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sabato 10 settembre 2005 - ore 14:50


Malattie
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Panleucopenia infettiva o gastroenterite infettiva

È caratterizzata da virulenza esplosiva e da alta mortalità Le vie di infezione possono essere molteplici .L'incubazione della malattia oscilla tra i 2 e i lO giorni. L'alta mortalità è frequente nei soggetti al di sotto dei sei mesi, minore negli adulti.Ad una fase febbrile, 39,5-40° fa riscontro un abbassa mento della medesima sino a valori molto bassi, 36-35°Dopo un esordio accompagnato da vomito e diarrea l'animale rimane accasciato e abbandonato sullo sterno in atteggiamento di assoluta prostrazione e inerzia .È opportuno rammentare ai proprietari degli animali che riescono a superare la malattia di non alimentare troppo precocemente il gattino per non farlo ricadere in una affezione gastroenterica più grave.Il veterinario di fiducia saprà suggerire le terapie più opportune. Per fortuna si dispone attualmente di un vaccino specifico che, se praticato all'animale quando non ha ancora contratto la malattia, conferisce una protezione efficace


Rinotracheite infettiva

Colpisce i giovani gatti, ha un'incubazione di 2-4 giorni, decorso variabile sino a 30 giorni o più I segni clinici sono rappresentati da un aumento della temperatura, a 39-40° che ha un andamento fluttuante; si hanno starnuti frequenti, muco nasale e oculare talvolta purulento. L'inappetenza e lo stato di prostrazione si prolungano parecchi giorni.Talvolta compare sulla punta della lingua una glossite ulcerosa. Si possono avere gravi complicanze broncopolmonari e morte, anche se con minore frequenza di quanto accade per la panleucopenia.Spesso nell'animale guarito rimane una rinite cronica che dura tutta la vita.È possibile una vaccinazione preventiva.



La rabbia

È una malattia infettiva e contagiosa anche per l'uomo. La trasmissione avviene tramite il morso o la saliva infetta. Il gatto è difficilmente contagiato. È disponibile un vaccino specifico.


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sabato 3 settembre 2005 - ore 10:53


Operazione Lavoro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Operazione conclusa con successo......lunedi inizio!!!!!!!!!!!

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venerdì 2 settembre 2005 - ore 15:44


LA VOLONTA’ MAGICA
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Due parti fondamentali compongono la Volontà del mago, queste sono il principio e la fine. Il primo è ciò che si vuole ottenere, l’altro è ottenere ciò che si vuole.
E’ essenziale passare attraverso queste due fasi eliminando gli ostacoli intermedi che sembra possa separarle, questo per una legge basilare: finche, per principio si vuole ottenere qualcosa significa, per principio, non avere ciò perché lo si vuole. Ossia, se io desidero una qualsiasi cosa vuol dire che io non ho quella cosa, desiderare in eterno significa non avere in eterno.
La volontà del mago deve essere un impulso che nasce e muore nello stesso istante. Il mago è un artista.
Egli o ella, dipinge immediatamente ciò che sale dai suoi impulsi.
Dal primo impulso della volontà magica l’universo si muove e segue per inerzia il volere del mago, questo succede perché il mago nelle sue vesti perde i suoi limiti e diviene cosa unica con l’universo intero. Come già detto l’assoluto ostacolo che il mago deve affrontare è la propria mente, il che non è facile.
Per la mente infatti, non è facile accettare l’unità del mago con l’universo, troppo è stata abituata a considerare la persona come un misero limitato mortale differente e isolato da tutto l’universo.
La volontà prima che il mago novizio dovrà esprimere sarà quella di abbattere la stupida ma poderosa barriera che egli stesso ha creato, e che lo limita, l’uccide. Prima di inoltrarsi in pratiche rituali ci si deve considerare menti pensanti in tutto ciò che ci circonda, imparare a considerare l’universo come lo specchio della volontà prima e vera.
Un non vedente non può seguire il sentiero poiché non vedendolo non è parte di lui, dovrà perciò toccarlo col bastone, sentirlo dentro di se per poter proseguire.
Chi invece può vedere diviene cosa unica con il sentiero, potrà quindi seguirne le curve ed evitarne gli ostacoli sicuro di non cadere.
La più grande virtù del mago è quella di essere energicamente ovunque e di muovere il proprio corpo e la materia attraverso il tempo e lo spazio. Se, per ottenere una qualsiasi realizzazione di un desiderio, il mago dovesse pregare un dio superiore a lui, se il destino del mago dovesse passare per forza attraverso il giudizio e la critica di questo dio e se questo dio avesse il potere assoluto sulla vita del mago, tanto da poterne mutare il destino e sottometterlo ai suoi voleri, il mago si tramuterebbe in un burattino guidato dalla volontà di ciò che egli stesso ha creato.
Non dimentichiamo che un dio diviene potente nella proporzione in cui il mago lo ritiene potente.
Si può dedurre che la persona abbia un quoziente 100 di “energia magica” che, dallo stato materiale, si espande fino ad abbracciare quello energetico.
Il mago che, per una sua fede, crede a una qualsiasi forza divina esterna a se stesso, non fa altro che proiettare una grande percentuale della sua “energia magica” verso un concetto di divinità che diviene superiore al mago stesso, nella proporzione in cui viene caricata. La divinità assumerà così una forza fisica ben definita per essere riconosciuta e identificata dal mago. In questo sigillo divino il mago deporrà il suo valore magico così come un uomo d’affari depone i suoi soldi in banca. Questo dio-serbatoio servirà a proiettare sul mago i benevoli influssi della sua stessa forza.
Tutto ciò nasce sempre da una scarsa considerazione di se stessi. Il mondo esterno, la società coi suoi molteplici problemi, spingono la persona verso la necessità di creare un’entità divina esteriore.
Bisogna avere la volontà di essere noi stessi la divinità, bisogna attraverso la volontà riassorbire la nostra carica di “forza magica” che abbiamo dissipato nel caricare fantasmi dell’invisibile.
E’ il mago il creatore di ogni cosa poiché la materia è la concretizzazione della sua volontà.



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venerdì 2 settembre 2005 - ore 15:34


SATANISMO
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Secondo alcuni, il satanismo non può considerarsi una religione in senso proprio poiché nella sua essenza non potrebbe esistere se non come negazione del cristianesimo. I tentativi di far risalire la sua esistenza all'adorazione di un dio caprino (Pan) e/o fallico si sono dimostrati storiograficamente inconsistenti. Il satanismo esiste quindi come "forza resistente" al cristianesimo e in sua funzione. In realtà la questione non è così semplice, dato che con questa etichetta vengono indicati movimenti molto eterogenei:

Satanismo "ribelle", che si ribella ad una visione cristiana del mondo.
Satanismo "religioso", che si basa sulla fede nell'esistenza di un Principe delle Tenebre (un nome più generico di Satana) a cui il fedele rende culto.
Satanismo "filosofico" o "moderno" che non si basa sull'adorazione di Satana o altri demoni, bensì nel trarre ispirazione dallo studio di vari dei o spiriti "oscuri" o dall'archetipo di Satana. Questa forma di satanismo spesso predica l'auto-deificazione dell'individuo.
Satanismo "tradizionale", che vede nel satanismo e nella Via della mano sinistra un mezzo per lo sviluppo individuale e opera per il cambiamento della società, tramite la sua distruzione.
I "cultisti", membri di una comunità dedita a sacrifici umani ed abusi rituali. Anche se singoli individui sono stati condannati per tali crimini, la loro appartenenza ad una organizzazione più vasta ed organizzata è tutt'ora piuttosto controversa.
Al giorno d'oggi vi sono diverse sette, diffuse in tutto l'occidente, che praticano questo culto. Negli Stati Uniti i satanisti hanno ottenuto che gli fosse riconosciuto lo status di religione e un cappellano nell'esercito.

Il successo di questa pratica deriva forse anche dalla sua associazione a forme di protesta sociale e di liberazione sessuale (almeno per alcuni tipi di satanismo), in questo senso viene spesso citato come padre del Satanismo contemporaneo Aleister Crowley, il quale assunse come motto la frase: "Fai ciò che vuoi: sia questa tutta la legge".

Satanismo "ribelle"
I membri di questo gruppo hanno accettato il dogma cristiano secondo cui Satana ed i satanisti sono intrinsecamente malvagi. Non stupisce quindi che i membri, da soli o radunati in piccoli gruppi, facciano parlare di sé nelle cronache per atti illegali più o meno gravi.

Anche se molti "ribelli" sostengono di ispirarsi ai lavori di Anton Szandor LaVey, pochi conoscono a fondo questo autore, e la maggior parte di loro ha un'idea di Satana che deriva più da fantasie letterarie o da testi di critica rivolti contro le posizioni di cristiani fondamentalisti. Principalmente la loro idea di Satana riflette una chiara matrice cristiana.

Gli altri satanisti chiamano i membri di questo gruppo gli "adoratori del Diavolo" (in senso dispregiativo), la maggior parte dei moderni studiosi di satanismo concorda nel vedere in questi gruppi una minoranza di scarso rilievo.


Satanismo "religioso"

I membri di questa categoria credono nell'esistenza di una divinità personale, il Principe delle Tenebre, a cui rendono culto.

Il gruppo più conosciuto è il Temple of Set ("Tempio di Set") fondato da Michael Aquino ed altri membri della Chiesa di Satana (v. oltre) dopo la loro fuoriuscita dalla Chiesa nel 1975. I membri del Tempio sostengono di adorare l'antico dio Egizio Set.



Satanismo "filosofico" o "moderno"

La più grande organizzazione di questo tipo, e quella dotata di maggior visibilità, è la Chiesa di Satana fondata da LaVey, che ha esposto la filosofia alla base del movimento nel suo The Satanic Bible ("La Bibbia satanica"). Dopo la morte di LaVey, il gruppo è andato incontro ad alcuni fermenti interni e varie riorganizzazioni.

La designazione di satanisti "moderni" riservata a questo gruppo sottintende che il satansimo religioso risalga a tempi più antichi, ma c'è chi fa notare come il termine "Satanismo" fosse raramente usato da qualche gruppo prima della comparsa della Chiesa di Satana. Per questo motivo, i membri della Chiesa di Satana rivendicano per sé l'etichetta di "Satanisti", riferendosi agli altri gruppi come "pseudo-satanisti".

Nonostante la maggioranza dei satanisti moderni considerino sé stessi dei filosofi, e molti si professino atei, alcuni studiosi, pur consci del fatto che i satanisti moderni non credano nell'esistenza di Satana in quanto essere personale, li classificano come satanisti religiosi per il fatto che praticano la magia (requisito sufficiente per catalogarli come "religiosi" secondo alcune definizioni). Comunque, non tutti i gruppi di satanisti moderni praticano la magia.



Satanismo "tradizionale"

I membri di questo gruppo sostengono che l'idea di satanismo vada molto al di là del semplice principio della gratificazione dei propri piaceri personali: il satanismo è un percorso arduo che richiede autodisciplina ed autocontrollo per raggiungere una saggezza universale. È una concezione prettamente pragmatica di satanismo, che pone l'enfasi sulla crescita dell'individuo che riesce ad attraversare reami oscuri e pericolosi con atti di forza, resistenza e a rischio della propria vita. Inoltre, il satanismo tradizionale cerca di indurre un cambiamento, distruttivo, nella società.

La più grande organizzazione di questo tipo e' l'Order of Nine Angles ("Ordine dei Nove Angeli").



Altri gruppi

Presso alcune sette gnostiche il serpente viene elogiato come "portatore della conoscenza" (come accade per Satana, nella sua veste di Lucifero, il "portatore di luce"). Alcuni gnostici sostengono che il dio della Bibbia, da loro chiamato il Demiurgo, sia in realtà Satana stesso. Ad alcuni dei primi gnostici vennero adossati ogni genere di atti criminali, ed essi furono accusati di propagandare ogni tipo di atto malvagio quale via di liberazione della sofferenza del mondo, ma questi resoconti sono poco attendibili dato che arrivano soprattutto da autori impegnati nell'attaccare lo gnosticismo in quanto forma di eresia.



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venerdì 26 agosto 2005 - ore 22:51


Lavoro
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Incrociate le dita perche forse ho trovato lavoro.Speremo ben perche senò mi suicido.......mangiando fino a scoppiare.

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lunedì 15 agosto 2005 - ore 18:26


Il grande amico
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Un grande amico che sorga alto su me
E tutto porti me nella sua luce,
che largo rida ove io sorrida appena
e forte ami ove io accenni a invaghirmi…

Ma volano gli anni, e solo calmo è l’occhio che antivede
perdente al suo riapparire
lo scafo che passava primo al ponte.
Conosce i messaggeri della sorte,
può chiamarli per nome. E’ il soldato presago.
Non pareva il mattino nato ad altro?
E l’ala dei tigli
e l’erta che improvvisa in verde ombrìa si smarriva
non portavano ad altro?
Ma in terra di colpo nemica al punto atteso
si arroventa la quota.
Come lo scolaro attardato
- né più dalla minaccia della porta
sbarrata fiori e ali lo divagano –
io lo seguo, sono nella sua ombra.
Un disincantato soldato.
Uno spaurito scolaro.


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lunedì 15 agosto 2005 - ore 18:23


Fiore
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Nella tua anima,
ho visto il cielo
con i tuoi occhi,
mi sono perso
nei tuoi desideri,
mi sono ritrovato
nei tuoi piaceri,
ho vissuto
attimi senza fine,
attimi liberati dal tempo,
dalla materia,
ho vissuto un'alba
di nuova vita,
nata da due anime.
non c'è fiore
più vivo di te.

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domenica 14 agosto 2005 - ore 23:20


Spaccianeve
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Spaccianeve viveva ai margini del bosco fatato, in un monolocale fuori equo-canone semi arredato,
e si guadagnava da vivere non vendendo rose, bensì campava smerciando la dose.
Con lei abitavano i sette Nasi contenti che poi erano i suoi migliori clienti: c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo, e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo, si alzavan di mattina aun'ora molto presta e prendevano la pista attraverso la foresta, era una pista lunga e polverosa
che conduceva a una radura erbosa, dove i Nasi lavoravano tutta la settimana coltivando papaveri e canapa indiana.
"Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff), andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar, e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff), vogliamo respirar la polverina che ci darà la felicità!"
Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione e suggeriva moderazione:
"Portate pazienza miei giovani amici, mettete un freno alle vostre narici, soltanto se i raccolti saranno buoni verranno soddisfatte le vostre aspirazioni"
Intanto la malvagia Regina nel suo superattico con piscina stava armeggiando senza fretta con uno specchio e una lametta, ah, no, scusate, mi son sbagliato, con uno specchio si, ma fatato.
"Specchio, specchio delle mie brame chi ha la roba più buona del reame?"
"Regina, una volta l'avevi tu, ma ora Spaccianeve ne ha più buona e molta di più!"
"Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi? Dimmi dov'è, sicché io possa vendicarmi!"
"AI bordi del bosco valla a cercare e questo strano frutto in regalo le dovrai portare."
Così la Regina partì un bel mattino sotto mentite spoglie di un pusher marocchino e giunse poco dopo alla casina portando in tasca una siringa piena di stricnina.
"Benvenuto amico mio, posso darti un mano?"
disse Spaccianeve quando vide l'Africano, gradisci un chilom, un trip, un caffè con la panna?"
aggiunse poi, rollandosi una canna.
"Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido! Gosa ne digi di farmi endrare gosì questa bella bera gi bossiamo sbarare?"
Spaccianeve accettò volentieri la proposta, senza neanche immaginare la malvagità nascosta, ma poco dopo cadde riversa sulla schiena con l'ago ancora piantato nella vena. Ora la Regina, tornata normale, quella sventurata si mise a sbeffegiare:
"Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio, ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio! Vedi cosa succede alle persone golose? Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!"
Immaginate voi lo strazio e la disperazione che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione, il primo di essi aprendo la porta la vide distesa che sembrava morta:
"Oh, Spaccianeve, dicci chi è stata chi ti ha venduto roba tagliata! Come faremo noi la mattina
senza la magica polverina?" E rimasero a fissare quel corpo inerte che aveva le gambe tutte scoperte:
"Certo però che è proprio carina!"
sussurrò Sniffolo con la sua vocina, rispose Rollo "Che vuoi che ti dica, è sempre stata un gran pezzo di fica, ma adesso che è in coma non sente niente, potremmo farcela tranquillamente!"
Così si disposero in fila indiana davanti all'ingresso di quella tana, entrando a turno per pochi minuti, finché tutti quanti non furon venuti., quindi riposero quel corpo giallo dentro una bara di puro cristallo e dopo un viaggio di pochi minuti la scaricarono in mezzo ai rifiuti. Da quel dì vissero nella disperazione
trascurando persino la piantagione, e diedero fondo con ritmi indecenti alle riserve di stupefacenti. Era da tempo finita la scorta quando qualcuno bussò alla porta, e di chi era quel tocco lieve? Ma che domande, di Spaccianeve!
L'accolsero tutti con entusiasmo, addirittura sfiorando l'orgasmo, quindi le chiesero come si chiamava quel tipo strano che l'accompagnava.
"Cari Nasetti, prestate attenzione, è a lui che devo la resurrezione, è dolce come il miele, tenero come il burro ed il suo nome è Principe Buzzurro!"
Costui era un tipo un casino alternativo, capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo, i jeans unti e strappati, portava un grosso anello, gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello, e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione lui rispose così, grattandosi il panzone:
"A nasè, cioè, io stavo a rovistà n'a monnezza quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza, stava ferma, distesa, tutta sbracata, e che dovevo fà, io m'a sò chiavata!"
"E lei - chiesero stupiti i Nasi - si è svegliata?"
"No, però la voja mica m'era passata, e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro, aho, io l'ho ggirata, m'a so' fatta pure dietro!"
"Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si è risvegliata?"
"Manco pe' gnente, però la voja io me l'era levata. Me ne stavo a annà, abbonandome i carzoni quando questa caccia n'urlo - mi cojoni! 'A moré - me dice - pe' tutta 'sta trafila vedi un po' de calà na bbella centomila!"
E siccome che 'sta cifra nu je la potevo dà m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!"
E da quel giorno vissero ai margini del bosco Spaccianeve, i sette Nasi, con in più quel tipo losco,
ripresero a coltivare, e tutto andava bene anche perché avevano le narici sempre piene, mentre invece la Regina, travolta dall'egoismo si era data addirittura all'alcoolismo.
"Tutto è bene ciò che ti fa star bene", dice il saggio e a volte ne basta appena un assaggio. Ma... lunga la pista, stretta la via, occhio che arriva la Polizia!!


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mercoledì 3 agosto 2005 - ore 23:17


L'Uomo Falena
(categoria: " Vita Quotidiana ")




La prima apparizione di questa fantomatica figura si è avuta nel 1966 a Salem, West Virginia. Quella sera, Newell Partridge stava guardando la televisione a casa sua quando improvvisamente il televisore si oscura ed inizia ad emettere un fischio lancinante. Il cane di Partridge inizia ad abbaiare furiosamente, al che il suo padrone illumina la parte verso la quale erano indirizzati i guaiti del cane…. La scena che gli si presenta agli occhi è spaventosa: due occhi rossi e circolari, simili a luci di una bici, lo stanno fissando. La stanza intanto si raffredda rapidamente. E’ solo l’inizio di una serie di apparizioni inquietanti che funesteranno la zona di Point Pleasant. L’essere appariva di notte nelle strade e vicino alle abitazioni terrorizzando gli abitanti con le sue profezie di sventura, culminate nella tragedia del ponte d’argento, avvenuta il 15 dicembre del 1967.

Guardate questa foto e ditemi voi.....
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venerdì 29 luglio 2005 - ore 23:01


Raduno Tuningcar
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Raduno auto Tuning al Venice Rock Festival Venerdi 12 agosto. Per chi non lo sapesse il festival si svolge nella meravigliosa e ridente città di Fusina.



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