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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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VENTI SIGARETTE A NASSIRYA

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ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
e scusate se è poco.

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PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) leccare il Poli !!!



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QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL,
MA NON SUPPORTA LA NAZIONALE FRANCESE DI RUGBY.

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giovedì 3 aprile 2008 - ore 19:00


E’ morto Doro Quaglio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da "Il Gazzettino" di oggi.

"È stato un rugbista fino alla fine. La notte prima di morire, stremato
dal male e semi cosciente, era steso sul letto d’ospedale. La moglie
voleva sollevargli la schiena per dargli un po’ di sollievo. Lui
doveva aiutarsi aggrappandosi alla barra sopra la testa, ma le braccia
erano senza energia. Allora l’ha spronato: «Dai Doro, touche a due
mani». E ha catturato l’ultima touche.
Sarà un rugbista per sempre. Domani alle 15,30 i funerali si terranno
allo stadio "Battaglini" e non in chiesa. Perchè nella "città in
mischia" il rugby è una fede. Li celebrerà il vescovo. Li seguiranno i
devoti della religione ovale. Sul prato sarà allestita una camera
ardente, vicino ai pali ad acca rivolti verso il cielo."





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giovedì 3 aprile 2008 - ore 00:10


La strage di Haymarket, ovvero, come nasce la manifestazione del I maggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi



Fu l’ultima frase di August Spies, impiccato per la strage di Haymarket Square, a Chicago, l’11 dicembre 1887.

Lui e altre sette persone, quasi tutti anarchici operai di origine tedesca, presenti al presidio di Haymarket Square il 4 maggio 1887, quando una bomba lanciata da uno sconosciuto aveva ucciso 11 manifestanti ed un poliziotto, durante una manifestazione operaia contro lo sfruttamento dei lavoratori nelle fabbriche dell’Illinois, furono condannate a morte, senza prove di colpevolezza (furono in seguito provate le circostanze della loro innocenza completa).

Il caso è attualmente studiato negli Stati Uniti come uno dei più grandi casi di malagiustizia.


Ma quel che è più strano, in tutto questo, è come la memoria del fatto sia stata tramandata nella città.
In un primo momento, con la città scossa dalle violenze attribuite al movimento anarchico, fu eretta una statua al poliziotto ucciso. La statua fu più volte spostata, anche per via di ripetuti atti di vandalismo di matrice più o meno anarchica. Nel 1972 fu definitivamente spostata, ma rimase in loco il piedistallo, che divenne un simbolo della lotta per il diritto alla libertà di parola.
Nel 1985 alcuni ricercatori universitari scoprirono che la maggior parte della documentazione storica sulla strage e sul processo non si trovavano in città, ma a Berlino Est.
Qualche anno dopo, nel 1992, l’amministrazione comunale della città di Chicago fece appendere sul luogo della strage una targa commemorativa degli oratori arrestati ed uccisi, e solo nel 2004 (ma i lavori non sono ancora completati) si decise di creare un nuovo monumento, la statua di un carro, simbolo della lotta operaia (su di un carro gli oratori salivano a pronunciare i discorsi durante i presidi di protesta).

118 anni di silenzio, o quasi, per quello che fu uno degli episodi-chiave dell lotta operaia per il miglioramento delle condizioni di lavoro.



Per dire...Gianni Morandi ci aveva messo molto meno a scoprire il caso di Sacco e Vanzetti...(e se non sapete chi siano Sacco e Vanzetti, intanto vergognatevi, dopodichè, informatevi, braccia rubate all’agricoltura)





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martedì 1 aprile 2008 - ore 00:49


Insaponarsi con coscienza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Passo l’Adige.

Dopo l’Adige, la pianura padana è quasi bella.

Avrei voglia di camminare per i campi, se non temessi di esser scambiato per un rumeno svaligia-villette e impalato in pubblica piazza in posti tipo Stanghella...finti paesi inventati da qualche propaganda agraria...


Passo il Po.

Dopo il Po, le distanze tra casa e casa si allungano ancora.
I comunisti avranno i loro difetti, ma i piani regolatori, per DIO, li sanno fare.
(chissà poi DIO cosa se ne farà di questi piani regolatori)

Passo il Reno.

Dopo il Reno il Ravennate sembra quasi finto.
Dire città Ravenna, è come dire che Bossi ce l’ha davvero duro (in ogni caso, prima dell’ictus no).

La primavera, dai treni, te la godi un casino.

I fiumi in primavera hanno ancora acqua.

Per il momento.

Ma dato che voi stronzi fate tutti una doccia al giorno, quando non due, e non chiudete l’acqua mentre vi insaponate, presto finirà la pacchia.



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domenica 30 marzo 2008 - ore 21:50


Onomastica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualsiasi cosa accada, il prossimo animale domestico che avrò si chiamerà TUNDRA.

In alternativa, JAURES.

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domenica 30 marzo 2008 - ore 03:10


UNIFGRAEERNDLAINALERFIRONAJUNGUARRIGUJAK
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vuol dire "TI AMO" in groenlandese.

E spiega molti dei problemi di quella terra.

Dovrete fidarvi di me...non è che adesso prendete i vostri dizionari italiano-groenlandese/groenlandese-italiano.

Vi fidate di me e degli autori del Trivial Pursuit.
Quello sì che è un gran mestiere.

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sabato 29 marzo 2008 - ore 19:34


tales from the crypt
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tenete presente una cosa:

non sta a voi scegliere come chiamarmi.



(questo è la tipica frase un po’ criptica e un po’ no che uno scrive in un blog, e poi chi legge si interroga sul significato)

(cioè...alcuni...io se leggo na roba del genere posto un insulto e via)

(fatico a scrivere CRIPTICA)

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venerdì 28 marzo 2008 - ore 21:01


Ricetta rovigotta (in rovigotto)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GAINA AEA CANEVERA



I ingredienti:

- ‘Na gaina o anca un capon, fasì vialtri

- Un scuierin de zucaro

- Sae

- Meza costa de sedano

- Un tochetin de aio

- Quatro foiete de salvia

- ‘Na carota

- Meza zègoea

- Un bel scuiero de oio estravergine de oiva

- Dò ciodi de garofano

- Un tochetin de canea

- Un quarto de pomo

- ‘Na cana de bambù (pensa ti…)



Ea preparazion:


Puire ben ea gaina, cavandoghe ea zuca, e zate e el coeo (osteria, no
stasì farve impresionare). Tacare a metare drento aea gaina tuti
’sti ingredienti alternà e tajà a tochetini. Sgnacare ea pora
gaina in t’un sachetin pa’ cusinare a vapore. Po’ se gà da
ligare bene el buso dea apertura de ’sto sachetin, ma prima de
serare metare ea cana de bambù longa venti zentimetri, insoma, semo
lì… zentimetro più, zentimetro manco. Ma se gà da stare
‘tenti, parchè almanco quindese zentimetri i gà da essare fora dal
sachetin.
Tore ‘na pignatona e farghe boiere drento acqua, cazonarghe drento
el sachetin co ea gaina, vardando ben che ’sta apertura del
sacheto co ea cana ea staga fora dal’acqua. Me racomando, el
sachetin co ea gaina el gà sempre da stare coerto in te l’acqua!
‘Sta acqua ea gà da boiere sempre, senza mai fermarse, par almanco
tre orete, zonteghene de altra se serve, ma sempre bea calda da
brusarse.
Quando che ’sta gaina ea se gà cusinà, tirare tuto fora, verzare el
sachetin su ‘na pirofia e magnarsea tuta col liquidin dea cotura e
sgnacarghe un fiantenin de sae gròso.
Se consillia: fasivea fora anca con un fià de cren, ghe dà
gusto, un bon Merlot de Bagnoi...

e dopo no stasì fare i gaeti!!



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venerdì 28 marzo 2008 - ore 00:35


OFFLAGA DISCO PAX - FERMO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")







Ai confini della realtà tra l’Umbria e le Marche si erge il massiccio del Monte Vettore,il più alto dei monti Sibillini.
Appena sotto la cima di quasi 2500 metri c’è una pozza d’acqua che gli ottimisti chiamano…lago…
E che si trova a cinque ore di cammino dal più vicino luogo abitato.
La leggenda narra che il lago di Pilato porti questo nome perché di Ponzio Pilato ne sarebbe il sepolcro…ma non abbiamo prove storiche a riguardo.
Nel deserto di quei monti impervi si è sviluppata una forma di vita del tutto originale che da molto tempo viene controllata con rigore scientifico applicando un metodo di repressione altrimenti chiamato “tutela”.
Nelle freddissime acque del Lago di Pilato vive dunque un antica razza di gambero il cui l’unico habitat conosciuto è quello specchio gelido e inospitale…
Scoperto durante il secolo scorso il chirocefalo è da allora oggetto di attenta sorveglianza a garanzia non sempre disinteressata della sua sopravvivenza a rischio di estinzione.
Il desiderio del caparbio crostaceo di uscire dal suo lago per combattere il pensiero dominante è infatti una delle forme più originali di resistenza conosciute…un simbolo della lotta per l’autodeterminazione contro un sistema che chiama ambientalismo quella che in realtà è un’imbarazzante difesa degli status quo…
Ogni giorno la “reazione” monta la guardia nel parco dei monti Sibillini,scruta il lago e quando il gambero sedizioso tenta di uscire dalla sua vasca per conquistare il mondo un urlo echeggia dalle rive per tutta la vallata…un urlo contro quelle giuste ambizioni di emancipazione.
Il grido
“FERMO!!!”
…imposto dal forestale marchigiano all’invertebrato in fuga da quell’eterna palude reclama la vendetta di ogni sincero democratico per l’ultima speranza di riscatto ormai rimasta…e troppo lungamente…
…costretta in prigionia…





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mercoledì 26 marzo 2008 - ore 23:44


Dentiatria a luci rossicce.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni dentiatra che si rispetti ha una giovane assistente, che per qualche strano motivo non è mai un uomo, ma sempre una giovine pulzella più o meno piacente.

Stamattina, prima volta dal quinto dentiatra della mia vita.
In programma una simpatica pulizia dei denti.

Ora, io e le mie gengive ipersensibili abbiamo un rapporto problematico con le vibrazioni e l’uso smodato che di esse fanno le giovini assistenti passando tra dente e dente, in cerca delle simpatiche LASTRE di tartaro, che, a detta loro, sono così antiestetiche...(di qui...non si capisce l’accanimento sulle pareti interne del dente...)
Questo rapporto problematico tende ad affievolirsi, quasi a risolversi, quando la giovane puella, durante la complessa operazione, inizia a strofinare il suo seno sul mio capo...
Non tanto per il sottile piacere del massaggio (che ha comunque risolto una cefalea che mi affliggeva dal marzo dell’83...), quanto piuttosto per lo spaesamento dovuto alla sensazione di trovarsi in un film di Lino Banfi di fine anni 70.

La giovine assistente non aveva però la minigonna.
Ed è un po’ un peccato.

Le mie gengive non hanno comunque partecipato della mia gioia.

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martedì 25 marzo 2008 - ore 16:47


La solida nudella
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qua ci si dimentica dei propri valori.
E si compra la Nutella equo-solidale....pensando che abbia un gusto anche solo simile all’originale.
Follia?
Pazzia?
Delirio?
Raffreddore?
O forse il fatto che costa un’euro di meno?

Ai postumi l’ardua sentenza.

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