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Vitto, 5 anni
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giovedì 7 dicembre 2006 - ore 18:44


ipse dixit
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una società che sia dotata di un pur blando istinto di sopravvivenza dovrebbe capire che non ci si può permettere di essere ricchi e ignoranti per più di una generazione.

Noi siamo nella seconda, e andiamo per la terza...

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giovedì 7 dicembre 2006 - ore 18:31


God
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi ha creato Treviso, quel giorno, era chiaramente strafatto di eroina.


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mercoledì 6 dicembre 2006 - ore 13:14


Rossella O’Hara
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri:
il governo ha deciso di vendere la sua quota in Alitalia.

Pierferdinando Casini ha ribadito la sua volontà di marcare la differenza col resto del Polo delle libertà.

Un colpo di stato è iniziato nelle isole Fiji

Il nuovo segretario alla difesa del governo americano ha ammesso, di fronte alla commissione del Senato di Washington, che le truppe statunitensi stanno perdendo la lotta per il controllo dell’Iraq.


Ma il secondo telegiornale nazionale, guidato da quel genio malefico della comunicazione che risponde al nome di Carlo Rossella, decide di aprire l’edizione della sera, vista da circa sei milioni di telespettatori, con una notizia diversa.
Il TG5, dunque, apre con la notizia delle indagini in corso su Lele Mora, impresario di star e starlette varie, implicato in un caso di ricatto plurimo.
Ora, mi piacerebbe pensare che tutto ciò sia solo frutto di una degenerazione perversa, della decadenza dei costumi e dell’intelligenza nazionale, ma so bene che così non è.
Tutto ciò non è fatto a caso.
Tutto ciò è funzionale alla trasmissione di una certa scala di valori, e ormai la cosa non viene nemmeno più nascosta.

Muoia Rossella e tutti i filistei. Spritz guru ha detto.

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sabato 2 dicembre 2006 - ore 12:16


ALCUNE STORIE
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Questa notte Satta Onta ha dato l’assalto al mio alluce, verso le quattro di mattina.
Il resto della notte l’ha passato a pentirsene amaramente, fuori, sul terrazzino di casa, miagolando come un ossesso.


Un uomo, di nome Arrigo, nel 1928 partì per l’America, dopo essersi laureato in ingegneria elettrica e navale a Padova. Fu assunto a New York dalla General Electric, e mandato a Los Angeles a sovrintendere la messa a punto delle centraline elettriche per gli Studios di Hollywood. Dopo qualche anno di lavoro oltre oceano, quell’uomo decise di tornare in Italia, ma non tornò a Venezia, bensì a Roma, doe continuò a lavorare per la General Electric, presso Cinecittà, come tecnico del suono. Divenne uno dei maggiori tecnici del suono degli anni trenta e quaranta, ma la guerra mise fine alla sua brillante carriera. Fu richiamato alle armi il 9 settembre del 1943, ma, da uomo discretamente intelligente quale era, decise che non era il caso di presentarsi in caserma il giorno dopo l’armistizio con gli Alleati e lo scoppio della guerra coi tedeschi. Si rifugiò nella casa paterna, a Venezia, e là attese la fine del conflitto. Nel 1945, dopo essersi sposato, fondò una società specializzata nel recupero i navi affondate. Pian piano, ingrandì l’attività, sino ad occuparsi pure del riarmamento di queste navi, recuperando enormi cargo affondati a Malta, a Livorno, a Venezia...recuperò persino una portaerei affondata ad Alessandria dai siluranti italiani nel 1941.


Un film, Joyeux Noel, parla della tregua nataliza che in più parti del fronte alsaziano, durante la prima guerra mondiale, fu spontaneamente instaurata da parte della truppa e degli ufficiali di truppa, stanchi del massacro in atto, che ancora non aveva raggiunto le tremende proporzioni che, dal 1916 in poi, lo contraddistinsero.
Una tregua parziale, isolata, di pochi giorni, ultimo cenno di libero pensiero europeo sino all’ottobre del 1917, alla rivoluzione russa.
Nelle trincee, i soldati scozzesi, ad un certo punto, intonano una canzone tristissima, a suon di cornamuse, che viene poi ripresa con archi e coro di voci bianche come sottofondo ai titoli di coda del film.
Una canzone molto semplice, contro la guerra e le sue devianze.
Come tante altre canzoni nate tra la truppa, anche in Italia, come "Bandiera Nera", e a differenza di molti motivi composti ad arte dalla propaganda, come "la leggenda del Piave" o "Monte Grappa tu sei la mia patria".

I’m dreaming of home / L’hymne des fraternisés
Gary Lewis / Lori Barth

I hear the mountain birds
The sound of rivers singing
A song I’ve often heard
It flows through me now
So clear and so loud
I stand where I am
And forever I’m dreaming of home
I feel so alone, I’m dreaming of home

It’s carried in the air
The breeze of early morning
I see the land so fair
My heart opens wide
There’s sadness inside
I stand where I am
And forever I’m dreaming of home
I feel so alone, I’m dreaming of home

This is no foreign sky
I see no foreign light
But far away am I
From some peaceful land
I’m longing to stand
A hand in my hand
...forever I’m dreaming of home
I feel so alone, I’m dreaming of home


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giovedì 30 novembre 2006 - ore 14:47


Rimozioniamo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La rimozione prosegue imperterrita.
Vivere nel passato non fa bene. Scappare da esso è molto peggio. Tanto è più veloce lui, e per quanto uno possa essere competitivo...resta comunqeu col culo a terra.

Le persone, le istituzioni, le aziende...una massa in fuga da quel che è stato. E la cosa peggiore è che la fuga è solo una posa, un modo di essere in pubblico, perchè in privato, o all’interno del corpo istituzionale, l’eliminazione del proprio passato è molto meno semplice, e a volte nemmeno perseguita. Le cicliche ondate di rinnovamento, le persone che decidono di cambiare vita, le aziende che falliscono per poi rinascere. Non c’è soluzione di continuità. Tanto vale accettare il fatto che quel che è successo ha influito su ciò che siamo, ma non lo ha determinato. Ciò che siamo influisce, ma non determinerà quello che saremo.

Quest’ultima frase la trovai su un vecchio poster pubblicitario degli X-men, e da allora continua a tornare, a riproporsi nelle cose che osservo o che mi succedono. E’ di una banalità, e al contempo di una precisione, notevoli, ma non spiega bene il fatto per cui, il più delle volte, in privato, difendiamo tutto ciò che ci è accaduto e che ci ha formato, mentre in pubblico lo distruggiamo, lo neghiamo, quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi. Mi ci metto dentro anch’io, in questa schiera di rimoventi, ma non troppo. Non sempre.

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domenica 26 novembre 2006 - ore 14:13


Tema: Il mo gatto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mio gatto si chiama Mao. O meglio, si chiamava Mao. Ieri ho deciso infatti di cambiargli nome in "Grande Capo Satta Onta", per la sua innata capacità di inzaccherarsi le zampette, portando untuame vario in giro per la casa. Però Mao era il nome ideale, per un gatto rosso dalla testa ai piedi. Un gatto rivoluzionario, consapevole del suo ruolo storico. Uno straccia palle, insomma.
E’ con me da agosto, e il veterinario ha giudicato la sua età misurando la circonferenza dei testicoli, cosa che, obiettivamente, lascia di stucco. Pensate voi, a trovarvi con una morosa veterinaria, che nell’intimità vi tasta e vi dice quanti anni avete...nemmeno Rocco Siffredi potrebbe reggere una simile prova (anche perchè, gli darebbe 87 anni, se tanto mi da tanto...).
Dunque, ora Mao dovrebbe avere 6 o 7 mesi, sta crescendo a vista d’occhio, e non ha particolari preferenze alimentari. Mangia di tutto. Grazie a lui ho scoperto il magico mondo dei cibi per animali...
I cani sono abbastanza abitudinari...li si nutre bene o male con le stesse cose per tutta la vita. Se gli si cambia dieta troppo spesso, si immusoniscono e non mangiano. I gatti no. O almeno, non Satta Onta.
Appena nota un mio movimento, uno qualsiasi, anche minimo, anche solo di una parte del mio corpo, in direzione della cucina, Satta Onta si mette sull’attenti, abbandona qualsiasi attività distruttiva cui si stia dedicando, e plana con dubbia agilità sulle ciotole per acqua e cibo, come a suggerirmi qualcosa. Regolarmente, rovescia tutta l’acqua, per poi saltare via sul vetro della porta finestra adiacente, insozzandolo...
Dopo aver mangiato...che so...volatile e lepre....o sgombro e tonno...o pesce dell’oceano (che, deduco, sarà qualcosa di diverso dallo sgombro e dal tonno...), o pollo e tacchino, o riso e piselli, o aquila reale e bue muschiato, o insomma una degli improbabili mix che le varie ditte di cibo per animali propongono, si allontana, e si ritira in un angolo per pulirsi per bene, detergendosi accuratamente ogni parte del corpo, palle pelose comprese.
Poi dorme, per cinque minuti, quindi riprende a scassare la minchia andando su e giù per la testiera del computer (un giorno è riuscito a scrivere, mentre ero impegnato in dissertazioni filosofiche sulla tazza del cesso, 34 pagine 34, forse non tutte prive di senso, ma comunque più interessanti dell’Ulysses di Joyce.
Poi dorme di nuovo, per altri cinque minuti, solitamente acciambellandosi in un qualsiasi luogo scomodo della casa. Perchè, e di questa cosa non ho mai colto il senso profondo, a differenza dei cani che, solitamente, si scelgono il posto più comodo possibile, sul divano, sul letto, ijn un angolo riscaldato della casa, i gatti cercano riposo in posizioni che un qualsiasi altro essere vivente giudicherebbe sconvenienti e quanto mai fastidiose...acciambellandosi in un cestino di vimini consunto, o ponandosi in bilico sul filo per stendere i panni, in terrazza, o accoccolandosi in un vaso da fiori (curando poi di portare un po’ del terriccio in casa.
La notte Satta Onta dorme. Ma solo fino alle sei...sette di mattina, quando solitamente decide di aver fame e miagola con fare disperato su di me che dormo beatamente, camminandomi in testa per ribadire il concetto.

Insomma signor maestro, io ho un bellissimo gatto, ma se va avanti così, tra qualche mese, avrò un paio di bellissimi guantini. Rossi.



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domenica 26 novembre 2006 - ore 13:28


Pre-elaborazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alle elementari avevo un cane. Non un gatto, un cane.
E ogni volta, puntualmente, la maestra, o il maestro (il nostro maestro si chiamava Warzi Pradetto...Warzi è il nome) ci assegnava il tema "Descrivi il tuo gatto".
Al paese poche persone avevano gatti. Quelli che c’erano eran tutti randagi che raccattavano avanzi in tutto l’orbe terraqueo e si riproducevano come conigli (in paese però non c’erano conigli...chissà da chi hanno imparato. Quindi noi bimbi eravamo un poco in difficoltà, e parlavamo sempre dei gatti che vedevamo per strada, che potevano essere nostri, ma anche no.

Ora invece ho un gatto, e quindi posso finalmente svolgere l’elaborato. Vado, mangio gli involtini di verza, torno, ed elaboro. See ya soon

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venerdì 24 novembre 2006 - ore 17:23


VIPS
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avere a che fare con persone ricche suscita in me un fastidio esistenziale potente. Sarà per il fatto che ho sentito chiamare "casetta" un appartamento signorile in palazzo medievale di corso Umberto...o per il fatto che c’è chi si lamenta delle tasse troppo alte, raccontandomi di quanto fosse stupido il padre che, ingenuamente, dichiarava tutto...(sottinteso, mica come lui...), o ancora per il fatto che si deve trattare con persone che per lo più non si preoccupan minimamente delle conseguenze sulla collettività delle proprie azioni. L’equivalente sociale di un ubriaco al volante di un tir contromano in autostrada.
Poi, sarò moralista...sarò vendicativo...ma provo una qual certa soddisfazione nell’uscire da questi incontri sminuendo il ruolo sociale degli intervistati e dei loro avi.

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lunedì 20 novembre 2006 - ore 12:25


dottcopro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dunque pare sia finita. in realtà no. In realtà ora spunterà fuori qualche magagna per cui mi toglieranno il titolo e la lode e verrò tacciato di infamia per il resto della vita, per aver registrato male un esame...o per aver sorpassato uno in fila alla mensa...o per avere scosso una volta di troppo la macchinetta degli snack al liviano...o per tutti gli ombrelli persi in giro per le aule. Io so che succederà.

Però intanto mi godo lo stato di DOTT., CO.PRO., che ora è tutto mio.

E ora i ringraziamenti, e le minacce.

Grazie ai fautori del papiro, manovalanza non riconosciuta dalla legge...uno lo potrò poi ringraziare meglio tra un annetto...
Grazie a chi ha lanciato uova.
Grazie a chi me le ha rotte nelle mutande.
Grazie a chi mi ha messo il Chappi nelle orecchie...a buon rendere...(e chi ha orecchie per intendere, libere dal Chappi, intenda...)
Grazie a chi mi pitturato di verde con quella che, probabilmente, era pittura da muri esterni...
Grazie a Borghezio, per la sua presenza.
Grazie ai celerini, che han spintonato la Commissione.
Grazie a chi per mesi mi ha sopportato.

Ma grazie soprattutto al nostro caro sponsor, MANDINGO, IL SEGRETO DEI PORNOSTAR, senza il quale niente di tutto ciò sarebbe stato possibile!

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giovedì 16 novembre 2006 - ore 21:41


Veto|peto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ah...e tra l’altro...ma è possibile costringere qualcuno a studiare la sera prima della sua laurea? porterò la questione all’assemblea delle Nazioni Unite, ma già so che l’Impero del Male porrà il suo veto.
Intanto stasera ho mangiato il passato di verdura e di conseguenza penso peterò.

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