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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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sabato 5 dicembre 2009 - ore 15:40


OSSIGENO (FORMATORE D’ACIDO)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Capisco che il gluehwein è alcolico al secondo giro.
Quando tutto si appanna e comincio a parlare con la lingua di pezza.
(Ah, infatti sembrava diverso dal brulè...)
E poi tu che mi rispondi come se ci conoscessimo da sempre.
Tornate insieme?mi chiedi.
E non so se mi fanno più male i doppi sensi o quando mi dici che quella stanza ora appartiene ad un bambino.
Ma sorrido con gli occhi lucidi, io che non so mai rassegnarmi al fatto che il tempo non ci porta via nulla.
Siamo sempre noi che smettiamo di essere gli stessi, monsieur Lavoisier.



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venerdì 4 dicembre 2009 - ore 00:04


GRANDE COME NON L’HAI VISTA MAI..GUARDA IL SANGUE E IL SUO COLORE..è BELLISSIMA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I chirurghi al telefono, mi insegnano a distinguere una sutura monofilamento da una fascia per ernia, una colicisti da un dito a scatto e l’importanza della scorrevolezza del filo sullo strato del derma rispetto alla fascia.
Mi insegnano che anche la sutura ha una memoria, e se il nodo non tiene il punto cade giù.
E io, intervistatrice da strapazzo che mi nascondo dietro il nome di una azienda di consulenza in tedesco per darmi più lustro, mi incanto ad ascoltare la loro visione così poco poetica di cosa siano davvero la vita e l’uomo.
Tessuti, infezioni, e granulomi da reazione del tessuto al corpo estraneo.
...e se le ferita non guarisce da sola... si sutura.



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giovedì 3 dicembre 2009 - ore 16:30


SACRO E PANE RIFORMATO.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ uscire dal lavoro. E trovarsi con il cuore in gola a Leibnizstraße e le luci di Natale, i mercatini che invadono il centro. Il gluehwein che ti intorpidisce il gusto..
E’ trovare nella posta il messaggio di Hartmut che verrà a trovarci a gennaio, e riscoprire il sapore del pastiss sulle labbra, perchè noi siamo allergici alle madeleine...
E’ vivere le cose come se fossero della mia misura:il caffè solubile, il terrore di tornare, chiedermi come farò a stare senza di te, o Megghy e Jens e i libri da catalogare con sopra al prezzo l’indicazione Ddr.
Solo ieri scopro il lago vicino a casa.
E allora me lo chiedo anch’io dove andranno le anatre quando l’acqua gela.
Io che resto sempre quel fottuto Holden Caulfield con la passione per Jane e una sorellina da portare allo zoo.
E anche se non ti ho saputo afferrare nel grano, almeno non scappo di casa quando i miei scoprono un libretto universitario mezzo pieno.

Ps. Sebastiano torna a casa. Smettila di fare stronzate.



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martedì 1 dicembre 2009 - ore 22:33


IL MARE VERTICALE ED IL CAFFè SOLUBILE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Provo a difendermi come posso.
Mettendo in mezzo a noi un domino di fame e sete e sonno. Di dialoghi spiacevoli di cui mi pento subito. Di giorni che passano a cercare chirurghi e infemieri, e il pensiero che va a Natale, e il pensiero che si mangia l’aria nei polmoni.
Volevo chiamarti l’altra sera, ma poi non sapevo cosa dirti, per non rischiare di farmi ferire ancora.
Ora che ho così poche certezze.
Ora che so soltanto che io mi aspetterò sempre. Mentre tu non mi hai ancora chiesto quando torno.
(Per questo. Provo a difendermi come posso.)



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martedì 1 dicembre 2009 - ore 00:10


POSTUMI DI BAUER SUCHT FRAU.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi arrendo all’evidenza.
E abbandonono tutti i piani. A, bi e ci.
Il controllo è un lusso per pochi. Io mi sono sempre dovuta accontentare di qualcosa.
Anche stanotte. Come ieri e ieri l’altro ancora.
Te lo ricordi quel film dove gli uffici stavano a mezzo piano? E una moglie che accudisce una scimmia e si innamora della tua amante, che fa l’amore con te solo quando sei dentro al corpo di un attore?
Ecco. E’ meglio che torni a giocare con i burattini, prima di finire all’inferno, e a vivere nella mente di una bambina che nell’ultima scena nuota in una piscina con un costumino rosso.



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domenica 29 novembre 2009 - ore 01:07


LA NOSTRA VITA è COCA COLA, FREDDA NELLA GOLA..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avere in testa quella canzone da giorni, e il pensiero fisso di quella campagna che la nebbia di dicembre cancellava alle cinque del pomeriggio.
Ricerco l’indirizzo, provo ad immaginare come sarebbe tornare in quella stanza solo per una notte a dormire al centro di quel letto. Che se la mia vita deve ripartire da qualche parte, vorrei fosse lì.
(La coop, la pizza, Fotostroika e la via Emilia.... mi piacerebbe andasse esattamente così.)
Ora che c’è un bambino, e una mamma non più svampita, e un cane.
Ora che cauterizzo le ferite con una nuova tenerezza. O un dubbio che rimane.



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venerdì 27 novembre 2009 - ore 01:50


DIO SOLO SA SE QUESTA CITTà HA ALBERI.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono cose che vorrei tu vedessi.
La mattina, quando apro gli occhi, questo cielo che piomba d’improvviso dappertutto. I rami degli alberi di fronte, che cerco con lo sguardo ad ogni ora del giorno dietro le mie finestre, in questa stanza che è sempre autunno e libri sparsi.

Ed è quando penso che non li vedrai mai, che scatto una foto e mi chiedo se avremmo più qualcosa ancora da condividere.







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martedì 24 novembre 2009 - ore 23:56


TANZEN AUTOMATICA, BALLA MIT POP MUSIC
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Miriam quando passa per la mia stanza continua a ripetermi ’Chaka’.
Io le sorrido ciondolando in pigiama con i capelli ormai radioattivi e un rimasuglio di dentifricio all’angolo della bocca...
Ovviamente non oso chiederle che lingua è. L’ultima volta che le ho fatto un regalo si è battuta il petto due volte e mi ha fatto uno strano gesto della mano. L’ultima volta che ho usato un’espressione che mi ha vivamente consigliato mescolando cous cous, il dubbio ha assalito il volto del mio interlocutore.
Succedono cose strane.
Tu che decidi di fare la Lisistrata della situazione solo perchè il tuo turco dichiara che nel suo Paese non ci si bacia per strada.
Io che mi do malata al lavoro e tossisco in modo fittizio per farmi compatire dalla Frau Gospodinova in questione. (Che se io avessi il Signore nel cognome non oserei nemmeno mettere i tacchi e le minigonne inguinali che porta lei).
Sandra e Ariane che organizzano gare di gluehwine ai mercatini di Natale e non si è ancora capito se vince chi vomita prima o chi finisce i soldi....
Poi la sera da un capo all’altro della città ci raccontiamo come è andato a finire un altro di questi giorni totalmente folli. In webcam mi mostri il casino che ha lasciato l’allampanato di tuo fratello prima di andare a Berlino a dormire da Nadia, una che offre il suo divano in cambio di nulla, e finisce che non la smettiamo più di ridere mentre la mia stanza scoppia di quaderni, appunti, articoli, ballando la solita canzone di Camerini.



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lunedì 23 novembre 2009 - ore 22:58


BERLING CALLING.. UND WIR ANTWORTEN NICHT
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La pelle che fa male e si tende quasi fino a lacerarsi.
Ogni giorno è sempre un’ansia nuova e un qualcosa in più da mettere in valigia.
Aspetto la neve mentre non so più che fare.
Che sotto la Fernsehenturm e la ruota panoramica di Alexanderplatz ho pensato ad un volantino antinazi che stava volando da te in Italia e una foto, e ho creduto che bastasse aspettare.
Che non è stato vero, e sono riuscita a chiudere i conti con il mio sentimentalismo idiota nella pausa pranzo.
Io che volevo soltanto una risposta da te, ho ricevuto una mail da un professore scampato alla suina, e ora rido per come non so scegliere che fare. Due professori per una tesi. E un viaggio di ritorno. E un esame da guerra fredda e paura a novanta.
Mentre la nuova identità che dico mi abiti da un po’, non smette di muoversi e ridere lì sottopelle.
Di me.



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venerdì 20 novembre 2009 - ore 23:16


KAWAII
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le sere passate in compagnia di un cane che dorme in una cesta, e montagne di libri da catalogare.
L’odore della carta, il profumo del caffè e dei waffeln che Jensen prepara nella piccola cucina. Poi il riflesso azzurro del tram che passa davanti la finestra, i fiori da sistemare, scotch da pacchi e pubblicità per confezionare le buste per i clienti.
Sono i gesti che diventano familiari. Gli odori che riconosci. Il lavoro che non pesa.
E domani sarà di nuovo Berlino, questa volta in macchina con Leila e Laura. Questa volta ancora il Mauerpark, lo shawarma a Kreuzberg.
E tanta voglia di ridere. Sotto un cielo di piombo.



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