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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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martedì 24 agosto 2010 - ore 01:18


La prima volta che ti vidi non guardai
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Son le cose che pensano e hanno di te sentimento.
Me lo hai insegnato tu.
La sera che ho scritto che le cose mi amano di più,
La sera che ho imparato ad amare tutto ciò che viene da te.
A tenere la bocca aperta, io che sono rimasta incastrata nella fase della suzione , che solo così riesco a conoscere le cose, e ad inghiottire senza che il gusto, la forma, la consistenza abbiano più importanza.
Il pane si trasfigura in corpo. Mangiare il Figlio dell’uomo. Mangiare il figlio che non avremo. Il corpo che non avrò. La felicità riversa a terra come nell’appartamento di Via Poma. Mangiare l’ultima occasione, una porta che si chiude e l’ultimo interno notte che ci ha visti insieme.

Da domani pioverà.
Fammi essere una tua cosa.
Fammi essere il tuo piccolo oggetto (a).
Così posso amarti, senza che ci sia niente di male.
Come le stelle verdi. I dischi di Verardi. Il dondolo in giardino.




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lunedì 23 agosto 2010 - ore 16:14


Un bombarolo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Faccio finta di non sentirti.
Fabbrica ordigni e riempi i miei acquari.
Il riverbero del sole tra gli alberi avrà il gusto del miele o delle spalle scoperte di Kirsten a tavola.
E i capelli sul lavandino mi dicono che è sempre lunedì.




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lunedì 23 agosto 2010 - ore 10:04


So che presto finirà-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sentire più le gambe.
Poi sentirle di nuovo.
Come se qualcuno ti avesse preso a calci.
Poi gli spasmi dei muscoli e la mattina trovare crateri azzurri, dappertutto.
Forse sarebbe il caso di fare qualche accertamento, eh.
Oh se muoio, date una sistemata e una pulita alla mia bambina nuova.
Ditele che le volevo bene, che impari a non litigare con le altre sette sorelle e non fatele mancare niente.



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domenica 22 agosto 2010 - ore 11:43


Francesca Dellera da giovane.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le turbe psichiche di genere della mia generazione credo siano state indotte dal totale smarrimento di fronte a Francesca Dellera e alle sue labbra al cinema o in tivù, dai cinque ai nove anni.
Non c’è niente di più vicino a Giorgione, e lo penso davvero, ne La Carne.
Il dubbio è sempre stato essere o avere?
Mediavideo me ne lascia guardare solo metà.
L’altra a stasera, dopo un pomeriggio a sistemare sestine e a lasciarti scritto qui, come un post it sul frigo che ho tanto sonno.
Che i crampi si mangiano le mie gambe.
E Bartali cantato da Castellitto continua a parlarmi una lingua che non è comunicazione, ma semiotica.
Non aver paura delle mie parole di notte. Sono portieri per i miei occhi che rincasano sempre più tardi. La verità si appoggia all’entrata, prende le chiavi della stanza e va a dormire.
Io resto spaesata, mentre lei lecca i polsi pieni di sangue e poi si va tutti a far la spesa.
Lo champagne fa venire il latte.
E una prima comunione non si nega a nessuno.




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sabato 21 agosto 2010 - ore 19:19


L’ultima spiaggia ha un sapore lunare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da dentro le cose sono differenti.
Da dentro c’è la polpa e il verme.
Tutto dietro ad una apparenze traslucida.
Conta i giorni insieme a me.
Quel che voglio è ancora possibile?
Al tramonto per te finisce il Ramadam.
Mangiami. La polpa.
Mangiami. Il verme. Che lo annoveriamo tra le beatitudini.
Mangiami. E se non sarò buona anche questa volta, che la mezzaluna delle bandiere mi colga tra capo e chador.
Io che sono.
Lobivon per ipertesi da sorprese mai digerite e alcol violento e farti andare e poi farti venire così, che non me lo dimentico più.
Cibo per astronauti.
Solo per quelli che vanno sulla luna.
Per e di un uomo solo, Armstrong dei miei occhi.
Sono i tuoi baci a riempire di crateri, la luna.



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venerdì 20 agosto 2010 - ore 23:52


Giuro. Io non guardavo tua sorella. Io voglio te. Tu mi piaci come sei, Rachele.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il capitolo 24 della Genesi.
Per questo vorrei convincessi tua sorella a non chiamarla come me.
Hai smesso di fidarti. Come se i tuoi calci sulla pancia potessero cambiare le cose.
Io capisco anche l’arabo ormai, e mi sono arresa.
Ma sono la donna del capitolo ventiquattro. E tengo due gemelli dentro alla pancia che si fanno la guerra. E la cervice così poco dilatata che non nasceranno più. Che devo imparare a conviverci e basta.
La musica si è fermata. Le sedie sono sempre meno. Mi accuccio in un angolo e ti guardo.
Otto mi metterà dietro la porta in castigo se mi vedrà ancora bere cocacola e spostare il cibo sul suo piatto di nascosto.
So di non avere un bell’aspetto.
So che non posso farci niente. Le acque si rompono e i sentimenti restano incastrati dentro il mio corpo che non sa aprirsi. Lo sai anche tu.
Io accetto la tua verità. Tu prova a fidarti della mia.
Tutto resta dentro alla mia pancia.Il bene, l’amore.
Non darmi più calci. Ogni tanto appoggia la testa come un tempo e accetta il mio essere indifesa e sterile, ma inequivocabilmente tua.



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venerdì 20 agosto 2010 - ore 19:58


Non mi importa di arrivare dove non potresti mai tu
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non so fare altro. Perdonami.



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venerdì 20 agosto 2010 - ore 18:13


Sarampiòn (2)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La vostra perfezione mi lascia da sola.
Nati tutti sani, da madri laureate e padri dottori.
Cresciuti a latte vaccino e richiami per l’antitetanica.
Come abbiate fatto ad innamorarvi, che determina un modus operandi così poco igienico, fatto di germi e batteri e capelli rimasti impigliati nella giacca, chi lo sa.
Sposi con il colesterolo nella norma, cercate donne perfette, sane, che diano vita a prole nazista. Bambini con tutti i cromosomi in ordine e possibilmente con gli occhi chiari.
E se vi accorgete che una di loro è malata, la ripudiate, come nel Medioevo.

L’amore è sporco. Lo dice anche Renzo di Renzo che però è un’ipocrita.
L’amore è non saper vivere. Senza.
[il tuo: sangue, sudore, sperma, unghie, odore, saliva e] te.
Amore è il fiocco rosa fuori dalla libreria. E’ lei che lo cambia, lo veste come se avesse ottant’anni e invece non ne ha nemmeno quaranta.
Amore è lei e quello che dirà a quella bambolina bionda che sta sempre ad accarezzare a mano aperta il suo papà-albero.
L’amore è merda, dice bene Tex.
E al primo graffio, al primo difetto, voi che avete l’Amuchina in tasca, quelle malate come me, tornate al negozio a cambiarle.
A tal punto che si rinuncia a tutto per non dover dire al posto di. Ti amo. Conserva lo scontrino.


foto della mia anima gemella Hartmut Burggrabe.

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giovedì 19 agosto 2010 - ore 22:44


Solo un bacio per favore.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Film francesi, cocacola e conati.
Continui a comprarmi spumiglie sempre più grandi.
Continuo a soffocarmi e a tossire con lo zucchero. La bocca bianca come quella di un pagliaccio. Briciole dappertutto, sopra e in mezzo ai tasti ed altrove vanigliati.
C’è qualcosa di sbagliato se mi si abbandona al di là della riga bianca. Non dovevamo essere amici?
C’è qualcosa di sbagliato se un regalo ti mette i brividi più di un pacco bomba. E pare brutto dire. Tipo. Grazie?
Io continuo a vomitare.
Vi lascio i capodogli spiaggiati, le camere d’albergo e la noncuranza.
Dimenticatemi come la merenda delle dieci, a casa.
Ho Lazy Jane a ripetizione nelle orecchie e tanti Papi da farci un tonaca-party, o una festa di fine catechismo in oratorio.
Eh. Ma non so ballare.



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mercoledì 18 agosto 2010 - ore 00:37


Da dentro.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alla quarta battuta penso alla tua schiena.
Claude scrive. Pas sur la neige, in nota.
Chissà se lo senti il solletico.

Ehi sorella di incubatrice.
Nevicheranno stelle buone, che agosto è il mese più freddo dell’anno.
Che della meraviglia che sei, non si accorgono solo i bambini con l’ittero come.




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