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NICK: Xipe Totec
SESSO: m
ETA': 21
CITTA': Novi Ligure
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
STATUS: single

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STO LEGGENDO
Alcuni libri sulla storia aztecha.


HO VISTO
Gentlemen, welcome to Fight Club!


STO ASCOLTANDO
Oggi avevo voglia di sentire Meravigliosa di Francesco Renga e l' ho beccata in radio in tre stazioni diverse.... troppo un figo quell'uomo!
Ma anche Robbie Williams non scherza
Canzone preferita: Dream On degli Aerosmith, ma anche Just Open Your Eyes dei Waterproof Blonde


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Oggi camicia rosa e viola e pantaloni bianchi.


ORA VORREI TANTO...
Uccidere qualcuno di morbidoso...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Già.... che sto studiando?


OGGI IL MIO UMORE E'...
Oggi sono volatili per diabetici...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




“"Tieni, prendi una sigaretta!"
"No grazie, ormai ho smesso da un po'..."
"Ma va, cosa vuoi che sia, tanto prima o poi si muore"
"No, prima o poi si vive..." ”

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ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


lunedì 29 novembre 2004
ore 14:26
(categoria: "Musica e Canzoni")


Battle Rap - Don't choke this time!
Presi dalla febbre di "8 Miles" io e il mio grande amico Andrea ci divertiamo a fare indecendi battaglie di rap in MSN, con risultati che variano dal patetico al tragicomico.

Qui di seguito una delle nostre ultime performances.

Vi invito a votare il migliore, se di migliori si può parlare, esprimendo il vostro rap preferito... "chi vi ha rappato di più la pompa, fratelli??"
(Frase da leggersi con tono entusiasta).

...

(Dio santo, se la mia ragazza leggesse che vaccate sto scrivendo...)



DJ, KICK THAT SHIT!


HEAVY D! #1

tante le canzoni che frullano qui in testa
farti fuori al volo è meglio di una festa
questione di criterio
questo qui non fa sul serio
sta sul palco assieme a me
ma spero non sia lui a doversi battere con me
non c'è storia, non ha un minimo di credibilità
se viene fatto fuori non è una casualità
è la normale disposizione della vita
continua pure tu anche se in fondo è gia finita.

ALTRIST MC #1

Attento che t’intasco
Brucio come il tabasco
Sul tuo stornello corto non casco
Ci riesco
sei più coglione di una battuta di cesco
e non stare a reppare invano
visto il tuo dio sovrano
il mito della trippa t'intrippa
ti lessa
ma la mia rima non è fessa
è fresca
che esca o non esca
ripeto t'intasca
vai a fare in culo tu
e la tua troia bergamasca



HEAVY D! #2

tutto il tuo vociare è solo aria fritta
se il tuo hip hop è sghembo il mio è una linea dritta
che punta verso il cuore
non parlo mai d'amore ma di sfide e di vittorie
sono il cantastorie di una generazione maledetta
che dal ghetto chiusa e reietta esce e ruggisce con clamore
son qui che infiammo il disco son pronto a far furore
e le tue rime scialbe son merda da infarto
io smonto le tue storie e le inzuppo nel mio lardo
sei la pulce che combatte il maschio metropolitano
staccati dalla tetta e muovi il tuo pisello in fretta
pensa alla tua di ragazza alta come una statua e piu fredda di una glassa
lascia stare, vengo da sotto ma ti metto sotto
ora blatera pure, continua col tuo disco rotto.


ALTRIST MC #2

infarto con lardo non fa rima furbetto
lascia la tua prova te la infilo ne retto
non provarti a replicare mentre reppo io
se no ti sistemo a terra quant'è vero XXX
porco
sorgo
da una rima infiamme
lascia stare le tue canzoni oramai in panne
meglio farsi canne
ma di erba buona
molla il tuo rap perchè piccolo non suona
come dicono nel veneto sei "mona"
buona questa
resta lì più fermo
sto telefonando e nello stesso tempo ti mando all'inferno
con la rima (questo è vero)
con una mano scrivo con l'altra ti imbelino sopra a un pero
rima spedita
lascia stare il cervello ora se puoi
muovi le tue tozze dita

HEAVY D! #3

rimani al telefono che fai piu bella figura
mentre tu caghi merda io rappo rime da paura
il tuo timido verso e ben poca cosa
serio e tremendo come un topolino tinto di rosa
ma poi che cazzo sappiamo entrambi che è una scusa
il telefono, il pc, ma il cazzo è l'unica cosa che non usa
semplice a dirsi, semplice a capirsi
semplice sapere che non sei bravo con i versi
io spesso mi domando, cosa c'è di buono nel distruggere un demente rappando
non è questione di stile è questione di classe
perche il mio fare è piu dritto del semiasse
di un furgone, e tu col tuo gna gna gna fai irrimediabilmente la figura del coglione
e poi basta solo vedere, con quali altri stronzi in citta muovi il tuo sedere
uno scemo con gli occhiali che se diventasse una scimmia avrebbe mille chances in piu di piacere
e poi l'altro che è uguale a te, che tiene su la kefia anche quando si fa il bidè
e poi le tue ex, ne vogliamo parlare? Una che non esce perche sta in casa a pregare
l'altra invece che fa l' intellettuale, e poi si mette con un terrone argentino meccanico che per arrotondare va pure a zappare
fossi in te mi farei un esame di coscienza
mi chiederei se davvero conti qualcosa la mia esistenza
mangia vegetariano, che magari è la volta buona, che a forza di mangiare un cazzo la tua ora suona.



ALTRIST MC #3

Di infiniti ne hai fin troppi non convinci nulla
Idiota disperato la tua rima sol si bulla
E non c'è storia buona che ti possa far reppare
Giocando con parole come cristo sull'altare
Ora io t'infilzo a modo io t'incastro con parole
Con il mio sound più chiaro di lenzuola stese al sole
Ora io t'incarto calmo con le rime di un azzardo
Giri più palle tu che una sala da biliardo
Lisci come l'olio invece scattano i miei versi
I tuoi son tutti uguali per un cazzo son diversi
Ora statti zitto buono prendi sto sondaggio anale
Nulla ti disturba ma occhio questo ti fa male
E osserva bene allocco cosa ho scritto in verticale.


Ora chiamo voi ascoltatori ad esprimere un vostro giudizio, offensivo o meno, e a decretare il vincitore.

Stay beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 13:03
(categoria: "Vita Quotidiana")


My Magic Diary - Veleno
Altro brano del mio vecchio diario... ci predo gusto a sputtanarmi nel blog

Ci sono situazioni che mi rendono particolarmente depresso, specie se condite da qualche delusione; sono piccoli fatti che mi portano all’odio di interi gruppi di persone, inconsapevoli artefici delle mie sconfitte.
I fighi, categoria che odio in maniera proporzionale a quanto la invidio.
Ho una sindrome tremendamente fastidiosa: essere l’ uomo giusto al momento sbagliato. Mi spiego.
Centinaia di volte mi capitano ragazze che fanno discorsi di questo genere: “Tu Diego sei un ragazzo speciale, fuori da ogni schema, non ho mai conosciuto una persona come te, ma vedi, se non scatta la scintilla…”. Generalmente sono le stesse ragazze che ti salutano, ti cerano, ti scrivono i “tvb” e, ancor peggio, sono quelle che ti raccontano: “Ho visto Nicola per caso, mi ha accompagnata a casa e ci siamo baciati! Io ci sto male, lo sai, lui è fidanzato e io non voglio fare la ruota di scorta… però che spettacolo quel ragazzo, mi fa un sangue!”.
Queste dichiarazioni fanno male come un pugno nello stomaco, ancor di più se dette con voce sollevata e allegra. Sono quelle frasi che aspettano una risposta come “Mi fa piacere, davvero.”.
Risposte che hanno il sapore del veleno.
Quelle poche volte che riesco a rispondere così ogni parola pesa come un macigno, veramente, quasi mi soffocano.
Il più delle volte mi viene istintivo arrabbiarmi come un bimbo, ma è la cosa peggiore da fare in queste situazioni. Già. Nella migliore delle ipotesi, in un lampo di generoso buonismo, potrebbe allontanarsi dicendo “che ci tiene a me, e piuttosto di farmi soffrire preferisce non sentirmi più”.
Come passare un preciso volere per una manifestazione d’affetto.
Peggio se invece si arrabbia. Succede, credetemi. Una reazione diversa dalla condivisione del suo stato d’animo suona come la peggiore delle offese. Così la offendi. E’ lei ad essere offesa. Sono io che non rispetto mai i suoi sentimenti. Sono io il carnefice. E’ lei la vittima.
Bisogna solo assorbirle certe delusioni, guai a reagire, perché se una ragazza ti ha eletto suo amico non c’è nulla che la farà ricredere.
Sarò onesto, credo di non essermi mai innamorato seriamente, e questa frustrazione che provo costantemente con le ragazze è dovuta al fatto che le desidero e non possono essere tutte mie. Per questo odio i fighi, che sembrano avere ciò che io cerco.
Che cosa? Tutte le ragazze che vogliono.
Non intendo a livello strettamente sessuale, mi accontento di sapere che il gentil sesso prova desiderio nei miei confronti.
Per un egocentrico come me questa sarebbe un’enorme soddisfazione: esser notato nei locali, esser cercato, sapere che molte lei mi vorrebbero nel loro letto…
Cosa sono invece? Un ragazzo originale, piacevole, simpatico e amico.
Soprattutto amico.
Immagino sia un problema comune a molti, ma io non riesco a sopportarlo.
Sì, perché queste stesse tipe che con me si mostrano profonde, interessanti e selettive sono le stesse che, agganciate da un figo in discoteca, ci stanno.
E poi mi dicono: “Diego, ma vuoi mettere? Con lui è stata un’avventura e basta, a te voglio bene, e sai quanto ci tenga a te”.
Dio, non so quante volte mi sono dovuto mordere la lingua per frenare l’ esternazione del mio pensiero: “Ma chi la vuole la tua amicizia, dammela e sparisci! Life is short!”.
Devo essere onesto, quelli come me hanno la tendenza a manifestare l’ amicizia con la ragazza desiderata come fosse un rapporto sincero, reciproco e di pari intensità. In realtà da una parte è solo una consolazione, il premio per la partecipazione, dall’ altra una prova per sé e per gli altri di un qualsiasi legame con la principessa in questione. Un modo di dimostrare che non è vero che lei proprio non ci si fila.
Tornando a me sono ancora qui a recitare la parte del buon amico in attesa di ricevere qualche avanzo del banchetto dal quale tutti prendono qualcosa, ma la mia invidia va sempre al classico figo che arriva, fa i suoi comodi, sparisce e imprime pure un ottimo ricordo…
Sì! Perché lui può pure essere stato solo per una notte, ma verrà senz’altro ricordato per la bellezza, per la prestazione, per la fugacità e perché non la cercherà mai più.
Riassumendo: lui sarà un sogno semplicemente perché l’ ha usata come oggetto da monta.
Io da amico come verrò ricordato? Perché non me la farò mai? Perché sono geloso e petulante? Perché mi arrabbio?
Non sapete il bollore che mi prende quando sento una ragazza che mi piace dire ad esempio: “Ciccio me lo farei troppo!”… e ancor di più mi arrabbio quando, apparentemente per scherzare, ma in tono serio rilancio “Sì, ma io sono meglio”, e mi ridono in faccia. E’ odioso perché nemmeno per gioco mi danno l’ illusione di reggere il confronto. Io adoro le illusioni, mi piace ricamarvi sopra i miei sogni e i miei desideri.
In un’ altra occasione mi è capitata una del genere: “Diego, se ci fossimo conosciuti in un altro momento starei con te, ma ora come ora non voglio ragazzi.”. Fin qui niente di strano, se non fosse che sta comunque con un altro. Incoerenza, no?
“Si ma vedi, Domenico è un ragazzo semplice, non è come te, lui lo rigiro come voglio, è convinto di stare con me anche se ci vediamo e basta. Con te sarebbe diverso, sei così complicato, io mi affezionerei a te e mi faresti star male, lo so.”
Ora, al di là delle indubbie doti profetiche di questa ragazza, perché mai do sempre una parvenza così sofisticata di me stesso? Che devo fare per ottenere ciò che voglio? Devo forse dire “Dammela e facciamola finita! Più semplice di cosi!” ? Mah.
Io spero che tutte le ragazze delle quali scrivo vogliano intenzionalmente inventare scuse così strane per non starci, altrimenti più che un uomo servirebbe loro uno psicologo…
Altra situazione: giusto ieri un’amica mi ha raccontato di un suo compagno di classe, che viene considerato fisicamente normale ma molto simpatico; tale ragazzo è riuscito a fare ben due conquiste nell’arco di una gita…
Allora ditelo che volete esasperarmi!
Io sono sempre stato considerato mediamente carino e simpatico, perché in gita non sto con nessuna nemmeno pregando col rito bizantino? E’ solo colpa mia quindi?
Potrei dare un’immagine assai venale di me, raccontando queste vicende, ma siamo sinceri: i ragazzi cercano tutti le stesse (poche) cose, e il non trovarle mi fa uscire dai gangheri.
E odio i fighi che hanno tutto quello che io non ho.
Bisogna ammetterlo: tu puoi pure essere interessante, ma se cerchi una toccata e fuga perdi in partenza. Non mi conforta sapere che nei ragionamenti sono potenzialmente più in alto di loro. Se voglio farmi la cubista in discoteca poco conta se azzecco tutti i congiuntivi o so farti un bel discorso.
Peggio ancora se trovo una ragazza che mi ammira per come parlo e come penso per poi stare col figo da discoteca, anche solo per una notte. E’ il modo migliore per deprezzare le tue doti, a favore di un bel fisico o un bel vestito. Tante qualità per me così preziose buttate alle ortiche. Per inciso, sono preziose perché sono mie qualità; se trovassi una tipa intelligente ma brutta allora non mi interesserebbe per niente. Ipocrita.
Comunque è triste. Triste davvero.
Eppure se c’è una persona che davvero dovrebbe capire che l’ estetica è solo fatuità quello sono io.
Io, Diego, il ragazzo che ha vissuto la sua infanzia nell’ obesità, quello che alle medie vedeva in disparte i suoi compagni scambiarsi i primi baci, quello che per strada sentiva darsi del grassone da gente del tutto sconosciuta, gente che gode nel accentuare le sofferenze di una condizione già non felicissima.
Invece niente; anch’io mi ritrovo incatenato a questa chimera fisica, è una condizione che odio, ma quando vedo una manza passare non riesco a fare a meno di voltarmi verso di lei.
Il bello è tutto, e nessuno di noi può dire di guardare oltre a questo, almeno nei primi approcci.
Ora come ora fisicamente non sono il massimo, ma nei periodi di perfetta forma ho conosciuto le sconfitte più amare. Non per vantarmi inutilmente, ma quando sono a posto ho poco da invidiare ai palestrati o ai biondi occhi azzurri, e per fortuna non è una considerazione solo mia. Chissà mai perché a me non bastano i requisiti fisici, anche così rimango quell’essere complicato e misterioso che finisce per essere eletto “psicologo” delle donne, ruolo odiosissimo. Sempre queste parole, complicato, complesso, strano… che mi abbiano preso per un cubo di Rubik? Mah.
A questo punto mi domando: ma veramente le ragazze contano solo l’ aspetto fisico?
A volte non ci credo, ma più scrivo più mi arrendo all’evidenza.
Davvero, mi sembrano tutte uguali, come le voci degli speaker delle giostre.
E per essere uno che fa i suoi comodi è assolutamente necessario non risultare interessanti dal punto di vista intellettivo?
A me piace da morire il mio carattere, ma non altrettanto gradisco gli effetti collaterali che questo comporta. Sono stufo di avere amiche, ne ho troppe, credetemi.
E’ così “complesso”, come dite voi, starci e stop?
Sono pieno di stima da tutte, ogni tanto sarebbe anche ora che qualcuna si “abbassasse” a prendersi cura di desideri più strettamente carnali…


Il paladino dei veri Omen vi saluta

Stay beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 12:36
(categoria: "Sport")


The "WC"
Pensato per tutti coloro che amano il Pro Wrestling USA, il WC (Wrestling Corner) si prefigge di aprire le menti ottuse e offuscate di tutti coloro che ritengono questo meraviglioso sport una "baracconata".

Allora, innanzitutto ci tengo a chiarire alcuni punti:

A) Il wrestling non è finto, è predeterminato. Ovvero i lottatori sanno per filo e per segno come debba svolgersi l' incontro, ma ciò non significa che i colpi che ricevono e i voli che spiccano non siano veri, anzi, difatti più di una volta in questo sport ci è scappato il morto (non che sia una cosa lieta, ma è per dare un'idea di quanto possa essere finto...)

B) I segmenti del backstage, dove spesso si vedono nascere le principali rivalità, sono ovviamente finti pure quelli.

C) Per amare questo sport occorre credere implicitamente ad un sacco di piccole cose che nella realtà non accadrebbero mai, ad esempio l'avversario che rimbalza sulle corde, che aspetta supino al paletto di essere colpito da una bella gomitata in faccia o amenità simili.

Io non dico che tutti debbano vedere il wrestling, anzi, mi preoccuperei se mai succedesse questo.
Quello che non sopporto sono le persone che fanno le fighe e si bullano, dicendo con un mezzo sorriso, cose come "ma dai è una vaccata" (poi magari non hanno mai visto un match in vita loro).
Belle soprattutto le motivazioni per caldeggiare queste frasi: "E' una vaccata perchè è tutto finto".
Allora io mi chiedo perchè si continuino a vedere i film o le serie tv.
Lo sapevate che in Die Hard Bruce Willis non ammazza veramente tutte le persone che incontra?
Cioè i cattivi che stanno nel palazzo di cristallo non sono veri gangsters; quelli che muoiono dopo le raffiche di uzi non sono morti veramente e spesso mi viene da pensare che gli uzi stessi non siano armi vere ma riproduzioni giocattolo... questa è solo un'ipotesi, sia chiaro!



Ciò però non significa che i film siano una vaccata; semplicemente ne accetti i meccanismi, ti poni nello stato in cui Bruce Willis da solo può sgominare un intero palazzo di terroristi, sopravvivendo a una dozzina di granate, svariate sventagliate di arma da fuoco, qualche esplosione, fumando qualche sigaretta e dicendo "yippi ya yeah" ogni volta che fa fuori un austriaco.

Mah.... sarà che ho la passione del wrestling fin da quando ero piccolo. Sarà che quando ho stretto la mano a Bret Hitman Hart da piccolo, a Milano, non mi sono più lavato per un mese e mezzo, ma a me questo sport affascina molto.



E dire che la boxe, il full contact etc. a me non piacciono molto, cioè la mia non è passione pura solo perchè ci sono due che (fingendo o realmente) si menano mazzate.
Il fatto è che il wrestling, oltre ad essere indiscutibilmente un ottimo spettacolo atletico, è anche coreografia, è una via di mezzo fra uno sport e il cinema trash.

Ad esempio una delle cose che preferisco sono le entrate dei lottatori, con la musichetta, il video e i pyros



Oddio, in Italia siamo messi un po' maluccio in quanto a wrestling (anche se comunque molto meglio degli anni scorsi, quando questo sport proprio aveva cessato di essere trasmesso)...
Questo anche perchè il commento dell'unico programma di wrestling gratuito (Smackdown su Italia 1) è affidato a un comico e a un "tecnico" che di wrestling sa tanto quanto Galeazzi sa di dieta (per chi ne capisse qualcosa, sapete mica cosa sarebbe un "Rolling Supplex"?)
Poi per chiudere in bellezza, nella suddetta trasmissione vengono continuamente invitati comici pirla a fare il terzo commentatore, tipo quella di Colorado Cafè.... com'è che si chiama?
Dai quella che è sempre vestita da scema, con lo scialle verde, che ha il fidanzato Adelmo... quella che fa ridere di meno insomma.
Che tutte le volte che vedevo Colorado Cafè lei faceva le battute, nessuno rideva, almeno due secondi di indifferenza, poi scattava l'applauso torcida mosso dalla pietà... e lei poveraccia si vedeva che non poteva farci niente e continuava col suo pezzo....

Vabbè questo era un excursus.

Chiudo qui per adesso il WC corner.

Stay beautiful (and Time to Play the GAME!).


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lunedì 29 novembre 2004
ore 11:52
(categoria: "Riflessioni")


The "D" Way
Stanotte ho pensato ad una cosa.
Quando noi esseri umani pensiamo a qualcosa, implicitamente la diciamo nella nostra mente tramite il linguaggio.
Ad esempio possiamo pensare che fra un'ora prenderemo la moto e andremo al supermercato a comprare la Simmenthal.
Ma quando un animale, ad esempio un gatto, pensa a qualcosa, come fa a pensarla?
Gli animali non hanno un linguaggio strutturato, quindi cosa fanno, mandano alla mente delle immagini conseguenti per dirsi cosa faranno in futuro o cos'hanno intenzione di compiere?

Ovvero, il linguaggio è la culla del pensiero o è il pensiero che acquista consapevolezza col linguaggio?

Graditi i vostri commenti a riguardo

Stay Beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 11:29
(categoria: "Vita Quotidiana")


My Magic Diary - Alcune verità sull'autoerotismo
Tratto dal mio diario di qualche anno fa...



Capita spesso nei discorsi fra ragazzi di sentir parlare di sesso, e posso tranquillamente affermare di sapere poco e niente di questo mondo.
Non sono vergine, ho fatto e letto diverse cose sull’argomento. Soprattutto le ho lette.
Ma ogni volta che si affrontano certi temi mi sorprendo a simulare, ad ingigantire esperienze in realtà banali, tutto per rimanere al passo con gli altri.
La cosa che più mi fa riflettere è l’ abissale differenza fra ciò che sento dire agli altri e quel che effettivamente capita a me.
Parliamo ad esempio della masturbazione.
E’ stata una scoperta che risale ai miei dieci anni e difficilmente me lo scorderò. Una sera i miei erano fuori a cena e io, facendo zapping, fra un Maurizio Costanzo Show e una televendita di tappeti sono capitato su quelle reti provinciali, quelle che dopo una certa ora mandano in onda gli spogliarelli.
E’ strano, cioè, magari è pure normale, ma senza nemmeno accorgermi di cosa stessi facendo mi sono ritrovato a toccarmi…
Cosa ci trovo di inconsueto? Boh, forse il modo inconsapevole; mi stavo facendo una sega senza saperlo. Voglio dire, quando ho fatto sesso la prima volta era sì una prima esperienza, ma sapevo di cosa si trattasse. Lì no, l’ ho fatto e basta.
Una sega ante litteram.
Il primo orgasmo ha avuto il sapore di una cosa universale; non ho mai goduto tanto per una semplice sega, e dire che me ne sono fatte a migliaia.
Sarà stata la novità, sarà stato il vedere una ragazza in modo nuovo, sarà stata l’ inconsapevolezza.
Ricordo che avevo un mal di testa boia… mentre venivo pensavo mi scoppiasse, ma ho continuato perché era davvero la fine del mondo.
Ne ho ottenuto un liquido biancastro, ma non come quello che mi ritrovo adesso. Era meno denso, più simile all’ acqua… mi sapeva di acerbo. Magari era esattamente come ora, ma mi è rimasta impressa l’ immagine di qualcosa di meno viscoso.
Nonostante la stanchezza ho continuato pure dopo, ma proprio non capivo perché ora, anziché godere, bruciava come se l’ avessi improvvisamente infilato su una graticola ardente.
Allora come adesso mi piaceva disegnare e vi giuro che mi sono dannato per cercare il colore che il tutto aveva preso in quell’ occasione. Non era rosso carminio, ma nemmeno ciclamino… una via di mezzo. Adoravo quel colore ma era tutto inutile, non si trovava proprio.
Il giorno dopo, forte della mia luminosa incoscienza, andai da mia madre a raccontarle l’ accaduto e lei, dopo aver assunto un colore simile a quello che cercavo, sforzò un sorrisetto e mi disse: “Ora sei un ometto”.
Cavolo come suonavano bene quelle parole!
Senza sapere perché ero ormai un uomo. Se dipendesse solo da quello ora sarei un uomo come non ne fanno più.
Inebriato dalla mia virilità mi bullavo con gli amici in classe, narravo di un liquido fantastico che riuscivo a produrre tutto da solo. Lo descrivevo come un filtro magico. Il mio filtro magico.
Una volta per dimostrare i miei immensi poteri ad un compagno che avevo invitato in casa corsi in bagno e mi feci una sega. Fui acclamato come un eroe! La mia vita era radicalmente cambiata.
Non potete immaginare che rabbia quando anche gli altri amici iniziarono a compiere i miei stessi prodigi. Ero geloso, geloso marcio. Come quando ti affezioni a una canzone semisconosciuta e un bel giorno te la ritrovi su MTV e in radio… cavolo no! Quella era la mia canzone. Il mio distintivo!
Fortunatamente c’era sempre qualcuno che aveva ancora bisogno di una guida e cercava ragguagli circa la via da seguire:
“Cosa bisogna fare? Quanto tempo ci vuole? E dopo?”… Ero lo stimatissimo guru, un segaiolo provetto. Era un gran vanto.
Iniziò l’ era delle registrazioni e delle collezioni cartacee.
Un periodo nel quale non vedevo l’ ora che i miei uscissero la sera per prendere la mia videocassetta preferita e registrare gli spogliarelli, con una precisione sui tempi che i collaboratori di Mediaset si sognano.
Una sera sapevo della messa in onda di uno strip di una ninfetta che mi faceva sudare spermatozoi alla sola vista… purtroppo c’era mia madre in casa. Non potevo annoverarla fra le regine del lettore… una tragedia!
Vi giuro, ho passeggiato nervosamente nella mia cameretta per tutta la sera. Avevo le palle che mi scoppiavano. Alla fine però ho fatto un fagotto di coraggio e: “Mamma, ti prego, lasciami registrare lo spogliarello. Tu stai in camera tua e non uscire!”.
E sottolineo il non uscire. Non volevo esser visto mentre facevo le mie cose.
Avevo pure una vasta biblioteca, ricca di tutte le uscite di Scandali 2000, Vip e Scoop… quelle riviste che mentre vai a comprarle ti inventi un sacco di scuse assurde per giustificarti con l’ edicolante. Poi al momento della verità arrivi li e ti si paralizza la lingua. Ti viene una faccia da ebete… ebete segaiolo. Il più delle volte l’ edicolante è pure una femmina. Davvero, in quei nanosecondi il cervello chiude per ferie, ma bisogna cercare di sfangarla, in qualche modo: “Sì vorrei quel giornaletto lì… quello lì dai… non ricordo il nome… me l’ ha chiesto un mio amico che si vergogna, così manda me… ma mi paga sa? Chiamami scemo…”.
A ripensarci sorrido, ma quelle scuse sembravano davvero inattaccabili. Un artificio machiavellico.
Nascondevo tutti quei giornali in uno scomparto dell’ armadio di camera mia, dentro un libro di botanica, di quelli da venti pagine ma di formato enorme. Quelli insomma che la banca ti regala a Natale.
Questa è una cosa che non ho mai capito: gli argomenti di questi libri regalo sono scelti apposta per farci sentire dei dementi o davvero c’è qualcuno che si interessa all’ arte dello spinterogeno su Marte? Oppure al motore a scoppio delle bighe fenicie? Hanno sempre argomenti così assurdi…
Comunque ho molta nostalgia di quel libro, a forza di infilarci dentro riviste aveva lo stesso volume della bibbia… in più c’erano anche delle immaginette ottenute da Panorama o L’ Espresso che spuntavano fra le pagine come fossero dei santini.
Era un bel problema strappare le parti dei giornali per collezionare le modelle. Innanzitutto c’era il rischio che i miei, vedendo articoli mancanti, se ne accorgessero. In più nello strappare si fa un casino inimmaginabile. Così per coprire il rumore starnutivo, oppure tiravo l’ acqua del water… mi è capitato di tirarla nove volte… Manco avessi bevuto una tanica di purgante da cavallo.
Comunque il mio nascondiglio non era proprio il massimo; mia madre apriva quell’armadio centinaia di volte al giorno.
Chissà se nutriva sospetti per un libro di botanica imboscato in mezzo ai maglioni di lana… e chissà se ne nutriva nel vedere che, a dodici anni, portavo in bagno con me dei fascicoli sulle sequoie dell’ Arizona…
Da allora non smisi più di chiudermi in bagno a chiave, e ci stavo delle ore.
Odiavo quando, proprio sul più bello, sentivo la voce di mia madre: “Tutto bene?” “Cristo sì, tutto bene! Non rompere le palle!”
L’ eccitazione rende irascibili.
Era una cosa insopportabile anche perché dopo non riuscivo più a venire, mi troncava. Mi ritrovavo per tutto il resto del giorno con due palle come se avessi l’ orchite.
Un’ altra cosa che proprio detestavo era Alessia Merz: era la regina di quelle che mi piacevano da impazzire e non mi eccitavano. Vi giuro, non la sopportavo! Cavolo sei così gnocca, perché non mi fai effetto? Niente, anzi, si afflosciava. Non riuscivo ad eccitarmi nemmeno baciando le pagine che la ritraevano.
Quelle pagine, fra saliva e schizzi d’altro genere, sembravano dei dalmata.
Tuttavia non ho mai guardato giornali fortemente porno, non mi sono mai piaciuti, perché c’era pure la partecipazione maschile.
Insomma le modelle erano immacolate e irraggiungibili; si potevano ammirare, potevi ravanarti un po’ ma alla fine dovevano rimanere illibate. Le dipingevo così.
A dire il vero non è che ci fosse stato bisogno di chissà quali veneri, la scollatura delle giornaliste era più che sufficiente, nei miei interminabili pomeriggi.
Grande festa anche per i balletti delle veline, ma quelle sono le famose seghe contro il tempo: dovevo venire prima che ricomparisse il faccione di Iacchetti, se no mi toccava aspettare la pubblicità e il successivo stacchetto. Sono brutti quei momenti, quando rimani eccitato ma non hai stimoli: di solito poi quando concludi non godi nemmeno dalla spossatezza, ma ti ritrovi con un destro degno di Mike Tyson.
Verso la seconda media mi ammazzavo sì di pippe, ma solo pensando alle belle da copertina; di certo non immaginavo che pure le mie compagne potessero fare simili cose. Fu un tuffo al cuore sapere che una mia amica avesse fatto sesso con qualcuno; per un mese il mio pensiero fisso per quei momenti era lei. Quando era in classe fissavo intensamente il suo seno, acerbo, da tredicenne. E immaginavo i suoi movimenti, le sue mani, le sue espressioni. Tutto.
Ero entrato nell’ ottica che il sesso non era un mondo poi tanto alieno. Per qualcuno.
Sì certo, anch’io, come tutti, a parole mi sarei scopato l’ intera classe, ma non avrei nemmeno saputo iniziare. Sono paure che mi porto dietro ancora adesso.
Intanto le seghe progredivano e aumentavano i modi per renderle più spettacolari.
Agli inizi della mia carriera le facevo solamente in bagno, sulla tazza. Il problema è che il mio bagno è esattamente all’ altezza della casa dei vicini; una volta mia madre ha tolto le tende per lavarle… fu imbarazzante vedere che, dopo esser venuto, tutta la famigliola dei vicini era sul terrazzo a far finta di nulla…
Mi sono fatto furbo e ho iniziato a masturbarmi sdraiato sul pavimento, con le piastrelle così fredde che ogni volta rischiavo una glaciazione al sedere. Splendide anche quelle nella vasca da bagno, anche se hanno l’ inconveniente di dover balzar fuori subito dopo esser venuto. Per non incrostarti di sperma. Iniziai a preferire la doccia.
Ma ho avuto locations più strane. Ad esempio, alle medie, stavo scoppiando a forza di vedere la compagna che vi dicevo; sono corso in bagno e via.
Un’altra volta a Rimini me ne sono fatta una subacquea. Mi piacerebbe poter ringraziare la tedesca che a due passi da me mi ha fatto da musa ispiratrice.
Parlando di adesso, non riesco più ad eccitarmi se non pensando di fare l’ amore con due ragazze contemporaneamente. Non una. Due. E’ più sexy.
Ma non devono essere certo scelte a caso, voglio che abbiano un legame nella vita vera, ad esempio amiche o compagne di classe. Oppure che vadano a scuola con lo stesso treno.
La scelta dell’ ispirazione doppia è sempre molto delicata, difatti perdo almeno un quarto d’ora ogni volta.
Mi arrapa molto anche pensare a una tipa che fa l’ amore senza che io possa partecipare, ma questo dev’essere un trauma da pornografia.
Vi assicuro che a me i film porno danno molto da pensare. Ad esempio, la coppia che fa sesso: quando si incontrano prima delle riprese che fanno? Si stringono la mano? Piacere di conoscerla? Come si fa ad essere così formali sapendo che fra poco scoperanno davanti a una telecamera?
Oppure quei filmetti dove due fanno sesso e c’è un terzo che tocca ma non partecipa: come cavolo può sentirsi quest’ ultimo? Se fossi in lui, in camerino, mi inginocchierei davanti all’attrice per chiederle una pompa… Ma si può? E lei come reagirebbe? Mah.
Tornando al discorso d’apertura, sento dire dai miei amici che praticamente non si fanno mai una pippa… so benissimo che è una cavolata. Ma mi chiedo: è normale ammettere candidamente di farlo, come me? In particolar modo con le ragazze: magari falso un pochino con le cifre, anziché tre al giorno dico una ogni tre giorni, ma non nascondo mai di toccarmi. Anche perché questa botta di sincerità fa molto figo, come l’ uomo che non ha nulla da nascondere. O almeno così mi sembra.
Altra frase che proprio non capisco è: “Diego, amico mio, sarà più di un mese che non scopo, sto per esplodere”.
Al di là del fatto che pure per me “è più di un mese”, visto che un anno è più di trenta giorni, mi risulta… però davvero rimango un po’ allibito. Ho fatto sesso poche volte e a distanza di secoli l’ una dall’ altra, ma sono ancora tutto intero… che dipenda dalla frequenza delle pippe?
Boh. Qui scopano tutti, a destra e a sinistra, e per me andare a letto con una rappresenta un’ eccezione.
Ho la famigerata sindrome del pacchetto chiuso: se compro una scatola di profilattici rimarrà sigillata per mesi, con tanto di cellophane.
A volte però anch’ io ne utilizzo qualcuno… per i gavettoni funzionano da Dio.
Mi si sono presentate, devo ammetterlo, molte più occasioni erotiche di quante ne abbia effettivamente sfruttate, ma il mio problema sono i fantasmi adolescenziali che mi tiro dietro sin dai tempi delle medie.
Insomma: ho una paura terribile di non trovare il buco. Davvero.
Molte volte mi sono bloccato sul più bello, adducendo le scuse più bizzarre. Potevo buttarla sul romantico: “Non voglio fare l’ amore con te subito, prima voglio conoscerti bene”… Queste cose ti rendono speciale ai suoi occhi. Se solo sapessero la verità…
Una sera ho detto di aver visto un ufo. Giuro. Sono balzato giù dalla macchina indicando un punto nel cielo… sì, ero anche un pochino ubriaco, non ripeterei la stessa scemenza… Questa tipa non mi ha più cercato… mah, le ragazze sono strane.
La mia prima volta è stata nel letto dei miei genitori.
Oddio, non era il massimo dell’ erotismo… sul comodino c’erano le foto della prima comunione, quelle dei miei nonni morti, un quadro di Gesù Cristo con la scritta “Segui la mia via”… insomma, eccitarmi era un’ impresa.
Poi avevo la mia solita fobia, ma grazie al cielo in questo senso faceva tutto lei.
Lei era sopra di me ed era abbastanza piacevole, voglio dire, nulla a che vedere con quanto mi immaginassi nelle pippe, però sono stato anche peggio nella vita.
Purtroppo poi ha voluto che stessi sopra io.
Mi sentivo molto impacciato, dovevo pensare ad altre mie amiche per eccitarmi un pochino, faticavo come un somaro ma di godere nemmeno l’ ombra. Però a forza di sudare mi sono quasi mummificato.
Sono normale? E’ così semplice godere tremendamente per il sesso? A me non riesce poi così bene… Preferisco di gran lunga gli strusciamenti, i preliminari.
Vabbè, c’è di buono che si è sparsa la leggenda che io duri tanto a letto, e ci credo, è come se non ci fossi.
Io mi ci metto pure d’ impegno, mi focalizzo sul fatto che devo godere, ma poi va a finire che mi concentro più sul pensiero di godere che sul godere effettivo… ho un’ erezione alla mente e il resto diventa soffice come il pandoro.
Invece, per antitesi, ci sono state occasioni nelle quali solo toccando la mia lei venivo come una fontana. Ricordo con Samantha, quando nella sua cameretta da quindicenne, ancora vestiti ci strusciavamo, io sotto e lei sopra. Un paradiso. Mentre si spalmava su di me mi aspettavo delle scintille come le partenze di Formula 1. Dopo mezz’ oretta di baci infuocati e su e giù mi sussurrava: “Quello sfigato del mio ex già con questo veniva”. E io rilanciavo “Che coglione”, mentre mi asciugavo i pantaloni col centogradi.
Pazzesco. I miei vestiti avevano l’ effetto topping, colavano come il caramello sul Sundae del Mc Donalds.
Un’altra cosa che mi accende è portare verso casa mia una ragazza con la quale saprò gia di fare sesso; quei minuti interminabili in macchina passati a discorsi per non darle l’ impressione di fartela e basta. E mentre parli di buddismo o politica hai due maroni pieni come boiler d’acqua bollente.
Io il più delle volte mi riprometto di essere tenero dopo il momento erotico, intendo parole, abbracci, carezze… ma sono promesse del cazzo. Letteralmente.
Una volta finito infatti mi da un fastidio nero vederla lì, dover essere dolce, pensare a tutte le domande imbecilli che nascono in queste situazioni: “Cosa pensi di me?”. Ma che cazzo ne so signorina mia. Io ho sonno ora.
In questi momenti accendo una sigaretta e spengo la mente.
Parlo a monosillabi. “Mi vuoi bene?” “Sì” “Non mi stai usando e basta, vero?” “No”… “Stai un po’ zitta” è una frase troppo articolata, così non la dico e riesco a salvarmi.
Comunque il più delle volte se sono a casa mia fingo di avere un impegno improrogabile, da compiere da solo. Capito? Da solo! La porta è quella, prego… dopodiché apro l’ acqua e mi concedo un idromassaggio rilassante col bagnoschiuma al pino silvestre… quello per me è il vero orgasmo.
Quando uso quell’ essenza sembra che tutto il mondo mi strizzi l’ occhio.
E, in caso di necessità, la mano destra con la quale ho scritto non si rifiuta proprio mai.

Stay Beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 00:56
(categoria: "Informatica")


L'angolo dell'emarginato che gioca a playstation.
Piccola premessa: questa piccola guida è tutta farina del mio sacco... la mia vita sociale è un po'deludente in questi giorni...!

SOUL CALIBUR II

Se amate i picchiaduro e il nome Namco è per voi sinonimo di qualità allora vi consiglio caldamente di acquistare ad occhi chiusi Soul Calibur II, un capolavoro di scontri all'arma bianca.

Già.... proprio il fatto che si tratti di combattimenti con armi e non a mani nude, come invece accade in Tekken, può far storcere il naso a molti, ed è difatti questo uno dei motivi principali per cui molti miei amici, senza nemmeno averlo giocato, dicono "Preferisco Tekken"...
Ma se i miei amici sono fondamentalmente dei coglioni ciò non significa che dobbiate esserlo pure voi, perciò impugnate il joypad e iniziate a provarlo!

Soul Calibur II è il terzo capitolo di una saga iniziata ormai diversi anni fa con Soul Edge (Soul Calibur per PS1).
Le principali differenze con l'altro capolavoro Namco sono, oltre alla già citata presenza di armi, la possibilità di spostarsi lungo gli assi dello schermo (modalità 8 way run) e il Ring Out, presente fin dal primo capitolo (ovvero la sconfitta in caso di uscita di uno dei personaggi dal perimetro di gioco).



Qui vi svelerò alcuni trucchi per sbloccare alcuni dei numerosissimi extra presenti senza necessariamente passare settimane insonni a suon di caffè, sigarette e morfina.


PERSONAGGI

I personaggi sono in tutto 23, di cui 15 disponibili dall' inizio, e fra loro potremo trovare sia vecchie conoscenze, come Kilik, Voldo e Taki, sia new entries come il francese Raphael.
Presente per la seconda volta anche il fido Yoshimitsu, come sempre in versione più "spadacciona" che non in Tekken e, come sempre, uno dei personaggi più cretini e inutili dell'intera compagine (Questa è un'affermazione personale).
Una peculiarità di questo nuovo capitolo della saga è la presenza di un personaggio caratteristico a seconda della piattaforma sulla quale è stato sviluppato: su PS2 avremo difatti un altro personaggio di Tekken, Heiachi Mishima (che combatte con due ridicole protezioni per i polsi, particolarmente convincenti quando si trova di fronte alla mannaia di Astaroth o allo spadone di Nightmare), mentre su Cube vedremo Link (dal videogame The Legend of Zelda) e sull' X Box troveremo infine il celebre personaggio di Spawn.

I caratteri presenti fin dall' inizio sono i seguenti:
Astaroth, Cassandra, Heiachi, Ivy, Kilik, Maxi, Mitsurugi, Necrid, Nightmare, Raphael, Taki, Talim, Voldo, Xianghua, Yungsung.

Per sbloccare i rimanenti personaggi dovrete invece aderire ad alcune particolari condizioni:

Sophitia: Completate il Capitolo 4 - 5 del Weapon Master Mode.
Seung Mina: Completate il Capitolo 6 - 3 del Weapon Master Mode.
Yoshimitsu: Completate il Capitolo 2 - 3 del Weapon Master Mode.
Charade: Completate il Capitolo 3 - 1 del Weapon Master Mode.
Cervantes: Completate il Capitolo 3 - 4 del Weapon Master Mode.
Lizard Man: Completate tutte le 58 Missioni Extra del Weapon Master Mode (E pensare che per ottenere sta merda dovete sudare sette camicie...)
Assassin: Completate il Capitolo 3 - 2 delle Missioni Extra del Weapon Master Mode.
Berserker: Completate il Sotto Capitolo 3 - 2 delle Missioni Extra del Weapon Master Mode.



Ultima piccola digressione sui personaggi: Quasi tutti i personaggi bonus sopra elencati, con eccezione di Sophitia, Seung Mina e Cervantes, sono delle cazzate inutili.
Lasciando in pace il povero scemo con la bandiera attaccata sulla schiena (in perfetto stile samurai), c'è da dire che Charade è la versione sfigata di Mokujin, ovvero il personaggio che cambia arma ad ogni round.
Per quanto riguarda il trio Lizard Man, Assassin e Berserker, altri non sono che, rispettivamente, una copia mal fatta di Sophitia, la copia di Hwang Sung Kyung e la copia di Rock, entrambi personaggi del primo Soul Calibur.
Inoltre questi vengono gestiti come dei "comprimari" del gioco, cosicchè non potranno comunque essere selezionati in determinate modalità di gioco, come l'arcade singolo... ciò li rende decisamente meno appetitosi da sbloccare.

Per quanto riguarda invece i personaggi nuovi di zecca posso dirvi che Cassandra, essendo la sorella minore di Sophitia, ha le medesime armi e uno stile piuttosto simile, ma più adatto alla tattica e alla strategia che non allo "schiaccia pulsanti" casuale. Io la reputo una versione più tecnica della mia amatissima combattente ellenica
Necrid è un pirla, e pensare che per disegnarlo si è scomodato pure Todd Mc Farlaine... beh poteva farne a meno, tanto è quanto di più stupido e anonimo potessero creare.
Raphael ha uno stile molto complesso, il classico personaggio che ti da soddisfazione solo una volta che viene padroneggiato egregiamente... cosa che ancora non mi è riuscita (Un po'come Ivy, insomma).
Talim ha un arma a cortissimo raggio ed è molto rapida, richiede una tecnica di combattimento simile a quella di Taki... ed è un'ottima scelta per chi pigia a caso i pulsanti "che tanto qualcosa succede".
Heiachi.... meglio che se ne stia in Tekken.
Yungsung è molto simile al vecchio Hwang, ma utilizza un vastissimo arsenale di calci. Non reputo sia un lottatore tecnicamente molto profondo, ma è piacevole da controllare.



WEAPON MASTER MODE

E' una modalità avventura abbastanza vasta, condita da elementi di RPG come l'esperienza e i dungeons ed è la fonte principale dalla quale sbloccare i numerosi bonus offerti dal gioco.
A seconda della località nella quale vi troverete avrete a disposizione diversi oggetti da acquistare nel "negozio", principalmente armi con diverse caratteristiche per i vostri personaggi.
Vi dico subito il metodo per sbloccare le missioni Extra più complesse:

Sotto Capitolo 2 - 1: Completate il Capitolo 4 - 3 delle Missioni Extra dopo aver raggiunto il livello esperienza 72 "Iron Edgemaster" (Lo so, per arrivare fin qui bisogna essere dei pazzi psicotici senza legami con il mondo esterno...).
Capitolo 8 - 5: Completate il Sotto Capitolo 4 - 2 delle Missioni Extra.

In tale modalità potrete sbloccare non solo armi, ma anche costumi alternativi e arene, e a questo proposito:

Arene bonus:
Phoenix Court/Hwangseo Palace: Completate il Capitolo 7-2
Lakeside Coliseum: Completate il Capitolo 1-3
Money Pit: Completate il Capitolo 4-1
Egyptian Crypt: Completate il Capitolo 8-5
Labyrinth: Completate il Capitolo 6-6

I costumi alternativi potranno essere acquistati in negozi di determinate zone:
Astaroth: Capitolo 5 e Capitolo Extra 1
Cassandra: Capitolo 10, Sotto Capitolo 4 e Capitolo Extra 2
Ivy: Capitolo 6 e Sotto Capitolo 4
Mitsurugi: Capitoli 1 e 10 e Capitolo Extra 1
Nightmare: Capitolo 4 e Capitolo Extra 2 (dopo aver giocato il Capitolo 8-6)
Raphael: Capitolo 8 e Capitolo Extra 1
Seung Mina: Sotto Capitolo 2
Sophitia: Sotto Capitolo 2
Taki: Capitolo 2, Sotto Capitolo 4 e Capitolo Extra 2
Talim: Capitoli 9 e 10, Sotto Capitolo 4 e Capitolo Extra 2
Voldo: Capitoli 3 e 10 e Capitoli Extra 1 e 2
Xianghua: Capitolo 7, Sotto Capitolo 4 e Capitolo Extra 2


PICCOLE DRITTE GENERALI:

- Utilizzate largamente la parata ad impatto ( avanti + X per i colpi alti e medi, indietro + X per quelli bassi). Inizialmente risulterà scomoda e infruttuosa, ma una volta acquisita la giusta tempistica vi tornerà molto utile in diverse situazioni di gioco.
- Impostate l' incontro a seconda del vostro avversario: se vi scontrerete con un personaggio dall'arma con lunga gittata, come Astaroth, è inutile stare lontani. Molto meglio incalzarlo nel corpo a corpo con manovre rapide, poichè raramente questi personaggi hanno un vasto parco mosse che rompano il ritmo.
- Utilizzate spesso la corsa laterale (8 way run) favorita dal fatto che in Soul Calibur II non sono presenti colpi ad "inseguimento" come accade invece nella saga di Tekken.
- Limitate le proiezioni, che oltre ad essere prevedibili sono anche demodè; affidatevi piuttosto alle combo, di facile realizzazione e di gran lunga più difficili da evitare.
- Non contate eccessivamente sul Ring Out, dal momento che poche sono le mosse in grado di lanciare l'avversario fuori dal ring, e spesso necessitano di un lungo tempo di recupero.



Stay beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 00:30
(categoria: "Vita Quotidiana")


I Paladini del teleschermo
CHUCK e NORA

Ho il piacere di presentarvi due persone che sicuramente cambieranno la vostra vita, come del resto hanno cambiato radicalmente la mia.
Vedete quei due poveracci che salutano da un salotto finto vittoriano nel logo del mio blog?

Forse qualcuno di voi li conosce già.

Per chi non avesse già avuto tale onore, vi consiglio di acquistare immediatamente una parabola (vi assicuro che vale la spesa) e sintonizzarvi in un orario qualsiasi sull'emittente varesotta TBNE (Trinity Broadcasting Network Europe).
I due eroi sono Chuck e Nora, due telepredicatori italo americani di una non ben precisata confessione (probabilmente evangelisti, ma si tratta di un'ipotesi).

Vi terranno compagnia con il loro ottimo accento made in Usa, con le loro richieste di preghiera provenienti da tutta Italia (robe tipo "preghiamo per la sorella Susy di Vigevano che sta male"... nella foto sottostante potete ammirare il mazzo di lettere nella mano di Chuck) e con le canzoni bellissime e pregnanti di significato che la bella e biondissima Nora canta di puntata in puntata.



Già che ci siete guardate pure il Power Team (però lo trasmettono solo di notte), dove in un arena gremita in ogni ordine di posto dei lottatori di catch spezzano assi di legno, piegano sbarre e altre amenità il tutto in nome di Nostro Signore.

Oppure godetevi i miracoli di Benny Hinn, che cura tumori e quant'altro con un gesto della mano.

E infine il Kid's Club, che manda in onda da uno studio anni '80 dei cartoni animati i cui protagonisti sono Gesù, due bimbi e un robot (?!?).

E compratevi sta parabola, cacchio! Non sapete che vi perdete!

Stay beautiful.


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lunedì 29 novembre 2004
ore 00:02
(categoria: "Vita Quotidiana")


Un week end
Ieri ho finito GTA San Andreas.
Sì, so che non fregherà niente a nessuno del fatto che io abbia finito un videogioco.
Ma per me è un po' triste.
Mi ero impegnato per tre settimane intere per compiere quel miracolo di tamarraggine che era il mio personaggio, e penso di aver raggiunto un ottimo traguardo.
Nero come il fondotinta, bello muscoloso come un bronzo di Riace, rasta biondi, occhiali da sole rossi, pantaloni mimetici, canottiera attillata e ciondolo dell'Africa.
Una roba cosi non la peschi nemmeno a Tunisi.
Penso di aver fatto un ottimo lavoro.
E ora il gioco è finito.
Niente più sparatorie per Los Santos, niente più furti d'auto, niente più ignari pedoni sfrittellati qua e la per le stradine del centro.
Niente.

Che palle.

Oggi sono andato a trovare la mia ragazza.
Lei abita a Bergamo, ed è molto comodo visto che io sono di Alessandria.
Come mai ho una ragazza che abita tanto lontano da me?
L' ho conosciuta in chat, tre anni fa.
Non ho voglia di sentirmi dare dello sfigato perchè ho trovato la ragazza in chat... ma se proprio non potete farne a meno fate pure.
In effetti è strano che ci abbia messo tanto prima di incontrarla; di solito le persone che conosco via web le vedo dopo un mesetto o due, per lei invece ho aspettato tre anni e passa.
Ci siamo visti a Milano un mese e mezzo fa, e poi ci siamo messi assieme.
E' un po' piccola, ha 16 anni appena compiuti... io ne ho 21.

A volte mi domando se sono pedofilo.

Boh, lei è simpatica e intelligente, oltre che molto carina, e, soprattutto, per la prima volta in vita mia mi sento davvero innamorato di una ragazza.
Quindi si fotta l'anagrafe e va bene cosi.

C'è anche da dire che la sua famiglia è piuttosto strana, ad esempio suo padre fa sempre delle battute che io non capisco, o al massimo capisco dopo una mezz'ora abbondante.
Suo fratello invece ha tre anni ed è un fenomenale rompicoglioni.
Peggio ancora che si è affezionato a me, cosi ogni volta che mi chiudo in camera con lei piange perchè vuole entrare a farmi vedere i pupazzetti di Buzz Lightyear.



Però Toy Story era una figata. Non mi ricordo più la trama, ma quando l'avevo visto avevo pianto molto.

Aspettate... c'era il cowboy che era il pupazzo vecchio, e prima era geloso di Buzz. Poi Buzz si accorgeva di non essere tanto trendy come pensava di essere, quando si era accorto che che tutte quelle carabattole per chiamare la nave stellare erano delle minchiate... o qualcosa del genere, non ricordo.
Peccato, comunque mi piaceva.

A voi è mai successo di vedere un film, piangere, e poi ogni volta che lo vedete piangete nuovamente?
A me succede con alcuni film.
Ad esempio la prima volta che ho visto American Beauty ho pianto come un vitello.
Poi siccome parlo sempre bene di questo film anche i miei amici e le mie amiche che non l'hanno visto mi chiedono di vederlo.
E tutte le volte piango.
Mi ricordo quando l' ho visto con la mia ex, io avevo i lucciconi e lei mi guardava strano, poi mi ha detto: "Oh, ma che cazzo piangi?"
(Era fine come un camionista).

Poi capita a volte invece che guardi un film e ti sembra una figata, e nel rivederlo invece scopri un sacco di cazzate inspiegabili.
Ad esempio "A Beautiful Mind", quando John Nash crede di essere nella base spaziale a decifrare codici... in realtà, che cacchio stava facendo?
Era perso in un bosco, seduto su un tronco, che fissava il vuoto e indicava un punto imprecisato nell'aria?

Mah.

Andrò a vedere un po' di wrestling, dove i bestioni fanno finta di menarsi e mi fanno divertire molto.

Stay beautiful.


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