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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
venerdì 24 settembre 2010 - ore 00:50 Ecco ciò. [Ho appena parlato con Morrissey che ha detto: Non te lo sei ancora meritato, bimba] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 24 settembre 2010 - ore 00:19 [N]emesi Sangue blu andato in aceto. Un anno fa settembre mi portava via. Resto a piangere in macchina mezz’ora, fuori da casa tua. E penso che Venezia domani sarà sangue e torsoli di mela. Finisce sempre che mi perdo. Lì. Finisce sempre che mi perdo, in genere. Se poi lui canterà di James Bond mancati e lettere a cui non ricevi risposta, pensa a me. Pensa che sto ancora aspettando la foto che mi hai fatto il primo giorno che ci siamo conosciuti col pretesto di una mostra raccapricciante. Pensa che il concerto di domani lo abbiamo aspettato così tanto. Eppure. Noi siamo finiti prima. E io sono finita ad ammalarmi di qualcuno che stava nelle canzoni che ascoltavamo insieme. Nei dischi che ci hanno fatti incontrare. Dove si sorride per la candid camera, companera? LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 23 settembre 2010 - ore 10:19 Autumn. L’equinozio, l’eclissi. E’ finita l’estate. Trita e ritrita. Lo sperma tra i seni, l’oro dei giorni, luglio e i cani al canile per colpa della rivolta sindacale. Tieni una canzone dei Magpie per quando comincerà a fare buio prima. Oggi cominciano le prove generali. Nervosismo, dita incerte, pianti, ossa più sporgenti al bacino. Crolli. Ho dormito solo poche ore. Fottuto Homer Allienson che sono. Ma qui non suona alla porta Stefania Rocca a chiedermi qual’è l’ultimo pensiero prima di addormentarmi, anche quando arriva l’autunno. Così, alle spalle. ![]() [e quando poi settembre fu alla fine, non potendo dire ’qui sto bene’, mi dissi ’qui meglio sparire’ ] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 23 settembre 2010 - ore 03:42 Sturm und drunk. Dentro ai tuoi occhi ora mi vedo come negli specchi dei camerini. Pallida, ingrassata e mortificata. Un tempo mi facevi togliere gli occhiali per dirmi che ero bella. Un tempo, la notte, mi parlavi di tuo padre e mi coccolavi con Paolo Conte. E mi promettevi che mi avresti trascinato via dalle ginocchia in sfondo fabbriche e dicevi che i baci miei erano buoni come in quella canzone. Il tempo che è passato, dopo che sei guarito dai tuoi dubbi. E io non sono più servita a niente. Solo a renderti inquieto. Alla chiesa mi hai chiesto che cazzo c’entrasse la misericordia. Avresti potuto perdonarmi molto e tenermi in palmo di mano, se ne avessi avuta la metà di quella che io ho avuta per te. C’è tanto spazio lì: adesso potete farvi compagnia. Vi amerò sempre. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 22 settembre 2010 - ore 16:15 Divisione dei beni. E’ giusto così. Noi ci teniamo le vostre costole. Voi vi tenete il nostro cuore. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 22 settembre 2010 - ore 01:29 La sera prima del trasloco. [non ci possiamo fare niente. nè io. nè te. malattie incurabili che non siamo altro. e quello che tu dici divino, io continuo a ripercorrerlo, frammento per frammento. memoria, olfatto, gusto e tatto. sono contenta della parola che hai scelto. sono contenta di ricordarlo come la cosa più dolce che io sia riuscita a dare e a provare. non è la guerra. non è l’armistizio. non è un addio. aspetto che cambino la flebo. non ho voglia di combatterti. ormai hai raggiunto i centri nervosi, gli organi interni. ormai è metastasi. mi arrendo al sonno che non viene. ad una notte che scolora tra le lenzuola, i questionari da tradurre, una foto.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 20 settembre 2010 - ore 15:56 BLOG CHIUSO PER [N]EMESI E IMPOTENZA con te se ne vola via l’oro dei giorni. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 20 settembre 2010 - ore 14:31 Soprattutto se piove. Addio. Fottiti. Ma aspettami. Sei una chiavica in storia. Lo so. Lo sai. E allora. Sappi che a Waterloo si è combattuto nel 1815. Il tutto è durato complessivamente otto ore. Che poi Napoleone era un uomo finito. Ma gli altri francesi erano morti intanto. Niente fiori. Leccami la fica piuttosto, tanto per essere concreti. [Napoleone voleva attaccare le forze alleate alle sette del mattino, bombardandole con l’artiglieria ma, dato che era piovuto a dirotto tutta la notte e il giorno precedente, non riusci a muovere i cannoni prima di mezzogiorno.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 20 settembre 2010 - ore 12:10 Underwood 319 Sai. Ho la casa invasa da macchine da scrivere. E non so più a chi scrivere. La notte mi molesti di disattenzioni e dileggio. Sei ingrato. Meriterei una carezza, e invece calci sulla pancia. Ti inventi rebirthing last minute. Io amo il tuo disordine. Io resto tra le tazzine sporche, i vestiti da lavare, la foto di te bambino in entrata, il dondolo in giardino. Tu fai quel cazzo che vuoi. Mi sono rotta i coglioni. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 20 settembre 2010 - ore 00:07 A volte ti ho pensata oltre cortine d’oblio Zia Naska torna a scrivermi. Ogni mail riporta il freddo di Leibnizstrasse, il suo stacco di coscia, l’ufficio con la cucinetta dove io e Asja restavamo fino a tardi a prepararci caffè e a fissare appuntamenti. Poi il tram, quattro mesi senza mai fare il biglietto, la spesa, imboccare la Nurnberger dribblando le bici. Poi a casa quando non c’era da lavorare al caffè da Jens. [Piatti sporchi, profumo di waffeln, i libri da spedire alle poste dell’hauptbahnohf, Maggy che scodinzola in mezzo agli scaffali e i divanetti] Stanotte mi manca la mia Ddr. Mi manca persino Beny nell’altra stanza, che ascolta da tutto il pomeriggio Manu Chao, fumatissimo, tra i gemiti di un porno a buon mercato, bottiglie di birra vuote e l’orgasmo di qualche ragazzina che è riuscito a rimediarsi a scuola, in cambio di un po’ di fumo. Stanotte vorrei chiudere la porta scorrevole. Salutare Jeanne Hebuterne sull’armadio, appoggiare gli occhiali sul comodino e restare in quella stanza illuminata anche di notte, a dirmi che un giorno verrai, ritornerai come in una canzone di Bruno Lauzi e sarà bello in quel buio balordo, guardarsi negli occhi e fare l’amore. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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