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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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martedì 12 ottobre 2010 - ore 01:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


amo di te tutto ciò che fa male.
sì. tutto quello che fa male.




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lunedì 11 ottobre 2010 - ore 11:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


tu
l’incidente
l’esame sfumato
i dolori
i noduli e l’agoaspirato
la prof che da lecce non può correggere la tesi
la prof che anticipa la sessione di laurea
il termine di consegna che viene anticipato
la laurea che forse va a puttane
confetti, parenti, vestiti... tutto a puttane.
lei a letto. lei che sta male. lei che è morta. lei che vorrebbe mandare affanculo cielo e terra. e che si domanda davvero che cazzo ha combinato per essere presa di mira così.

non ha desiderato le cose e gli uomini d’altri.
ha onorato il padre e la madre.
ha santificato le feste, e vabbè anche un vitello d’oro.
ha commesso qualche atto impuro di ordinanza, non ha ucciso, non ha rubato, non ha detto falsa testimonianza.
non ha commesso adulterio.

maledetta davvero. altro che stagione buona.



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lunedì 11 ottobre 2010 - ore 00:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")




due anni fa.
galeotta fu l’installazione con Iva Zanicchi per protagonista e la birra al kiwi.
tanto so che non te lo ricordi.
in foto: violante sbronza, Mirò sobrio. ma innamorato. il 18 ottobre. tardi, molto tardi.

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domenica 10 ottobre 2010 - ore 23:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")




all flowers in time bend towards the sun
i know you say that there’s no-one for you
but here [was] one.

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domenica 10 ottobre 2010 - ore 09:11


ho finito per mostrare il fianco.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sabato sera passati davanti ad uno specchio, come se avessimo ancora dieci anni e l’armadio di tua madre ci offrisse mille pretesti per non guardare la tivù.
Sono paralitica e vomito di continuo.
Mi tieni la testa, mi spogli e mi rivesti come una bambola.
Tocchi il costato. Metti un dito sulle ossa del bacino, quasi non ci credessi.
Mi dici. Sai, adesso ti si vedono le fossette.
E corro in bagno a vomitare la stessa frase che mi ha detto lei tanti anni fa.
I farmaci mi annebbiano, mi danno sonnolenza.
Forse bisogna fingere che sia come tanto tempo fa. Bambini disadattati. Bambini che non digeriscono la realtà e se ne costruiscono un’altra.
Io sono morta mercoledì.
Vive quella parte di me vestita da fighetta su una vertigine di tacchi alti che rimandava lo specchio.
L’autobiografia e il bambino ciccione sono morti con me.


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sabato 9 ottobre 2010 - ore 17:48


certe volte sai, la violenza è un’esigenza familiare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Desideri idrosolubili come l’Aulin.
Li faccio scomparire girando un cucchiaino.
Cascamuerti e Valentina. Scene immaginate senza per forza essere lì. Anche se non lo avessi scritto, io lo sapevo già.
Le gambe da stendere.
Un letto che è l’America.
Squoto meno la testa e mi arrendo allo schianto del cielo che cade.
In attesa della prossima sconfitta. Del prossimo ostacolo. Del prossimo rifiuto.

[Un anno fa credevo non ci potesse essere di peggio di una città che simulava la resistenza, e alla fine del teatrino, si rifugiava in una kneipe a bere succo di mela caldo in bicchieri coi bordi ricoperti di zucchero.
Credevo che niente fosse peggiore di una cameriera che non parla la lingua nazionale, lava i piatti con l’acqua fredda e poi torna in una stanza in cui non è mai buio, a pensare che ha dimenticato l’occasione di essere felice a casa.
Ma mi sbagliavo. A sbrega.]




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venerdì 8 ottobre 2010 - ore 20:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dovremmo scappare di casa. Da quello che non capiterà più.

ti ho detto come sto. ma non ti importa. ti ho chiesto aiuto ma. tu non hai tempo. ed è una fortuna che. io sappia fare. le mie cose. da sola.
io dico che l’amore. è un demonio che disintegra e poi muore.
io dico che l’amore. è un demonio che non sa che farsene di me.
ti ho detto come sto. ma non mi senti. eppure con te ho tentato. in tutti i modi possibili. eppure con te ho provato. in tutti i modi possibili.
io dico che l’amore. è un demonio che disintegra e poi muore.
io dico che l’amore. è un demonio che non sa che farsene di me..

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venerdì 8 ottobre 2010 - ore 15:40


Autoblindo. Ad libitum.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


sai quella frase che non trovavo sulle Lettere di compleanno?
riguardando i quaderni di Bubola, mi sa che è di Cohen.
E faceva tipo. I bisturi sono come i papaveri. Se solo li vedi più rossi.
Mi dicono di decidere.
Posso aspettare sei mesi.
Oppure no.
E’ solo una parte di me che se ne va.
E lascia una cicatrice.
E lascia uno spazio.
Tu puoi scegliere di finire giù per il lavandino con lei. O di riempire quel vuoto piccolo.



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venerdì 8 ottobre 2010 - ore 10:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


va a conoscere la verità.
lei che odia spogliarsi e rivestirsi dentro alle stanze bianche. lei che odia le buste gialle e il rumore degli zoccoli degli infermieri.
e’ un rottame.
non è più solo stanchezza.

vuole sapere se qualcosa è entrato dentro di lei, senza che se ne accorgesse. per poi chiedergli come ha fatto.
in questo corpo di porte tagliafuoco e maniglie antipanico tutte chiuse da dentro.

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