STO LEGGENDO
Magda Szabò
HO VISTO



ho rivisto:
prove di uccellomania;
una Lubitel;
lune nei pozzi e giocolieri infuocanti;
brigatiste e gente del nord est;
acciotolati mantovani;
dalle fessure di una maschera;
Schio affacciata dal teatro;
galeoni, cavalli e baci;
trampoli fuochi e colline;
olio e brillantini;
lettere di carta;
...
STO ASCOLTANDO
sufjan stevens
Antony and the Johnsons
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
le mie scarpe di cuoio
ORA VORREI TANTO...
liberarmi di me x un po’
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
fritto misto
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) non riuscire + a trovare persone capaci di essere dolcemente sincere..
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
4) Andare a letto la sera (da solo) svegliarsi la mattina , andare a lavorare , e poi rifare sempre le stesse cose.E se tichiedono come va , rispondi :"BENE"!!!!!!
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) il gelato!!!
3) fare quello che vuoi senza che qualcuno o qualcosa te lo impedisca
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
5) ridere fino a stare male
6) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
7) Sapere di poter dormire la mattina dopo....
"Questa è soltanto la sua cassetta. La Susanna che volevi sta fuori"
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 31 gennaio 2007 - ore 00:42
il consiglio della settimana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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venerdì 19 gennaio 2007 - ore 19:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LIBERA NOS
San giorgio delle pertiche
19 gennaio 2007
ore 21
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giovedì 11 gennaio 2007 - ore 23:55
"Be? Stai guardando?" "Grandioso"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tante, tantissime volte ho pensato se magari sposto qualcosa, tutto torna come prima. È come stamattina che mi son svegliata ancora pesante in viso e ho detto Se faccio finta di non aver mai litigato con mio padre ieri forse sarà come se non fosse successo niente, sarà come se nessuno avesse mai urlato, come se io non avessi pianto e non mi fossi sentita sparire dentro me stessa. Oppure nel mentre pensavo Se quando lui ha salito quelle scale io mi fossi nascosta dentro l’armadio, quello basso, sotto la finestra sul tetto, lui non mi avrebbe trovato e forse non mi avrebbe neanche cercato e non sarebbe successo niente, e avrei continuato a godermi i miei pensieri da coperta, ma saperlo dopo qual è il punto esatto in cui le cose cambiano, il punto preciso dopo il quale nulla è più uguale, saperlo dopo è facile.
Se anche te ne accorgi mentre te lo senti addosso… è troppo tardi.
Io mi ricordo quando è stato che ti ho parlato la prima volta, cosa ti ho detto, dov’erano i tuoi occhi e i miei occhi, quale gamba muovevi, la barba quanto era lunga, e i capelli. Ricordo le voci intorno e la sensazione di scomodità. E’ come se mi fossi appuntata in quel momento di ricordarmi quell’immagine, come se sapessi. Se sapessi che saresti stato un mio punto di non ritorno, un qualcosa che non te ne accorgi e la terra sotto i piedi frana. Le cose intorno prendono improvvisamente luce, di quella che per un po’ ti fa male fissare. E la terra intanto si sbriciola. Tu parli, scrivi, ti muovi e mi vedi perdere l’equilibrio e non fai niente. E la terra frana ancora. Io non te l’avevo chiesto, l’hai deciso tu, e mi chiedo perché. Mi hai fatto mangiare, leggere, ascoltare, cantare, viaggiare, parlare, scrivere, immaginare, con la mia mano sopra la tua e la matita che disegnava una cattedrale, di quelle che a parole non si può.
Mi hai chiuso gli occhi, con tutto quello che ci sta dietro.
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mercoledì 10 gennaio 2007 - ore 00:45
anche le more, porcozzio, channo il fuoco dentro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RICEVUTO DA: tequilasun
TITOLO: Senza Titolo
ORA: 09/01 - 23:30
MESSAGGIO:
cazzo cocca nn ti dirò dov’è louise perchè nn voglio ricadere nel solito luogo comune del cazzo però ti dico che delle due la mia preferita era apputo thelma adotro le rosse porcozzio.channo il fuoco dentro
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mercoledì 10 gennaio 2007 - ore 00:44
Giusto il tempo di una rapida vertigine
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... "Sembrava che una corda fosse stata stesa e tirata in tutta la sua lunghezza e, alla fin fine, ci ritroviamo con un cerchio chiuso da un nodo appena stretto." Saramago
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martedì 2 gennaio 2007 - ore 23:59
questa è la mia, voi cercatevi la vostra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La riconosci?
Ma domani poi -son sicura- ne avrò un’altra...
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sabato 30 dicembre 2006 - ore 21:40
L’albero dei cuori diventa l’albero delle lune
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da stanotte ci sono nuovi abitanti nella mia camera, che guarderò nel buio appena prima di chiudere gli occhi e scivolare nel sonno. Una rosa, un brindisi, gli spaghetti. Uomini volanti, lune e la donnina che perde le foglie. Io e te, sempre noi. Chissà cos’è che ci fa ritrovare sempre con alcune persone che senti di non poter perdere mai, nemmeno se il filo si staccasse, persone che c’è sempre un secondo livello quando le guardi, una faccia più sincera che siamo capaci di far spuntare, anche senza raccontarsi niente, cercando solo di capire. E le persone che voglio non sono tutte qui, ma so che alcune sono più vicine in questi giorni, altre forse non sarò mai capace di starci vicina abbastanza per fargli capire che le cose possono essere più semplici, altre partiranno presto, qualcuna è appena tornata e non si può già pensare al prossimo distacco, bisogna solo essere felici di poterci bere un cappuccino riflesso in 2 grandi occhi neri.
Mi dispiace per chi mi considera crudele, per chi parla per gli altri, per chi decide per gli altri, per chi cambia radicalmente modo di comportarsi e di pensare in poco tempo (se troppo o no, non è affar mio), per chi decide che non siamo abbastanza per lui, per chi non sa stare solo nemmeno per poco, per chi mi cerca e non mi faccio trovare, per chi parla sempre e solo al futuro.
Nella vita dei primi spero di continuare a restarci, non importa in che forma. Dei secondi non stringerò il laccio.
Una notte come tante
Soltanto più dolce e buia.
Io sogno ancora un lago biondo di miele
Dove tuffarmi dalla luna…
F.M.
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sabato 30 dicembre 2006 - ore 16:36
il Natale regala emozioni magiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RICEVUTO DA: pipsqueak
TITOLO: RE: RE: RE: RE: RE: RE: Senza Titolo
ORA: 30/12 - 16:34
MESSAGGIO:
ti è mai capitata la proposta di trascorrere il capodanno con uno sconosciuto che si è invaghito di una tua foto e vorrebbe che tu fossi la persona della sua vita?
della vita no... di una sera sì. ma sei sicuro che ti vuoi fidare di una foto? nell’era del ritocco digitale???
si mi voglio fidare..perche..sei molto diversa dal vivo?
faccio un po’ meno linguacce... ma solo perchè fa freddo e rischio di congelarmi la lingua..
e insomma non sai cosa fare a capodanno?
proprio cosi..ma nn sarebbe bello credere per un attimo che sia bello conoscersi in questo modo bizzarro e passare un splendida serata?
sarebbe molto bello. ma credo che di avere delle persone con cui trascorrere il capodanno a cui voglio troppo bene per lasciarle per uno sconosciuto...
che ne dici di un altra sera?nn voglio essere invadente ma credimi..ne vale la pena..sono molto sensibile e vorrei vivere una storia speciale..la mia mail è xxxxxxxxxxx@libero.it scrivimi
cosa suggeriva il Poli:
Fabio scrive:
digli sei un filo più pelosa ed hai il pene!!!
Fabio scrive:
ti prego!!!
Fabio scrive:
dai digli del pene!!
Fabio scrive:
pene
Fabio scrive:
pene!!
Fabio scrive:
P-E-N-E!!
Fabio scrive:
P-E-N-E!!
Fabio scrive:
P-E-N-E!!
Fabio scrive:
così lo uccidi!
Susa scrive:
gli avevao già risposto fabio, mi spiace
Susa scrive:
niente pense
Susa scrive:
pene
Fabio scrive:
la solita comunista!
Susa scrive:
(non riesco + nemmeno a scriverlo giusto...)
Fabio scrive:

Fabio scrive:
digli che sei felicemente fidanzata con killercoke
Susa scrive:

Fabio scrive:
e che non abbiamo ancora consumato
Fabio scrive:
ma che avevmo deciso di farlo proprio a capodanno
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mercoledì 20 dicembre 2006 - ore 17:06
(categoria: " Vita Quotidiana ")
…e Gesù disse, Non scorderò la tua bontà, e poi, facendosi coraggio, E non dimenticherò neppure te, Perché, sorrise la donna, Perché sei bella, Non mi hai incontrato al tempo della mia bellezza, Ti conosco nella tua bellezza attuale. Il sorriso di lei svanì, si spense, Sai chi sono, quello che faccio, di che vivo, Lo so, Mi hai soltanto guardato e sai già tutto, Non so nulla, Che sono una prostituta, Questo lo so, Che vado con gli uomini per denaro, Sì, Ecco quello che voglio dire, sai tutto di me, Io so soltanto questo. La donna gli si sedette accanto, gli sfiorò dolcemente il capo con una mano, gli toccò la bocca con la punta delle dita, Se vuoi ringraziarmi, rimani con me oggi, Non posso, Perché, Non ho di che pagarti, Che novità, Non ridere di me, Forse non ci crederai, ma riderei più facilmente di un uomo con la borsa piena, Non è solo questione di denaro, E allora di che cosa. Gesù ammutolì e volse la faccia dall’altra parte. Lei non lo aiutò, avrebbe potuto domandargli Sei vergine, ma tacque, in attesa. Calò un silenzio così denso e profondo che sembrava che risuonassero solo i due cuori, più forte e veloce quello di lui, inquieto per l’agitazione quello di lei. … Allora Gesù volse lentamente il viso verso di lei e disse, Non conosco donna. Maria gli prese le mani, Tutti dobbiamo pur sempre cominciare così, uomini che non conoscevano donna, donne che non conoscevano uomo, un giorno chi lo sapeva ha insegnato, chi non sapeva ha imparato, Vuoi insegnarmi tu.
[…]
Maria di Magdala condusse Gesù presso il forno, dove il pavimento era lastricato di mattoni, e lì, rifiutandone ogni aiuto, con le sue mani lo spogliò e lo lavò, sfiorandone più volte il corpo, qui e lì, e lì, con la punta delle dita, baciandolo lievemente sul petto e sui fianchi, da un lato e dall’altro. Quei dolci sfioramenti facevano rabbrividire Gesù, le unghie della donna che gli percorrevano la pelle, Non aver paura, disse Maria di Magdala. Lo asciugò e lo condusse per mano fino al letto, Sdraiati, io torno subito. …si udirono rumori d’acqua, poi una pausa, all’improvviso l’aria divenne profumata e Maria di Magdala comparve, nuda. …
Si fermò accanto al letto, lo guardò con espressione ardente e nel contempo dolce, e disse, Sei bello, ma per essere perfetto, devi aprire gli occhi. … Maria si sdraiò accanto a lui e, prendendogli le mani, attirandole a sé, le fece muovere lentamente lungo tutto il proprio corpo, i capelli e il viso, il collo, le spalle, i seni, che compresse dolcemente, il ventre, l’ombelico, il pube, su cui indugiò, intrecciando e sciogliendo le dita, le rotondità delle cosce morbide, e mentre faceva tutto questo, diceva a voce bassa, quasi in un sussurro, Impara, impara il mio corpo. Gesù respirava affannosamente, ma vi fu un istante in cui gli parve di soffocare, e ciò avvenne quando le mani di lei, la sinistra posata sulla fronte, la destra sulla caviglia, intrapresero una lenta carezza, l’una verso l’altra, entrambe attratte da quell’unico punto centrale su cui, una volta giunte, non si trattennero più di un istante, per ritornare con la medesima lentezza al luogo di partenza e poi riprendere lo stesso movimento. … Impara il mio corpo, e ripeteva, ma in un altro modo, cambiando una parola, Impara il tuo corpo, e lui l’aveva lì, quel suo corpo, teso, duro, eretto, e sopra di lui, nuda e stupenda, Maria di Magdala, che lo rassicurava, Non ti preoccupare, non ti muovere, lascia che sia io a occuparmi di te, allora sentì che una parte del suo corpo, quella, era scomparsa nel corpo di lei, che un anello di fuoco lo circondava, avanti e indietro, che un fremito lo scuoteva dentro, come un pesce che si agita e che, all’improvviso, gli sfuggiva gridando, impossibile, non può essere, i pesci non gridano, era lui, invece, che urlava, mentre Maria, gemendo, si abbandonava con il proprio corpo su quello di lui, bevendogli il grido dalla bocca, con un bacio avido e ansioso che scatenò nel corpo di Gesù un secondo e interminabile fremito.
[…]
Non ti legherai di certo a me per ciò che ti ho insegnato, ma resta qui stanotte. E Gesù, sopra di lei, rispose, Ciò che insegni non è prigione, ma libertà. Dormirono insieme, ma non soltanto quella notte.
Saramago
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martedì 19 dicembre 2006 - ore 15:21
Il mio grado di sopportazione e relax in questo periodo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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