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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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ORA VORREI TANTO...



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domenica 2 novembre 2003 - ore 01:42


I CARE
(categoria: " Università / Scuola ")


Scriveva Don Lorenzo Milani:

Sulla parete della mia scuola c'è scritto un motto intraducibile: "I CARE".
E' il motto dei giovani americani migliori. Significa "mi importa", "mi sta a cuore", è il contrario esatto del motto fascista "me ne frego".



Dobbiamo tutti molto a quest'uomo, ma poche persone lo conoscono, o ne riconoscono la grandezza.
La stessa chiesa lo ha sempre considerato come un reietto, un estremista scomodo persino in un tempo di grandi cambiamenti come quello in cui Don Lorenzo Milani è vissuto.

Se devo pensare ad una persona degna di rappresentare la parte migliore di noi penso a lui...che ci ha insegnato, da buon maestro, che l'obbedienza non è più una virtù.

Ci ha insegnato tanto. Grazie.

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sabato 1 novembre 2003 - ore 12:08


Padova-Calalzo P.C.C. 2
(categoria: " Viaggi ")


Dopo Cornuda il paesaggio cambia.
Si entra nelle valli delle prealpi, l'odore del diesel del treno inizia ad entrare dai finestrini del treno lasciati aperti. Fuori le frasche che sfiorano costantemente il treno fanno tutto verde o giallognolo o marroncino, a seconda della stagione.
Solitamente questo è il tratto di viaggio in cui il torpore che mi avvolgeva fino a quel punto se ne va, lasciando che mi annoi mortalmente nella piena coscianza di me stessa.
Ad Alano si passa dietro ad un cementificio che segna un po' la metà del percorso.
Le stazioni son deserte, al massimo una o due persone che aspettan le vecchine di cui sopra.
Dopo Alano succedono un sacco di cose.
First of all: sale il controllore.
Ho sempre pensato che un giorno mi converrà chiedere il biglietto Alano Calalzo. In 7 anni che faccio su e giu in treno mai è passato prima di Alano.
Second of all: il controllore si accanisce col cinesino di turno salito senza biglietto per andare a Lozzo che lo guarda senza capire una sola parola.
Presto il controllore passa direttamente agli insulti in dialetto bellunese, chiamando magari gli agenti della polfer per evacuare il pericoloso figuro alto un metro e un cazzo che si staglia di fronte a lui con piglio da Bruce Lee.
Dopo questa fiammata non succede più nulla.
Mentre da Padova a Castelfranco il treno ci mette mezz'ora, da Feltre a Belluno ci vuole quasi un'ora...un'ora che stacca fisicamente e mentalmente Feltre da Belluno.
Non è la stessa terra.
Quando arrivi a Feltre in inverno e fa brutto vedi la neve...a Belluno invece piove...e tu ti chiedi perchè, dato che non ti pare una progressione lineare da sud a nord.
Feltre è stupenda, con un centro molto bello, non chiassoso. Negli anni settanta e ottanta pare fosse un centro di spaccio molto grosso, per via dei molti studenti.
Lo senti che è città universitaria.
Li capisco i Feltrini che non si voglion mischiare ai Belumat. Altra razza...
Dopo Belluno il treno conosce se possibile un ulteriore rallentamento, per passare nelle gallerie sopra Longarone, Ospitale, Perarolo....un'ora secca fino a Calalzo...un pianto.
Come sempre, in treno e in genere in viaggio, arriva un momento in cui sai che stai per arrivare, ma te ne rendi conto troppo presto.
Inizi a preparare la roba...i turisti li vedi subito da quanto prima si mettono a preparare le borse e le valigie.
Dalla penultima stazione, Perarolo, fino a Calalzo, c'è un quarto d'ora buono, anche di più se ci son lavori sulla tratta. Ma sapendo che si sta per arrivare i bravi villeggianti scaricano borse borsette e borsoni...mezz'ora prima....e stanno in piedi ad aspettare l'arrivo della fine del viaggio...illusi!

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sabato 1 novembre 2003 - ore 04:12


Padova -Calalzo P.C.C.
(categoria: " Viaggi ")


Da Padova il treno esce dalla stazione puntando verso nord, lasciandosi alle spalle, sulla sinistra, la sede cittadina dell'A.N.A., e sulla destra la Bocciofila comunale.
Il binario da cui parte è quasi sempre l'otto o il nove, a volte il dieci...a pochi metri dall'uscita per l'arcella.
Dopo scuola, correvo sempre come una matta per prendere quello che all'epoca partiva alle 13 e 50, che mi lasciava cinque minuti per mangiare un trancio di pizza fredda bevendo coca sgasata.
I sedili sempre gli stessi, mai cambiati, di modo che puoi riconoscerli dalla disposizione delle bruciature di sigarette, o dalle macchie dall'origine inquietantemente misteriosa.
Mentre si esce dalla stazione si oltrepassa una specie di hangar per i treni in pulitura o riparazione, un deposito di carta da riciclare e una bidonville di zingari.
Fino a Camposampiero un quarto d'ora circa, in mezzo ai campi...dalla stazione di Camposampiero vedo gli alberi di fronte alla casa dei miei nonni, dietro ai vagoni carichi di amianto piombati e parcheggiati.
Da Camposampiero a Castelfranco di solito salgono gli studenti di licei vari, o delle medie, che fano una cagnara inenarrabile, sedendosi furbescamente collo zaino sulle spalle.
In mezzo a loro pochi studenti universitari e qualche vecchia signora andata a pd per il santo o per farsi degli esami all'ospedale, d'inverno anche qualche turista dal sud carico dei suoi sci. Poche parole.
Da Castelfranco inizia davvero il viaggio...si esce dalla pianura...si entra in un mondo molto più silenzioso, soprattutto dopo che a Cornuda gli ultimi studenti liceali scendono.


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venerdì 31 ottobre 2003 - ore 16:13


11 anni fa-30 anni fa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


11 anni fa scrissi la mia prima lettera d'amore, e restai per un mese senza risposta.
30 anni fa mio nonno salvò uno studente dal pestaggio dei fascisti, ma costui lo sprangò facendogli venire il primo dei suoi sei infarti.
Mio nonno però non si è mai pentito

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venerdì 31 ottobre 2003 - ore 00:21


L'alluvione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esattamente 9 anni fa, in Val Comelico, dove abitavo coi miei, ci fu la peggiore alluvione dal 1966 ad oggi.
Tre giorni di pioggia bttente ininterrotta gonfirono i fiumi, il Piave, il Frison, il Padola, e i loro piccoli affluenti. Fu un macello.
Abitavo a Campolongo, paese di fondovalle.
La casa dei miei si trova poco fuori dal paese, a meno di cento metri dalla riva del Piave, che nasce dieci km a monte.
La nostra borgata si trova su di uno sperone circondato da due colate di materiale franato in seguito all'alluvione del '66, a loro volta tagliate entrambe a metà da piccoli fiumiciattoli, quasi secchi d'estate, scivoli di ghiaccio in inverno, attivi solo in primavera ed in autunno.

Entrami questi ruscelli passano sotto la sede stradale (di fronte alla borgata infatti passa la statale) per poi buttarsi in Piave.
Nel '94 la portata di questi ruscelli aumentò così tanto e così bruscamente che a monte cedettero gli argini.
Una massa imponente di ghiaia e terra passò a fianco di casa mia alle due del mattino, facendo immediatamente tappo sotto la strada, e costringendo l'acqua del ruscello, trasformato in fiume, a cercare sfogo ovunque altrove...ad esempio al piano terra di casa mia

Ci vollero tre giorni per liberare il letto del torrente, tre giorni di sacchi di terra portati via e caricati sui camion da noi ragazzine e ragazzini che eravamo tutti eccitati all'idea di aiutare i vigili del fuoco e le guardie forestali impegnate a riaprire il cunicolo.
Mi ricordo ancora il sindaco che dirigeva il traffico interrotto di fronte a casa mia...
Il giorno dopo la notte di fuoco, andai a vedere il Piave...
Lungo il fiume rotolavano massi alti almeno tre metri portati dalla corrente...il livello dell'acqua stava due metri sopra il livello usuale.
I ponti nei paesi eran lambiti dalla massa d'acqua marrone scuro che passava ad una velocità impressionante.
Cadaveri di animali morti lungo e sponde.
Furoi del mio paese stava un ponte che portava ad un bar isolato, aperto l'estate per i turisti e i giovani del posto...quel ponte era ancora in piedi ma l'acqua lo aveva spostato di un metro secco a valle...depositandolo nella sua nuova sede perfettamente integro ed in totale equilibrio, tanto che ora viene ancora usato e hanno preferito spostare la strada.
L apiccola valle formata da questo tortrente, che ro abituata a conoscere sin da bambina, non esisteva più.
Era qualcosa di molto diverso.
Massi alti cinque sei metri che prima non c'erano...nuove anse del fiume...una stradina sterrata completamente mangiata...una antica strada medievale momentaneamente riportata alla luce, per poi franare anch'essa.
Un mondo nuovo costruito, modellato dall'acqua.
Lo stesso Piave aveva rotto gli argini in cemento costruiti con mossa nn troppo furba negli anni '70...gli unici a resistere furono tratti d'argine costruiti a massi, come si faceva una volta.
Mi ricordo che in quei giorni dovevo scrivere un tema su Falcone e Borsellino...non so perchè però.

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giovedì 30 ottobre 2003 - ore 18:42


63 Anni fa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La Julia 63 anni fa incontrò le prime resistenze dell'esercito greco, il cui armamento era superiore a quello italiano, benchè sempre fornito dalla stessa azienda, la Breda...italiana.
Le mulattiere si trasformano in fiumi di fango che si attacca agli alpini e ai muli.
I muli muoiono, perchè il fango si incrosta sottopelo e inficia l'effetto isolante di quest'ultimo.
Si inizia a capire che il resto del fronte è ancora fermo sulle posizioni di partenza.

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giovedì 30 ottobre 2003 - ore 17:49


discrimine
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante...
E spesso dietro la collina c'è il sole...
Ma non ti accorgi che è solamente la paura che infine uccide i sentimenti?
Le anime non hanno sesso nè sogni...

Battisti è sottovalutato da molti...e non ne capisco il motivo.
Quando si parla di cantautori non si fa il suo nome...sembra una cosa da vecchi...alcuni dicono, ma non è un cantautore...e perchè? è vero che i testi eran di Mogol, ma la sua interpretazione era così personale da renderli unici.

Seduto in quel caffè, io non pensavo a te...
pensavo al mondo che...ruotava intorno a me...

Quando ero alle medie ci si divideva in piccoli gruppi...c'eran sempre quelli che ascotavano Guccini o De Gregori, o De Andrè, ma mai nessuno che dicesse di trovare un modello in Battisti...certo, pure io ero una addicted to Guccini, ma non disprezzavo canzoni in cui magari l'impegno sociale era meno sbandierato, ma la cui portata era comunque devastante per l'italietta perbenista, che non lo era poi tanto...

Ciao Lucio...Ciao Luigi (Tenco)...guardateci da ndo state e ridete pure.

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mercoledì 29 ottobre 2003 - ore 19:45


Tesi di laurea
(categoria: " Pensieri ")


Tesi di laurea:
I documenti delle Camere di commercio di Vicenza, Padova e Venezia dal 1945 al 1948...

Non suona neanche male...giusto un po' momnotona...ma chi non vorrebbe leggere qualcosa sulle camere di commercio nell'immediato dopoguerra?!?...forse inizio a capire perchè nessuno ci ha mai scritto nulla


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martedì 28 ottobre 2003 - ore 00:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bisogna essere deficenti...
nel senso proprio che bisogna che a qualcuno manchi proprio qualche rotella nella testa...
Oppure si è consapevoli della gravità delle proprie azioni, e allora da deficenti ci si trasforma in criminali.
Perchè questa crociata contro il crocefisso nelle aule scolastiche?
E' vero, come segno religioso, in uno stato completamente laico come quello italiano dichiara di essere non ci dovrebbe stare negli uffici pubblici.
Ma si sa benissimo che a toccare l'anima cristiano-cattolica del bel paese si finisce fulminati...perchè non parlarne piuttosto?
Perchè non proporre qualcosa di più utile, tipo lo studio a scuola non solo della storia europea, ma della storia di tutta l'area mediterranea, come proponevano Pirenne e Braudel?
Perchè non insistere per far sì che i bambini siano il più possibili abituati a considerare islamismo, cristianesimo ed ebraismo come religioni sorelle, come diverse letture della stessa realtà?
Chi ha usato quel giudice poco sveglio al fine di sollevare l'ennesimo polverone lo ha fatto solo per tornaconto personale, non certo per fare un favore agli islamici italiani.

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lunedì 27 ottobre 2003 - ore 16:02


Battisti
(categoria: " Musica e Canzoni ")


...e poi...ancora ancor più su...
planando sopra boschi di braccia tese...
un sorriso che non ha
nè più un volto,
nè più un età...

...e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini...
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini...

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