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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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venerdì 26 settembre 2008 - ore 16:07


SENZA FORSE...LA FATTANZA STA SALENDO ANCHE PER ME
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lessico familiare.
Mi dici che era da tanto che nessuno ti scriveva più "Staccare" con due kappa e io penso che la tua frangia mi ha sempre tenute nascoste le tue rughe sulla fronte.
E ci sono pianisti che ti lasciano "Straviare" senza capire cosa intendi. (Vito...hai presente? Pomeriggi di Bikini Kill, anfibi slacciati e correre in biblioteca a scovare l’ultimo libro di Lucarelli. Perchè non ho paura della felicità: sono poco fisionomista e non la riconosco).
Cercavo un verbo giusto, prima.
Prima ,che mi accarezzavi con la maturità che vuoi dagli altri, con i discorsi seri che sono i soli che mi piace sentire, prima che hai detto che con le parole non sei bravo, e io ho pensato solo a che colore potesse avere un gesto.
Ciak ha ragione, che ci sono parole Come "freschìn" che non si possono tradurre.
Neanche "sbarello", Ciak.
No, neanche quella.



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giovedì 25 settembre 2008 - ore 20:28


SCOTTO?PROVA A SENTIRE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci so fare con le paure degli altri.
Un po’ come con Giulia.
Le dico che ha le stelline negli occhi e non fiata neanche, saluta tutti i peluche e le bambole, appoggia la testa sulla mia spalla e aspetta che le canti un pezzettino di Vinicio per farla addormentare.
Le mie paure si ribellano.
Posso cantare loro anche tutto Ovunque Proteggi.
Mi snobbano.
Proverò con Fausto Leali, mentre Bianconi sbuca dalla tenda e grida "Seconda strofa".



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giovedì 25 settembre 2008 - ore 00:19


E IO COL NASO ALL’INSù LA TESTA CI SBATTERò, SEMPRE Là, SEMPRE TU
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sbagliavo, ti sbagliavi. Era poco più di niente.
Dicono le canzoni con gli occhiali.
E mi vengono i brividi nella parte in cui lei parla di letti singoli ed hotel.
Lo so, che ci vuole la ruspa, ma le energie sono poche.
In queste notti mi accascio su un fianco, smetto di reclamare, sono docile e remissiva.
In queste notti vorrei mandare tutto a puttane.
Farmi trovare domattina a Milano, al binario che vuoi, e riconoscerti dai pois verdi della tua gonna o il nero degli occhi, tra le lentiggini e la frangia.
Chiamarti dopo tanto silenzio, per chiederti se sei davvero poi andato con la nazionale di calcio olandese e se è ancora tutto come il primo giorno:parquet, patate e alberi.
Lasciare a Liszt i suoi dannati Studi Trascendentali, e smetterla di stare a giocare con le cooperative edilizie, le mie ruspe, le mezze frasi, quelle tronche e le parole sdrucciole.
E’ pieno di spigoli qui, e io sbatto la testa.
Mi spogliavo, ti spogliavi. Era poco più di niente.

(Ma se il Cielo mi ingravida, invocato dal "vièntu!"
del nostro prete nero che parla male l’italiano, con accento veneto, nel giorno delle nozze nella chiesa di periferia, lo chiameremo Trottolino Amoroso duddu dadadà...)



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martedì 23 settembre 2008 - ore 20:51


OGNI ADOLESCENZA COINCIDE CON LA GUERRA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le parole di chi?
Ti parlo anche di lui.
Volevo essere tosta all’epoca, non del ginnasio.
Lo avrei barattato per i miei otto in greco.
Tutti quei capelli rossi e ricci, praticamente un angelo, di quelli che io e Sonia disegnavamo coi i rasta per i bambini della pediatria.
Di quelli che stanno sempre nell’angolo vicino al termo, o nel campetto tossico vicino al parcheggio o alla scala antincendio.
Ed era ottobre, fuori.
La prima declinazione, Serse che non muore mai.
Senza senso, quel biglietto.
Erano i tempi dei film il sabato pomeriggio nella casa sul Montello.
Dalle due alle sei tra Accorsi con il parka e i cavalli.
Si può vomitare collassati sul bidet, questo amore è una finta sul ring.
Niente firma.
Sì lo so.
Questo è Sturm und drung, non romanticismo.



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lunedì 22 settembre 2008 - ore 18:02


LUCI A SAN SIRO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ascolto canzoni con gli occhiali, distesa con le palme delle mani rivolte in alto, anche se lo yoga alla Sylvia Plath non mi sembra una buona soluzione.
Il pomeriggio è pieno di sole, ma ho i piedi freddi e la luna storta e lui che ti dice di cercare parolacce brevi, quando sbagli, parolacce che durino solo una croma.
Poi sorride, poi mi dice non rischiare.
Manca poco. Pochissimo.
Non so nemmeno dove sarà,ma sento già l’odore inconfondibile della pece e delle custodie, il fruscio di qualcuno che sta accordando.
Io che adesso non sono più fra i più giovani, come in quelle estati a Portogruaro, a fare notte al Pilsen o a bere la malvasia e Rosanna a starmi dietro come un segugio, e e i bagni e le docce sempre occupate dalle arpiste finlandesi o dalle violiniste tedesche quando non trovavano altro posto dove provare.
Avevo sedici anni.
Mi sentivo amata fra voi ,che ad un tratto accantonavate la civiltà per parlare quel dialetto stretto, e tu che mi dicevi -guagliò tuo padre è un pazzo a lasciarti venire, per fortuna ci siamo noi ma tu arape bbuono ll’uocchie e statte accorto ai contrabbassisti spagnoli-.
Quelle erano estati.
La tua matita azzurra intorno agli occhi ed un concerto gratis ogni sera. Scappare dal dormitorio all’alba e andare a suonare dopo il caffè e le passeggiate ai molini, Pavel e la sindrome di Paganini.

Io vi vorrei ancora qui.
(E ovunque tu sia, non scrivi.)



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domenica 21 settembre 2008 - ore 13:11


ASCOLTANDO CINECITTà
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Adesso non urliamo più Come back september.
Adesso piangiamo nei letti matrimoniali,da soli.
Rabbrividiamo se qualcuno ci ricorda di pagine che parlano di Tomas e la differenza fra fare l’amore e dormire insieme.
Io non fotografo I carriarmati russi.
Io al massimo cerco I sedili delle Trabant dove andare a bere e a sconvolgermi a Berlino.
In tanti chiedono di sposarmi, ma nessuno compra I confetti e va a parlare con I miei.
Faresti la cresima per me?
Poi estorciamo un nullaosta e scappiamo a Las Vegas, e io compro un rossetto blu per fingere che Fiumani ci faccia da testimone.
Che se poi non ti va bene come stiro puoi sempre chiedere l’annullamento alla Sacra Rota.
Che se vuoi potresti anche farmi felice.
Potresti amarmi, portarmi all’Ikea, disegnare le tue mani sulle lenzuola.
Io ti pianterei I miei occhi celesti in giardino.

Gli uomini entrano nelle donne solo per riprendersi le loro costole, Adamo.



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domenica 21 settembre 2008 - ore 00:39


REBEGOLO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il prete giovane che spiega le parabole, e non sa che io salvo dallo stress e dall’Azione Cattolica.
Parenti lontani che ti fermano solo per chiederti che fine ha fatto il democristiano.
Io penso ad ere geologiche fa, quando i discorsi contenevano le citazioni sghembe di Milani e La Pira, e ad Asolo mi ci portava solo perchè la benzina costava meno.
Non so se davvero odio le cene di famiglia.
Finisco a bere più del dovuto.
Aloni di dita sporche di crema pasticcera sui calici di vetro.
Le solite battute, le solite allusioni.
E’ un rischio, la famiglia allargata.
E’ un rischio che voi ce l’abbiate lasciata per testamento.
Ora , non riusciamo a farne a meno.
E fanculo se lei non si laurea, lui sta con una più grande, l’altra se ne va in Africa ed io reggo il teatrino.
Si è figli della famiglia, e basta.

Dicevi bene due ore prima di andartene.
Hai chiesto se il Requiem aeterna fosse in latino.
Hai sorriso, beffardo.
Go sempre dito che serve studiar e lingue.



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venerdì 19 settembre 2008 - ore 23:38


AND THE PAPERS WANT TO KNOW WHOSE SHIRTS YOU WEAR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Inciampo nei lenti.
Sarà un altro effetto dell’incubatrice?
Oggi mi tradisce quella frase.
I giornali vogliono sapere la marca della camicia che porti.
E fuori dal finestrino ad un tratto ha cominciato a piovere.
Eravamo io e te in quella macchina.
Io e il mio solito muso lungo quando mi fai del male, quando non riesco a difendermi e faccio finta di nulla.
Tu che ti passi una mano tra i capelli, guidi veloce e non vedi l’ora di lasciarmi andare con una frase qualunque.
Magari, che non sarebbe comunque potuta durare.
O quelle da Oscar. Tipo. Non ti merito. Sei troppo giovane.
Passavano Bowie alla radio oggi.
Mi è venuta l’asma per le coincidenze.
Ho provato a dormire, visto che il ventolin speciale era finito.
Mi ha svegliato Bach su una radio che di solito passa Toni Dallara e I Giganti.
Procolarum... maledetti copioni!!



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giovedì 18 settembre 2008 - ore 12:51


CI(STE)RCENSE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Scriviamo manuali a vanvera.
Io alzo bandiere, chiamo elettricisti, allineo lucciole da aggiustare col cacciavite. Che non sono troppo piccole, e chi lo dice è solo un po’ paraculo.
Cerco sulle pagine gialle il tuo sacchetto ed il ventolin speciali, contro un’asma incurabile.
Quella che spesso viene anche a me.
Stamattina si sono messi tutti d’accordo.
Io ti dico che potremmo metterli tutti in fila a fare la pubblicità del Lines Seta Ultra. E nemmeno perchè hanno le ali.
Io ti dico che bisogna cambiare strategia.
E tu mi fai fare l’uomo-sandwich con le frasi di Zucchero sulla schiena.
E’ vero, salvo i giovani dallo stress e dall’azione cattolica.
Ma poi li mando alle armi per combattermi.
Per fare pace.
Per negoziare.
O perchè a differenza delle donne nei cannoni, ho paura che non sarò bella come dici tu.



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giovedì 18 settembre 2008 - ore 10:10


QUESTO STRANO TIPO DI BAMBINA VUOLE LA COMPAGNIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grigio inverno fuori. Non piove nemmeno.
Autoscatti di me e tasti bianchi e neri. Un ordine preciso, in successione.
Ieri ho pensato di scriverci sopra.
Le parole potrebbero farmi compagnia.
Le sbiadirei con l’usura, il trillo sicuro del polpastrello.
Rasenterei la dislessia, confusa dalla risonanza del pedale del forte.
Che la musica non basta.
Ho imparato cos’è un silenzio a dieci anni.
E’ il contrario del suono, e insieme compongono la musica.

Non sapevo facesse anche rumore.



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