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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
giovedì 19 novembre 2009 - ore 11:43 OGNI COSA SI ILLUMINA A SUON DI GOGOL BORDELLO Non pondero, decido. E passo sopra a tutto mangiando coccodrillo haribo e torte che si chiamano L’onda del Danubio. Mi fa male perdere tutto così, abbandonare questa città proprio ora che tutto stava diventando intimo e a mia misura. Proprio ora che si lasciava scoprire e percorrere la notte, i vicoli, le stesse facce alla cassa del supermercato, Leila e il caffè annacquato. E le notti a dormire da te che ormai viviamo in simbiosi. Tè alla mela turca, Andra che ci scodinzola intorno, e tuo fratello che eternamente cerca casa a Berlino e poi continua a farsi dare buca dalla finlandese. Tu che sei così diversa e che non mi ricordi me alla tua età. Che se tua madre ti manda lo sciroppo per la tosse, sapendomi acciaccata mi inviti a cena per farmene bere un cucchiaio. Mi mancherà tutto, ma non è questo il momento per pensarci Il tempo che ho davanti ora ha un senso e una nuova intensità. Ed è un dono, ora più di prima. Sempre incrociando le dita. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 17 novembre 2009 - ore 00:25 Comincia il conto alla rovescia, dice mio padre sorridendo, stasera. Io nemmeno ci pensavo. Io che ancora impallidisco perchè non so che ne sarà di me dopo Natale. Questo Natale che sarà così strano, senza la tua barba che sfrega la mia guancia per farti gli auguri, la vigilia a riempirci di cioccolata calda e il freddo che ci segue fino al duomo. La mezzanotte con te che quasi ti commuovi davanti un bambino che nasce e cominci a salutare e a fare gli auguri a tutta quella gente, mentre io e Luca andiamo ad assaltare la zona pandoro, e poi tutti nella sua punto, e poi un saluto veloce alle 2 di notte che tanto ci si rivede prima di capodanno... che tanto... L’ultima volta che ti ho salutato prima di partire, me lo sentivo, che era l’ultima, o comunque, che sarebbe passato talmente tanto di quel tempo da avere freddo. E ricordo, quando un mese fa mi hai mandato quella mail, di non essere rimasta neppure perplessa. Neppure Luca, come poi mi confiderà in un giorno con tanto sole e una crisi di coscienza per la testa. Ecco, se mai passerai di qui... volevo dirti che... non so cosa Dio ti ha messo in zucca , anzi, non capisco proprio perchè tu(o Lui?) abbia voluto allontanarti così tanto da noi... ma sappi che puoi regalare i tuoi vestiti, il tuo cellulare, il tuo computer, puoi sparire come stai facendo ora... Io continuo ad aspettarti in questa foto, e a sperare che tu sia finalmente felice. Perchè il nostro bene è l’unico dono di cui non riuscirai a disfarti e che in mezzo ai tuoi poveri non ti farà sfigurare... Ti voglio bene, Luca. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 15 novembre 2009 - ore 15:38 SO LA LA Nella strana notte della pace, una canzone delle Organ e un giardino pieno di vecchie abatjour, punk a riposo e casse di birra. Leyla parla un italiano stentato, il mio tedesco emette i suoi primi vagiti dopo un quantitativo sufficiente di alcool e rimaniamo a fare le tre nel triangolo delle project houses parlando di questi mesi che ci lasciano sempre col fiatone. E il tempo non è mai abbastanza. Faccio pace con me stessa mentre mi lasci l’ultimo pezzo del tuo kebab e camminiamo da sole verso la strada di casa. Stanotte. Che. E’. Limpido. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 12 novembre 2009 - ore 20:02 MATER SEMPER CERTA, PATER...enonvogliocertochetusialamiapiùbellacosamaisuccessa Io che ho sempre detestato gli Afterhours, non riesco ad avere in testa che quella canzone. E provo ad invaghirmi di pischeddi poco più che ventenni, per farmi passare il torcicollo. Poi mi accorgo di non essere bionda, nemmeno finlandese, di non chiamarmi neppure Miina e lo accompagno da brava zia al suo primo appuntamento con la nordica in questione. Ci sono posti che non mi fanno sentire a casa qui, ma semplicemente salva. Per un’ora. Lo Spinnerei, le installazioni, la pioggia che ci sorprende prima di tornarcene a casa e le bettole dove mangiare polpette di carne e cipolle e patate. Ci sono posti che mi amano così, per quello che sono. La biblioteca aperta tutta la notte, anche questa stanza che lascio in disordine, il materasso sempre pronto e le lenzuola pulite per chi voglia venire a dormire. E’ in questi posti che mi decido a stare, senza più pretendere nulla da me, senza più continuare a farmi del male per quella che non sono. Estroversa, bella, aggraziata, intelligente. Ci siamo solo io, i miei occhiali, e un nome che con me non c’entra niente, Poi però non venirmi a chiedere se Caino fosse davvero il figlio di Adamo.. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 10 novembre 2009 - ore 15:51 BERLINER PILSNER Letteratura od ormone? ti chiedo guardandoti dritto negli occhi. Tu non capisci. Ci trascini per le strade di questa Berlino che per me sarà solo Kreuzberg, i musei chiusi, kebab alle due di notte, scarpe da tennis, le barricate della polizia, Madame Claude e l’amaca di Jule, mentre il muro crolla a colpi, e sotto i colori dei fuochi d’artificio capisco che ho sbagliato tutti i tempi. Non c’è emozione ma solo Bon Jovi e al massimo l’adrenalina mentre cerchiamo di aggirare i controlli della polizia, e al massimo io che farnetico di ormoni e Flaubert e che quasi mi commuovo se mi fai leggere i messaggi di Gokhan. A Berlino non smette di piovere mai. Continuo a cercare quello che mi manca. Come la tasca della tua giacca dove scaldare le mie mani, o il sorriso in quella foto della metro che porta a Pankow. Continuo a cercare quella Berlino che per troppo tempo ho immaginato di vivere solo con te. E mi odio. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 9 novembre 2009 - ore 18:36 Per quanto continuerà a piovere. Mi chiedo. Restare prigionieri di se stessi. Sotto un cielo da guerra fredda e curry wurst. Mentre tutto resta immobile e io credo di riuscire a respirare solo sotto le lenzuola. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 8 novembre 2009 - ore 00:48 IL SAMSTAG DEL VILLAGGIO La camera invasa. Di borse, zaini, cibo, vestiti. E di nuovo montagne di cous cous, che il mangiatore di gesso mescola a maiale e birra al caramello. La maledizione incombe. Metto tremila sveglie. E se non ci sarai. Peggio per te. Io non ne posso più di seminare briciole fino alla casetta di marzapane. Vado... prima che Giada inizi a russare. Tanto non dormo. Tanto... come faccio a dormire? Domani vado a riprendermela. Domani. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 6 novembre 2009 - ore 01:14 QUA E DI Là DAL MURO, EUROPA PERSA ED IN TRANCE. Ricontrollare quel biglietto cinquanta volte. Ti dico che noi siamo i turchi di domani, mentre spaventi Gockan con le tue storie sul pizzo e la colla sulle saracinesche. E cuciniamo montagne di cous cous. E ci porteremo dietro anche Daniele il sardo. Quello che mangia gesso a colazione e che non si scompone neppure quando gli dico che abbiamo prenotato, mentre io mi sento già con i capelli rossi e sogno l’allegria di Kreutzberg come quando avevo quindici anni. Juliane ci presterà il suo pavimento. Ti dico che io dormirò in mezzo a voi che siete in età evolutiva e gli ormoni possono impazzire, ma con la nonna qua vicino di certo non verrete indotti in tentazione... Mi domando con che faccia andrò al lavoro martedì, dopo che Naska si lascia sfuggire al telefono che vuole che i prossimi progetti li segua solo io. Mi domando se i brividi mi verranno in quella piazza. Senza gli angeli e il bianco e nero. Che se Bruno Ganz mette in vendita la sua armatura, la compro io: chissà che io riesca a proteggermi meglio da questo freddo e mandi a fanculo tutto il resto. D’altronde, noi siamo i turchi di domani. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 4 novembre 2009 - ore 00:50 E SE NON CI SARò, NON è VERO CHE NON FA NIENTE. troppe volte i miei vestiti, stesi sopra il pavimento son serviti ad asciugare queste lacrime d’amore--- ma chissà se amare come gli animali serve a lasciare le impronte.. questa vita non dà scampo e ti porta via da me questa volta non ho detto no, questa volta ho gridato sì, troppe volte ho perdonato, troppe volte mi hai fatto male--- ![]() (Ora vado a scaricarti tutto il meglio di Grecia Colmenares.) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 3 novembre 2009 - ore 02:27 NOVEMBRE Guardiamolo stanotte un po’ di quel film. Incastrati gambe e braccia come sapevamo fare solo noi. Anche se non è più agosto, anche se non fa più caldo e ho perso tutti i treni per ritornare da te. Chiedimelo ancora se voglio guardare un po’ di quel film. Prima che l’odio, l’amore, il rancore e il risentimento di quell’abbraccio, la mia schiena contro la tua schiena, si portino via le cose che non so mettere via. Fammi tornare indietro finchè posso. Prima di quelle stazioni tutte uguali dietro gli occhi appannati di sale, di una linea bianca per terra e io che mi faccio bella solo per essere lasciata sotto casa. e un gatto che mi graffia e una ragazza sordomuta che balla immaginando una canzone. Guardiamo un po’ di quel film insieme almeno stanotte. Almeno stanotte fammi tornare indietro finchè posso, se non riesco più a guarire. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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