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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 11 ottobre 2009 - ore 23:53 OHNE Piove. Che strano. Ripenso a quel pomeriggio pieno di sole. A come ho insistito con il rimmel sugli occhi, e a quella sera, quando togliendomi la giacca ho pensato che parlare con te rendeva le vene delle mie braccia più blu. Oggi sono anemica, Oggi mangio a scrocco e fingo di essere a mio agio con una gabbietta di topi ad un palmo dal mio naso. Ariane li ha chiamati come le protagoniste di Sex and the City. Io continuo a ripensare ad un anno fa, ad una birra al kiwi, alla sindrome di Archimede. Al messaggio che ti ho mandato in quel parcheggio, dopo notti intere a condividere ansia e palpitazioni. Io ti riscriverei le stesse cose, anche stanotte, anche da qui. Oggi che ti vedo in quelle foto e sei così bella e orgogliosa. Oggi che sotto tutta questa pioggia che mi battezza di dolore, sono felice per te, dottoressa. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 11 ottobre 2009 - ore 13:08 LICHTFEST ![]() ![]() Centomila persone ed un silenzio che non ti aspetti. La donna che al microfono ricorda quei giorni con gli occhi lustri. Che avevamo freddo, avevamo paura, che volevamo solo essere liberi, dice. La commozione che fa sciogliere per un po’ anche questo popolo ruspego e incattivito mentre il signore dietro a noi traduce il discorso del burgermeister, vedendoci in difficoltà. Il muro comincia a sciogliersi con le proteste e le lotte di questa città. Prenotato il passaggio in macchina su internet, fra meno di un mese la prossima tappa del nostro pellegrinaggio sarà Berlino. Finalmente. (Un anno fa dovresti sapere cosa è successo, anche se non è scritto in un libro di storia.) LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 8 ottobre 2009 - ore 23:16 HAUPTBANHOF Ti scrivo quello che ti scrivo, prima di addormentarmi. Poi faccio sogni terribili. Di bombardamenti e terremoti. E come direbbe Bazz, alla fine muori. Sarà colpa della fame. Mi sveglio tardi. Conosco Franz al caffè Lucca. Mi parla dell’onda alla Sapienza, due semestri fa. Si offende a morte quando gli confido di odiare il suo paese. Mi ricambia la cortesia sentenziando che l’Italia è un casino. Intanto domani qui è di nuovo festa. La guerra fredda vent’anni fa ha cominciato a scongelarsi dalla Nikolaikirche. Io compro minestrone e nutella di sottomarca Ja! e quell’assurdo libraio mi manda in giro per la stazione centrale di notte, con uno zaino pià grande di me a spedire libri e a comprare dieci litri di latte, arance e tre bottiglie d’acqua sprudel. L’uomo in ginocchio che vomita sul binario mi guarda come se fossi un corriere della droga, per un momento. Mi spiace deluderla. Continui pure quello che stava facendo. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK martedì 6 ottobre 2009 - ore 19:41 DILUVI UNIVERSALI Una città che si prepara alla rivoluzione e la lavatrice che si rompe. Sarà stata l’associazione di idee con il bagno che si allaga, io che imparo la mia prima parolaccia in tedesco, io e Miriam con i pantaloni del pigiama arrotolati fino alle ginocchia che imprechiamo contro le lavatrici tedesche e non bastano le pentole della cucina per fermare tutta l’acqua della centrifuga... Sarà tornare ieri troppo tardi dopo aver vinto inspiegabilmente una partita di biliardo, gli occhi che bruciano per le troppe sigarette di Leyla, le strade deserte, una canzone soltanto a farmi compagnia. Stanotte ci sogno a camminare per Venezia dentro una casetta di cartone. Senza più spade o scudi. Senza nemmeno i kit kat per suonare i diesis al pianoforte. Com’è che non ti muovi? Com’è possibile? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 4 ottobre 2009 - ore 15:41 EN Ora che vivo al nord. Ti amo un po’. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 4 ottobre 2009 - ore 00:39 COSì VINCIMI E SARò. IMMUNE E STERILE. Mi rendo conto che non ne sono capace, mentre ti faccio ascoltare quella canzone. Continuo a girare a vuoto come un disco rotto. Il freddo punge ed salgo e scendo dai tram senza fare il biglietto. Come si può uscire vivi da un posto dove non esistono strisce pedonali e neppure si muore investiti? Il quartiere turco. La moschea. Lunedì il corso. I mottetti a Thomas kirche. Le lezioni di cous cous di Miriam. Mi avveleno di tutto ciò che poi non è stato. Come la tua felpa a righe appoggiata su questa sedia o lo zaino all’ingresso. Come continuare a scegliere la parte del letto vicino alla finestre o inaugurare le stagioni delle spremute. Come guardare alle cose con quel senso di resa al destino. No, non ne sono proprio capace. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 3 ottobre 2009 - ore 15:18 CON-FINI A piedi nudi. Il freddo gelido delle piastrelle del bagno e la lavatrice che decide di sfogarsi con me. Questi giorni che scivolano giù dal lavandino. Questo freddo che non ci lascia andare al mare. Una foto, zollette di zucchero e l’inquilino perverso. Ricerco complicità e passaggi in macchina. Io che benedico la lontananza e ci romanzo sopra come un giovane Pier Vittorio in camere separate. Io che non sto in Alaska. E nemmeno su una laterale passati due oceani a destra. Ma tu decidi che non ti conviene. Che la distanza alla fine fa bene. Oggi è festa nazionale. Tutti dormono ancora, qui. Forse per l’emozione. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK sabato 3 ottobre 2009 - ore 01:55 QUANDO GUARDANDO AMSTERDAM NON CI IMPORTAVA. Faremo una festa quel giorno, dice Giada che mi conosce appena e si subisce con pudore i miei occhi lucidi sorseggiando quella specie di sciroppo alla fragola che abbiamo ordinato al caffè Puskin. Poi c’è l’ultimo tram, il tizio che vomita su un sedile e il portone di casa che mi salva dai party rastafariani. C’è una stanza che non è mai buio e rimanere a pensare a quello che un po’ di euforia mi ha fatto raccontare ad una sconosciuta come tante, per non implodere. Se fermo il respiro posso ancora ricordare l’istante preciso delle tue dita che mi accarezzano la fronte, e una notte a fare le tre, e i Giardini a farci compagnia. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 2 ottobre 2009 - ore 16:15 MA LA MATTINA OVVIAMENTE NON RICORDAVAMO NIENTE. Te la ricordi quella scena? Lei nascosta sotto un tavolo. Un regalo da scartare. I parents e una coperta con le giraffe. Poi tutte quelle balle su Jane e su come stringeva la mano. Che non serviva dimenarla tutto il tempo, la mano, perchè moriva nella vostra. Godano ora riempie la stanza della stessa canzone. Vorrei saper rinunciare a cercare quel brivido. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 2 ottobre 2009 - ore 01:17 LEZIONI DALLA DDR. MA NON SONO I MARLENE KUNTZ. Tomas si diceva: fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica ad una infinitàdi donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un’unica donna). M.K. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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