"Questa è soltanto la sua cassetta. La Susanna che volevi sta fuori"
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sabato 5 agosto 2006 - ore 14:14
Petizione anti Memole
(categoria: " Vita Quotidiana ")
BASTA
con le ragazze Memole!
BASTA!
BASTA!
BASTA!
Oppure insegnatemi come si fa...
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sabato 5 agosto 2006 - ore 13:54
unisola dopo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"...Penso ad un’isola in cui restare scalzo, a un’isola dopo Laila, quando è giusto lasciare la terraferma.
Mi serve un’isola dopo di lei, dopo i piedi sciolti dai suoi.
"Pensi a cosa," chiede, per sentirmelo dire.
A un’isola, a onde sbattute contro gli scogli, a un vento che lasci venire su gli alberi, a un’acqua di pozzo e a una grondaia che gli porti dentro la piovana. Penso al singhiozzo di una carrucola sul pozzo e al brusìo di chiacchiere che fa l’acqua nel fondo e alla pace di averne una riserva.
Solo non dico che è un posto per il dopo di lei. Si va all’amore senza ritorno e dopo non ci si rinfodera nella stanza di prima." Tre cavalli
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lunedì 31 luglio 2006 - ore 23:53
Talenti e portenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono arrivata a 25 anni per accorgermi di aver imparato a fare un sacco di cose....
so arrotolare delle sigarette e fumarle con gran classe

far cadere gli uomini ai miei piedi

e scegliere gli amici perfetti per una foto bucolica

so trovare i miei simili

per terra e su un palco

So fare benissimo le linguacce


So fare un efficacissimo sguardo da pornodiva ma solo quando non serve

e ho le amiche giuste con cui fare ginnastica facciale

So chiedere aiuto in caso di assideramento

so laurearmi con aria convinta, fare la zia e l’esperta enologa nello stesso giorno



...e so vedere le fate...

Grazie a tutti quelli che si sono ricordati 
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lunedì 31 luglio 2006 - ore 11:51
Il caffè con la moka
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando ero bambina passavo l’estate dalla mia nonna. Stava in una casa piccola ma piena: piena di stanze, di corridoi, di ragnatele, di polvere, di tappeti, di foto, di ricordi.
Era una casa ferma in altri tempi.
Quella che era stata la stanza di mio zio era ancora come quando lui se n’era andato per uno dei suoi strani lavori, o per un viaggio in Africa, o forse per sposarsi la zia. C’erano le stesse carte sulla scrivania (giornali, lettere, libri ingialliti, appunti dell’Università che non ha finito, fumetti..), la stessa coperta del militare piegata e riposta ai piedi del letto, su cui c’erano sempre lenzuola pulite perché “non se sa mai che ‘l torni. Te sa che’l sé mato quel là”.
Era una casa ingombra di cose. Le mie amiche la chiamavano la casa delle streghe.
In camera di mia nonna c’era un grande armadio di legno massiccio stracarico di tutti i vestiti che non aveva mai buttato via. Ogni volta che lo aprivo usciva odore di naftalina che inzuppava tutta la stanza, forse tutta la casa. Il letto era enorme e altissimo per me, e la stanza sempre in penombra, per non far entrare caldo.
Io dormivo con lei su quel lettone e quando ci saltavo su il legno scricchiolava, ma si sentiva che era solido perché il tonfo era come soffocato. Prima di addormentarmi restavo con gli occhi spalancati a pensare a tutti i tempi passati racchiusi in quella stanza, i tempi di quando io non c’ero e la mia mamma era piccola e la mia nonna giovane.
Mi ricordo che è stata lei ad insegnarmi a fare il caffè con la moka. Ero alle elementari.
Una mattina mi svegliai prima di lei, era una cosa che avevo pensato dalla sera prima: volevo farle una sorpresa. Scivolai pianissimo fuori dal letto, e la parte più dura fu staccare la mia mano dalla sua, perché di notte gliela stringevo sempre per addormentarmi. Poi piano piano riuscii ad uscire dalla stanza: c’era questa bambina piccola, con un sacco di ricci, il pigiama e i piedi scalzi che nel silenzio più assoluto del primo mattino scende le scale di marmo freddo e arriva alla cucina per riuscire a preparare la colazione alla sua nonna, prima che lei si svegli. Mi ricordo che i fornelli bisognava accenderli con l’accendino e le ante dei mobili cigolavano in qualsiasi modo io li aprissi.
Il cuore mi batteva a mille, ero agitata e quasi impaurita, ma ero contenta di poterle fare quella sorpresa ed ero anche molto orgogliosa di me.
Non ricordo (forse vagamente) la faccia di mia nonna; ricordo solo che tentò di berlo quel caffè, ma doveva essere veramente terribile perché dovette buttarlo e rifarlo.
L’estate per me è piena di piccole cose, come la penombra di una stanza, che diventano universi di anni fa.
Dev’essere bello avere qualcuno che ti stupisce con un caffè.
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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 00:08
La danza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... è quando qualcuno riesce a farmi rilassare che inizio a preoccuparmi..
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martedì 25 luglio 2006 - ore 11:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 24 luglio 2006 - ore 00:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"...Era lestate dei miei sedici anni, stavo su un precipizio di sentimenti."
Tu, mio
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giovedì 20 luglio 2006 - ore 17:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli asciugavo il sudore dal viso e gli inumidivo dacqua le labbra,
e qualsiasi parola tentassi di dire non aveva altra forma che quella.
Ho visto bella una persona mentre aveva fitte di dolore.
stare dove si è, nel momento in cui si è: essere lì, solo lì, come fosse lunica cosa importante.
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giovedì 13 luglio 2006 - ore 00:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Che week end che è stato, fioi!
Tra spettacolo, mondiali e notti varie... Io non so se riuscirò a ricordarmi tutto, ma nel caso ho i miei diari teatrali e sociali viventi che mi rinfrescheranno la memoria...
E poi, a quelli che c’erano... acciderbolina... forse non è chiaro, ma è sempre molto confortante sapervi lì.
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sabato 8 luglio 2006 - ore 15:57
esaltazioni ormonali
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RICEVUTO DA: GEPPE
TITOLO: Senza Titolo
ORA: 08/07 - 15:53
MESSAGGIO:
ciao...permetti una domanda?per quale ragione ho sempre voglia di fare all’amour..è normale diresti tu..ma io sono una cosa incredibile...che sia perkè sono un po’ pelato e si sa che i pelati sono superdotati...veramente non so capire..sono sconcertato..anche perkè i miei amici non sono così
...i pelati sono superdotati... ahahah!
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