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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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VENTI SIGARETTE A NASSIRYA

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ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
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PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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LE IMMAGINI DELLA PRIMA CELEBRAZIONE.







QUESTO BLOG SUPPORTA SEBASTIEN CHABAL,
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lunedì 24 marzo 2008 - ore 18:12


SCENAIA TUEIN
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma io dico...come vivere senza...





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lunedì 24 marzo 2008 - ore 15:21


Vecchi amori
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi è tornato l’antico fastidio per Don Marco.
Tanto che ci ho aperto un forum.

Volevo mettergli lo zucchero nel serbatoio del motorino, ma mi pareva un poco esagerato.

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lunedì 24 marzo 2008 - ore 14:46


La storia dei vinti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ pressochè inevitabile, da qualche tempo a questa parte.

Quando mi trovo a parlare con persone più o meno anziane....diciamo dai sessanta in su...(ma capita anche con persone più giovani, a volte), mi sento porre, una volta che vengono a sapere che mi interesso di storia contemporanea, sempre la solita domanda:

MA PERCHE’ LA STORIA NON LA SCRIVONO MAI I VINTI?

Oora...questa domanda, in realtà, ne presuppone un’altra:

IO HO LETTO IL LIBRO DI PANSA, "IL SANGUE DEI VINTI" IN CUI SI DICE CHE I PARTIGIANI ERANO CATTIVI...PERCHE’ NESSUNO CE LO HA DETTO PRIMA?

Io mi trovo sempre in difficoltà di fronte a questa domanda...perchè temo sempre di far la figura di quello schierato...dello "storico di parte" (definizione quanto mai ambigua e idiota)...


Dunque, ogni volta nicchio, svio il discorso, evito il confronto, lo scontro diretto.

E sbaglio.

La cosa giusta da fare, sarebbe rispondere a chi pone questa domanda con un’altra domanda:

CHI SONO I VINCITORI, E CHI SONO I VINTI?

Molte persone sono convinte che la storiografia nazionale sia dominata da teorie marxiste tutte tese alla glorificazione dei partigiani e dell’antifascismo in genere, a discapito delle "buone opere" che il regime fascista avrebbe pur compiuto.
Tutti si ricordano, grazie a Giampaolo Pansa e ai suoi libri ad effetto, delle uccisioni di fascisti nel dopoguerra...

Nessuno si ricorda del 1922.
Nessuno si ricorda degli assalti e le stragi alle Camere del Lavoro.
Nessuno si ricorda dei 40.000 esuli politici espatriati.
Nessuno si ricorda dei 600.000 morti civili e militari durante la guerra.

Quanti di voi sanno che fine han fatto i gerarchi del fascismo, dopo la guerra?

Arrestati? Alcuni.

Fucilati? Pochi (e per pochi, intendo meno di 100...in Francia i dirigenti della Repubblica di Vichy fucilati furono 435).

Scarcerati? Tutti. Negli anni ’60 Graziani, capo dell’esercito della Repubblica di Salò, era libero e scriveva le sue memorie. Un uomo responsabile della morte di circa 1.000.000 di persone in Abissinia e in Libia.

Che fine fecero i partigiani che combatterono contro queste persone?
Quanti di loro fecero parte del nuovo enstablishment della Repubblica Italiana?
Molto pochi.

Di sicuro non Antonio Cieri, che dopo aver comandato gli Arditi del Popolo, nella difesa di Parma del 1922 contro le squadracce di Balbo Farinacci (Parma fu l’unica città italiana a difendersi vittoriosamente contro l’aggressione fascista...ma anche questo...nessuno lo sa), perse il suo lavoro nelle Ferrovie, e fu costretto ad espatriare in Francia. Nel 1936 si unì ai volontari italiani e stranieri in Spagna, combattendo contro le truppe franchiste. Morì nella battaglia per Huesca nel 1937.



Sarebbe lui il vincitore?


E chi sarebbe il vinto...il Generale Rodolfo Graziani?





Questo, Pansa, non me lo ha mai spiegato.

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sabato 22 marzo 2008 - ore 15:08


Traffic
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il presidente dell’ACI ha fatto sue alcune proposte che circolavano già da un po’ in rete...

L’uomo pare non essere stupido.



Numero chiuso per le auto circolanti in Italia, trasformare le strisce pedonali in segnali di stop e intensificare il trasporto pubblico. Dopo il tragico incidente di Roma che ha portato alla ribalta il problema della sicurezza stradale Enrico Gelpi, nuovo presidente dell’Automobile Club d’Italia, entra subito sul tema caldo. "Quando succedono cose del genere - spiega - ci vuole tolleranza zero. Il problema non è l’inasprimento delle pene ma l’applicazione delle norme: 9 omicidi colposi su 10 finiscono con una condanna inferiore a un anno. Non c’è proporzione fra il danno causato e la pena".

In Italia ogni giorno vengono investite 60 persone. Chi tutela i pedoni?

"Nessuno. Per questo proponiamo di modificare l’attraversamento pedonale dando anche da noi, come avviene in molti paesi europei, la precedenza a chi si accinge ad attraversare sulle strisce (e non solo a chi sta già sulle ’zebre’. Inoltre proponiamo anche di rivoluzionare gli attraversamenti stessi, con sistemi che impediscano di parcheggiare le auto in prossimità delle strisce pedonali e altri che le rendano più visibili. Ma il punto centrale è trasformare le strisce in un vero segnale di stop. Oggi le ’zebre’ sono una terra di nessuno: chi ci passa sopra per primo vince. E il pedone è sempre l’anello debole del sistema, un sistema reso sempre più pericoloso dall’aumento del traffico, dovuto in larga misura alla crescita incontrollata del parco circolante".

La rottamazione non funziona secondo lei?

"Un po’ è quello il problema, in realtà l’ideale sarebbe rafforzare la politica di rottamazione con una progressiva strategia di riequilibrio del parco circolante. Intendo un sistema che metta d’accordo l’industria automobilistica e tutti i vari livelli di governo per arrivare ad avere ogni anno un numero identico di auto nuove immatricolate e di auto avviate alla rottamazione e all’esportazione".

Il concetto di numero chiuso però fa paura.

"Io parlo di ottimizzazione del parco circolante. L’espressione numero chiuso può far spaventare, è vero. Proponiamo una soluzione che deve essere di ampio respiro, concordata fra le varie parti. Tutto punta a risolvere il problema della congestione. Ad esempio si potrebbe passare attraverso la politica di dare un forte valore economico al rottame. In modo tale che chi sia intenzionato a disfarsene abbia un forte vantaggio. Già adesso, tanto per capirci, l’incentivo alla rottamazione copre una parte minima del prezzo della vettura ed è difficile per molti acquistare una vettura nuova".

Una difesa degli automobilisti diversa del solito, che passa per rendere identico il numero delle auto immatricolate con quelle rottamate.

"Io la definirei semplicemente una difesa aggressiva e intelligente: oggi tutti i mali dell’inquinamento vengono addossati all’auto. Ma è un modo sbagliato di affrontare la questione. E non solo perché l’auto contribuisce all’aumento dell’inquinamento solo per il 12% del totale: il vero problema è la congestione delle nostre strade e la politica complessiva dei trasporti. Occorre rafforzare le metropolitane e i trasporti pubblici. Non è un controsenso - come molti purtroppo credono - difendere l’auto e spingere proposte come il car sharing, la famosa ’auto in condominio’".

E come intendete realizzare tutto ciò?

"Serve un approccio integrato fra tutte le parti: gli enti locali devono fare la loro parte ma la nostra proposta specifica è quella di arrivare ad avare uno studio preciso sull’impatto di mobilità".

Un po’ come avviene per il calcolo dell’impatto ambientale?

"Esatto: ogni nuovo insediamento residenziale o commerciale dovrebbe essere considerato anche sugli impatti che avrà in futuro sulla mobilità. E’ sotto gli occhi di tutti il disastro che hanno creato nuovi quartieri o i giganteschi centri commerciali sulla viabilità di quelle zone".


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venerdì 21 marzo 2008 - ore 20:25


Proverbio veneziano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando l’omo xe stima’
el pol pissar in leto
e dir che’l ga’ sua’.


Eccomunque...Wikipedia fa veramente cagare. E’ la versione Eva3000 (Novella 2000 ha già più dignità) di un dizionario enciclopedico.

Anzi...peggio...
E’ un cesso pubblico, in cui ciascuno può entrare e cagare come gli pare.

Quando avrò il mio primo figlio (che, per inciso, si chiamerà Carlomaria), non gli permetterò di utilizzare Wikipedia per fare i compiti a casa.

E gli farò indossare pigiami color pastello anni 70 in tessuto acrilico...ma questo solo per fargli capire cosa ha portato agli scempi della generazione dei suoi genitori.

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giovedì 20 marzo 2008 - ore 17:36


Addio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giusto perchè voi lo sappiate, oggi è un giorno triste per la marineria mondiale.




E’ morto Capitan Findus

(20 marzo 2008)

L’attore inglese John Hewer aveva 84 anni. Dal 1967 al 1998 ha interpretato il barbuto e sorridente marinaio dei bastoncini di pesce.

Le pubblicità dei bastoncini sono state la vera fortuna di Hewer, diventato famosissimo grazie proprio al ruolo di capitano.
In un sondaggio del 1983, addirittura, venne incoronato come il secondo marinaio più famoso del mondo, dopo il capitano Cook.




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mercoledì 19 marzo 2008 - ore 10:02


Io e i russi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho quattro pagine a disposizione per spiegare la ritirata di Russia, la trasmissione della memoria storica a livello di massa, e tutta una serie di relazioni umane e familiari.

Come riassumere Guerra e Pace in 4 righe.
E io non ho mai letto Guerra e Pace.

A ben pensarci, non ho letto niente dei classici russi.

La mia ignoranza delle milestones della letteratura internazionale e nazionale è drammatica.

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martedì 18 marzo 2008 - ore 00:04


Breakfast of champions
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Inizia sempre pian pianino, poi la rabbia monta, cresce...sale...avvolge tutto.
Mai più senza prima colazione.
Mai più senza biscotti in casa.

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lunedì 17 marzo 2008 - ore 01:48


Onora Marisa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Onora il padre e la madre" è un gran film

E Marisa Tomei può farmi quello che vuole, è ufficiale.

a

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domenica 16 marzo 2008 - ore 02:03


Danko in trip
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Viaggiare senza Danko non avrebbe senso.

Chi, all’imbocco di via S. Pellico, si chiederebbe che SANTO sia Pellico?

Chi saprebbe sentenziare, in modo grave et pensoso, "PAESE CHE VUOI...VAI!"?

No, un viaggio senza Danko non ha senso.



(nella foto, Danko fa i conti con l’orchite)

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