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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 19 settembre 2010 - ore 10:23 Tra un manifesto e lo specchio. De Gregori ha a che fare con mio padre. De Gregori è sacro, è religione che prescinde. De Gregori è una bambina con la cravatta e le occhiaie blu. Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai. Non c’è niente di amabile e attraente in un uomo in rovina. In un uomo disperato e rimasto chiuso in un calendario vecchio di un anno come in un supermercato dopo le otto di sera. Ma sono un fottuto fucile che rimpiange Waterloo. Lo sai. Lo so. E allora canto come nel video, come mi dice Toffolo. Sempre e per sempre, dalla stessa parte mi troverai. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 18 settembre 2010 - ore 23:56 Remember, you promised me. Provo così. A staccare la bocca dalla tua pelle.. Ad uscire da questi mesi che rimangono in piedi come le case di cartone della recita della scuola. Buziolandia resta al suo posto. Io anche. Torna quando sentirai di dovermi regalare una carezza, una canzone, un salto sul posto. La foto che amo di più di te non è quella dello Sherwood. Hai una maglia rossa. Tieni Bibi in braccio. Hai una faccia da idiota. E il ventisette giugno è stato il giorno più bello della mia vita. A Riese. A Buda. O a Pest. ![]() [i tuoi baci come il salto del dobermann, dritti alla gola] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 18 settembre 2010 - ore 17:55 She is gone and it’s quite now. Lascio la pelle sulla spalliera della sedia vicino al letto, come un vestito sporco da mettere a lavare. Mi sento arresa ad essere quello che sono. La puttana dell’amore. Ma vienimi dentro, per una volta. Per una volta lascia qualcosa. Un figlio, un uomo, un messaggio, due braccia che non si stanchino di stringermi mai. Le mani sulle labbra, un inverno con i buchi delle tarme, le analisi del sangue con il valore della gonadotropina corionica cerchiato. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 17 settembre 2010 - ore 23:28 Liberi tutti. Hansel e Gretel, passo a prendervi. Suono il clacson appena sono sotto la casetta di marzapane. Salutate la strega e scendete giù. Starete stretti, che è una macchina da sette nani impilati. Ma basta credere che la solitudine finisca poggiando i piedi sul poliestere in auto altrui. Intendiamoci però: niente briciole, eh! Che a voi vi conosco. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 17 settembre 2010 - ore 09:24 Scegli.un.gioco.ed.io.lo.strangolerò. Nei venerdì di pioggia, insisti con il nero dentro gli occhi e il rimmel sulle ciglia. Inventati che a Berlino ci torni presto. Che Samu ti presta le braghe del pigiama e un accappatoio verde. Nei venerdì che non avresti immaginato, finisci il tuo caffè e poi vai a toccare Claude. Le spalle scoperte, vestita da Elisabetta Cavallotti. Che ti addormenti come Linus. Al posto della coperta, le mani strette alle ossa del bacino, lisce, sporgenti, che diventano le discese di un parco acquatico. Sì, beh. C’è Gardaland. Più sotto. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 16 settembre 2010 - ore 23:42 Dire sono dei gemelli. Leggere Tondelli. Settembre lasciami dormire. Disinfetta le ginocchia sbucciate. Regalami un ciddì che parla di un trasloco. E lascia le chiavi per un inverno a Pordenone sul cruscotto di una macchina che non so neanche quante rate dovrò pagare al destino. Settembre fame un ben. Dormi un po’ anche tu. Riempi un po’ dello spazio nel letto, se per riempire me, non sai da dove entrare. LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK mercoledì 15 settembre 2010 - ore 23:44 Cespu. Vengo a sapere che hai perso la memoria. Per caso. Un’ischemia, tipo. Paralisi della parte destra e perdita della memoria. Cinque anni fa. D’altronde che pretendi. A tredici anni sniffavi cocaina e al liceo spacciavi erba ai bambini delle medie. Ho pensato se ti ricordi di me. Se lei, che dici abbia ricostruito il tuo passato e sia la tua memoria, mi abbia omesso o che. Te lo ricordi di che colore era fare l’amore con me? . Mi hai scritto un giorno. Io mi ricordo di quando ti dicevo. E’ per sempre, vero? E’ per sempre, ripetevi. Fino a quella sera. Quella sera che c’era anche M. Quella sera di gennaio. Quella sera che mi hai riso in faccia e hai detto che ti facevo schifo. Che non era mai stato. Per sempre. Giuseppe mi ha raccolto da terra come un fiore. Aspettavo solo di morire distesa sull’asfalto. Il sangue sulle mani. Il giorno dopo ho suonato con le bende addosso. Sembravo un Lazzaro dispiaciuto di essere stato condotto fuori dal sepolcro. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 13 settembre 2010 - ore 21:20 Lei ti marca fisso. Lo conosco quel modo. E piango. Io la rabbia la sfogo così. E i litigi. Continui. Sempre gli stessi argomenti. Sempre quel contarmi tutto. Delusioni, fallimenti, occlusioni. Fate tutti a meno di me, se vi do tanto fastidio. Io non mi fermo. Io stavolta vado fino in fondo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 13 settembre 2010 - ore 08:42 Mi riinnamoro di te che sei il vizio precoce. Non sapere da che parte cominciare. La domanda di laurea in bilico tra un consiglio di facoltà e una firma. Le dita che diventano sempre più nervose. Ho ascoltato Basile ieri, mentre le sei del pomeriggio mi massacravano i pensieri e tornavo di corsa a casa, la spalla malandata. Non so come ho potuto credere di. L’esteriorità non si gratta via con un dito. Non si incollano le briciole dei grattaevinci sulla pelle. Anche sudata. E ho peccato di ubris. Solo per aver desiderato che la mia solitudine finisse dentro una macchina. Solo per aver pensato che. Ora sono fottuta. E mi faccio un applauso. Clap clap suonatrice di Hammond. Mentre il mio desiderio di te suona ancora. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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