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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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giovedì 9 dicembre 2010 - ore 23:15


Just like everybody else does
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho attraversato il parco di proposito.
Volevo controllare che fossimo ancora lì.
Tu a farmi cadere per terra e a darmi da mangiare. Io a pensare che mi fai vedere le stelle.
Tutto era in ordine. Come sempre, nella mia testa.
Allora ho alzato il volume. Allora Morrissey è stato ancora buono con me.
Mi dici che il tempo è poco.
Ieri si sono spalancate di nuovo le porte delle sale operatorie.
Ho pensato a Napoleone, istintivamente, a quello che raccontano i libri di storia. Che a Waterloo la pioggia cadde tutta la notte come in quella che mi hai caricato in macchina, e Napoleone non si decise a muovere i cannoni prima di mezzogiorno.
La mattina eravamo due estranei, ed io ho perso la mia guerra, ho sprecato l’occasione di combatterla.
Ieri l’odore delle sale operatorie, quel male che non si è fermato allo stomaco, mi ha fatto capire che il tempo può essere poco D., ma non ci è dato riuscire a fingere altro.
L’imbrunire del sangue ha un odore.
Non mi guardo indietro.
E’ il presente che non è più il mio posto.
E il futuro lo ha scritto il sangue.



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mercoledì 8 dicembre 2010 - ore 21:43


[Solo] Tu mi fai tremare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Comincia troppo bene.
Dei cani a palla, versioni non mixate e la Trevisomare. Tutta d’un fiato.
Poi mi dice. Mangiamo? Ordino per farlo contento in un locale desolato. La cameriera rumena si complimenta per la scelta del refosco. Alla fine bevo e basta. E riempio il bicchiere mentre mi confessa che lo hanno messo in guardia da me.
Finiamo la bottiglia. Piove. Portami al mare. Poi non riesco a scollarmi dal sedile. La testa che gira. Sabbia e camping chiusi.
Com’è il mare quando scende il buio? E’ una linea di schiuma. Continui a camminare sulla sabbia come un astronauta finchè non ti senti bagnare i piedi. Il faro in lontananza è un lumino da chiesa in un buio sottovuoto e scrosciante.
E’ un abisso nero che non si distingue.
Credevo fossi tu, e invece c’era lui. Cercavo il tuo neo sulla mano ma le sue erano intonse. C’era lui, e lui non sei diventato tu nemmeno quando l’effetto del vino ha cominciato a calare, e ho realizzato che la mia presenza in quella macchina mi diventava chilometro dopo chilometro sempre più insopportabile.
Non avevo chiesto a te di portarmi al mare?
Sono tua, lo realizzo mentre al cesso della stazione vomito quel poco che ho mangiato e i suoi baci.
Da domani, per sempre, tua.
Per sempre.



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lunedì 6 dicembre 2010 - ore 22:16


Annunciazione.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni mattina mi sveglio con la sensazione che manchi sempre meno al mio appuntamento per abortire.
Ogni giorno cambio un punto, una virgola, un pronome possessivo.
Mia o tua? Non lo so ancora. Voglio sentire male.
Bicchieri di vino e un locale da cercare per un’intera zona industriale.
Parliamo. Mi sento come una di quelle donne sterili in fila dal ginecologo in mezzo alle puerpere. Sei felice. Sei diventato un uomo.
Se solo penso alle tue lettere. Non sono riuscita a dirti che sono ricaduta lì dove mi hai conosciuta sette anni fa, Rodo.
E adesso sotto al tavolo non ci sto più. E ho litigato anche con il mio nemico immaginario.

Tua, è deciso. Tanto il mio amore è solo un motivo privato, da nascondere sotto ai vestiti, da tenere addosso tutta la vita. Sotto il segno di una Madre che mi è così simile, ed un Gabriele sopra le righe con i guanti bianchi, che scriverà il mio destino.




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domenica 5 dicembre 2010 - ore 03:11


Waste of time
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gin lemon come se piovesse, per fare finta che ci sei.
Che mi guardi. Che sei dietro di me e senti il profumo che porto.
Il mio corpo è un campo di battaglia in cui non si è mai combattuto niente.
Se non una guerra personale, fatta di ordini e contrordini e ripicche.
Tra i perchè, metti anche questo.
E che era il 18 giugno 1815.

Non ho sentito suonare i Trabant. Chiudevo gli occhi come quando brucia troppo. E’ musica da Berlino nel weekend nell’appartamento di Samu, con le braghe del pigiama in prestito.
Non sento più niente.
Non farà male.
Ricordo soltanto di aver abbracciato la mia sorella di incubatrice, e di aver pensato che. Per te c’è ancora tempo, D. e ci sarà per tutto il bene che ti voglio.
Per me c’è solo il ghiaccio sul fondo del bicchiere e un letto vuoto che mi aspetta. Dormi bene, dormi con lui e stringilo come se fossero anche i miei sogni.
Se solo riuscissi ad averne ancora.



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venerdì 3 dicembre 2010 - ore 07:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


tutti sanno cosa è giusto per me.
per fortuna.
perchè io non lo so.
a me non interessa.
non è la vita che non è andata per il verso mio.
sono io che non sono più chi ero.

sai, rileggendo quella canzone, hai ragione.
non si vive e non si muore di possibilità.
ma senza una probabilità, che è altro, come continua a insegnare Riondato per poi fregarti a penale 1, non si vive e basta.

E adesso manda gli angeli, tu che dovresti amarmi ancora.
Se mangia di me, vivrò.


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mercoledì 1 dicembre 2010 - ore 22:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fuori dall’ambulatorio mi aspettavi come un bambino che non può mettere il naso nella stanza di mamma e papà.
Hai voluto accompagnarmi. Mi hai chiamato al lavoro perchè stavo ritardando.
Tu mi capisci meno di tutti.
Tutto bene, ti ho detto poi. E ho provato a spiegarti perchè il dottore mi ha consigliato di non fare il pap-test. Poi mi sono fermata mentre ripetevo da brava la lezione sul papilloma virus.
Tu puoi capirmi meno di tutti.
Mi accompagni ad Asolo? mi hai chiesto, di risposta.
Alla rotonda, a quel cartello, ho cominciato a guidare male.
Avrei avuto bisogno della canzone che mi tengo addosso ogni notte, e invece c’eri tu sul sedile passeggero, ancora scosso come i bambini che non hanno capito niente, così attento ad ogni mio movimento.
Sì, ho rallentato di schianto.
Tu non mi hai vista, papà?
Io ero lì,stavo attraversando la strada e fuori dalla macchina erano gli ultimi giorni di giugno. Portavo la canottiera che ho adesso sotto ai vestiti e gli stessi jeans. Un ragazzo mi teneva per mano sotto la luce verde della farmacia.
[Voglio mangiare, non devo comprare dei preservativi, mi aveva detto prima di farmi scendere.]
Attraversavamo la strada a caso, lui mi ha preso la mano, era caldo, io ero felice .
Lì, a Riese.
Per questo mi sono fermata.
Per questo dico che solo in quella canzone c’è Violante.
Che voglio che di me restino intatti almeno solo quei momenti.
Voglio che di me restino solo quei giorni.
Il resto è per la Caritas e i diseredati di Waterloo.

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venerdì 26 novembre 2010 - ore 21:13


Ricordati di me.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’alcol sale al momento sbagliato.
Riesco a controllarmi nei momenti sbagliati, poi siamo così vicine, bambina mia.
Vicine da tenerti stretta e guardare giù, verso il vuoto che mi aspetta.
Vicine da aggrapparmi a te, alle parole che sussurri e che fanno appannare i vetri della tua macchina.
Resto ferma in quel parcheggio mille anni.
L’alcol mi rivolta. Scendo e vomito tutto quello che non ho mangiato.
Andrò a cercare tuo padre quando sarà il momento e gli chiederò che forza bisogna avere. Come ha fatto a farti crescere così. A immagine e somiglianza dell’unica chiave giusta per aprirmi.
Andrò a cercare tuo padre e gli chiederò se almeno lui ha spazio per tenermi.
Non ce l’ho fatta più Massimiliano.
Perdonami.
Io lo so la meraviglia che sei.
Solo che non posso sopravviverti più.
Paolo dice che la musica si è fermata.
Poi finisce la canzone.
Nessuno ti amerà mai come me. Nel modo forse più sbagliato al mondo. Nel modo che non vuoi , che non capisci, che non puoi corrispondere. E lo so, e non sarai mai il mio colpevole.
Ma per nessuna sarai l’altra metà del respiro.
Per nessuna sarai quell’inferno che non scotta ma divora.

Se puoi, non vivere senza di me.


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venerdì 26 novembre 2010 - ore 07:48


Rieti 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


svegliarsi all’improvviso, di notte, alle quattro.
non te ne vai. nemmeno quando dormo.
c’erano anche redy e alberto in macchina. io dormivo sul sedile posteriore
tu tenevi a bada strade e colline ed un sole incerto.

e avrei voluto non svegliarmi mai per avere il tempo di dirti quanto mi manchi.




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giovedì 25 novembre 2010 - ore 14:05


ragazza investita da un autobus
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Potrei essere piena di malattia e di morte, penso allo specchio.
Con abilità dribblo esami e visite.
Non trovo mai il numero di certi dottori. E’ sempre occupato. Non è orario d’ufficio adesso.

Non prego Sant’Agata.
Non è da quella malattia che chiedo di essere salvata.

Ho smesso di chiedere. Morrissey lo sa.



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mercoledì 24 novembre 2010 - ore 22:32


ed essere la Deneuve di Ferreri con i suoi vizi innominabili
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Leva il collare al cane, lo sciacqua nel mare, se lo infila.
Ha seni gonfi e mansueta dedizione nel riportare il bastone al padrone.
Ferreri mi legge la mano.
Cerco ’donna’ nel bestiario e trovo solo me.
Io non posso tornare dove voglio stare.
Castellitto continua a cantare Bartali.
Nella casa al mare Francesca Dellera ti aspetta stipata dentro al frigo.



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