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Vitto, 5 anni
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martedì 18 novembre 2003 - ore 18:10


QUIZ STORICO II
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi scrisse "sventurata la terra che ha bisogno di eroi"?
e in quale sua opera?

tra l'altro questo porta dritto dritto a pensare ai funerali di stato di oggi...
Tra un mese voglio vedere che resterà di tutto questo orgoglio fittizio

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martedì 18 novembre 2003 - ore 17:18


QUIZ STORICO
(categoria: " Pensieri ")


SOMDAGGIO VELOCE: CHI SA QUALI ERANO LE COLONIE ITALIANE NEL MONDO TRA LA PRIMA E LA SECONDA GUERRA MONDIALE? VOGLIO VEDERE SE ALMENO UNO RIESCE A DIRLE TUTTE...

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lunedì 17 novembre 2003 - ore 13:17


I Comeliani
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I comeliani son coloro che abitano la Val Comelico, ridente vallata incassata tra le estreme propaggini delle Dolomiti Orientali e i primi spalti delle Alpi Carniche.
La valle si biforca quasi subito in due rami, a Santo Stefano di Cadore, individuati dai fiumi Piave e Padola, ma è pure divisibile in Comelico Superiore, ad indicare i paesi in quota, sulla costa dei monti, e Comelico inferiore, ad indicare gli agglomerati di fondo valle.
Le differenze tra i paesi "in alto" e quelli "in basso" si notano nelle giornate di fine dicembre, inizio gennaio, quando i paesi in costa son baciati dal sole e quelli in valle non vedono il sole anche per un mese intero.

Davanti a casa mia, a fondo valle, in certe mattine di novembre la brina sembra neve da quanto è spessa. Dal 17 dicembre al 24 gennaio la luce del sole non arriva per via del monte che ci sta davanti....


Cmq, a parte le annotazioni climatiche, la Valle è caratteristica per via dei suoi abitanti.
Nonostante le dovute eccezioni, i personaggi che abitano queste ridenti località montane avrebbero fatto la gioia del Lombroso e della sua Frenologia.
I campioni di tale alpina stirpe si ritrovano nei tipici bar di paese...

1) Bar Tre Terze, Campolongo di Cadore.
Prende il nome dalle tre Terze, tre montagne dietro al paese...gestito a singhiozzo da un veneziano e dalla sua moglie colombiana che si dividono tra il carcere per spaccio e il locale da ormai dieci anni...fuori uno, dentro l'altra...secondo uno schema studiato appositamente da una delle più prestigiose scuole economiche americane...frequentato dal fior fiore della gioventù del paese, attirata dall'unico biliardo del paese e dai pionieristici videogiochi (pac-man, tetris...) oltre che dagli artisti del paese, attirati dalle pionieristiche grappe, e dai bambini del vicinato...attirati dalle pionieristiche caramelle...e dalle pionieristiche grappe...usanza diffusa in paese...

2)bar Centrale, con annesso ristorante, Campolongo di Cadore.

Frequentato dalla crème de la crème dei cacciatori del paese, che qui espongono i loro trofei di caccia.
Se riuscite ad entrarvi senza perdere un occhio sulle corna di capriolo o cervo appese al muro siete già clienti speciali...
Non è infrequente vedere l'affezionata clientela vantarsi della bestia uccisa sollevandola sopra la testa in atteggiamento virile, insozzandosi del suo sangue,entrando con nonchalance all'interno del locale dove mette in fuga con un rutto graspigno i due turisti finiti per sbaglio in mezzo, che si stan gustando i funghi in scatola con contorno di capriolo in scatola.
A questo punto di solito i gentili turisti si rivolgono al poco distante

3)Bar gelateria pizzeria ristorante hotel Villanova, poco distante dal suddetto locale.
Tipica pizzeria da paese trasformata in unhotel grazioso, il cui proprietario è alquanto folkloristico in sella alla sua Honda Goldwing superaccessoriata mentre sfreccia per le vie del bellunese...
Tipico ritrovo per le fam,iglie il sabato sera, negli anni ottanta la sala era dominata da un rosa nauseante condito con quadri arte povera raffiguranti galli cedroni tra una copula e l'altra...

4)bar Molin, Santo Stefano di Cadore

Gestito da due ormai anziane signore e forse dal marito di una delle due (ma mai lo capii..) che hanno la peculiare capacità di farti pesare il fatto che tu stia là, nel loro locale, dando quindi un senso alla loro esistenza.
Se giusto giusto una delle cose che hai ordinato manca nel locale, ti guardano come un lebbroso eti chiedono con lo sguardo se per caso tu le voglia prendere per il culo...

5)La Notla...mitico bar, pizzeria, e "night" dove la meglio gioventù valligiana si ritrova, in quel di Santo Stefano, ad annegare nell'alcool i dispiaceri di una vita di merda tra le montange...si ritrovava...perchè ora è chiuso, questo splendido localino.

tipica la figura presente al banco del giovane disadattato alle prese con un boccale di birra o un boccale di grappa...tanto tipica che i giovani fanno a gara per interpretarla e mantenere così viva la tradizione dell'etilismo.


i prossimi locali alla prossima puntata...dopo che l'Ufficio turistico del Comune mi avrà pagata...

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lunedì 17 novembre 2003 - ore 01:00


risse informatiche
(categoria: " Riflessioni ")


Ma s'io avessi previsto tutto questo
dati cause pretesto,
le attuali conclusioni...


devo ancora capire il perchè di questa rissa tra me e apocalypse/bishop/hellreiser...

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domenica 16 novembre 2003 - ore 20:22


Apocalypse
(categoria: " Accadde Domani ")


Questo caro raqgazzo continua a dirmi che sono un maschio e non una femmina...continua a dirmi che non lo devo offendere...continua a dirmi che non vuole parlare con me...continua a vantarsi per il suo lavoro sicuro che gli permette di avere più soldi di me...continua a fare interventi dementi su qualsiasi argomento dimostrando un'ignoranza e al contempo una tracotanza disarmanti...rifiuta poi in ogni caso di confrontarsi seriamente non appena nota la benchè minima contrarietà alle sue idee...ladomanda che mi sovviene è: CAZZO VUOI DA ME?
Vuoi parlare? son qua.

Vuoi insultarmi e basta? son qua.

Vuoi fare il folletto rompicazzo che ogni tanto spunta fuori e pizzica? son qua lo stesso.

Basta che lo dici.

P.S.: si aprono le scommesse sulla data della prossima bannata di apocalypse...e sulla sua prossima reincarnazione.

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domenica 16 novembre 2003 - ore 14:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri le bare son tornate.
Domani saranno all'Altare della Patria, al sacrario delle bandiere.
Dopodomani sottoterra.
Mercoledì la coscienza di questa nazione inizierà a dirsi che se ne è già parlato abbastanza.
Creare degli EROI serve sempre al fine di zittire le polemiche.
Crea un terreno comune su cui non ci si può permettere certe considerazioni.

Quei carabinieri, quei soldati, quei civili...non erano eroi.
Eran persone che svolgevano il loro mestiere, che è un mestiere decisamente delicato e complesso.

Non eran eroi loro e non lo erano tutti quelli che son stati mandati a morire per nulla in secoli di storia.

O meglio...non eran eroi per via della missione che gli era stata affidata.

La loro morte non deve e non può essere un bagno catartico che lava via ogni dubbio e ogni ombra dall'operazione alla quale partecipavano...

Vedere le bare accompagnate giu dall'aereo mi ha richiamato in mente tante immagini alla rinfusa.
L'atmosfera era simile a quella, concitata e angosciata, intorno al corpo di Moro, in via Caetani.
Quella rabbiosa e sconcertata di fronte alla strage di Capaci...
eppure...mi sembra che manche qualcosa...mi sembra, fondamentalmente che vi sia un fenomenale ribaltamento, per cui quelli a cui frega veramente di queste morti se ne stan in dispare, convinti che un silenzioso esame della propria coscienza ia l'unica cosa giusta da farsi...
mentre chi non viene troppo toccato da quelle morti siaffretti a mostrare il petto gonfio d'orgoglio e finta pena...

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sabato 15 novembre 2003 - ore 15:42


Storia
(categoria: " Università / Scuola ")


Mi stupisco sempre del fatto che quando parlo con qualcuno esterno al mio corso di laurea difficilmente costei o costui si renda beneconto di quel che studio....e sì che non stiamo parlando di Filosofia...Scienze della comunicazione, Psicologia...tutte materie degne del massimo rispetto ma che fungono da contenitore per tutta una serie di filoni e correnti di studio.
Storia.
E' così arduo capire cosa siano gli studi di storia?
E' interessante il fatto che lo studio della storia venga percepito come studio di fatti nudi e crudi...di battaglie, di uomini politici, al limite di ideologie...
Da decenni ormai la disciplina si è evoluta e si è trasformata...ora moti storici partono dal basso...attraverso l'analisi di studi antropologici, sociologici, persino psicologici effettuati in epoca storica, attraverso una lettura critic dei documenti si arriva oggi a dipingere il passato non più da un solo punto di vista, ma da più fuochi.

Tutte queste evoluzioni della disciplina non son colte all'esterno...strano...no, non strano, a dire il vero...però è un peccato...rimane un'idea falsa e statica della storia come disciplina monolitica che non corrisponde alla realtà.

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venerdì 14 novembre 2003 - ore 18:36


Politica...comunismo...fascismo...roba noiosa insomma!
(categoria: " Riflessioni ")


Un commento di Elanor ad un mio intervento di ieri su questo blog mi spnge ad una riflessione sul significato del termine "COMUNISTA".

Visto che ultimamente are sia di da dare del comunista a chiunque dissenta dall'attuale linea politica del governo...forse sarebbe il caso di indagare meglio l'oscuro significato d tale termine..."Comunismo".
(chi ne sa di più perdonerà la grossolana semplificazione)

Comunismo significa abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e distribuzione.
Questa è la tesi di Marx.
Marx elabora la sua teoria prima del 1848.

E' un ebreo tedesco, che vive esule a Londra, nel contesto di quello che allora era il centro del novello mondo industriale. Marx, nell'elaborare le sue teorie, ha come riferimento il mondo sviluppato, cioè Inghilterra, Usa, in parte Francia e Prussia.
Sono le uniche nazioni dove si stia sviluppando un proletariato operaio, classe sciale che secondo Marx avrebbe dovuto guidare la rivoluzione contro il sistema vigente, destabilizzando lo stato per creare la Dittatura del proletariato.

Cosa vuol dire abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e distribuzione?
Vuol dire, nè più nè meno, che appezzamenti terrieri e impianti industriali, campi e fabbriche cioè, dovevano essere collettivizzati, così come i negozi che ne distribuivano i prodotti.

Cosa vuol dire collettivizzare?
Un esempio: se il signor Smith possiede una fabbrica di tessuti dove lavorano 40 operai, la proprietà passa allo stato, che affida al signor Smith e ad una commissione (consiglio di fabbrica) di operai la gestione dell'impianto, provvedendo a mettere a disposizione il denaro necessario a comprare le materie prime e piazzando la merce sul mercato, pagando così gli stipendi dei lavoratori e dei dirigenti.

Attraverso questo sistema si sarebbe creato uno spazio economico dominato non dalle leggi di mercato (con gli squilibri di prezzi e redditi ben noti), ma da regole decise a priori dallo stato, ovviamente espressione di tutto il popolo.

Questo progetto era il comunismo come lo intendeva Marx (mi faccio schifo per come ho banalizzato il discorso...ma già son abbastanza logorroica....).

Il"Comunismo" come è stato applicato in tutto il mondo poi, era un'altra cosa.
Per una semplice ragione: qual'è stata la prima nazione a conoscere una rivoluzione comunista autodefinitasi tale? La Russia.
La Russia aveva un proletariato urbano operai degno di questo nome? no.
Quella russa non fu una rivoluzione comunista.
F una rivoluzione russa.
Quando avvenne? nel 1917...a settant'anni dalla ormulazione delle tesi di Marx.
Sarebbe come se oggi qualcuno tentasse una rivoluzione sulla base di teorie formulate negli anni '30 del '900.

Idem in Cina.
Idem in Indocina, e in tutti i luoghi del mondo dove nel '900 il comunismo si è diffuso.

A questo punto, molti paragonano il comunismo al fascismo.
Il comunismo era basato su un intento di progresso del benessere del popolo in armonia col progresso di tutto il mondo.
Era un progetto transnazionale, internazionale.
Il Fascismo fu un fenomeno di "reazione", di spavento di fronte alle richieste di nuove masse sociali venute alla ribalta grazie alla grande guerra.
Fu il tentativo del vecchio mondo liberale ed autoritario di impedire l'avvento dei riformatori, fossero essi cattolici, socialisti o comunisti o quant'altro.
Non fu un movimento di progresso, ma di conservazione dello status quo.

Questo però non salva il Comunismo dalle accuse che i più sensibili commentatori gli rivolgono sin dalla sua nascita...cioè di essere una teoria nata vecchia.
Che senso ha oggi, in un mondo in cui nulla è uguale a due secoli fa', dirsi comunisti?
Nessuno.
Che senso ha al giorno d'oggi accusare qualcuno di essere un comunista? Nessuno.
Anche se questo qualcuno si autodefinisce tale.
Il comunismo, per come lo definisce la teoria di Marx (non Marxista...si badi bene...Marx non era Marxista...) non è mai esistito.

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venerdì 14 novembre 2003 - ore 16:26


Metallonzi
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mamma mia santa e bella...
Il vespaio venuto su per via del forum "A morte il metal", da me inaugurato a maggio e recentemente risorto agli onori della cronaca, è stato superiore...di gran lunga superiore...a quello sviluppatosi attorno ad argomenti ben più degni di considerazione...il che mi da la misura del fondamentale fanatismo di persone a cui non frega tanto che si sia in disaccordo con loro su punti quali la politica etera, l'etica pacifista o meno...o altre simili amenità...ma che si sentono in dovere di intervenire se vedono i loro "idoli" (nel vero significato del termine) insidiati da opinioni a dir loro ingiuriose...


un po' di tristezza mi sovviene...

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venerdì 14 novembre 2003 - ore 01:08


63 Anni fa'
(categoria: " Pensieri ")


Il 14 novembre di 63 anni fa' la divisione alpina Julia ripassava, ritirandosi, il confine tra Albania e Grecia.
Fra morti, feriti e dispersi la divisione aveva perso metà degli effettivi.

Anche allora, come oggi, quelle morti non eran funzionali a niente.
Non eran morti per la libertà, come fecero i partigiani poi dopo l'8 settembre...non eran morti per la pace.
Eran morti sul suolo straniero portando guerra in nome d'altri.

A Nassirya gli Italiani non portavano guerra. Ma eran agli ordini di chi l'aveva portata.
19 uomini han pagato per colpe non loro, oggi, così come allora centinaia di migliaia tra civili e militari italiani (più di mezzo milione di morti in tutto, alla fine della guerra) avevan pagato per i crimini del fascismo.

Su molti inteventi, nei forum e nei blogs, si grida, si da' del/la comunista a chi osa andare al di là del semplice cordoglio per le vittime.
A me non basta vedere le lacrime delle famiglie carpite da qualche pescecane con la telecamera.
A me interessa capire quante persone debbano ancora finire sotto terra prima che chi ha voluto questo intervento apra gli occhi...ma la paura che ho è sempre la stessa....cioè che quegli occhi sian già bene aperti, ma che sorridano lievemente, consapevoli che quanto sta accadendo era esattamente ciò di cui avevan bisogno.


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