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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 13 maggio 2012 - ore 22:44 sono i miei occhi che tesi non vedono quasi più. I bambini ciechi quando hanno paura si tappano le orecchie. Che senso avrebbe chiudere gli occhi? Quando bendi me e tutti gli altri, ritrovo il mio respiro. Esploro la stanza e gli odori degli altri. Qualcuno ha fumato una sigaretta. E mi ritrovo, quando so di non essere vista e di non vedermi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 10 maggio 2012 - ore 19:26 [17/06/2010 2.18.28] : tu che ti togli quei cazzo di occhiali e ridi E lo so a cosa stai pensando. Ma è il mio maggio. Sono le mie cicatrici e le mie commemorazioni con la banda che sfila fino in piazza. I sopravvissuti che parlano al tiggì regionale. E’ il mio maggio. I gelati. La ragazza con la maglietta marrone. La visita in cardiologia. Mpf che dice che abbiamo fatto l’amore. E’ il mio maggio. Una Freitag, Anita e Altri Libertini. E’ la mia verità. Che ero il tuo inferno. Ed erano anche gli ultimi giorni in cui, lanciata in aria, non avevo paura dello schianto. Ti ho detto per sempre. A maggior ragione, dopo quello che è successo, sarà per sempre. In modo discreto e con amore. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 9 maggio 2012 - ore 22:39 Siedi e aspetta rami e fiori Le nudità, le proprie. Il bersaglio, la mira, i peluche in regalo alla festa patronale. C’è gente che di mestiere succhia ghiaccioli in un video degli Amor Fou. Scavo nella memoria bambina del millenovecentonovantatre. Estati che si scioglievano all’istante, tra i graffi sulle ginocchia e il libro delle vacanze. Mi chiami bambina. Inciampo in giochi proibiti, quanto non lavarsi le mani prima di cena. E poi resto a guardarti, papà, il giorno del tuo compleanno, mentre ripieghi tre volte il mio biglietto di auguri. Mi chiedo dove lo terrai. Tu che hai riposto su di me il meglio che ti sia potuto capitare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 8 maggio 2012 - ore 00:08 Io ritorno a pensarti quando è maggio. Sorrido, se penso che forse è solo questo il tuo spazio per tenermi. Esilii a Sant’Elena. Di Silea. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 6 maggio 2012 - ore 10:56 Cerca e troverai. In quella serie di vite possibili che abbiamo di scorta. Quelle che restano a fare compagnia al pigiama sotto al cuscino dopo che la sveglia è suonata. Quelle che ritornano nei brividi, alla stazione. Quelle vite possibili che altre persone stanno vivendo al posto tuo. Che ora sono diventate impossibili, per te. Restano città viste dall’obiettivo di una macchina fotografica, la distanza, concerti schiena contro costole, Venezia un sabato pomeriggio, un ciondolo a forma di stella. Restano bambini solo pensati e case mai costruite. Resta il fatto che le cose perfette non ci portano fortuna. Forse per questo, alla fine non ho saputo tenerti. Io che non avrei dovuto più cercare, dopo averti trovato. [oggi quella canzone degli Afterhours in loop. Buon compleanno, A.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 6 maggio 2012 - ore 01:11 Un film con Monica Vitti. E sabati persi a preparare esami. Scopro il metodo Tomatis. Mi torni in mente, quando mi dicevi che parlavo sempre troppo piano. Ora la mia voce non la senti neanche. Neppure dentro i bagni dell’Home, o ad innamorarsi di chi ti chiama per nome con insistenza, neanche fosse dio, padre. Ti dormo in fianco. Nel mezzo del letto un cucciolo di gatto che si accoccola tra le costole. Poi, la mattina presto, Treviso con gli occhi pesti. Un treno per Belluno. Il ricordo di Wicked game cantata al Mauerpark, disseppellita dai tempi di una cassettina che ho bruciato. Non riesco a stare tranquilla dentro ai locali. Lo capisci. Mi dici che se si fa vivo, stasera c’è Samu. L’ombra dell’ultimo livido, nelle scene finali di un film con Monica Vitti. Mia madre non capisce perchè dovrei cambiare canale. Se te lo dicessi, ucciderei papà. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 2 maggio 2012 - ore 12:52 ma abbandonarsi ogni tanto è utile.. Semplice è il buio da dividerci mentre guardiamo un porno Alla fine di un giorno di calze e macelleria E il cadavere di superman che cade dalle nuvole È solo un’altra scusa per farci sentire più simili agli eroi e belli come dei che non sbagliano mai Piccoli peccati da confessare per diventare buoni [dimartino] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 1 maggio 2012 - ore 08:39 se aspettiamo maggio, mi aggiusterò? C’è una distanza infinita tra le mie mani e quello che tocco. Tra le parole delle canzoni e il vestibolo e la comprensione. C’è un cavo spezzato, tra l’input e l’emozione. Tranciato di netto. Ieri, mentre mi affacciavo sulla Berlino delle otto di sera, hai fatto partire Lerughesullafronte, la nostra canzone. Ci siamo abbracciate, eppure io non ti sentivo dentro alle mie braccia. Continuavo a vederci da fuori. Fuori dai miei battiti del cuore, fuori dalle mie ossa, fuori da quella finestra. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 30 aprile 2012 - ore 19:10 A Berlino va bene. Mi fai posto nel tuo letto. Cantiamo moriròd’amoremoriròperte e tutta la discografia di Giuni Russo per Neukölln. Ci sono turchi ovunque. La notte ci guardano rincasare tardi o imboccarci di gozleme e durum. Sono giorni senza pretese. O solo una. Stendersi nei prati. Dirci quanto ci sono mancate. Le cene. La cucina in sobbuglio. Bottiglie di vino, Kartoffelnbrot e crema di pistacchi. Tornare a mezzanotte con la fame da u-bahn. Camerini e i piedi scalzi a Kottbusser Tor. E poi Leipzig, la nostra città. Bach, i gelati, la Nurnberger e andare a fare la spesa portando a spasso Andrina. I tigli. E ancora una volta sono viaggi in treno, e materassi prestati, lenzuola bucate e tuo fratello che somiglia a Cacciari. A Berlino non lavora nessuno. Si studia letteratura comparativista, si fanno praktikum nei call center. Io mi ricordo di quanto questa, prima, era la mia vita. Una vita aliena, fatta di poche parole in tedesco, piccoli sogni e tram presi senza biglietto. E mentre restiamo nel buio del Mauerpark a bere vino e a ballare sotto la luce della torre della televisione, penso a come tutto sia diverso ora. Tutto è stato stravolto. Distrutto. Divelto. Bevo l’ultimo sorso. Tre ore di sonno e poi il volo. Ti abbraccio. Sorrido, se penso che tutto è rimasto intatto. Esattamente come lo avevo lasciato due anni fa. Tranne me. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 29 aprile 2012 - ore 18:30 ohne platz ich bin. ich bin. ich bin. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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