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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 7 ottobre 2012 - ore 15:26 MOLLY "Volevo sapere.."- cercò le parole- "volevo sapere se non ti dispiace essere il mio amore dell’altro mondo. Adesso che mi hai conosciuto, intendo." "E’ solo un lavoro"- rispose lei ostentando uno stupore da bambini. "Mica è vero." Il senso riposto nella domanda di lui era tanto evidente quanto la risposta stupita di lei. Stava pensando a lei in un certo modo, era questo il senso riposto della domanda. Mentre il senso della risposta era che non doveva pensare a lei nel modo in cui la stava pensando. Homer, però, continuò a pensarla in quel modo. Pensava che sarebbe morto davvero, se avesse dovuto smettere di pensarla a quel modo. Gli regalo questo libro. Non so nemmeno di cercarla, la frase che trovo. Mi scoppia in testa Youknowyou’reright. La verità, quella non deve mancare mai. Quella è la causa del respiro che non trovi a volte. Delle parole che non sai dirgli. Delle parole che hai scritte su un braccio. Le parole, già, sempre loro. Appartenere è il classico verbo che prima di arrivare alla fine ti ha già fatto a pezzi. Diviso in parti, appunto. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 1 ottobre 2012 - ore 23:12 Le ore. non ho ancora disimparato a mettere in fila le parole. per te. lo so, non serve nemmeno scoprirlo, perchè dieci minuti fa ho sentito questa canzone. e dieci minuti fa ero sotto casa tua. la vigilia di natale. e tutte le luci sotto casa tua mi chiedevano soltanto di andare via. e io ho pensato soltanto che. mi manchi. [ho detto per sempre. per sempre.] http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=pmfnHim-zFw COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 7 agosto 2012 - ore 18:59 . LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 25 luglio 2012 - ore 23:46 ri-abbracci. Trovarti a Piazza Garibaldi. I postumi di una serata di lavoro. Il modo che hai. Di porgere il bicchiere. Di parlare di Frank Zappa o di raccontarmi che manca il simbolo della bilancia sulla torre dell’orologio. (Non c’era giustizia, pensava lo scultore che non veniva pagato.) Io resto a guardarti, Chet. Mi chiedo dove lo trovi il fiato. Quel modo quasi familiare di abbassare la voce e rispettare la prossemica e ridere con i capelli arruffati. E poi trascinarmi al ventitre. E ritrovarsi alla Feltrinelli, su e giù per le scale, o a segnare con le dita strade immaginarie sulla mappa della Despar. E’ dolce la tua compagnia. Senza sforzo e senza ansie. Così come quella volta che hanno bendato Thomas e tu gli hai fatto toccare il muro, le tende, sentire il caldo dello spiraglio di sole che entrava dalla finestra. Con la calma dei tuoi gesti, facciamo pomeriggio sulle panchine vicino al Liviano ad indovinare cosa turba la gente. Poi suono al campanello di casa tua, e mi vieni ad aprire smagrita e con i capelli che dopo la chemio crescono solo ricci. Non parliamo così da tanto. Da uno di quei pomeriggi che scrivevamo sui muri di camera tua com’era avere sedici anni. Ma anche se lo intendo, quel buco vicino al cuore che ti hanno fatto, non riesco a guardarlo. Non riesco a dirti come sto. Accarezzo il tuo gatto che ci tiene compagnia. Penso che è l’ennesima volta che ci ritroviamo. E questa volta il mio nome l’hai fatto tu, mentre ti risvegliavi dall’anestesia. Giulio dice "ali" nei live di Hanabel. Cresceremo diritte, Emily, come i tuoi capelli di un tempo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 23 luglio 2012 - ore 15:07 solo palliativi. "Sentivo che se non avessi scritto nessuno mi avrebbe riconosciuta come essere umano. La scrittura, allora, era la mia sostituta: se non ami me, ama quello che scrivo, amami per questo." s.p. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 18 luglio 2012 - ore 09:09 quindi anna, raccogli smeraldi e stracci e scappa. l´applauso mio arriverà puntuale sempre a render grazie a quell´arte. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 17 luglio 2012 - ore 18:25 da brava apri sta porta. apri a questo nessuno. Oggi gli occhi non servono a niente. Li lascio scivolare giù dalle guance. E’ solo una foto. Eppure sento le tue mani farmi del male. Il peso delle tue braccia e la stretta sul polsi. La mia voce, prima. E poi il corpo dimenticato da pensieri che sono altrove. [I posti sicuri, un febbraio ubriaco, il sapore di un tatuaggio sotto alla lingua. Miele e cianuro. ] Sono passati tre mesi. Penserai che è tutto passato. Hai messo a tacere tutti, e convinto gli increduli. Ma ce ne vogliono sei perchè si prescriva il reato. [per questo, ogni volta che si parla di T. io sorrido e basta. Perchè con il suo diploma serale da ragioniera e i suoi costumi discutibili, è stata l’unica che mi ha riempito il bicchiere fino a che le lacrime sono venute a galla, e ha contato i giorni che ogni ecchimosi e ogni graffio si è preso per riemarginarsi. Con me. Dalla mia parte.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 16 luglio 2012 - ore 15:11 Almost Chet. Mi sembra di sapere già, come respiri mentre dormi. La calma delle tue mani a cercare i tasti, meglio se bianchi. O quel giorno che hai detto che forse la tromba non è stata la scelta giusta, come se te l’avessero fatta scivolare vicino e tu non hai potuto che soffiarci dentro. Sono mesi che metto impegno a enumerare i tuoi gesti. Ora parliamo una lingua che non so dire se sia comprensibile. Tu che vivi di notte ed io che mi sveglio presto. Ed ogni volta, io so che hai pensato per me una musica. Ed ogni volta tu sai che io ho pensato per te un film, una delle mie canzoni da ragazzina indie invecchiata, delle parole. No, con te non parlo. Con te non scrivo, se nemmeno dico. Penso alla tua terra di balere e vecchi Marlon Brando ubriachi, cinquantenni con la tinta appena fatta e tu da qualche parte. Mangi, bevi e si suona, mi hai detto. Che è il lavoro più bello del mondo. Io non dico. Alle cinque della mattina torni e trovi ad aspettarti addormentata, sulle mie mani che non suonano più niente, l’ultima carezza prima di dormire. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 14 luglio 2012 - ore 22:38 Ciao maschio [resta vile, dove vai?] Ciao, maschio. Gorilla spiaggiati. Metropoli, nebbia e antichi romani. Femministe impagliate di margherite. E un figlio mangiato dai topi. E un altro che mangia uva gialla dalle mani della madre. Essere nudi, disarmati di fronte ad interrogativi che riempiono i muri. Gli occhi sempre pieni di lacrime di Mastroianni. Mi dai un bacio? E c’è sempre una scena, nel mezzo dei tuoi racconti, che mi sento di te, Marco. E’ così triste non essere la tua Dellera, come mi sento. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 13 luglio 2012 - ore 16:14 Quando la questione è tranquilla e fuori piove. Il ritmo dei tergicristallo. Le nuvole gonfie. Yates, sedile passeggero che canta con me. Perchè vengo così male in foto e così bene nei romanzi? Marco stanotte mi chiede di quella maglietta. E’ sepolta sotto cumuli di ritagli di giornale e le ricerche e i diari di me bambina. Peccato, dice. Io avrei potuto innamorarmi di una che fa così. "Che fa così", lo ha detto anche la cancelliera del monocratico di Mestre. Ma lei intendeva, di quelle che fingono di copiare quattro pagine e evitano di pagare tutte quelle marche da bollo. Tu cosa intendevi, Marco? I condizionali restano a fare la guardia al mio giardino. Mettimi uno steccato bianco intorno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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