"Questa è soltanto la sua cassetta. La Susanna che volevi sta fuori"
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venerdì 11 marzo 2005 - ore 20:16
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Agente OrangePrima dell'uranio impoverito, durante la guerra del Vietnam, venne utilizzato l'agente orange, un defogliante a base di diossina che veniva gettato dagli aerei americani per pulire la giungla e stanare i vietcong. Nel 1971 si scopri' che faceva venire il cancro e si smise di usarlo, ma tre milioni di vietnamiti ne erano stati colpiti e ancora oggi circa un milione ne sopporta le nefaste conseguenze. Anche alcuni soldati americani erano stati contaminati e, per questo, nel 1984, sono stati "risarciti" con 180 milioni di dollari. Nessun vietnamita invece e' mai stato risarcito.
Ora tre vietnamiti, due donne e un uomo, insieme alla Vava (Vietnam Association for Victims of Agent Orange) sono riusciti a trascinare in tribunale 10 aziende produttrici del defoliante, tra cui la
Monsanto e la
Dow Chemical.
"Il danno inflitto dall'Agent Orange e' molto peggio di quanto si pensasse alla fine della guerra" dice Nguyen Trong Nhan, vicepresidente della Vava. "L'utilizzo del defogliante alla diossina e' stata una gravissima violazione dei diritti umani della popolazione civile e un'arma di distruzione di massa."
(Fonte: Greenplanet)
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lunedì 7 marzo 2005 - ore 16:23
Kenny Random
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ristorante/enoteca Donna Irene di Padova fino al 18 marzo 2005
Adoro i graffiti di quest'uomo...

"Ho cominciato a dipingere i muri della mia città perchè ho un contratto in esclusiva con il comune di Padova: loro mi pagano... e io disegno... loro mi rincorrono! ... e io scappo! ... loro li rinbancano! ... e io li ridipingo ... tipo un gioco... ma tutto per contratto!"
P.S. qualcuno è mai andato a mangiare in questo ristorante? chi sa com'è?
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giovedì 3 marzo 2005 - ore 22:58
Spagna! Spagna! Spagna!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
9 giorni: Granada Siviglia Cordova
Felice!


F. Javier Linares
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giovedì 3 marzo 2005 - ore 14:28
consiglio per uno spettacolo
(categoria: " Viaggi ")

Alle medie credevo che la storia della guerra di Troia fosse raccontata nell’Iliade, mentre il ritorno di Ulisse stava nell’Odissea. E su sta ultima cosa non mi sbagliavo. Quando però ho comprato l’Iliade, obbligato dalla più cattiva professoressa di Italiano della storia, ho pensato che il libraio mi avesse fregato (magari ha visto la faccia da uno che non legge tanto…), il libro cominciava che l’assedio durava già da nove anni, e non c’era nessun tallone e neanche un cavallo di legno, finiva con queste parole “così onorarono la sepoltura di Ettore, domatore di cavalli”. Ettore, facile, era il principale difensore di Troia, ed era stato ucciso da Achille, il più forte dei Greci. Ma il Tallone? Il Cavallo di Legno? La mela? Cosa rimane oggi dell’Iliade? Che storia ci racconta la prima epica scritta dell’uomo? Una risposta lucida e terribile l’abbiamo trovata nelle parole di Simone Weil: “Il vero eroe, il vero argomento, il centro dell’Iliade, è la forza. La forza adoperata dagli uomini, la forza che li piega. L’anima umana appare costantemente modificata dai suoi rapporti con la forza: travolta, accecata dalla forza di cui crede di disporre, si curva sotto l’imperio della forza che subisce… Chi aveva sognato che la forza, grazie al progresso, appartenesse ormai al passato, ha voluto vedere in questo poema un documento; chi sa vedere come la forza, oggi come ieri, sta al centro di ogni storia umana, vi trova il più bello il più puro degli specchi.” Da queste parole siamo partiti per raccontare le storie di Ettore e Achille, i due nemici per eccellenza, ma anche quelle di Priamo ed Ecuba, di Aiace, di Patroclo, di Nestore e Paride, di Menelao e Agamennone, e di Elena e Andromaca. Esseri umani in balia della forza, che cercano in tutti i modi di mantenere viva la propria gentilezza d’animo, la propria umanità. Ed è così che abbiamo scoperto la bellezza dell’Iliade: i suoi protagonisti, tutt’altro che piatte figurine epiche, esseri umani che proteggono pochi preziosi attimi di vita dall’uragano della guerra. Abbiamo scelto il racconto, più vicino possibile a quello originario del primo grande narratore della storia, per permettere a ognuno degli spettatori di “vedere” nella propria mente, di riempire le parole del narrato con le immagini della propria esperienza e della fantasia.
Musiche: Sergio Marchesini Canzoni composte da Francesco Basso e Andrea Pennacchi Collaborazione alla drammaturgia: Laura Curino
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mercoledì 2 marzo 2005 - ore 19:55
(categoria: " Riflessioni ")
“
Inseguiamo da sempre un’identità, e non la raggiungiamo mai.Gli uomini moderni sono cacciatori di identità tenacemente attaccati a piccoli segni -pubblicamente riconoscibili– di affermazione della propria personalità, soltanto per essere indotti, persuasi o costretti dalla velocità sbalorditiva della loro svalutazione pubblica ad abbandonarli e rimpiazzarli;
uomini e donne sempre alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai, e mai certi che ciò che hanno trovato sia quello che stavano cercando, benché quasi sicuri che, qualunque cosa abbiano trovato (che sia quello che desideravano o meno), il fatto di averla trovata non li farà smettere di cercarla ancora.
Non si può dare per scontato il valore durevole di una cosa ottenuta.”
Zygmunt Bauman
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martedì 22 febbraio 2005 - ore 21:29
Perle di Jo
(categoria: " Amore & Eros ")
"Solo le amiche ottengono il meglio dagli/degli uomini.
(E' per questo che quando resti loro amica ti chiedono di continuare ad andare a letto con loro..)"
da "aforismi della Jo" testo inedito
P.S.
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domenica 20 febbraio 2005 - ore 14:47
Messaggio di pubblica utilità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non si va a sentire un uomo così che è stato in grado di scrivere un testo così e di farci una canzone sopra...
BETTY BOOPE se tu mi disegni insieme a te io sarò. E dei tuoi ricci capelli il profumo sentirò. E nei tuoi bei fumetti son sicuro c’è realtà. E già so che se mi aspetti io ben presto sarò là.
Perché tu per me sei bellissima sai sei la gioia e poi la dolcezza che hai.
Ed ormai Betty Boop sei più vera che mai, in un mondo di finti supereroi
Ma lo sai Betty Boop che sei l’unica tu altro che Paperina o MargotTu dirai “E’ un mondo finto”, ma se tu sapessi il mio. Ma vedrai che con il tempo al nostro amore crederai.
Perché tu per me sei bellissima sai sei la gioia e poi la dolcezza che hai.
Ed ormai Betty Boop sei più vera che mai, in un mondo di finti supereroi
Ma lo sai Betty Boop che sei l’unica tu altro che Paperina o Margot
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martedì 15 febbraio 2005 - ore 23:57
amici da baci
(categoria: " Pensieri ")
"l'amicizia sorregge tutto, crede a tutto, spera tutto, sopporta tutto".
ok, è una frase stupida stupida da Bacio perugina, ma è una frase particolare, che mi era venuta voglia di scrivere e dedicare a chi, leggendo, sa (se si ricorda!

).
e poi così ho l'occasione per ringraziare chi in questo mio periodo di pazzia mi sopporta ogni giorno, nonostante sia nevrotica e lunatica e spesso intrattabile (come solo io so diventare e molti di voi lo sanno bene!

). quindi grazie JO anche per la pazienza che hai nel stare dietro a tutte le volte che ti dico "basta! ho deciso: mi faccio il piercing!" e 5 min dopo "basta! ho deciso! non me lo faccio perchè non c'entra niente con me!"

grazie Georgette! se nn ci fossi tu, chi sommergerei dei miei fiumi di parole stupide???
e pensare che i miei (e nn solo!) si lamentano perchè parlo poco...
quindi in questo periodo nn scrivo sul blog perchè sto aspettando di passare questo esame che mi angoscia come nn mai, e poi spero che il cervello mi ritorni in funzione con un ritmo normale...
Nel frattempo ho smesso di leggere Galimberti!
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martedì 8 febbraio 2005 - ore 01:30
letterina di carnevale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Caro Grande Cocomero,
liberaci da tutti i mali, ma soprattutto liberaci da quelli che non sono capaci di vedere altro che il loro scintillìo,
da quelli che pretendono i riflettori puntati su di loro, e così non vedono nessun altro intorno,
dagli adulatori di queste persone,
dai personaggi pubblici,
da quelli convinti di poter avere un privato così diverso dal pubblico…
liberaci da quelli per cui l’altro è solo qualcosa che usi finchè non si logora,
liberaci da quelli che ridono mentre chi crede in Te ti aspetta nel campo di zucche per tutta la notte.
Caro Grande Cocomero,
è più facile credere in Babbo Natale che in te.
Ma mi sa che mi sono stufata di entrambi e farò un po’ a modo mio.
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martedì 8 febbraio 2005 - ore 01:28
Galimberti 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"L’altro, se non passa vicino a me come vicino ad un muro, mi altera. E questa alterazione incrina, spezza, squilibra nelle difese.
Amore non è la ricerca della propria soggettività, ma è l’essere trascinati oltre la propria identità.
E’ un’incondizionata consegna di se’ all’altro, non per fondersi con la sua identità, ma per aprire la nostra a ciò che non siamo."
sì, bello... Ma tanto poi si rimane/ritorna quasi sempre al Galimberti 1, che è quello meno da baci Perugina..
P.S. ora la smetto di parlare d'amore, giuro! ho il pregio di capire quando divento patetica...
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