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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
![]() BENVENUTI NEL BLOG DI DON VITTO LE IMMAGINI DELLA PRIMA CELEBRAZIONE. QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL, MA NON SUPPORTA LA NAZIONALE FRANCESE DI RUGBY. ALLO STESSO MODO, QUESTO BLOG SUPPORTA ROSY BINDI, MA NON IL PARTITO DEMOCRATICO. TORELLI ARROGANTI sabato 12 giugno 2004 - ore 14:29 pacifiche giornate Dalla missione di pace in Iraq: oggi i nostri Lagunari hanno pacificamente risposto ai pacifici proietti pacificamente scagliati loro addosso da pacifici abitanti di questa pacifica landa....potrebbero le cose esser più pacate e pacifiche? io non lo credo LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 11 giugno 2004 - ore 17:12 canale 5 cosa sarebbe la vita senza la programmazione estiva pomeridiana di canale 5? tutti quei film romantici...tutti quegli sceneggiati riassunti....Verissimo...ah....non so davvero come farei senza. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 10 giugno 2004 - ore 15:46 ostaggi fortunelli. Eroi...così han chiamato i tre ostaggi italiani rientrati dall'Iraq, liberati dalle forze speciali americane grazie alle indicazioni dei servizi segreti polacchi (qualcuno, a capo del governo di un certo paese, non dico quale, ma vi si mangia la pizza, ha affermato che era il sismi ad aver raccolto informazioni determinanti....peccato fosse una balla....). Chi eran questi tre personaggi? Guardie private? Mercenari? Soldati di ventura? Non ci è dato sapere. O meglio, ne sappiamo talmente tanto che ormai non siamo più in grado di scorgere un barlume di verità, nella marea di notizie vere e meno vere che ci investono. Sappiamo che tutto quel che riguarda questo rapimento ora è secretato per volere del ministro degli esteri, Frattini. Sappiamo che Alleanza Nazionale, a cui uno dei tre ostaggi era iscritto, ha colto al volo l'occasione di fregiarsi di un successo così decisivo dell'azione di forza. Non sappiamo che fine han fatto i rapitoi. Non sappiamo se venne pagato nelle scorse settimane un riscatto per liberare i tre, ma agli uomini sbagliati. Non sappiamo come e perchè son stati presi proprio loro, e se sia ver che nulla sapevano della morte di Quattrocchi. Non sappiamo nulla della morte di Quattrocchi. Ci han venduto per due giorni la bufala che tra i rapitori ci fosse un italiano intenzionato ad influenzare le elezioni con il rapimento, slavo poi smentire tutto una volta rese pubbliche le parole dei rapiti che escludevano questa eventualità. Un giorno forse rideremo di tutto questo...ora no. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK giovedì 10 giugno 2004 - ore 15:46 Eroi...così han chiamato i tre ostaggi italiani rientrati dall'Iraq, liberati dalle forze speciali americane grazie alle indicazioni dei servizi segreti polacchi (qualcuno, a capo del governo di un certo paese, non dico quale, ma vi si mangia la pizza, ha affermato che era il sismi ad aver raccolto informazioni determinanti....peccato fosse una balla....). Chi eran questi tre personaggi? Guardie private? Mercenari? Soldati di ventura? Non ci è dato sapere. O meglio, ne sappiamo talmente tanto che ormai non siamo più in grado di scorgere un barlume di verità, nella marea di notizie vere e meno vere che ci investono. Sappiamo che tutto quel che riguarda questo rapimento ora è secretato per volere del ministro degli esteri, Frattini. Sappiamo che Alleanza Nazionale, a cui uno dei tre ostaggi era iscritto, ha colto al volo l'occasione di fregiarsi di un successo così decisivo dell'azione di forza. Non sappiamo che fine han fatto i rapitoi. Non sappiamo se venne pagato nelle scorse settimane un riscatto per liberare i tre, ma agli uomini sbagliati. Non sappiamo come e perchè son stati presi proprio loro, e se sia ver che nulla sapevano della morte di Quattrocchi. Non sappiamo nulla della morte di Quattrocchi. Ci han venduto per due giorni la bufala che tra i rapitori ci fosse un italiano intenzionato ad influenzare le elezioni con il rapimento, slavo poi smentire tutto una volta rese pubbliche le parole dei rapiti che escludevano questa eventualità. Un giorno forse rideremo di tutto questo...ora no. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 9 giugno 2004 - ore 16:56 Who's Who... ...ah...iniziare il pomeriggio con "Won't get fooled again" degli Who può aiutare a mettere tante cose nella giusta prospettiva...resta un momento di merda, ma se non altro torna un barlume di serenità... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 8 giugno 2004 - ore 20:38 usa trip 2004 4 Con l'andare dei giorni, capisco sempre più le folli logiche degli archivi americani, uniche per tutto il continente. Scopro alla mensa una strana umanità: ai ricercatori provenienti da tutto il mondo (spesso invasati, presi dal sacro fuoco della necessità di spiegarti la loro ricerca e forse, ma solo forse, di portarti a letto...) si aggiungono i dipendenti dell'archivio, quasi tutti neri e obesi; vengono poi gli archivisti, quasi tutti bianchi e smilzi; poi le guardie giurate che proteggono gli studiosi ma soprattutto il materiale custodito. In capo a due giorni capisco che, nonostante i ferrei controlli in entrata ed in uscita, potrei tranquillamente uscire con diverse decine di pagine ogni giorno senza il minimo problema...in capo a tre giorni capisco che la cosa non mi gioverebbe molto e forse (ma solo forse...) è un tantinello amorale...boh! Fatto sta che faccio amicizia con una delle inservienti, una ragazza di origine cinese, e con una ricercatrice di origine coreana, oltre che con uno studente tedesco. Dopo tre giorni a scrocco in casa della coppia con bimbe, mi tocca trasferirmi nella camera della Piaga per cinque giorni, fino alla sua partenza per New York...gran bei giorni... Scopriamo assieme la "zona gay" della città, Dupont Circle, novello ghetto, ponte tra la città dei palazzi governativi, la vecchia cittadella universitaria e la zona frequentata un tempo da Duke Ellington e altr grandi del jazz che se conoscessi vi starei qua a nominare ma... Una sera, dopo una cena thai, ci rechiamo verso un locale pieno zeppo di gioventù, e la Piaga fa la prima conquista, irrompendo nel cuore di un giovanottone australiano con forza e prepotenza...lei decide di sfruttarlo per farci portare in giro per la città... Dopo poco ci offre da bere e ci porta poi in un locale dove una band suona latino-jazz...non male, ma neanche il massimo della vita, a dire la sincera verità... Comunque, dopo un poco capisco che il ragazzo cerca di scaricarmi per dedicarsi in privato alla conquista della piaga...che però non ci pensa proprio e mi costringe a restare al tavolo dove peraltro ci raggiungono pure tre ragazze del luogo più ubriache di noi con cui ci divertiamo a scherzare...ora...se mediamente i ragazzi statunitensi non son proprio arguti...da sbronzi son quasi degli artisti d'avanspettacolo...e queste tre care rappresentanti della razza non facevano eccezione... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 8 giugno 2004 - ore 20:38 Con l'andare dei giorni, capisco sempre più le folli logiche degli archivi americani, uniche per tutto il continente. Scopro alla mensa una strana umanità: ai ricercatori provenienti da tutto il mondo (spesso invasati, presi dal sacro fuoco della necessità di spiegarti la loro ricerca e forse, ma solo forse, di portarti a letto...) si aggiungono i dipendenti dell'archivio, quasi tutti neri e obesi; vengono poi gli archivisti, quasi tutti bianchi e smilzi; poi le guardie giurate che proteggono gli studiosi ma soprattutto il materiale custodito. In capo a due giorni capisco che, nonostante i ferrei controlli in entrata ed in uscita, potrei tranquillamente uscire con diverse decine di pagine ogni giorno senza il minimo problema...in capo a tre giorni capisco che la cosa non mi gioverebbe molto e forse (ma solo forse...) è un tantinello amorale...boh! Fatto sta che faccio amicizia con una delle inservienti, una ragazza di origine cinese, e con una ricercatrice di origine coreana, oltre che con uno studente tedesco. Dopo tre giorni a scrocco in casa della coppia con bimbe, mi tocca trasferirmi nella camera della Piaga per cinque giorni, fino alla sua partenza per New York...gran bei giorni... Scopriamo assieme la "zona gay" della città, Dupont Circle, novello ghetto, ponte tra la città dei palazzi governativi, la vecchia cittadella universitaria e la zona frequentata un tempo da Duke Ellington e altr grandi del jazz che se conoscessi vi starei qua a nominare ma... Una sera, dopo una cena thai, ci rechiamo verso un locale pieno zeppo di gioventù, e la Piaga fa la prima conquista, irrompendo nel cuore di un giovanottone australiano con forza e prepotenza...lei decide di sfruttarlo per farci portare in giro per la città... Dopo poco ci offre da bere e ci porta poi in un locale dove una band suona latino-jazz...non male, ma neanche il massimo della vita, a dire la sincera verità... Comunque, dopo un poco capisco che il ragazzo cerca di scaricarmi per dedicarsi in privato alla conquista della piaga...che però non ci pensa proprio e mi costringe a restare al tavolo dove peraltro ci raggiungono pure tre ragazze del luogo più ubriache di noi con cui ci divertiamo a scherzare...ora...se mediamente i ragazzi statunitensi non son proprio arguti...da sbronzi son quasi degli artisti d'avanspettacolo...e queste tre care rappresentanti della razza non facevano eccezione... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 5 giugno 2004 - ore 00:29 2004 Usa trip, 3 Il primo lunedì lavorativo in terra americana io e la Piaga ci rechiamo in archivio, io con propositi di studio, lei con propositi di gloria, peraltro subito stroncati dalla sua poca voglia di scartabellare tra cinquecento buste di documenti amministrativi. Ora è bene che spieghi, prima di proseguire, il perchè del mio folle volo transoceanico...presto detto: una tesi in storia economica sulla gestione della regione veneto da parte delle truppe alleate occupanti nel 1945-46....chi pensasse "du cojoni" avrebbe tutta la mia comprensione, ma non la mia approvazione. Tale progetto di studio mi ha quindi portata a Wash per visionare gli archivi ammericani pieni zeppi di materiale sull'argomento...materiale tutt'altro che entusiasmante, ma quantomai utile...cinquecento buste (faldoni) d'archivio, trasferite su trecento rotoli di microfilm...due settimane di tempo...pochissima voglia...tanta necessità. Il problema non è visionare il materiale...quanto piuttosto trovarlo. Un gentile archivista m,i rimanda ad un suo gentile collega che gentilmente mi rimanda dal precedente individuo che signorilmente gli fa notare che è un testa di minchia...ma tutto nella massima calma ed amicizia...comunque, in capo ad una giornata sono al lavoro, ed inizio a consumarmi gli occhi e le occhiaie sui listini dei prezzi dei bar di Limena nel maggio del 1945...( pensate che scherzi..illusi...un caffè lire 12, lire 15 miscela estera) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 3 giugno 2004 - ore 18:43 vicini sbronzi sotto la pioggia ...piove...ho dato l'acqua alle rose dopoquattro giorni di secco e piove...ho pulito i vetri di casa e piove...a volte penso che lassù qualcuno rida...poi penso che probabilmente ridono laggiù, al secondo piano...i miei vicini che si sbronzano tutte le sere senza problemi... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 3 giugno 2004 - ore 15:18 2004, USA TRIP 2 Al terzo giorno di permanenza negli States prendo finalmente contatto con colui il quale dovrebbe farmi da guida nella selva dei National Archives di College Park, Maryland: un ex colonnello dei servizi segreti della 5th Army ammericana, che operava in Italia organizzando le missioni congiunte tra partigiani e militari alleati. Il caro Albert, 89enne, è sordo per metà. Sa l'italiano, ma a volte se ne dimentica....e comunque strascica le parole alla stessa maniera sia nella nostra che nella sua lingua. Tra una cosa e l'altra, capisco che non ha assolutamente capito che a me interessa lo studio del dopoguerra, e non della guerra in sè. Non comprende come possa interessarmi qualcosa in cui lui non sia stato parte fondamentale e continua a parlarmi dei suoi vecchi compagni e delle sue missioni, sfidando la mia stolida indifferenza. Gli escono i peli da sotto l'apparecchio acustico...è una cosa che mi blocca un poco. Per fortuna almeno, conosce ventimila persone all'interno dell'archivio, e mi presenta a tutta una serie di persone che mi saranno molto utili nei giorni successivi...a partire dal monumentale afroamericano dalle braccia tatuate che fa da steward all'ingresso per arrivare fino al novantaduenne archivista esperto di affari italiani affetto da psoriasi. Alle tre son libera di tornare verso casa, cercando di non far troppo casino con il sistema di metropolitana di Wash, non troppo complicato, a dire il vero... Il problema è capire le distanze. Parto da Padova col concetto delle fermate dell'Acap...ne sbagli una? poco male, due minuti a piedi e arrivi a quell'altra...qua no. Soprattutto in periferia le distanze tra una fermata e l'altra si misurano in chilometri, e la cosa mi costerà parte delle suole. Trovo la Piaga mezza sbronza in un pub finto-irlandese davanti alla stazione dei treni, una delle zone peggiori della città, che discorre amabilmente con due tipi irlandesi, sbronzi pure loro, marito e moglie che, essendo sabato pomeriggio, convertono in valuta irlandese (guinness) i loro dollari duramente guadagnati in settimana... Giriamo lungo la rete della metro per trovare un negozio di elettronica per colmare le lacune nella nostra ipertecnologica dotazione. Mi rendo conto della pochezza di Wash nel momento in cui mi accorgo che sempre più spesso sto al pc portatile e giocare a pinball (I' m a pinball wizard...dicevano gli Who...)... Faccio fatica ancora a rendermi conto che il mio è pur sempre un viaggio di studio, perchè è davvero dura inserirsi in una realtà di lavoro diversa come quella degli archivi americani. La sera, bel belle, ce ne iamo a mangiare in un ristorante pakistano... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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