

Bisogna proprio non valer niente,
per non aver nemici.(Alfred Bougeard)
Un politico pensa alle prossime
elezioni, un uomo di stato alle
prossime generazioni (John Clarke)

Un simbolo di Padova....

Il Cavallo Ligneo di Palazzo della Ragione,
Manufatto m 5,75 di altezza e con una circonferenza di m 6,20.
Si caratterizza come uno di quelli maggiormente legati all’immagine di Padova.

Assomigli a Giulio Cesare!
Credi molto nelle tue capacita’,
e per questo non hai intenzione di sprecarle.
Sei attirato dalla possibilita’ di metterti alla prova e vincere le difficolta’ che ti si pongono sul cammino.
Del resto, hai sufficiente capacita’ di calcolo per riuscire in quello che fai: sei ambizioso, non avventato.
La tua ambizione, pero’, rischia di procurarti molti nemici.

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lunedì 10 luglio 2006 - ore 17:03
Alghero - Giuni Russo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Musica, è come musica
Il desiderio regna nella mente
E parto senza voglia di tornare
Musica, è come musica
La smania che mi prende di vestirmi da sirena
E’ come una visione magica
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere che
Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Su spiagge assolate
Mi parli in silenzio
Con languide occhiate
Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Le corse sfrenate
Su moto cromate
Di sera l’estate
Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghero
Con uno straniero
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere
Musica, la sabbia è musica
Cristalli scintillanti sulla pelle
Che colorano un tramonto caldo e mitico
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere che
Voglio andare ad Alghero
In compagnia di uno straniero
Su spiagge assolate
Mi parli in silenzio
Con languide occhiate
Sono ancora ad Alghero
In compagnia dello straniero
Le corse sfrenate
Su moto cromate
Di sera l’estate
Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghero
Con uno straniero
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere
Mia madre non lo deve sapere
Non lo deve sapere, non lo deve sapere
Che scandalo da sola ad Alghero
Da sola ad Alghe-Alghero
Che scandalo da sola ad Alghero
Con uno straniero
Alghero Dedicato ad una amica che nadrà lì in vacanza e che non trova mai il tempo per il Boss.....
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lunedì 10 luglio 2006 - ore 13:09
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La mamma di Zidane è una puttana
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domenica 9 luglio 2006 - ore 18:34
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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venerdì 7 luglio 2006 - ore 09:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
RICORDANDO IBIZAAAA!!!!
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venerdì 7 luglio 2006 - ore 05:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ANSA: Scoperta la sostanza usata dai calciatori della Juve: ERO..IN..A!
Stanno provvedendo a curarli con VIVI..IN..C
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venerdì 7 luglio 2006 - ore 01:13
Eccola
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 6 luglio 2006 - ore 05:56
(categoria: " Vita Quotidiana ")
. Non riesco ad associarlo .
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giovedì 6 luglio 2006 - ore 01:43
ARRIVERA’..PRIMA O POI?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
INTANTO IO CURIOSO.....IN QUANTO SUPERSPICE MI HA FATTO UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO....

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mercoledì 5 luglio 2006 - ore 17:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chi viene in vacanza con me?
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mercoledì 5 luglio 2006 - ore 14:25
Quella bomba di un bikini!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Simbolo dellerotismo e della seduzione al femminile, indumento libertino e libertario, glamour e rivoluzionario, il bikini compie 60 anni. Una vera bomba atomica, come rivela il nome stesso, che richiama latollo di Bikini, nelle Isole Marshall dove proprio in quegli anni gli Stati Uniti conducevano esperimenti nucleari. Era il 5 luglio 1946 quando questo ridottissimo costume da bagno, che lasciava scoperto lombelico, fece il suo timido debutto sul corpo di una donna, Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.
Fu linizio di una "moda" dagli effetti esplosivi e dirompenti, proprio come quelli di una bomba. E i fatti confermarono tutto, anche se non subito. Infatti ci vollero ben quindici anni prima che il bikini fosse accettato in pieno. Allinizio fu scandalo. La Chiesa lo proibisce sulle spiagge di Spagna e Italia. Bisognerà aspettare il 1949 per vedere pubblicati i primi esemplari pseudo-audaci sulla rivista francese "Elle". In Germania, poi, è stato visto a lungo come il fumo negli occhi. Ancora nel 1965, a Monaco di Baviera, una diciassettenne che osò attraversare una piazza in bikini, venne condannata a sei giorni di pulizie in un pensionato per anziani.
A dire il vero il bikini era comparso anche molto prima, durante il periodo imperiale romano (I-II secolo d.C.), e non serviva per nuotare, perché allepoca si nuotava nudi. Né serviva per prendere il sole in spiaggia, pratica diventata abituale parecchi secoli dopo. A quanto pare il bikini era utilizzato soprattutto per latletica, la danza e nelle scuole di ginnastica.
Per la sua concezione moderna tuttavia bisogna aspettare il 1946 quando, in Francia, lo stilista Louis Réard presenta in una collezione di costumi da bagno un modello che è lantesignano, il prototipo di ciò che conosciamo noi oggi. Il modello di Reard rifiniva il lavoro di Jacques Heim che solo pochi mesi prima aveva ideato l"atome, ribattezzato così proprio a causa delle ridotte dimensioni e pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo.
Si dà anche il caso che proprio quellanno gli Stati Uniti fecero esplodere nel Pacifico, su di un atollo chiamato Bikini (situato nelle isole Marshall), alcuni ordigni nucleari. Poiché, ovviamente su piani diversi, questo evento fece tanto scalpore quanto lintroduzione del nuovo costume, gli stilisti ribattezzarono lormai celebre capo dabbigliamento con lo stesso nome dellatollo.
Reard ridusse ulteriormente le dimensioni dell"atome, scontrandosi però con i pregiudizi del tempo: troppo osè, persino sconcio per gran parte dei benpensanti dellepoca. Nessuna modella osava indossarlo, fino a che Reard non trovo la persona giusta: Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris. Il rivoluzionario costume da bagno fu presentato ufficialmente il 5 luglio del 1946 alla piscina Molitor.
E l"esplosione" prevista da Reard si verificà. Nel 1958, quando il due pezzi indossato da Brigitte Bardot nel film E Dio creo la donna spalanco le porte del mercato statunitense allinvenzione del sarto francese.
La forza trasgressiva e lirresistibile sex appeal del bikini non sfuggirono allocchio attento di Hollywood e dintorni.
Una volta superato lesame del pubblico pudore, cinema e tv non si tirarono certo indietro dinanzi allavanzare impetuoso del due pezzi.
Ne sono testimonianza ad esempio i surf movie degli anni 60 ambientati sulle spiagge della california sulle note dei successi dei Beach Boys, o, qualche anno più tardi, la fortunata serie televisiva Baywatch che rese famose in ogni angolo del mondo le curve della biondissima Pamela Anderson. Indimenticabile nel suo bikini bianco, assai più castigato di quelli che si possono vedere oggi, anche Ursula Andress, la Bond girl Honey Ryder in 007 Licenza di Uccidere del 1962. Altra eroina in due pezzi è stata Raquel Welch nel film One Million Years B.C. del 1966, o Phoebe Cates in Fast Times at Ridgemont High del 1982. Lascesa del bikini inizia indubbiamente nel primo dopoguerra, complici le dive del cinema.
Nel 1947 fu Lucia Bosè a far conoscere il bikini agli italiani dalla passerella di Miss Italia. Ma si trattava di un due pezzi ben più morigerato rispetto alle future generazioni di bikini. Lo slip copriva accuratamente lombelico: lItalia non era ancora pronta ad infrangere certi tabù. Ne lo erano alcune tra le più famose attrici dellepoca, come lex campionessa di nuoto sincronizzato Ester Williams che allinizio si rifiutò categoricamente di scoprirsi fino a quel punto. Anche se poi la macchina hollywoodiana le impose il due pezzi. In Italia il bikini ebbe unimpennata di popolarità quando ad indossarlo fu Sofia Loren, vincitrice del premio Miss Eleganza nel 1950. Ed oltre alla Sofia nazionale, altre due magnifiche ambasciatrici del bikini nel mondo furono Brigitte Bardot e, naturalmente, Marilyn Monroe.
Da quel momento il bikini dilaga. Mentre i poliziotti vanno in giro per le spiagge a misurare la quantità di stoffa impiegata e si affannano a difendere il comune senso del pudore con multe da capogiro. Non immaginano che cosa li aspetta. Avranno il loro bel daffare dal 1964 in poi. Quando Rudi Gernreich pensa che per perfezionare il bikini, occorra eliminarle un pezzo, il reggiseno. Abiurandolo, lo stilista viennese trapiantato in America anticipa il nude look e mutua il topless. Ma questa è un’altra storia.
Il bikini, comunque, resiste all’attacco del monokini. E anche a quello ben più datato del costume intero. Dai ‘70 in poi diventa sempre più scosciato, lo slip si trasforma in perizoma, tanga, string, con un sottile filo infranatica. Nell’altalena delle mode, dei revival di come eravamo, ecco che adesso per il suo sessantesimo compleanno nella scia del bon ton ritrovato rispunta anche, seppur "liftato", il due pezzi che prende liberamente spunto dalle origini, più coperto, magari lavorato all’uncinetto, insomma da Pin Up. Corsi e ricorsi della moda.
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