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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
venerdì 15 gennaio 2010 - ore 01:20 MILANO HA UNO SCHIZZO DEL MIO SANGUE ANEMICO Il freddo fa gelare linchiostro. Ed è una scusa buona per non usare altre parole. Forse avrò un nuovo indirizzo mail. Chissà. Magari anche la carta intestata e un biglietto da visita. (Rido se penso che tre mesi fa dopo due ore di lavoro, mi sono detta che non faceva per me.) E lei al telefono che mi chiede se sono felice. Domande che alle otto di mattina dentro una vasca da bagno sudicia fanno crescere sale negli occhi. Io che vorrei risponderle con la solita frase dei Cure, ma poi penso che non è una colpa avere cinquantasei anni, una figlia disastrata e non sapere una parola dinglese. E allora le rispondo che sì, mangio. Che sì. dormo. Che sì, bisogna sempre pensare ai problemi veri. Che è un privilegio restare in una vasca sudicia a pensare alla proprio vita mentre lacqua non va giù, dopo una notte di occhi gonfi contro le finestre, da soli, io e i miei alberi sepolti da mezzo metro di neve ed altre porcherie.. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 14 gennaio 2010 - ore 01:02 i wouldn’t be breaking apart all my pictures of you Tu che mi dici di inspirare ed espirare. Mentre Robert Smith mi toglie l’aria come un marito al corso preparto e io non riesco più a deglutire. E la tormenta. Gli antibiotici. Francesca che mi invita a cena. Non so più dove ho la testa, E continuo a cadere. E a farmi male anche con mezzo metro di neve. E Pictures of you, che non mi lascia un secondo in pace. Un’uscita di servizio, bitte? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 13 gennaio 2010 - ore 02:07 FATIH AKIM E UNA MALBORO Pop corn allo zucchero alle due di notte. E una diesel e del tè caldo per chiudere in bellezza. Sono così debole che due tiri dalla Malboro di Akan mi fanno girare la testa. E sono giorni di buone notizie che mi fanno quasi rabbia. Accetto o no domani mattina? Vorrei finire come laltra sera a sputtanarci gli spicci in waffeln, pancetta e sekt. E ridere di film inutili in streaming solo perchè nel video compare lombra di quello che non trova luscita verso la toilette del bagno. E invece non oppongo resistenza mentre mi trascini a vedere film turchi in tedesco e mi sequestri la birra appena attacco con i miei famosi vi amo tutti. Libera donna in libero stato, ti sussurro ad un orecchio. Perchè almeno a Cavour io resterò fedele sempre. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 10 gennaio 2010 - ore 17:33 KAPUTT A quella parte di me che dorme sempre alla sinistra del letto. A quella parte di me che ti disegnava storie per bambini e fotografava scritte sui muri, A quella parte di me che ti ha amato e con tante scusa ha provato a non perderti, A quella parte di me che aveva persino voluto prenotare la stessa stanza a Modena per dirti quanto importante fosse stato non perderti, A quella parte di me che ti ha perso e che adesso non riesco più a ricucire con tutto il resto del corpo. A quella parte dico addio. A quella parte dico di spicciarsi a sgomberare l’armadio, le mensole in bagno, le cornici nel salotto della tua casa, per lasciare spazio ad un’altra che non so nemmeno come si chiama. Che non so nemmeno se assomigli a me. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 10 gennaio 2010 - ore 00:49 SIGNORA BLUTNER NON STIA A PENSARE, QUELLO CHE è STATO NON TORNERà La tormenta di neve che ci costringe a letto. E perdere i giorni attaccata a queste finestre. Ho fame e ti sogno, così, di punto in bianco. Ma forse è telepatia se dopo sette ore mi telefoni e mi spieghi che adesso non lo vorresti un figlio. Come se poi dovessi farlo con me. Non sento freddo. Mai i treni e i tram si fermano. E potrei capitolare senza il mare del Baltico, la Lega Anseatica e due canzoni di Vinicio da tenere nel portapillole. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK sabato 9 gennaio 2010 - ore 03:20 CADUTA #2 Lei che cerca un segno e trova solo le briciole di un pasto già consumato. E le regole dell’insonnia le detta forse il coglione che nell’altra stanza si disordina di un cocktail mortale di Manu Chao, Ramstein ed Emiliana Torrini, o la tempesta di neve che non accenna a calmarsi lì fuori. Finestre che si congelano, come le serrature delle porte e allora è naturale che la sua testa si riempia di nuovo di acqua sporca e di addii. Salutiamo Eugenia occupando un letto in tre. Con un film di Wenders e i pistacchi e resto a guardarvi dormire cinque minuti buoni dopo che la sveglia è suonata, salvo sgattaiolare incontro al giorno e a Franz ad Augustusplatz. Lei continua a cadere. Questa volta non in senso figurato. Conta i lividi davanti allo specchio e col rossetto non ha il coraggio di scriverci sopra ’Ciao Federico’. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 6 gennaio 2010 - ore 12:50 COME FUMARE LA PRIMA SIGARETTA A VENTIQUATTRO ANNI Un anno che comincia con unaltra caduta. Senza dolore, sulla neve ghiacciata e la vodka alla ciliegia che fa tutto da sola. Apro gli occhi e non so nemmeno dove sono. Lodore di stantio nella stanza, grandi finestre che danno su un mondo tutto bianco, io che sotto le coperte sono mezza svestita e ho le gambe intorpidite. Filippovich mi accoglie in tuta fuori dal bagno. Lho conosciuto la sera prima e non parla inglese. Mi serve spremuta darancia in un calice e il caffè nellunica stanza riscaldata della casa. E un tuttuno poi scendere e trovare Lipsia ancora mezza addormentata, mezza sbronza, e gli ultimi reduci dai fuochi e dallalcool. E un tuttuno camminare fino a casa e amare Connewiz Kreuz così come non ho fatto mai. Con le gambe che mi fanno male da morire, il rigor mortis da meno sette gradi, lalcool ancora in circolo.. Sarà anche un anno che comincia con unaltra caduta. Ma io me ne fotto anche dei presagi alla Andrea De Carlo. E provo a fottermene anche di tutto il resto. Sì, ho detto proprio tutto. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 30 dicembre 2009 - ore 01:34 Tutta questa neve e Beny di là che dorme. Tutta questa neve e io che vorrei solo trovare un modo semplice per uscirne di nuovo. Qualora capissi dove sono ricaduta. La neve che comincia a cadere appena metto piede fuori dall’ufficio, che anche se non resto sotto la pensilina del tram, per più di cinque minuti non riesce a coprirmi, come fa con tutto il resto. Io che vorrei diventare mobilio. E continuo a non dormire perchè il tempo che passa fa rumore come... come... ve lo ricordate il coccodrillo ch aveva nella pancia la sveglia di Capitano Uncino? Ecco. Vorrei non essere sola. Vorrei venirvi a svegliare tutti casa per casa. Letto per letto. Per dirvi quanto mi toglie il fiato veder cadere tutta questa neve... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 28 dicembre 2009 - ore 02:26 Prendo un tram a caso e mi lascio portare fino a Loßnig e le vetrine dei kebabbari a Connewitz Kreuz brillano ad intermittenza. Mi scrivi che stai tornando in macchina con un punkabbestia ed un rottweiler. Chissà invece dove è finito il mio sonno. Forse è questo conto alla rovescia che accorcia la coperta. E che non mi aiuta, mentre cerco una canzone di Benvegnù da ascoltare. Nel silenzio. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 27 dicembre 2009 - ore 11:43 Se fossi qui, e non a Brema a rimpinzarti in case altrui, mi diresti che le cose perfette non ci portano fortuna. Ecco, ma non ci sei. E sono isterica da quando ho messo solo un piede dentro questa casa. Da quando ho constatato che qualcuno in questi dieci giorni è stato nella mia camera. E non ha mosso un dito nel resto della casa e mancano solo i topi. Da quando ho capito che nel bene e nel male ho solo me. Chissà gli altri dove sono. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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