entra nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia ed il mondo scopre un orrore mai visto prima: l’umanità si trova di fronte al male…
Per non dimenticare…
27 GENNAIO:
GIORNATA DELLA MEMORIAA perpetuo ricordo di tutti i genocidi, le stragi e gli stermini verificatisi nel corso della storia...
La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla. [E. Burke]
Chi nega l’esistenza dei crimini e dei genocidi del passato, pavimenta la strada per gli assassinii del futuro. [S. Wiesenthal]
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e i visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non consce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
[P. Levi, Se questo è un uomo]
A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è un nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un’ infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo. [P. Levi, Se questo è un uomo]
Hitler può aver perduto la guerra sul campo di battaglia, ma ha finito per ottenere qualcosa. Perché l’uomo del XX secolo ha creato il campo di concentramento, resuscitato la tortura ed ha insegnato ai suoi simili che è possibile chiudere gli occhi davanti alle sventure degli altri. [M. Halter]
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giovedì 25 gennaio 2007 - ore 15:10
CAVALIERI E FANTI
(categoria: " Riflessioni ")
Se aveste mai dormito con un gatto
o con un cane adagiato sopra il grembo,
ora conoscereste un atro sonno -
anchesso animato da sogni
e da fantasmi, ma indenne da mentali
avvitamenti e conseguenti crucci e vacui spasmi -
proteso al cuore originario della vita:
luno da cui siamo venuti tutti
e a cui tutti torneremo.
Se aveste mai dormito con un gatto
o con un cane adagiato sopra il grembo,
ora sapreste cosè la vera pace:
la felicità di assentarsi
dal frastuono e assieme
la prontezza di non mancare
mai allappuntamento buono.
Se aveste mai dormito con un gatto
o con un cane adagiato sopra il grembo,
ora sapreste che la metamorfosi è possibile -
che uomo e gatto e cane sono
entità volatili e cangianti: nel sonno
condiviso scompaiono le stinte
gerarchie tra cavalieri e fanti.
[F. Marcoaldi, Animali in versi: Cavalieri e fanti]Laltro giorno, mentre ero a zonzo per Bologna, durante il mio consueto ed immancabile giro alla Feltrinelli, mi sono ritrovata fra le mani Animali in versi di Franco Marcoladi: sono rimasta colpita dal titolo e così ho acquistato questa piccola raccolta di poesie e ne sono rimasta deliziata... Adoro le bestie e il poeta da voce a cani e gatti, fringuelli, lucertole, topi e serpenti e a moltissimi altri esseri viventi, cogliendo lanima animale nel suo tratto più significante: lessere connessa nellintimo con lanima del mondo.
Di natura naturante il nostro tempo
cancella giorno dopo giorno
ogni residua traccia – perciò ricade
sulle vostre spalle di animali
il peso dellorigine, il marchio
dellistinto, il pregio
dellimmediatezza, la pienezza
di unesistenza priva
di ambivalenze, ripensamenti
e stalli, ferocia senza crudeltà,
dolcezza senza sdilinquimento:
il racconto oggettivo
della vita senza note
a margine e commento.
[F. Marocoaldi, Animali in versi: Prologo]Capisce molto di più un cane del senso della vita di un qualsiasi nostro intellettuale... Rispettate e amate gli animali che vi vivono accanto, perché loro hanno capito il senso più profondo e segreto della vita, altro che noi stupidi uomini, arroganti e vanesi, sempre di corsa e sempre senza pace...
Il problema non è tanto
che io parlo e lui non mi capisce.
Semmai il contrario: il vero enigma
è il cane, che tutto sa di me
e mai ne riferisce.
[F. Marcoladi, Animali in versi: Lenigma del cane]
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