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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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domenica 5 ottobre 2008 - ore 23:28


PIACERE RAIUNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La televisione mi fa paura.
Capita di sentir dire a Grossman che le donne sono la componente umana più sovversiva.
Più vitale per come alcune cellule del feto dopo il parto rimangano dentro all’utero, a tal punto che Dio non osa chiedere il sacrifio di Isacco a Sarah, certo del suo rifiuto, ma solo ad Abramo, nell’Antico Testamento.
La televisione mi fa paura
Persino canale cinque.
Quella musica mi è entrata nelle orecchie piano, mascherata ed imbruttita come una puttana.
Ma era quella dell’Ultimo tango a Parigi.
E al posto dei ricci della Sneider c’era solo il biondo patinato di Rita Dalla Chiesa.



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domenica 5 ottobre 2008 - ore 18:31


CHIAMERò ITALO AL TELEFONO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dalle cinque di questo pomeriggio in pigiama.
Che poi si finisce a dire che gli uomini sono tutti uguali.
Io che alla fine mi iscriverò all’università della terza età per farmi portare in gita e conoscere un principe azzurro con l’algasiv attaccato alla dentiera.
Non sono tutti uguali.
Ma Calvino sarebbe stato differente, come in quella pubblicità della banca.

Io lo cerco ancora, quel racconto.
Quello dei due sposi turnisti ad ore diverse nella fabbrica, e del loro amore fatto del tepore lasciato tra le lenzuola da un corpo che dorme.
Se qualcuno se ne ricorda, mi dica in quale raccolta è, s’il te plait.



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sabato 4 ottobre 2008 - ore 19:20


GRADUS AD PARNASSUM
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho perso il senso del tempo all’alba, lungo l’autostrada, tanto che non so nemmeno se siano passati uno o due giorni.
Fare le sei a suonare a casa di un professore che ti accoglie, vestaglia e caffè, mentre i suoi bambini ancora dormono.
Ripetere Bach che fuori è buio.
E poi Ferrara. Tutte quelle nuvole basse e grigie.
Il mio malumore, una cortesia inedita in aule che sanno di gesso e non di pece, mani da stringere, mani da scaldare.
Pedali di risonanza senza nessun lasco.
C’era sempre quella domanda dentro me.
L’auto macinava chilometri, si spendevano i centesini a dare i soldi giusti al caffè Vienna con le cinesi alla cassa, o alla pasticceria Ariosto dove mi sorprende il video di Cremonini.
Dicono di me.
Io non ci credevo, quando me lo hanno detto.
Che avevo così tanta paura di quella prova di cultura, per ritrovarmi a raccontare le storie dell’orso e di Silbermann.
Io non ci credevo, mentre aspettavo dietro a quella porta e in testa non c’era più musica, ma solo un grande silenzio, e nella bocca il sapore del succo di frutta.
Promossa.

Ora manca solo un gradino.



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giovedì 2 ottobre 2008 - ore 22:14


JEUX D’EAU
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Apnea.
Camomilla e lenzuola pulite.
Riunisco le idee come Gesù con gli apostoli nell’ultima cena.
Non so ancora tante cose.
Tipo il cluster, questo sconosciuto...perchè solo l’uva riesco ad immaginarla a grappoli, il suono no
Il suono è come grani di melograno che passo da un dito all’altro, con l’ansia che si rompa la pellicola sottile .
E il succo non sia dolce.
Vi voglio bene, a modo mio.
Chi...lo sapete voi.



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mercoledì 1 ottobre 2008 - ore 23:40


ARCI-SPLEEN
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’ansia si mangia i miei giorni.
Io offro la pizza ai cinesi, e sorrido a spiegargli come si tiene in mano una forchetta.
Sono le ultime sere e quasi non respiro.
Ti dico che ho bisogno di un comunista romantico.
Forse basterebbe dell’ossigeno, del valium e un pollice nuovo.
Il capitalismo, dietro ai miei desideri.
Io che nei parcheggi delle zone industriali vengo battezzata Luana solo per andare a fotografare le spalle nude di Rachele.
Tu che il mio nome lo sai, ed è celeste la mia ossessione per il cinema francese.
Come back settembre è solo un brutto ricordo.
Lo sappiamo io e te, che parliamo e parliamo, ma nemmeno in due ci sappiamo difendere.
Io che quelli che amo, vorrei sempre riuscire a proteggerli.
Dal male.

Poi, col tempo, da me.



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martedì 30 settembre 2008 - ore 23:13


DIETA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dovrei essere caustica, mi dice.
Io faccio sempre sì con la testa, come Xiaxiao oggi, mentre le chiedo quanti anni ha.
Io faccio sempre sì, così lui pensa che io sia una brava ragazza, che quando me lo dice mi suona quasi come un’offesa.
Mi agito, la notte.
Sogno di cadere dalle giostre e mi sveglio di soprassalto.
Ammanetto la felicità al letto e quando devo prendere decisioni il cervello è in riunione.
Pensavo che sarebbe stato diverso.
Tu e una biro nera, in mano.
Io, che oltre a fare la brava ragazza arrotondo come James Bond mancato.
Pensavo che sarebbe stato diverso.
E invece non ho una pancia che cresce perchè nessuno mi ha baciato.



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lunedì 29 settembre 2008 - ore 23:45


29 SETTEMBRE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Seduto in quel caffe’
io non pensavo a te....



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lunedì 29 settembre 2008 - ore 21:40


GLOBULI BIANCHI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi fa ridere. Che tu ci sia.
Tu che conti i giorni sul calendario e compri i fazzoletti di carta.
Tu che non stanno sulle mani le parole che ci siamo dette a voce, ma andiamo d’accordo come effetto collaterale dell’incubatrice.
Io le conto ogni mattina, le mie dita.
Faccio l’appello, le chiamo per nome, le responsabilizzo.
Mi cruccia non poter dare loro pizzicotti sulle guance.
Fuori sembra diventato tutto così incomunicabile.
O forse sono io che non ci sono con la testa, e per nessuno.
Anzi, solo per qualcuno.
E’ freddo e mia madre si ostina a tenere aperte tutte le finestre, che questo sole dice sterilizzi.
Non riuscirei ad accettarlo, se succedesse di nuovo, lo capisci?
Non so nemmeno a chi parlo.
Berlinguer fuma nel suo angolo, al solito.
Epistassi di pensieri e sere fotocopia in agguato.



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domenica 28 settembre 2008 - ore 20:50


SLANCIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi fai passare tutti questi giorni da sola.
Quando sai che sono una fifona.
Che ho accumulato traumi infantili anche guardando le prime puntate dei MiniPony.
Domenica di uva, Sofia e i suoi occhi grandi, il terzo tempo che non funziona ancora, e due mani piccole che provano ad insegnarmi a barare.
Domenica di Artemoltobuffa da cantare a squarciagola guidando, i miei golfini da Suor Maria Claretta, semi di zucca finiti chissà come fra i sedili.

Ho fatto i compiti, maestrina.
Con la biro nera, come piace a Muffato.



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sabato 27 settembre 2008 - ore 21:06


VIA I CANCELLI, PER FAVORE.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Passano i giorni e non so più niente di te.
Resto ogni mezzogiorno attaccata alle gonne della postina.
Niente.
E poi c’è chi mi dice che sono cambiata.
E poi c’è chi non si pone il problema di cosa mettersi per le cene sull’acqua, che tanto si farà in tempo a fare il cambio degli armadi.
Fa freddo, le cuffie rotte, io che mangio a rate perchè mi ostino a pensare di non essere in sovrappeso, perchè la milza mi sta dichiarando guerra.
Perchè le cose perfette non ci portano fortuna.
E le mie mani sono piccole e tremende.
E le mie ansie, planetarie.

Nessuno mi dedica una canzone.
Fermatemi prima che chiami la radio di Tony Dallara e i Giganti.



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