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Tala, 31 anni
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Idioti che dicono idiozie

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ORA VORREI TANTO...

Svegliarmi e scoprire che si è trattato solo di un brutto sogno

STO STUDIANDO...

finalmente niente...ma lo spagnolo mi aspetta

OGGI IL MIO UMORE E'...

sempre come il mare...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) Musica al massimo.....solo musica....dentro di te solo per quel momento nient'altro...te ne fotti.....te ne fotti di tutto.......
2) Gli amici...i loro sguardi, i loro abbracci, le loro parole, le loro feste fatte per te,le uscite improvvise...e tutto xke ti vogliono bene!
3) sentire che per qualcuno sei più di quanto nn credi di essere
4) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...






Esiste una linea veramente sottile fra un hobby e una malattia mentale.



Martedi 8 aprile 2008, l’ultima sera insieme

19-06 / 28-06 Triskell - Trieste




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sabato 8 luglio 2006 - ore 12:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quella strana sensazione alla bocca dello stomaco quando un pensiero si affaccia alla mente e immancabile la domanda "l’ennesimo errore di valutazione?"

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mercoledì 5 luglio 2006 - ore 19:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E dopo la signora che mi chiede quante stanze ha un monolocale ecco la mail arrivata:

Ci è pervenuta una richiesta di informazioni per il Vostro annuncio con rif. Casa.it n. 1966621, Vs rif. 1966621
Potete contattare direttamente la persona interessata. Grazie


Richiesta del 04/07/2006 da parte di salvatore tuttolomondo

Tel **** ******
Mail********@hotmail.it
notizie in generale (qui dovrebbe andarci il testo della richiesta n.d.r.)

Città
Porto Rotondo
Quartiere
Punta Lada
0
400

VILLA A PORTO ROTONDO - Splendida villa a Punta Lada. Bella vista, ottimamente arredata e rifinita. ....


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lunedì 3 luglio 2006 - ore 13:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono cotta di scanchezza, questa notte non sono riuscita a dormire ed il ritmo in ufficio è sempre serrato. Carte e post-it continuano ad accumularsi sulla scrivania e non riesco a vederne la fine. La paura pranzo salta o del tutto o parzialmente e questa notte sono di servizio in 118, non so come farò.
Sonno, nervoso, le poche ore libere volano che nemmeno me ne accorgo. Mi butto a dormire ed è già ora di alzarmi, esco a cena ed è già mezzanotte.
E le rogne...sempre e comunque

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venerdì 30 giugno 2006 - ore 10:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Siamo al terzo giorno di incubo e domani sarà il quarto.
Per fortuna una persona premurosa si è presa cura di me in queste sere, la prima panino su alla chiesa, la seconda panino in spiaggia, questa sera pizza in terrazza.
Non so come avrei fatto senza queste serate rilassanti in compagnia di qualcuno con il quale posso toglie le maschere, posso essere scortese, becera, ridere per niente e sconnessa.
Grazie

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mercoledì 28 giugno 2006 - ore 18:24


CODICE NERO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera il sig. Gino era a tavola con sua moglie, la figlia di 4 anni e la cognata. Sono in vacanza in Sardegna dopo 10 anni, nel locale che hanno affittato a dei ragazzi della loro città. Il sig. Gino si piega inizialmente forse per grattarsi una gamba e va per terra. Serra la mandibola e contrae le braccia. Il sig. Gino, mai un problema di salute, entra in arresto cardiaco. Chiamano subito il 118, la squadra di servizio arriva, inizia le procedure, lo carica per andare incontro ai medici, si fermano in una piazzola all’inizio del paese e defibrillano.

Ero a casa, uno della squadra mi chiama per dirmi se andavo con loro a bere il caffè, mi sto vestendo e mi richiamiamo, un amico collega mi dice di chiamare la vigilanza, hanno un arresto in corso e gli serve la staffetta apri strada. mi vesto, chiamo e li raggiungo.
Davanti al mia via vedo l’ambulanza ferma e la squadra che massaggia, parcheggiata dietro la macchina di un amico (proprietario del suddetto ristorante) con la una signora a bordo. La moglie del sig. Gino.
Decido di lasciare lavorare la squadra, sono già in quattro e mi avvicino alla signora, passo il tempo restante a cercare di distrarla, di rassicurarla, non so più cosa dire. Il mio amico mi guarda come se potessi fare qualcosa, chiedendomi con lo sguardo cose che non sapevo. Arrivano i medici, arrivano i carabinieri a far defluire il traffico dei curiosi, arrivano tutti e tutti si muovono concitatamente fuori e dentro l’ambulanza. Il tempo scorre lento e loro continuano a massaggiare e defibrillare e la moglie mi chiede perché? Perché massaggiano ancora?
La signora Anna mi dice di essere rimasta orfana di padre da bambina, mi dice che non vuole che sua figlia cresca senza padre, anche lei mi guarda come se potessi fare qualcosa.
Ma il sig. Gino è lì, il suo cuore non ne vuole proprio sapere di riprendere a battere, il sig. Gino non è più lì, lì sulla barella è rimasto il suo involucro, il contenitore.
Il medico dice basta, inutile accanirsi, probabilmente era già morto quando sono arrivati i soccorsi, si è provato il codice Lazzaro, ma riesce solo a quello del piano di sopra.
La signora Anna ha pianto, urlato e preso a pugni sul petto i medico, andata in frantumi come un vaso poi piano piano si è ripresa come solo una madre che pensa alla sua bambina.
Dopo aver organizzato per l’agenzia funebre l’abbiamo convita ad andare a casa e siamo rimasti noi, con il sig. Gino, in ambulanza ad aspettare per il trasporto. La tensione è iniziata a calare e piano piano le battutacce ciniche hanno iniziato a fluire per scaricare.

Allora pensi che il sig. Gino non potrà accompagnare la sua bimba al primo giorno di scuola, non la vedrà crescere, lei non potrà andare a consolarsi tra le braccia del suo papà. Ti guardi intorno. Vedi quel capo servizio grande e grosso e lo senti dire cose strane e ti rendi conto che anche lui ha una bimba di 4 anni che non vede da due mesi ed il sig. Gino ha, aveva, la sua stessa età. Ed quella soccorritrice che delle tre morti di quest’anno non ne ha persa una e quel autista con gli occhi tristi di chi ne ha visti troppi, ma in fondo non si abitua mai.

Oggi è stata una giornata molto pesante al lavoro, ci sono le consegne e gli appartamenti sono in alto mare, ho corso come una trottola, stanca e sudata quando non ce la facevo più pensavo alla signora Anna e alla sua bimba, a lei che oggi sta organizzando il funerale di suo marito, sta organizzando come portaselo a casa e allora, beh allora niente mi è sembrato più così importante.


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martedì 27 giugno 2006 - ore 09:50


IV° e V° INTERVENTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il lunedì notte, notte di turno in ambulanza.
Primo intervento alle undici e qualcosa, un signore si è sentito male al ristorante, probabilmente il gran caldo, la partita dell’italia e un po’ di stanchezza gli hanno giocato un brutto scherzo.
Lui sviene e fuori un ragazzino cade e si apre il sopraccilio. Bene.
Carichiamo il signore e ci facciamo seguire dalla signora con il ragazzino, visto che si prospettava un intervento semplice mi hanno lasciata dietro con l’aspirante soccorrittore a gestirci l’intervento. Tutto tranquillo, la saturimetria che scendava e saliva e di conseguenza regolare la percentuale di ossigeno, ma nulla di che.
Rientriamo in sede con l’intenzione di sigaretta, due chiacchiere e nanna, ma squilla di nuovo, una signora con dolori addominali.
La signora aveva probabilmente una cistite, camminava, saturava bene ed avrebbe potuto farci accompagnare in macchina. Invece no, ambulanza, dove non ha fatto altro che lamentarsi neanche stesse morendo. L’autista è andato pianissimo prendendo ogni buca possibile, l’unico modo di far passare la voglia di abusare dei mezzi di soccorso.

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lunedì 26 giugno 2006 - ore 17:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’inizio del mese si avvicina e le giornate diventano incubi.
Tante troppe cose a cui stare dietro, tutti che parlano di cose diverse, confusione. Stanchezza.
Il momento peggiore è quello in cui ti fermi un secondo e ti passa la voglia, come se tutti ti precipitasse addosso e non sai più da dove rincominciare. Scrivania ingombra di carte, le guardi e non riesci a capire cosa fare prima.

E poi in 118 con i tanti interventi e, purtroppo, i morti. L’altro giorno il bimbo di 8 anni, ieri il ragazzino di 18 che non si capisce ancora cosa sia successo. L’unica cosa che sappiamo è che le squadre in turno ci hanno provato fino allo stremo, non accettando la realtà hanno continuato a provare a rianimarli con rabbia, frustazione.
Unica consolazione è di aver fatto tutto quello che era possibile, ma l’impotenza è difficile da accettare con creature così giovani. Con gli adulti è più facile essere fatalisti. Cerchi di aggrapparti ai tanti interventi fatti andati bene, agli occhioni azzurri della bimba di 11 mesi con le convulsioni, a come li ha aperti quando si è ripresa.

Una canzone dei Sensazione, il cui cantante è un carissimo amico, dice: "L’unico rimpianto che ho è di non essere stato Dio per un attimo"

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venerdì 23 giugno 2006 - ore 11:26


GRAZIE ITALIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Odio il calcio, ma non ho mai amato tanto la nazionale come ieri.
Per merito dei nostri azzurri abbiamo chiuso l’ufficio nel pomeriggio e, dopo giorni di nervosismo, ho potuto finalmente rilassarmi un po’.
Manegio, campo estivo con i bimbi, ridipinto il cartello e poi lezione.
Anroca Ermes, ancora la sensazione di guidare un pulman. Abituata alla mia pupa tutta compatta portare il salto quel bestione è stato emozionante, ho dovuto rivedere decisamente le distanze di salto, ma a parte tirare dopo gli esercizi si è comportato bene (se si escludono le sgroppate dopo aver inciampato e preso paura da solo).
Ieri sera ero stanca e felice e questa notte ho dormito come una bimba serena

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giovedì 22 giugno 2006 - ore 09:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Va meglio?
Mhmhmh non lo so mica.....però almeno ho due serata piacevoli all’attivo.
Come la vedo lunga questa estate

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martedì 20 giugno 2006 - ore 17:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Voglia di urlare furi questo nervoso, voglia di strappare via a morsi questa ansia, detesto sentirmi così, voglia di prendere una persona e portarla in un luogo per scappare via da tutto, almeno un momento.
Voglia di cambiare questa pelle che ancora freme, voglia di cambiare questo cuore che ancora si agita, voglia di poter ridere in faccia a tutto e tutti

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