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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
lunedì 8 aprile 2013 - ore 23:23 vale a dire zero lire in nessuna banca Restare uniti nel tempo. L’ultimo biglietto che mi hai scritto recitava cosí. Da Padova a Mestre, mi chiedo quanto siamo distanti. Tanto, già. Non ci siamo mantenuti neanche una promessa. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 17 marzo 2013 - ore 22:10 E sperare di non averti davvero mai incontrato. Tre anni fa. Me lo ricordo, sì. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 13 marzo 2013 - ore 15:25 La terra trema. La tua paura ci tiene compagnia sempre. Avrei paura anch’io a dormire con un sismografo nel letto. A guardare ogni mattina se il lampadario oscilla. Se qualcosa rispetto a ieri ha mosso qualche passo, che sia un ricordo o un dolore breve. A volte lo so che dentro ai miei occhi non c’è niente. Due pozzanghere scure, che guardi riflesse nel finestrino. Non ti domandi perchè è piovuto. Guardi i segni che lascio sui pezzi di carta. Nascondi la testa tra i miei capelli. Aspetti che sia passato l’ennesimo terremoto. Senza che io ti abbia ancora mai detto che ti amo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 6 marzo 2013 - ore 00:13 April Wheeler In un libro di Yates, lui farebbe dire a me che con tutta probabilitá sarebbe stato meglio che fossi morto. Sarei un ottimo personaggio di Yates. Ma nella vita reale penso che sarebbe stato meglio fossi morta io. Per non doverti mai sapere completo o sposato o qualsiasi altro participio presente o passato che denota quella frattura tra me e te. Gentilezze tra atleti, s’intende. Che fai correre il mio cuore troppo forte, ancora. E penso ai tuoi ventricoli regolati da una pastiglia tanto piccola che persino mia madre riesce ad ingoiarla senza fare troppe storie. Ma stasera il mio cuore non ha niente di sportivo. Io dovrei essere felice, non tu. Fanculo. Fanculo. Fanculo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 3 febbraio 2013 - ore 23:38 Dormiamo slogandoci i polsi pur di tenerci la mano. Non lo sai tu, ma ogni volta che lo fai io mi ricordo di un libro. Dove una ragazza finisce investita da un autobus. Quando torno dal bagno la notte, trovo il tuo braccio che annaspa tra le lenzuola nel mezzo del letto. Un gesto disperato. Pieno di attesa e di assenza. Ricorda qualcuno che sta per affogare. Divento triste, perchè non so se salvarti. Io che ti dico che voglio sia sempre colpa mia, ma quando mi accorgo che la musica si è fermata, naufrago nei bicchierii di troppo. Io che penso amore mio, e penso sempre allo stesso uomo. E non sei tu. Ma sei tu adesso, anche quando io sento e amo ieri. E ieri non torna, ed io mi sento solo l’appendice di quello che è passato. Ed è in questi momenti che torno a letto e raccolgo la tua mano. Quel gesto, disperato, non di chi affoga.. Ma di chi prova, come puô a salvarmi. La stringo. Ma non sono salva, e lo sappiamo entrambi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 18 gennaio 2013 - ore 13:20 è.colpa.mia. Mestre ogni mattina, uno schiaffo di piastrelle sporche e cavalcavia. Quando dormo in treno, non sogno mai. Ma ti trovo sempre fuori dalla stazione che mi aspetti per andare al mare. O al binario dieci, per dirmi di voltarmi. Il tempo sai, non ci cambia. Vorrei dirti questo, quando il venerdì sera entro nel tuo appartamento e quel letto è disfatto solo dalla tua parte, neanche mi avessi aspettato una settimana intera. Quando cerchi i baci che non so darti per intero. Quando mi accarezzi davanti allo specchio, e nascondi con la mano il mio tatuaggio. E fai finta di non sapere che non ti ho mai detto cosa vuol dire. E fai finta di sapere che siamo in solo in due. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 19 dicembre 2012 - ore 00:28 il senso di violante per la pioggia Per tutta la notte mi hai accarezzato la testa. Non ho potuto fare altro che aprire l’ ombrello. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 16 dicembre 2012 - ore 21:44 vivo como quieras. o quasi. ciao, tra tre ore avrò ventisette anni, e non riesco a lasciarti andare. non lo pretendo nemmeno, nè nessuno me lo chiede. ma vorrei che mi regalassero questo. un cuore nuovo, liscio, perfetto, a tempo. un vuoto di memoria. non piangere più sui non voglio che clara. la possibilità di dire ancora ti.amo. [a chi lo sta facendo davvero.] e sapere che tu sapevi che per te le parole non sono solo parole. [le parole sono mani] per sempre, ho detto, ti amo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 18 ottobre 2012 - ore 20:08 nei miei incubi Forse entrerai qui. Con il desiderio di non trovare parole per te. Non oggi. Non quell’oggi che sarà domani. Hai una casa, una mezzamoglie. Amici. Dischi e vetrine. E hai me, che non ti servo a niente. Io sono lo schiaccianoci nel cassetto degli utensili della cucina. Ma le noci si spaccano con un pugno. Vorrei poter essere il sale, come in quella fiaba raccolta da Italo Calvino. E invece no. Hai me, dicevo, ma non sono indispensabile. Sono un cerotto per un bombardamento in Iraq. Sono le ciglia di plastica di una bambola senza occhi. Sono la tua ragazzina. E lo so che il regalo che vorresti è che non lo fossi più. Ma il tempo e le cose non dette e quelle che ho gridato, mi danno ragione anche quando non vorrei. Anche quando cambi il titolo di una canzone, ed io non ho più niente per me. Oggi, cioè domani, non sono ancora quaranta. Ma è sempre un anno in più. Buon compleanno, amore mio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 9 ottobre 2012 - ore 09:06 Tu non hai un prima e un dopo. Ho provato a spiegarglielo, mentre mi teneva le mani. Ha provato a capire. Non ha capito. Non ho capito nemmeno io. Un giorno hai detto che eri la mia nemesi. Ma non è vero, amore mio. Con te se ne è andata via quella parte di me. Che è me. "Mentre parlavo con lui stanotte, ho rivisto siracusa e le stelle e ho pensato brevemente a te alle nostre nozze bianche." LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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