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mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 22:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")





..ed oggi sono la luce lampeggiante
del tuo cellulare..
Intermittente.




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mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 13:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")






[I ragazzi che si amano]




I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore


- Jacques Prévert -





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mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 11:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")






[La tela]




Delle funi pendevano da una trave del soffitto scuro, lunghe si protendevano verso il pavimento ghiacciato della stanza. Un uomo stava nel centro immobile, in silenzio guardava una parete dipinta con forme dai colori nitidi, netti, di fronte ai quali stornava gli occhi neri limpidi. Il suo sguardo trasognato esprimeva uno stupore, una condizione estatica della mente, un trasporto che non si poteva evitare di cogliere. La staticità del corpo dell’uomo era pura e totale quanto il formicolio della sua mente che ballava, isterica, al ritmo fluttuante e ininterrotto di pensieri celati, di visioni di tempi trascorsi e finiti, di età di gloria e di età di vergogna. La donna entrò, con la sensualità accennata nel movimento delle dita flessuose, il viso rivelava un piacere equilibrato, contenuto; le labbra poco carnose si atteggiavano a sorrisi d’invitante pace, le palpebre socchiuse ammaliavano l’uomo con movimenti rallentati e bagliori nascevano tra i suoi seni per morire sulla pelle gelida dell’altro. I colori sulla parete mutavano nell’incedere sinuoso della donna e l’uomo, nel mezzo della stanza, percepiva il fruscio delle sue gambe mentre muovevano passi poco pretenziosi, attuando un involontario stillicidio d’eccitazione. Era ebbro della leggiadria delle sue movenze, del colore rosso sul bianco del muro che ora colava lungo la parete, fondendosi con il viola lucente del brivido provocatogli da lubrici pensieri; la consapevolezza della fugacità dell’attimo nasceva proprio nell’assaporare l’estrema purezza della visione che, invero, dava sollievo all’idea del suo epilogo inesorabile. L’uomo era fisso sull’immagine eterea della donna, la sua evanescenza lo plasmava ad una momentanea vita mentale di quiete e, negli occhi profondi, apparivano strali di vivacità, di sensazioni elettriche; un colore sulla parete, il giallo, impercettibilmente, scendeva a terra in un rivolo dispersivo: niente ne rimaneva sul fondo bianco, cosparso ormai di onnicomprensive chiazze rosse e viola, nessun colore sporcava quel connubio sintetico tra due tinte contrastanti. L’uomo si muoveva e colava anch’egli come il giallo, sul pavimento si disegnavano, inaspettati, i moti dei piedi fino ad allora fissi. La visione invertiva i ruoli, la mente si addormentava per lasciare al corpo vita sensibile. La donna coglieva frutti acerbi dagli sguardi dell’uomo, ingoiava piccole bacche del suo calore e sospirava con malinconica dolcezza al sapore immaturo di baci accennati. Le funi dal soffitto sorreggevano i corpi nell’intreccio, dondolandoli con la calma materna di lontana memoria, donando rimembranze offuscate. La donna si cullava con la testa ripiegata sul dorso dell’uomo, le morbide sue curve disegnate ad accogliere passaggi di mani, carezze, il suo corpo sfiorato. L’uomo era finalmente un soffio di armonia, il pavimento al di sotto era una fredda sicurezza di realtà, pensava.
Nell’istante del piacere estremo, un grido nasceva dalla sua gola e gli occhi coglievano la macchia nuova sulla parete bianca: un nero pece che fagocitava il rosso, il viola. Intanto, un buio incalzante oscurava la stanza, l’uomo nel centro soffocava e la donna rideva; l’oscura aria riempiva ormai l’uomo e la morte usciva dalla stanza vittoriosa.


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mercoledì 17 gennaio 2007 - ore 10:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")







Sono diamanti raccolti su un’isola deserta,
da due naufraghi che aspettano i soccorsi.
Il contesto modifica il valore.
Per la stessa cosa si ha un valore soggettivo e
un valore derivante dalla societa’
e spesso essi non coincidono.
Quando manchera’ il cibo,
non ti nutrirai mangiando tutti i tuoi soldi..






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martedì 16 gennaio 2007 - ore 23:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Artista: Trapt
Album: Trapt
Titolo: Headstrong




Circling your, circling your, circling your head,
Contemplating everything you ever said
Now I see the truth, I got doubt
A different motive in your eyes and now I’m out
See you later
I see your fantasy, You want to make it a reality paved in gold
See inside, Inside of our heads (yeah)
Well now that’s over
I see your motives inside, decisions to hide

[Chorus]
Back off I’ll take you on
Headstrong to take on anyone
I know that you are wrong
Headstrong we’re Headstrong
Back off I’ll take you on
Headstrong to take on anyone
I know that you are wrong and this is not where you belong
I can’t give everything away
I won’t give everything away

[Verse 2]
Conclusions manifest, your first impressions got to be your very best
I see you’re full of $#!T, and that’s alright
That’s how you play, I guess you’ll get through every night
Well now that’s over
I see your fantasy, you want to make it a reality paved in gold
See inside, inside of our heads (yeah) Well now that’s over
I see your motives inside, decisions to hide

[Chorus]

[Verse 3]
I know, I know all about [x3]
I know, I know all about your motives inside, and your decision to hide

[Chorus]





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martedì 16 gennaio 2007 - ore 22:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")





[Inaspettatamente]



Riempio una bottiglia d’acqua
ma in questo gesto parte di essa
esce e corre sulla mia mano..
E’ solo allora che capisco che
sono io l’acqua.
L’acqua dentro e l’acqua fuori,
due cose distinte separate
dal solo vetro trasparente,
che se le guardi da lontano
sono la stessa cosa,
ma se afferri la bottiglia
ti bagni di gocce,inaspettatamente.





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martedì 16 gennaio 2007 - ore 21:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")







The verb to google, or to Google, depending on the dictionary, means "to use the Google search engine to obtain information on the Internet." For example, "Mary googled for Wikipedia references." Compare with grep. This new word arose from the tremendous popularity of the Google search engine. The American Dialect Society chose Google as a nomination for the "most useful word of 2002." The verb google was officially added to the Oxford English Dictionary (OED) on June 15, 2006,[1] and to the 11th edition of the Merriam-Webster Collegiate Dictionary in July 2006.[2] The OED notes the question, "Has anyone Googled?" in the Usenet Newsgroup alt.fan.british-accent on October 10, 1999 as the first recorded usage of the word.


Link a Wikipedia per ulteriori info




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martedì 16 gennaio 2007 - ore 21:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")




[Luna]


Nella notte in cui la Luna e’ piena,
essa ti sorride.
In tutte le altre notte,
lentamente,essa ti strizza
l’occhio fino a chiuderlo del tutto,
con la speranza di riverderti e
sorriderti,trovandoti
ogni volta piu felice.
Cosi mi piace pensare alla Luna





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martedì 16 gennaio 2007 - ore 15:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")





Lasciar scegliere agli altri per
se stessi,perche’ non si ha un obiettivo,una vocazione...
Lasciarsi trascinare..
beh.. porta ad essere paragonabili
ad un granello di sabbia in una spiaggia,
indistinguibile..a non avere nessun gusto
per chi attorno ci vorrebbe assaggiare..




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martedì 16 gennaio 2007 - ore 00:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Nella stanza una poltrona in pelle
di color rosso scuro che sa di antico.
Al centro,equidistante da tutte le pareti,un grande letto
dalle lenzuola di seta nera, sopra un tappeto rosso…
Un quadro e’ appeso alla parete:
di una bellissima fanciulla in bianco e nero.
Nessun armadio,solo una piccola panca in ferro battuto.
La testiera,uno specchio a figura intera
per riflettere i sogni li vissuti durante la notte.
Poche le luci,quasi di candela,
giusto per non sbagliare a baciare..




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