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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 17 agosto 2008 - ore 11:04 MI SFIDI? La testa lasciata a Venezia. Dimmi quando avvisti il prossimo disobbediente che comincio a correre. E andiamo ad occupare le tenebre con i vestiti adatti alle eclissi parziali, con le armature per difenderci dalle bionde non svedesi ed i controllori della Trenitalia che sanciscono di non vendere pane. E allora mi accusi di essere razzista, mentre avvisi il mio ego di aver fatto un’altra conquista. Una biondina. Sembra svedese e la perdono. E le fotografo gli anfibi mentre sale il ponte. Mi faccio portare per i vicoli più scuri. Se hai paura ti difendo con le barrette di muesli in borsa. Se hai paura, non averne, non serve, ti compro un gelato al pistacchio e regoliamo i conti con le nostre vite. Tu che mi conosci come la tua stanza. Anche se al buio ogni tanto vai a sbattere sugli spigoli. Io che ti invado delle mie paranoie sui rapporti senza via di fuga, senza senso, andati a male. E ci raccontiamo dei palazzi che portano rogna, della pericolosità sociale e personale di intraprendere l’attività di piccolo imprenditore. Dei Ministri che si prendono troppo sul serio, forse più dei 99Posse, che fanno sorridere per come non si usi più. Sabotare. Sovvertire. Dei Dari e di quelle che mi fai ascoltare fino a Mestre e potrei giurare che siano le Hole dei tempi migliori. Ci sono notti che ci perdiamo in tangenziale. Che i treni per Zagabria difettano di orari o sono al guinzaglio di binari morti. Che mi chiami e vuoi andare a vedere l’acqua e anticipi le mie battute sul portarti a bere dalle pozzanghere. Che non penso a nulla, e non ho freddo, e inciampo sui cartelli di Mestre. Che ci nascondono la luna e io canto i Valentinadorme. La nostra eclissi è la migliore perchè...non è affatto parziale. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK sabato 16 agosto 2008 - ore 00:22 COGITO ERGO BOOM Le tue parole mi infastidiscono più di un operatore del call center che chiama a mezzogiorno. Ti rispondo male e non ne sono ferita. Delimito aree da cui ti voglio fuori. In primis, la mia vita. Tu e il france manicure, i surfisti di Fuerteventura e i mojto che ordini anche per me, mentre sono al bagno. Li odio, e odio anche un po’ te. Forse perchè non mi costa niente. N-i-e-n-t-e. Poi trovo il messaggio di Sylvia. Sylvia che scappa in ogni angolo del mondo e vuole che le tenga la mano se fa un piercing. Che vuole che invada Varsavia appena se ne tornerà a casa. Che ricorda di quando si dormiva in tre su quel letto con Kashia, e della mattina che sono scappate all’aereoporto con Kuba e Kamil e ci hanno lasciato i cioccolatini di Solidarnosh sul comodino. E Losanna era bella solo di profilo. Le nostre foto rubate, come la corsa su quel treno svizzero per sfuggire al lago che stava ad ingoiarci ogni pomeriggio. Alla pista di pattinaggio. Alla vodka che bevevano a colazione per non avere freddo. Alla brasserie marocaine dove la birra costava poco e noi pagavamo a monetine mettendoci un secolo, un po’ per la sbronza, un po’ perchè coi franchi non ci stavamo a capire più niente. Stanotte penso, quindi stono. Mi mancate. E lo sapete. Giankuia per tutto, e anche per tuo fratello che mi hai promesso in sposo. Dobranoz in questa notte di cristalli e lampi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 12 agosto 2008 - ore 22:58 UNA TERRA PROMESSA Le segreterie che non danno speranze. Agosto che mi massacra di angoscia. I Massimo Volume nel cassetto dove so io. Insieme ai libri e alle cose che avrò il piacere di fare. Dopo questa tempesta. Con la testa sgombra. Sono notti che dormo male. Sogno troppo di chi c’è stato. Non riesco a pensarti se non a Parigi, in quell’appartamento. Ma è stato strano e quasi commovente sapere che posso stare da te. Anche se non spunterò dalla sua valigia con un pettine in mano. Quei giorni che non so collocare ancora sul calendario. Il mio maestro ucciso dalla tonsillite. Che a raccontarlo nessuno crede che è il mese più freddo dell’anno. Che le scarpe sbiadiscono. Che non sopporto la Vezzali e le sue citazioni colte alle olimpiadi. Io neanche per tutto l’oro del mondo lo pronuncerei. e-r-o-s-r-a-m-a-z-zo-t-t-i. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 11 agosto 2008 - ore 01:30 MADONNA FA PILATES. IO, NO. Correre alle sagre di paese come bambini. Io che sotto casa ti regalo una papera gonfiabile perchè sono troppo sensibile, e la delego come centro di imputazione di critiche e rancori, mentre ti dico che ho trovato il posto per saltare. Le luci, le giostre, l’acqua e menta e le vaschette di plastica. I bambini, I peluche che si vincono a pescare cigni, quelli che ballano I lenti sotto luci psichedeliche e la fisarmonica dell’ultimo Casadei dei poveri. Non so perchè ti ho ascoltato. Forse perchè Milva l’ abbiamo lasciata in macchina, prigioniera della sicura per I bambini, che nel bagagliaio non si usa, con una signora. Mi sono trovata imbragata a saltare e a ridere ubriaca, di tutte le stelle che sfioravo con il naso, mentre tu mi rimbalzavi vicino. E sembravamo due idioti, e tutti a guardarci da lì sotto, mentre tra il panico e l’euforia disimparavo a pensare con la testa piena della canzone dei Dari, e la voglia di non tornare più giù. Stanotte che il cielo brilla e lo guardo con la bocca aperta come un bambino. Stanotte che ritrovo qualcuno di lontano. Stanotte che la mia coscienza alloggia in una stanza d’albergo. Un paio di scarpe rosse lasciate fuori dalla porta. E non sono di Wale. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 10 agosto 2008 - ore 16:24 SONO IO IL MIO MINOTAURO Pomeriggi aggrediti da spadaccini, il Brucia Troia live di Vinicio, il sonno che ti coglie leggendo di certi che si inventano telai in acciaio ed il doppio scappamento dei martelletti. Non dovrei, ma cerco di proiettarmi oltre questi mesi che mi porteranno solo sconfitte e male ai polsi. Solo competizione, nomi su una lista, numeri da sorteggiare, giorni da passare in una città che non rivedo dalla elementari. Giorni inutili. Lui che continua a dire che non va bene, così. Io che trattengo le lacrime in certi bordi segreti dei miei occhi, perchè è palpabile quanto io abbia raggiunto il mio limite fisico. Oltre, non si va. Oltre, si rompe tutto. Oltre, mi rompo. E voi che non rispondete, quando cè poco tempo. Pena il mare ai confini dellEuropa, una Parigi dislocata, gli ostelli a poco, dei giorni solo per noi che ci regaliamo tante sere, tanto bene, tanti libri. Tante cose. Mentre tu con la testa sei già dentro una canzone di Milva. E io ferma qui. Come un punto. O una lettera minuscola allinizio di una parola. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK giovedì 7 agosto 2008 - ore 19:20 MORIRE D’AMORE, TAGLIARSI LE VENE, MALATO DI TISI PER TE Un tempo c’era un film che adoravo. Lei piangeva nell’impasto della torta nuziale della sorella, e tutti gli invitati scoppiavano in lacrime dopo averla mangiata. Peccato. Io so cucinare a malapena. Peccato. Io non ho sorelle da sposare e neppure nubili. Ve lo racconto perchè al solito il Sinflex ha dato gli arresti domiciliari alla mia emicranea. Resterà qui con me, a quanto pare, a farmi compagnia. Potrei persino chiederle di raccontarmi i sogni che ha fatto nelle ultime notti. Perchè spero vadano a letto, le emicranee. Anche la mia. Adesso. Ho spedito Beethoven in farmacia. Beethoven che non capisce nulla e sa fare solo la voce grossa e mi riempie di ottave difficili e appoggiature grottesche e vattelapesca. Gliel’ho detto stamattina, che ho solo due mani. Lui non capisce. Come un uomo. Lui è sordo. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 6 agosto 2008 - ore 09:45 I DIED ON THE CARPET, NOW THAT IS A SCENE! Lei stanotte riappare in un sogno. Per colpa di una certa Mallory che si pianta a scrivermi per caso. Per caso mi ha trovata. Per caso fa richieste di amicizia. Poi chiede di chi sia la citazione. Baudelaire, al solito, anche se qualcuno ipotizza che la mia devozione sia sponsorizzata dai baci Perugina. Mallory ti somiglia e vive a Londra. Forse si è lasciata intenerire dalla mia faccia slavata, e la mia passione per Vasco mi ha fatto acquistare punti nel suo immaginario. Ma non è questo il punto. Stanotte sei ricomparsa. Non succedeva da tempo. Come se avessi chiuso male il compartimento stagno in cui ti tengo imbavagliata e legata ai polsi. Stamattina taglio con le forbici le lenzuola. Rubo frasi agli altri. Torna, ti prego. Da dove sei venuta. Stamattina White Rose Movement a colazione. Love is a number. (Mi hanno appena precettato per andare a comprare i numeri primi all’ingegnere). LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 4 agosto 2008 - ore 19:44 APRI GLI OCCHI SALAMANDRA Notti buone. Come i granuli della camomilla istantanea sotto la lingua, le tue parole. Qualcuno la chiama empatia. Nemmeno questo. Lem- provoca uno sforzo che guasta la comunicazione con Cioè? e Tipo?. Io non so se ci rubano anche i tavoli, dove li nasconderemo, quelli che non cerano anche quando cerano. E poi gli artisti, gli artificieri per farci disinnescare, i letti matrimoniali su cui dormiamo da soli come cani investiti. E quelli che si lasciano violentare dalle sorelline e dalle biancanevi. Quelli che sembrano più vecchi nelle foto. Io che sto attenta alle decine e non alle unità, solo perchè una volta mi ha truffato il pallottoliere. Io che ho dodici anni, e ancora per certe cose mi tappo le orecchie per non sentire. Io che mi arrendo al revival televisivo di -ceravamo-tanto-amati-. Hai ragione che agosto è il mese più freddo. Qualcuno come noi implora. Come back september. Volevo lo sapessi. Ho le lentiggini. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK domenica 3 agosto 2008 - ore 23:59 LA TUA BOCCA NO, SA DI SANGUE Emicranea da troppa televisione. Le donne in carriera. Le adolescenti che tentano il suicidio. Le api assassine. Le televendite della Eminflex. E Mastrotta scomparso come il Festivalbar. Oggi i pensieri lasciati alla porta, come Testimoni di Geova. Ho paura, perchè è agosto, ed è il mese dei brutti pensieri. Dell’afa che non fa dormire. (Nemmeno i pesci della biblioteca). Delle mie spalle scoperte. Delle lune storte e delle stelle che cadono a testa in giù. Che se mi guardo allo specchio, non so nemmeno se assomiglio a qualcuno. Che se faccio quei giochetti stupidi su internet, risultano somiglianze con tre uomini ed una sola donna. Come se anche le mie fisionomie portassero i pantaloni. Ve lo comunico prima, uomini di Spritz. Che ho messo su due chili. Che ho una cicatrice della varicella nel bel mezzo della fronte. Che non so stare sui tacchi e riescoa finire una birra solo se è al kiwi. Che per uscire dovrete chiedere la mia mano al Devoto Oli. Che quando ad uno speady ho risposto dicendo che sono molto rigida in tutte le cose, il mittente mi ha sorpreso con una delle risposte più intelligenti mai pervenutemi. Allora sei un uomo. LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK domenica 3 agosto 2008 - ore 00:43 EACH PRAYR ACCEPTED, AND EACH WISH RESIGND Dici che potrei andare a lavorare alle poste. Dici che non sopporti come riesco a guardare tutto da fuori. Da un po, senza specificare. Ripeti di continuo se ascolto quello che dico e come lo dico. Ti parlo anche di lei. Di come avrei voluto restare ancora un po a casa a scriverle. A decidere che numero appuntarci al petto, e ripensare a dove nascondere le cose che non riusciamo a cancellare. Sotto il tavolo. Dietro laltare nella foto della prima comunione o vicino ai denti caduti, e lasciati alla formica. In una spiaggia come tante, in inverno. Ti intristisci quando accenno a quel film. Chiudiamo lapprofondimento cinema, con il burro di Bertolucci, e gli abusi della polizia in Brasile. Fra poco è un anno che ti ho conosciuto. Il vino non si apriva. Io che ho fatto di tutto per mettere i Doors e Serena ti ha chiesto se la maglia era di Dolce e Gabbana. Poi quelle sere a sfidare lafa, i Tre Allegri Ragazzi Morti, il caffè dorzo, io ed il mio vestito viola, un pacco che mi aspettava a Milano. E tutto per far andare le cose in un altro modo. Come quel giorno sui colli, il vino, il dondolo, il cane, Gianni. Non era sbagliato. Non era per finta. Era fuori tempo. Un metronomo in testa che mi rimbalza a vuoto. Io che non so come non farti del male. Io che stasera mi divido per uno. Io che esco sempre sulla ruota di Venezia, come ritardatario. Le tue ricevute del lotto a parlarmi del tempo che hai perduto. Una bottiglia di vino in viaggio per Stoccolma. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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