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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
![]() BENVENUTI NEL BLOG DI DON VITTO LE IMMAGINI DELLA PRIMA CELEBRAZIONE. QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL, MA NON SUPPORTA LA NAZIONALE FRANCESE DI RUGBY. ALLO STESSO MODO, QUESTO BLOG SUPPORTA ROSY BINDI, MA NON IL PARTITO DEMOCRATICO. TORELLI ARROGANTI giovedì 13 novembre 2003 - ore 16:44 Iraqi freedom E ora sento voci dire che la cosa migliore è lasciarli affogare nella loro rabbia...o che dobbiamo rieducarli...o che vanno ammazzati tutti. Ne suuno che pensi un attimo agli iracheni come persone a cui è stato sottratto il proprio destino prima da una dittatura sostenuta per decenni dall'occidente, poi dall'occidente stesso. Perchè le morti di Iracheni, Americani, Italiani, Inglesi abbiano un senso...forse è il caso di cambiare. Cambiare il modo di intendere la cooperazione internazionale. Cambiare il modo di guardare queste persone che non hanno più niente se non la loro terra. Non sono "islamici", "integralisti", "poveretti", "barbari", "iracheni", "sciiti", "sunniti"...sono quel che noi eravamo neanche sessantacinque anni fa'...sono individui...degni di tal nome, bisognosi di aiuti incondizionati, come son stati offerti a noi. Circondati dalle minacce di chi, per spaventare loro, ammazza chi dice di essere là per proteggerli. Chi è che devono spaventare queste bombe? I soldati delle forze "di pace"? no... solo chi abita quella terra, quegli individui...quelle bombe sono dei messaggi, chiari, precisi...nessuno deve poter sperare in un cambiamento... Non so quale sia la strategia del disimpegno impostata dai generali americani...spero solo che abbiano messo in conto la ricostruzione delle speranze. E non si ricostruiscono con le armi quelle. Al limite con le armi si possono difendere...ma per costruirle ci vogliono cultura e attenzione ai bisogni della popolazione. Spero sinceramente che queste potentissime armi non convenzionali vengano impiegate nei prossimi decenni...perchè non basteranno mesi per far nascere una nazione nuova... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 13 novembre 2003 - ore 01:32 Soldati Da un po' di giorni sto rileggendo un libro di Giulio Bedeschi, "Centomila gavette di ghiaccio"...parla della ritirata degli alpini italiani in Russia. Il libro è carico di una inutile retorica, pieo di pesantezze stilistiche, tipiche di una certa memorialistica bellica. Una cosa però risalta molto bene: l'inutilità. L'inutilità di quella guerra. L'inutilità dello spreco che la guerra comporta. L'inutilità di supremi sacrifici, che a migliaia gli alpini misero in atto. L'inutilità della volontà degli uomini, travolta dalla stupidità di chi siede sopra di loro. Il sottotenente Serri, il conducente Scudrèra, il Capitano Reitani, tutte facce, volti...che simboleggiano la sofferenza, la tristezza di dover morire senza uno scopo. Sofferenza che si fa rabbia quando a morire non sei tu ma il tuo vicino. Ecco. Io ora provo rabbia. Rabbia per chi ha mandato quei povericristi a morire in Iraq, vendendo la balla che in realtà eran là a curare i feriti e a distribuire pane. Centomila gavette di ghiaccio. 17 bare di sabbia. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK lunedì 10 novembre 2003 - ore 18:17 Pubblica Sanità L'attuale governo ha decis di finanziare tramite sgravi fiscali chi dsidera aprire uno studio specialistico o una clinica da privato imprenditore, favorendo così l'abbandono da parte dei medici migliori del servizio pubblico, sempre meno remunerativo. Il modello sarebbe, nei sogni, quello americano. Leggo oggi su Repubblica, articolo di Mario Pirani, persona seria e quantomai poco incline alle sbandate a destra o a sinistra, che il sistema sanitario americano non copre circa 40 milioni di cittadini, non abbastanza ricchi da permettersi l'assicurazione privata ma non abbastanza poveri per aver diritto all'assistenza pubblica. Tale sistema è stato posto al 37simo posto nella graduatoria dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che ai primi due posti colloca Francia ed Italia. Aspetto che qualcuno mi spieghi. Soprattutto chi ha votato per la coalizione di governo, che già nel 1996 aveva urlato queste proposte, pagandone lo scotto. Questa volta, invece di urlare, son stati zitti. E han vinto. Però io ora voglio una spiegazione. Aspetto che qualcuno, per esempio, che simpatizza per alleanza nazionale, mi spieghi come una forza politica come questa, che si vanta delle sue radici popolari, può permettere uno scempio simile. LEGGI I COMMENTI (12) - PERMALINK domenica 9 novembre 2003 - ore 19:03 L'obbedienza non è più una virtù "Se voi avete il diritto di dividere il mondo in Italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria, e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati ed oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto di insegnare che Italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi son migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili ed incruente: lo sciopero ed il voto. [...] Certo ammetterete che la parola Patria è stata usata male molte volte. Spesso essa non è che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo studiare la storia, dallo scegliere, quando occorre, tra la Patria e valori ben più alti di lei." Così scriveva Don Lorenzo Milani per rispondere ai cappellani militari che accusavano di viltà gli obbiettori di coscienza e i preti che li sostenevano, quando ancora, nel 1966, l'obiezione di coscienza non era un diritto. Recentemente ho avuto modo di parlare con un ragazzo delle mie parti che sostiene di essere uno dei "leader" del movimento new global e pacifista del bellunese. Non conoceva nè Don Milani nè le parole di Gandhi, non sapeva quasi niente della storia del novecento. Mi ha messo tristezza. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 8 novembre 2003 - ore 01:17 ????????? Tale Jeremy mi scrive che sarei una stronza per via del forum aperto non so più nemmeno quanto tempo fa' dal titolo "a morte il metal" (titolo chiaramente provocatorio, come si deduce dalla lettura dei successivi miei interventi...)...ora, lo stesso Jeremy mi dice che sarei sì una stronza...ma intelligente, non stupida, ecchepperò farei discorsi squallidi...potrei sapere quali? e se sono squallidi, perchè dovrei essere intelligente? Sarei grata a Jeremy se avesse la bontà di rispondermi... LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK venerdì 7 novembre 2003 - ore 20:24 Matrix ...vabbeh...ma...insomma...forse un giorno capirò che cosa ci sia di tanto speciale in atrix...prchè mai ad esempio molte persone pensino a quest'opera come a qualcosa di profondo, dotato di un significato che trascende l'impatto visivo del film...a me sembra solo un pastiche pieno zeppo di sofismi preconfezionati, simile in questo ad alcuni fumetti di supereroi americani che, se posson sembrare pregni di profondi contenuti ad un ragazzo non ancora diciottenne, non raccontano nulla di nuovo (si spera...) a chi ha passato l'adolescenza... Cito testualmente: "Amore...amore è solo una parola, l'importante è l'interazione che questa parola comporta."...vabbeh...e allora? non che l'idea alla base della trilogia, o quanto meno alla base del primo film, fosse poi così male, anzi! ma è stata svuotata, banalizzata attraverso un contorcimento della trama che risulta spesso di difficile comprensione... Se volete vedervi due che se menano nella acqua e nel fango va benissimo...altrimenti... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 7 novembre 2003 - ore 01:34 In viaggio per Cortina. Ho frequentato i primi due anni di liceo a San Vito di Cadore, ridente paesino della valle del Boite, conosciut come località turistica: in pratica, se vuoi fare il figo e andare a Cortina a farti le vacanze in inverno, ma non hai i sei milioni per notte che ti chiedono in un qualsiasi albergo della conca ampezzana, non ti resta che ercar posto nelle limitrofe località di San Vito e Borca, dove per la modica cifra di quattro milioni avrai in più persino lo skibus... Tornando a noi, la mia scuola, il liceo classico Enrico Fermi (eravamo in realtà la sezione staccata di uno scientifico) stava a 65 km da casa mia, in val comelico. Per due anni mi son dovuta ciucciare tre ore in corriera al giorno...e sentirmi poi spesso dire, dai parenti di fuori, beata te che te ne vai in giro per quelle valli... La mattina mi svegliavo alle sei meno venti, per essere in grado di prendere alle sei e mezza la corriera in paese, ma non il mio, quello vicino...a due km da casa...e fatevi voi ancora due km a piedi all'alba con dieci quindici sotto zero. Poi si saliva allegramente sulla corriera dolomitibus stipati come sardine. Al mio fianco quasi sempre Fabietto, ragazzo con qualche serio problema mentale e fisico, dal volto deforme e con l'irritante capacità di leccarsi il dorso del naso (tutto...) con la lingua...abilità che non tentava minimamente di dissimulare. Fino a Calalzo stazionavano sul pullman almeno cinquanta studenti col solo intento di romperti i coglioni durante il sonno...amici dell'asilo, gente che ti picchiava alle elementari, gente che alle medie ti infilava petardi (magnum, mica miccette) nello zaino...amiconi insomma, per i quali io che facevo il classico rappresentavo qualcosa di non ben definito...e lo dico senza spocchia, solo che da noi quelli Bravi facevan lo scientifico, anche perchè, appunto, il classico più vicino stava due valli più in là...lasciata cmq la val comelico il pulmann si inoltrava oltre la galleria che separa detta valle dal resto del Cadore. I paesi attraversati eran pieni di fabbriche di occhiali e di astucci per occhiali molto fiorenti, che invece adesso stanno andando incontro ad una grave recessione. Lozzo, Domegge, Vallesella, tutti paesi tagliati in due dalla statale che porta verso Calalzo, capolinea dei treni per il mondo civile. A Calalzo cambio corriera e cambio compagni di viaggio...tutto cambia, meno la quantità di carne sudata che preme per sistemarsi in maniera decente. Obbiettivo primario, aspettare la salita di un compagno o compagna di classe per poter copiare i compiti di latino e greco. Dopo Pieve di Cadore il viaggio si fa meno molesto, vuoi pe la minor quantità di quarti di bue in forma umana presenti sull'autobus, vuoi per via del minor numero di curve, almeno fino a Venas. Da Tai ci si inoltra nell'oltrepiave, e da qui nella valle del Boite. Strani posti. La strada corre sotto la mole dei contrafforti dell'Antelao, che si intuisce, più che vedersi, fuori dal finestrino. Per una comeliana è quasi un ritorno alla vita civile, lasciata la stretta e chiusa valle di provenienza. Tipica, durante i mesi invernali, la presenza di turisti mattinieri che si avviano bardati di tutto punto verso le piste da sci...più d'uno inciampa, arranca su per le scalette d'accesso della corriera con gli scarponi da sci ancora ai piedi. Tali sventurati figuri son fatti oggetto di scherno da parte di noi abitueè della tratta Calalzo-Cortina. Caricati gli ultimi compagni di scuola tra Venas e Vinigo-Peaio, ci si dirige verso la Val Boite, che si apre di colpo, non appena si passa la curva che esce da Venas e il Pelmo si mostra in tutto il suo splendore. Sulla destra della strada la statale è accompagnata nel suo correre verso l'Ampezzo dalla massicciata della vecchia ferrovia che andava fino a Dobbiaco, in Pusteria, oggi trasformata in pista ciclabile. Arrivati a Borca si nota il tentativo dei locali di far somigliare il più possibile il loro paese ad un borgo altoatesino, per differenziarlo dai rozzi paeselli cadorini...anche se ancora si sta in Cadore... Al di là del Boite, sulla sinistra, ci stanno le seconde case costruite dagli anni trenta in poi dai padovani che amavano venire a passare le loro vacanza proprio sotto il vecchio albergo asburgico dove d'estate soggiornava e soggiorna il Vescovo di Padova...oggi convitto per studenti delle superiori...rigorosamente maschietti... Dopo il uddetto collegio San Pio X, inizia il paese di San Vito. La corriera che prendevo vi arrivava alle otto e venticinque, dieci minuti prima ell'inizio delle lezioni, a un km dalla fermata del bus... I turisti che sen vanno verso Cortina restano sul pullman...i poveretti non sanno cosa li aspetta al di là di Dogana vecchia.... LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 6 novembre 2003 - ore 09:45 63 Anni fa' 63 Anni fa' la Julia incontrò sul fronte greco la prima resistenza decisa. Le divisioni greche, che davanti all'urto della divisione di alpini italiani avevan ripiegato, si eran accorte della mancanza di qualsiasi supporto all'attacco degli alpini da parte del resto dello schieramento italiano. Le truppe italiane eran state mandate avanti allo sbaraglio in un momento in cui lo schieramento del corpo di spedizione in Grecia non era ancora stato completato. La Julia riuscì, a prezzo di enormi perdite, a ripiegare sulle posizioni di partenza, e invec che essere messa a riposo, avendo perso circa metà degli effettivi, venne ridispiegata a difesa del fronte italiano, prossimo al crollo, come perno della resistenza. Solo allora iniziarono ad affluire al fronte i rinforzi necessari. Muovere guerra è sempre un crimine. Muovere guerra con la perfetta consapevolezza della propria impreparazione è qualcosa di più. E' la prova di un'alienazione dalla realtà totale. Mussolini, per quato racconta Ciano nel suo diario, era convinto della necessità di un attacco immediato alla Grecia, senza aspettare la primavera successiva. Pensava che uno sforzo immane di volontà potesse comunque supplire alle mancanze di equipaggiamento e di preparazione dell'Esercito Italiano. Mussini pensava tante cose...troppe forse...anzi, senza forse. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 4 novembre 2003 - ore 01:36 la giornata Oggi ho scoperto chi ha ucciso Kennedy: sono stati i Teletubbies aiutati da Tonio Cartonio, quel pederasta pervertito che insidia i figli d'Italia con la sua Melevisione...eran contrari alla politica di Kennedy per la distensione con l'URSS...in realtà i Teletubbies altro non sono che il più sofisticato dei mezzi di comunicazione in codice della CIA: ogni volta che un Teletubbie fa la faccia stupita ed esclama "Ooooh!", un agente della Cia prova ad assassinare Castro. Ieri ho visto in fiera il cd di Mark Owen...quanti ricordi...le mie compagne in classe con quel ciondolo del cazzo, i concerti con loro che ballavano cambiandosi d'abito ad ogni pezzo...il pianto e la rabbia delle fan alla notizia della dipartita di Robbie Wiliams...oddio, ho una crisi di vomito! poi ho anche visto una serie di deficenti che spezzava tavolette di legno co i piedi...l'utilità della qualcosa tutt'ora mi sfugge LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK domenica 2 novembre 2003 - ore 11:52 Bossi Dopo Don Lorenzo Milani, l'onorevole Umberto Bossi: "io son cattolico tradizionaista, son sempre stato contrario al Concilio Vaticano II, penso solo ua cosa, che il minareto non debba fare ombra al campanile"... A Caserta, è notizia di qualche giorno fa, la popolazione di un rione di periferia è scesa in piazza per manifestare contro l'erezione di un minareto per la moschea della città. I malcapitati non potevano purtroppo sapere che grazie al condono edilizio voluto dal governo il minareto abusivo resta là dove è stato tirato su, mentre, per cavilli burocratici, l'anno scorso la curia non aveva potuto edificare la nuova chiesa di quartiere, per sostituire quella vecchia bruciata. qualcuno lo dica al ministro...o tuttalpiù ditelo a PIO XII COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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