BLOG MENU:


violante, 28 anni
spritzina di Waterloo
CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO





























HO VISTO



STO ASCOLTANDO

eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




(questo BLOG è stato visitato 18053 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





venerdì 27 maggio 2011 - ore 11:03


sono stazioni adriatiche al sole.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


i baci sono cronici, s.
è la bocca che è incosciente. e malata.
te ne penti?
no.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 26 maggio 2011 - ore 22:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ce la beviamo una birra stasera, Chiara?
Come quando eravamo bambine e io mi sedevo più vicina possibile a te per sentire cosa dicevi.
sai stasera in corriera c’era una donna che piangeva, due ragazzi che dormivano, sara la stronza che parlava della casa che sta costruendo con il suo fidanzato.
Una settantenne in mercedes è passata contromano sul put. il traffico si è bloccato, impazzito. clacson e occhi sgranati.
oggi, chiara, abbiamo fatto assolvere un albanese con l’accusa di sequestro e violenza sessuale. lo aveva denunciato una zoccola, ancora più zoccola, perchè si era inventata tutto. meno zoccola perchè aveva tentato di fuggire dal suo pappone, ma le è andata male e doveva pure inventarsi qualcosa.

ho pensato tutto il giorno a te. a cosa avrei voluto dirti oggi, che hai ventisei anni, stellina.

boh. che venezia è bella. che il mondo va avanti, contromano o diritto. che oggi avrei voluto avere la soddisfazione di portarti a bere la tua prima birra, piccolina. ti avrei caricato sulla smart con la grazia di paolo. avrei messo laura pausini e la tua canzone preferita a palla. la carrozzina dietro ci sarebbe stata.

domani devo alzarmi alle quattro. lascia perdere la birra, Chiara.
Stanotte vieni a trovarmi in un bel sogno. Stanotte fammi tornare bambina e stringimi ancora. stringimi e lasciami addosso l’odore cattivo della tua malattia. lasciami qualcosa di te.
passiamolo ancora insieme questo cazzo di compleanno. ancora, stellina, come abbiamo fatto sempre.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 24 maggio 2011 - ore 16:54


zero virgola novanta periodico.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho smesso di bere caffè.
per cui non so cosa mi vada di traverso, alle sette di mattina, mentre aspetto herr nazi per andare a Padova e leggo. sai cosa.
tante volte mi hai detto che le parole non bastano.
tante volte mi hai detto che oltre le parole c’è una vita.
ci sono gesti. ci sono mani. biglietti di auguri. gelati e giri in motorino senza il casco. ci sono cene, carrelli della spesa, notti a ballare musica di merda. e non per farti ridere.
ma io non mi ci abituo.
anche quando s. ha chiesto alla piccola sailor moon se dovesse vergognarsi alla sua età di trovarla attraente, lei ha sorriso. ha risposto di no, perchè aveva usato le parole adeguate.
ma tra l’adeguatezza e quello che non ti aspetti. ma tra l’adeguatezza e quello che alla mattina ti rivolta da cima a fondo, come un calzino. quello che ti fa tremare, anche se non è per te. anche se non c’è più niente per te. se non c’è stato mai.

esiste un abisso. e tu non puoi che restarlo a guardare.

Fa 0,9090909090909090909090, comunque. E stamattina mi ha messo i brividi.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 22 maggio 2011 - ore 14:20


le sere a casa della mene.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ il momento che restiamo tutti al buio in mezzo ad un campo.
Il tintinnare delle bottiglie di birra in borsa, il mio sonno appiccicato agli occhi. Il fumo che mi riempie i polmoni in modo cattivo. le dita che ancora appiccicano di crema e cioccolato.
Mi giro e tu e santa già siete spariti a parlare una lingua che non conosco. Che non fa troppo rumore.
Resto a piedi nudi a fumare e a dire cazzate. i piedi sprofondano nella terra umida. Sotto ad un albero,la mene e alberto abbracciati.
sei dimagrita ancora,mi dice la pilotto, ma il lavoro nuovo ti fa più bella.

fatti regalare un viaggio all’estero, ti ho detto ieri.
anche l’italia è bella.
cazzo, betta, è il tuo viaggio dopo la laurea. quando ti ricapita più un altro signor viaggio così?
[io non l’ho avuto, già. io volevo andare a trovare tondelli in cimitero con te e mario, ma a quel messaggio non mi hai mai più risposto.]
il viaggio di nozze, r.
eh.
r...stai proprio diventando una zitella.
passami un’altra birra, stronza.




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



sabato 21 maggio 2011 - ore 11:13


Dei diritti e delle pene.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando hanno messo le manette ad Imet per riportarlo in carcere lo sguardo è andato a quel modo, quasi familiare, di porgere i polsi.
Mi sono girata subito dall’altra parte, quasi vergognandomi. Quasi stessi spiando dal buco della serratura qualcuno che dorme.

Continuo a farlo. Mentre torno a casa. Sulla via del tribunale. Caccio la testa in mezzo ai gelsomini. Resto a respirare per venti secondi fino alla nausea il loro profumo, fino a quando sento che potrei svenire.

Io sono così. Sono un eccesso. Sono un modo sbagliato di fare.
Sono le cose che sento eterne e totali, dentro di me.
La pienezza o il vuoto.
Il cibo fino a vomitare o lo stomaco serrato.
Quel non fare l’amore, senza di te.
Sono la tenerezza che provo che quasi mi fa male, quando vedo Giulia crescere e ricordarla piccola e maldestra tra le mie braccia, quell’estate di capelli appiccicati sulla fronte e ciucce di latte.
Sono il mio essere uomo o il mio totale non essere donna. E a malapena essere femmina.

Ieri hai sorriso quando alle sette mi hai vista ritornare in studio a prendere i fascicoli del tribunale dei minori di Trieste. Hai sorriso in cuor tuo forse credendo di aver trovato la praticante tutta casa e dedizione al lavoro, a differenza dell’altra che a Trieste non ci sarebbe mai andata lunedì. Hai sorriso credendo di aver trovato un’altra cretina, non pagata, da tenere al guinzaglio e da sfruttare. Che alla mattina si sveglia anche alle cinque se devi mandarla a Pordenone.
Ma quello che non hai capito, Herr Nazi, è che io non lo sto facendo per te. Nè per entrare nelle tue grazie, nè per restare nel tuo studio isterico e dorato.
Io lo sto facendo per loro. Per Imet e gli altri.

I miei non capiscono. Chi sbaglia paga, dicono.
Ma non si sono mai accorti di avere uno sbaglio in casa.
E io non sono dio, cazzo. Io non ho il diritto di giudicare.
Lo conosco il banco degli imputati. Le conosco le condanne. Quelle inferte a me, senza mai la possibilità di rimediare.
Per questo ieri ho sorriso ad Imet, mentre mi guardava le gambe.
Che almeno non è reato a ventisei anni, guardare una ragazza dopo mesi di carcere.

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



martedì 17 maggio 2011 - ore 16:26


’cause boys don’t cry.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alessandra li disprezza.
Stringe loro la mano e subito dopo si pulisce i palmi sui jeans.
Quello di oggi ha molestato due ragazzini.
Io ho guardato più lontano.
Di là c’era il mare e Trieste centrale.


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 16 maggio 2011 - ore 15:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


conservo per ogni persona che ho toccato, un pensiero buono.
per ogni persona che poi mi ha fatto del male.
che poi mi è diventata un estranea.
che poi ha fatto armi e bagagli e trovato qualcosa meglio di me da fare nella sua vita.
[il solito sbaglio di credersi splendidi l’ho risolto senza psicanalisi, già.]
anche I. e il suo odore di flanella. I. e Boda che cammina sulla sua spina dorsale. I. e le fabbriche dietro casa.
sai che c’è? venerdì notte volevo dirti "bandius".
non volevo altro.
distensione, pacche sulle spalle, tranquillità.
ma c’è così tanto odio nelle tue parole che comincio a credere di essere il mostro che tu dici. che comincio a credere che so fare solo del male.

nelle canzoni di Bersani, il mostro ha paura.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 15 maggio 2011 - ore 23:27


tutti hanno diritto ad una prima comunione. ad una seconda, no.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Attesa e inaspettata arriva la seconda vita
in quell’ istante in cui si taglia il velo
e sei dell’altra parte
non sei preparato mai abbastanza
ma sei pronto da sempre
...
[ora il mio posto è qui. che bellezza abbagliante, la tua.]



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 15 maggio 2011 - ore 20:18


Settimana due.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domani arriva il nuovo praticante. Quello che l’Herr Nazi ha reclutato perchè tanto non sarei riuscita a durare nemmeno una settimana, nei suoi piani.
E invece, razza di stronzo, io sono quella che arriva prima alla mattina e corre come una disperata per prendere l’ultimo treno. Sono quella che si sciroppa la tua toga per tutta Venezia e sa quando dirti signornò.
Quella che resta incantata a fissarti quando distruggi i testimoni a processo e ti mangi il giudice per pranzo.
Quella che non vuole diventare come te, ma imparare tutto da te.
E prendersi cura di chi ha sbagliato.
O di chi è sbagliato.
Spesso le cose coincidono.

Mi dici che le seconde possibilità vanno guadagnate, bambina.
Io vivo in un mondo di sole condanne o assoluzioni.
E messaggi lasciati senza una risposta.

Ho bisogno di una prova contraria.

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



domenica 15 maggio 2011 - ore 15:40


cura ciò che hai. altrimenti giochi a perdere.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A molti ha detto che se ti avesse incontrata a quindici anni, forse si sarebbe sentita meno sola.
Ad uno solo ha detto quanto è stato bello rivederti e riabbracciarti, venerdì. Ma era la persona sbagliata a cui riferirlo.
La persona giusta a cui dirlo eri tu, companera.

[Non voglio più giocare a perdere. Almeno non con te.]

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


companera incazzosa siriasun feu follet daisychain paroxysm misia Rodo Norin apina Mirò Vitto sanguez biankaneve

BOOKMARKS





UTENTI ONLINE: